"Cuore puro – Favola nera per camorra e pallone" in scena al Sannazaro, 21-23 febbraio 2025

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"Cuore puro – Favola nera per camorra e pallone" in scena al Sannazaro


DOVE Teatro Sannazaro

Via Chiaia, 157

QUANDO Dal 21/02/2025 al 23/02/2025 [.......] Orario non disponibile
PREZZO Prezzo non disponibile

Redazione
17 febbraio 2025 16:15

Cuore puro – Favola nera per camorra e pallone di Roberto Saviano con
la scrittura e la regia di Mario Gelardi va in scena al teatro
Sannazaro da venerdì 21 a domenica 23 febbraio. In scena ci sono: Vito
Amato, Emanuele Cangiano, Carlo Di Maro, Francesco Ferrante e con
Antonella Romano.

Cuore puro è uno degli ultimi romanzi di Roberto Saviano, riscrittura
di uno dei suoi primi racconti. È la storia di tre ragazzini che
vengono assoldati come vedette della camorra. Il loro compito è quello
di giocare a calcetto in una piazza ed avvisare quando arriva la
polizia o qualcuno sospetto. Saviano racconta l’adolescenza dei
ragazzi, costantemente divisi tra la passione per il calcio e i soldi
facili della delinquenza.

Cuore puro è una storia ambientata a Napoli, ma non necessariamente
napoletana. Infatti rimanda ad echi di un cinema di Loach (Sweet
Sixteen, My name is Joe) conservando un naturalismo ed un rapporto con
la realtà più vicino al grande cinema di impegno civile italiano.

È una storia di un talento e di come il talento non basta se nasci nel
luogo sbagliato. È così che Tonino, un novello Mangiafuoco che vuole
fare il procuratore sportivo, allontana i ragazzi dal volo delle loro
aspirazioni, portandoli con i piedi per terra.

“Nessuno dei ragazzi rimpiangeva nulla. Qui si è abituati a pagare per
qualsiasi cosa, ogni scelta la paghi. La scelta di restare, la scelta
di emigrare, lavorare in nero, arruolarsi, tutto si paga senza
possibilità di vantaggio. È la prima cosa che impari quando cresci da
queste parti. Aver pagato per un sogno, il sogno di vivere giocando,
in fondo non era peggio di pagare per qualche altro motivo. Se proprio
si deve subire, meglio subire per un desiderio che in parte si è
assaggiato, piuttosto che per qualcosa che non si assaporerà mai."

IL PROGETTO ARTISTICO

Cuore puro è una favola nera. Una favola raccontata dai tre ragazzi
che si daranno la staffetta durante lo spettacolo. Un misto tra
narrazione ed azione molto dinamica. All’angolo della piazza appare il
giovane Tonino che sceglie i ragazzi per giocare a pallone e fare da
vedetta, gli dice che gli passerà un piccolo mensile e che loro
comunque dovranno continuare ad andare a scuola, per non attirare
l’attenzione di nessuno. Tonino è alle dipendenze di un uomo colluso
con la malavita ma, a tempo stesso, un procuratore di calcio. Tonino è
un po’ come il lucignolo di questa novella nera, li porta nel paese
dei balocchi, che assomiglia a volte all’inferno, ma un inferno dorato
a cui è difficile dire di no. Quando un osservatore del Napoli porta i
ragazzi a fare un provino con le giovanili della squadra, Tonino
piomba sul campo di gioco e, ancora una volta, li riporta alla realtà,
li allontana dal sogno di diventare calciatori. È così che i ragazzi
crescono, tra le aspirazioni e la realtà. Durante una partita
importante, con la squadra da sempre odiata, uno di loro, Giovanni, si
fa prendere da una splendida azione, un’azione che gli ricorda una di
Kvaratskhelia, vista in televisione la sera prima. Il ragazzo si fa
prendere talmente dal gioco, da non accorgersi dell’arrivo in piazza
di una volante della polizia. Quando Tonino chiede al ragazzo perché
non ha fatto il suo lavoro, a suon di schiaffi lui ammetterà – era
troppo bella quell’azione. È così che quel ragazzo, per seguire la
passione del calcio, di un’azione bellissima, verrà allontanato dal
gruppo, non lo sa ancora ma quella sarà la sua salvezza. È qui che
inizia la seconda parte di questa favola che diventa sempre più cupa.
I ragazzi rimasti diventeranno sempre più dipendenti dal danaro che
Tonino gli elemosina, fino al giorno in cui “la strega chiederà a loro
di portargli il cuore di Biancaneve”. Se ogni favola ha una morale,
pure questa novella nera ce l’ha, l’unico ragazzo che si salva da un
epilogo drammatico, è quello che ha seguito una passione, la passione
per il calcio. Tutta la storia è vista sotto lo sguardo a volte
disilluso di una giovane madre che è consapevole del destino che tocca
al figlio. Una donna risoluta ma senza illusioni. Una madre simbolo
della città e dell’impossibilità di proteggere i propri figli dal
male.

"Ho sempre pensato che ovunque e in ogni vita potesse esistere una
possibilità di salvezza. Ho scritto Cuore Puro pensando ai ragazzini
della mia città che giocano a calcio in strada. Ogni piazza, ogni
slargo, ogni angolo per loro diventa un campo improvvisato, uno stadio
che ospita i passanti. I ragazzi che giocano nei quartieri più
disagiati, nelle periferie che tante volte ho descritto, spesso non
guardano al futuro con ottimismo; a volte non pensano nemmeno di
averlo un futuro, intrappolati come sono in una terra che ha così poco
da offrire. Ma in Cuore puro c’è qualcosa di diverso: la speranza
diventa una possibilità concreta di salvezza e inseguire la propria
passione, segnare quel goal, ti può salvare la vita. I ragazzi
protagonisti di quest’aria non lasciano nulla di intentato, ci provano
a realizzare il loro sogno, perché come diceva Maradona: “I rigori li
sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli”. Cuore puro per me è una
gioia semplice: è la gioia di una partita a pallone fatta per strada,
da piccoli. E adesso che per strada a pallone non gioco più, mi piace
rivivere quei momenti e restituirne la spensieratezza tutta infantile,
la convinzione irrazionale che un giorno le cose possano cambiare, e
non solo per noi stessi. Mi piace pensare che la mia terra, nonostante
tutto, abbia ancora qualcosa da offrire". Roberto Saviano

DETTAGLI:
Cuore puro - Favola nera per camorra e pallone
di Roberto Saviano

Scrittura e regia: Mario Gelardi

con: Vito Amato, Emanuele Cangiano, Carlo Di Maro, Francesco Ferrante
e con Antonella Romano

Musiche originali: Mokadelic

Scene: Vincenzo Leone

Costumi: Rachele Nuzzo

Disegno luci: Loïc François Hamelin
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