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Circolo Cappuccini

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Nov 27, 2013, 4:26:09 PM11/27/13
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CIRCOLO CINEMATOGRAFICO CAPPUCCINI

Via Villa Clelia 12 Imola

Ogni sera unica proiezione alle ore 21.00.

Biglietto: intero € 5,00 - ridotto minori di 25 anni € 2,50.

Tessera di 5 ingressi: € 22,50.

Promozione: ingresso ridotto a € 2,50 per il venerdì a chi conferisce alla stazione ecologica Hera di via Laguna un elettrodomestico fuori uso, una batteria auto o olio vegetale / minerale esausto.

L’ingresso è riservato ai soci (tessera: € 2,50).

 

Venerdì 29 e sabato 30 novembre 2013

 

PAULETTE di Jérôme Enrico

 

Paulette è un'anziana vedova, che vive alla periferia di Parigi, con una pensione che non le dà abbastanza da mangiare. Una sera, osservando una compravendita di droga fuori dal suo palazzo, Paulette si mette in testa che l'unico modo per procurarsi del denaro sia entrare in quel traffico. Dotata di un buon senso degli affari e di un talento come pasticcera si mette a sfornare torte e pasticcini alla cannabis, assicurandosi presto una clientela in costante aumento e la stima del boss di quartiere… Commedia della crisi e della precarietà, che ruota attorno al personaggio indovinato di una vecchia burbera e incattivita, pronta a lasciarsi alle spalle qualsiasi scrupolo morale pur di non rinunciare alla propria dignità.

 

Interpreti: Bernadette Lafont (Paulette), Carmen Maura (Maria), Dominique Lavanant (Lucienne), Françoise Bertin (Renée), André Penvern (Walter), Ismaël Dramé (Léo a 7 anni), Jean-Baptiste Anoumon (Ousmane), Axelle Laffont (Agnès), Paco Boublard (Vito), Mahamadou Coulibaly (Idriss), Kamel Laadaili (Momo), Aymen Saïdi (Rachid), Soufiane Guerrab (Zak); Origine: Francia; Anno: 2012; Produzione: Légende Films, Gaumont, France 2 Cinéma, con la partecipazione di Canal +, Ciné +; Distribuzione: Moviemax (2013); Soggetto: Bianca Olsen, Laurie Aubanel, Cyril Rambour, Jérôme Enrico; Sceneggiatura: Bianca Olsen, Laurie Aubanel, Cyril Rambour, Jérôme Enrico; Fotografia: Bruno Privat; Musica: Michel Ochowiak; Montaggio: Antoine Vareille; Durata: 87’

 

Spacciare droga a ottant’anni? È raro ma succede. Lo dimostra a Parigi una vedova, Paulette, cui la modestissima pensione non basta per tirare avanti. Nel quartiere di periferia in cui abita si accorge però che ci sono strani movimenti attorno a una banda di ragazzacci dediti spesso a manovre oscure nei confronti dei passanti e non tarda a scoprire che si tratta di spacciatori di cannabis in grande stile e con proventi ingentissimi. Se ci provasse anche lei? Detto, fatto. Paulette prende contatto con la banda e, data la sua età e la sua aria insospettabile di borghese seria, viene fatta entrare presto nel giro, con ottime percentuali. Via di questo passo, anche se la situazione è complicata dal carattere di lei, aggressivo, bisbetico e perfino razzista nonostante sua figlia abbia sposato un ragazzo di colore, per di più poliziotto. Seguono disavventure di ogni tipo cui la stessa Paulette pensa a un certo punto di rimediare tornando, grazie ai suoi recenti guadagni, al suo vecchio mestiere di pasticciera, sostituendo alla droga paste e meringhe. Finendo in bellezza e in gloria non prima, però, di aver sventato ancora trappole e rischi non certo facili da superare…

Una commedia, è chiaro. Ce la racconta, scrivendola e dirigendola con garbo, Jérôme Enrico, figlio di quel Robert Enrico di cui si ricorderà almeno quel film, I tre avventurieri, che aveva al centro, dediti a una caccia al tesoro, Alain Delon e Lino Ventura. Qui, al loro posto, c’è una veterana del cinema francese, quella Bernadette Lafont incontrata per anni in film di Chabrol, di Rivette, di Miller, di Malle e di Truffaut. È lei che, dal principio alla fine, regge il gioco. Prima decisamente antipatica per quel suo razzismo che la induce a maltrattare persino il nipotino perché “nero” e che, mentre si confessa con un prete egualmente di colore, per manifestargli la sua stima le fa dire che “meriterebbe di essere bianco”. Poi, svelta, furba e molto intraprendente mentre spaccia cannabis e haschisch in strada e in metropolitana, sfuggendo sempre, dati i suoi modi irreprensibili, a qualsiasi controllo. In seguito, pronta a tutto, anche quando deve affrontare varie complicazioni che, mentre le risolve, le faranno mutare molti atteggiamenti, affettuosa adesso, come una nonna delle più normali, con il nipotino “nero” e nuovamente legata a un gruppetto di coetanee, sue amiche da sempre, che nel corso di tutti quegli eventi non aveva esitato a trattar male.

Tutto spigliato e fresco, ora con tensioni e ansie fra un incidente e l’altro, ora scopertamente spensierato e divertente. Da accogliere con simpatia.

(Gian Luigi Rondi - Il Tempo)

 

Mica scema la nonnetta Bernadette Lafont: non arriva al 15 del mese, razzista maltratta il nipotino e si mette nello spaccio di marijuana corretta con alta pasticceria. Ottica del “carino” e finale pieno di abbracci. Il regista Enrico è più Molinaro che Loach ma la commistione diverte e alla satira della terza età siede anche Carmen Maura.

(Maurizio Porro - Il Corriere della Sera)

 

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