Cari
amici,
alcuni
di voi lo sapete gia' un po', altri non sanno nulla.
Linda e'
ricoverata in Germania (a Zasmarshausen!) in clinica specializzata
nelle malatie delle vie respiratorie, reparto delle malatie altamente
infettive. Martedi' durante la giornata (e la notte) aveva tossito
del sangue (“ogni volta macchiavo diversi fazzoletti...”). Quella
stessa sera la portarono all'ospedale locale di Noerdlinden dove
diagnosticarono un pulmonite (pneumonia) e possibilita' di tubercolosi. Giovedi'
fu trasferita alla clinica attuale per accertare cosa aveva e per
tenerla segregata nel reparto dei possibilmente pericolosamente
contagiosi. Da allora gli fanno dei test. Lunedi' se tutti i test
sono stati negativi per la TB, faranno una esplorazione con catatere
(?) per ottenere delle secrezioni nei polmoni e cosi' essere sicuri.
Se trovano dei pneumacocci (polmonite) credo di aver capito che
potremo partire alla fine della settimana. Se trovano i temuti
bacilli di Koch (TB) allora Linda e' confinata qui' per 2 o 3 mesi!
Giovedi'
ho guidato dieci ore per essere qui.
Linda
sembra abbastanza tranquilla. Si dice fiduciosa che sia una
“semplice” polmonite. Non so quanto della sua apparente calma e'
per me, per tranquilizzarmi...
Come si
sentira'? Ho paura di quando dopo andro' a trovarla (vi scrivo dall'albergo). Di
non essere capace di dargli sostegno, di contribuire alla sua vita,
di farla star meglio, di essere efficace e operante...
Mi
lasciate che vi parli di me? Non ne posso piu'...
Mi sento tanto angosciato, impotente, solo, sopraffatto e in panico! Adesso
si' (dopo aver sentito il giovane medico dal cognome polacco)!
(Chi sa
come si sente Linda? Forse come me?)
Di cosa
ho bisogno io? Credo di qualcosa come sentirmi sostenuto... Perche'
ho la sensazione che tutto crolla, e soprattutto che sto crollando
io. Un'altra immagine che mi viene e' di stare in mare e di
affogare...
Quindi a
me sembra che ho bisogno di sentire una forza amica, un
appoggio, qualcosa che mi protegga e mi significhi: “Tranquillo
Eduardo, puoi stare tranquillo, sono qua' io... Non
affogherai, vedrai...”
Bisogno
di forza e di amicizia. Di fiducia. Di solidita'. Di vita. Di forza.
Di protezione.
(penso
che Linda potrebbe avere gli stessi bisogni)
Sono in
uno stato di confusione e dubbio su tutto. Un attimo fa mentre
scrivevo mi sono addormentato e addesso appena svegliato noto questo
pensiero: “mi sembra che stavo faccendo un incubo... ma cosa era?”
E questa dell'incubo e' la terza metafora...
Grazie
di darmi questa opportunita' di esprimermi. Mi aiuta, mi da' solievo.
Penso che ho bisogno di ascolto, di comprensione, di accettazione
cosi' come sono, di amicizia (di essere abbracciato)...
Mio
padre e' quasi morto dalla TB. La prese mentre studiava medicina a
Parigi nel 1930, quando la terribile tisia uccideva tantissime
persone. Questo era prima della scoperta della penicillina (Alexander
Flemming). A mio padre gli fu asportato mezzo polmone...
Divenne
medico comunque e fece la sua specializzazione in vie respiratorie.
Io sono quindi nato e cresciuto in una casa dove la medicina normale
(quella allopatica) era una religione e i medici i suoi santi e
sacerdoti. Ancora oggi quando ne sento parlare male in modo
indiscriminato (molto spesso nei medi che frequento) mi sento molto a
disagio.
Grazie
dell'ascolto
Vi tengo
stretti al mio cuore!
eduardo