Imbavagliati, 11ª edizione, Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio 14), 11-13 maggio 2026 + prologo, Museo Plart di Napoli (in via Martucci 48), 24 aprile 2026

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Gino Di Ruberto [GMAIL]

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Apr 27, 2026, 7:10:29 AM (4 days ago) Apr 27
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1° articolo da
https://www.napolimagazine.com/cultura-gossip/articolo/a-napoli-imbavagliati-festival-internazionale-di-giornalismo-civile-all-istituto-italiano-per-gli-s-21-04-2026


Sarà “Il silenzio delle Innocenti: chi dimentica diventa colpevole", per
denunciare i diritti violati delle donne in Italia e nel mondo, il tema
dell’XI edizione di “Imbavagliati”, in programma dall’11 al 13 maggio e
realizzato in collaborazione con l'Istituto Italiano per gli Studi
Filosofici – che ospiterà la manifestazione nella sua storica sede di
Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio 14) – l’Ordine Nazionale dei
Giornalisti Italiani e Articolo21. Il Festival Internazionale di
Giornalismo Civile, ideato e diretto dalla giornalista Désirée Klain,
dal 2015 ha portato a Napoli quei cronisti che hanno sperimentato il
bavaglio della censura e la persecuzione di regimi dittatoriali, ma
nonostante questo non hanno rinunciato alla volontà di raccontare,
accendendo una luce sugli ultimi.

A introdurre l’argomento un prologo dal forte impatto, che si svolgerà
venerdì 24 aprile, dalle 16 alle 18, al Museo Plart di Napoli (in via
Martucci 48). Il primo focus, curato dalla giornalista ucraina Zhanna
Zhukova e dall’associazione Crasa APS, con l’apporto della Fondazione
Plart, sarà dedicato al racconto del dramma delle donne ucraine vittime
della guerra, attraverso la mostra dal campo dei reporter Alexander
Gimanov, Taras Fedorenko e Viktoriya Govorushchenko e la proiezione del
documentario “The will to win” di Kadim Tarasov. A seguire è prevista
l’esibizione delle musiciste Khronenko Svitlana (mandolino) e Roberto
Bianca (viola), che eseguiranno Il brano di Giovanni Hoffmann, Serenata
D-Dur.

Un fuori programma dell'iniziativa sarà il video intervento del
giornalista minacciato Mimmo Rubio, al quale è stata revocata la
protezione nelle ultime ore. “Sono un caso nazionale – ha detto Rubio -
revocata la scorta ad un giornalista che ha in corso processi per le
minacce della camorra, reati di mafia. Non c’è nessun precedente di una
personalità scortata per minacce mafiose, giornalista, testimone di
giustizia, a cui è stata revocata la scorta prima della fine dei
processi”. “Non è possibile abbassare la guardia mentre sono in corso 12
processi che riguardano anche le inchieste di Mimmo Rubio”, ha
dichiarato Désirée Klain, portavoce Articolo21 Campania, che “promuoverà
una raccolta di firme per chiedere la restituzione immediata della
scorta al coraggioso cronista, che vive in una terra sconvolta dalla
camorra, in una delle regioni italiane con il più alto tasso di
giornalisti minacciati.” La Mehari di Giancarlo Siani, il giovane
giornalista napoletano assassinato dalla camorra nel 1985 è simbolo
dell’iniziativa per la libertà di stampa un legame importante tra
passato e futuro, che insieme con slogan “Chi dimentica diventa
colpevole” rinnova ogni anno dal Festival l’appello per chiedere verità
e giustizia per altre vittime innocenti, come Giulio Regeni, Ilaria Alpi
e Mario Paciolla.

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2° articolo da
https://www.articolo21.org/2026/04/prologo-di-imbavagliati-al-museo-plart-per-le-donne-ucraine-vittime-della-guerra-e-la-liberta-di-stampa/


Prologo di Imbavagliati al Museo Plart: per le donne ucraine vittime
della guerra e la libertà di stampa

Redazione
25 Aprile 2026

Un evento culturale di grande impatto, pensato per dare voce alle
vittime innocenti di una guerra lontana, si intreccia con la cruda
realtà della lotta alla criminalità organizzata locale.“Oggi è una
giornata che ci offre di nuovo motivi per avere fiducia nello Stato,
proprio oggi abbiamo avuto ospite Mimmo Rubio al  prologo del Festival
Imbavagliati all’evento al Museo Plart di Napoli ed è stato proprio lui,
con la collega sotto scorta Marilena Natale a raccontare cosa è accaduto
e come ha vissuto l’incubo di questi ultimi giorni. Ricordiamo anche
quanto sia stato importante l’intervento di Articolo21, dell’Ordine
Nazionale dei Giornalisti Italiani, della Federazione Nazionale della
Stampa Italiana e del SUGC per arrivare a questo risultato”, afferma
Désirée Klain, portavoce di Articolo 21 Campania.

Il primo focus del festival per la libertà di stampa si è svolto venerdì
(24 aprile) al Museo Plart di Napoli. L’iniziativa, curata dalla
giornalista ucraina Zhanna Zukova e dall’associazione Crasa APS, in
partenariato con la Fondazione Plart è stata dedicata al racconto del
dramma delle donne ucraine vittime della guerra, attraverso la mostra
dal campo dei reporter Alexander Gimanov, Taras Fedorenko e Viktoriya
Govorushchenko e la proiezione del documentario “The will to win” di
Kadim Tarasov. A seguire c’è stata l’esibizione dei musicisti Khronenko
Svitlana (mandolino) e Roberto Bianca (viola), che hanno eseguito Il
brano di Giovanni Hoffmann, Serenata D-Dur. Molto toccante l’intervento
di Maria Pia Incutti, presidente della Fondazione Plart

“Il silenzio delle Innocenti: chi dimentica diventa colpevole” per
denunciare i diritti violati delle donne in Italia e nel mondo, è il
tema dell’XI edizione di “Imbavagliati”, che prosegue il suo programma
dall’11 al 13 maggio, in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli
Studi Filosofici – che ospiterà la manifestazione nella sua storica sede
di Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio 14) – l’Ordine Nazionale
dei Giornalisti Italiani e Articolo21. Il Festival Internazionale di
Giornalismo Civile, ideato e diretto dalla giornalista Désirée Klain,
dal 2015 ha portato a Napoli quei cronisti che hanno sperimentato il
bavaglio della censura e la persecuzione di regimi dittatoriali, ma
nonostante questo non hanno rinunciato alla volontà di raccontare,
accendendo una luce sugli ultimi.

La Mehari di Giancarlo Siani, il giovane giornalista napoletano
assassinato dalla camorra nel 1985 è simbolo dell’iniziativa per la
libertà di stampa un legame importante tra passato e futuro, che insieme
con slogan “Chi dimentica diventa colpevole” rinnova ogni anno dal
Festival l’appello per chiedere verità e giustizia per altre vittime
innocenti, come Giulio Regeni, Ilaria Alpi e Mario Paciolla.

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