Norman castle and fief in northern coast of the island of Sicily
its 'feudatari'es included:
Francesco I de Ventimiglia (1337)
Francesco II de Ventimiglia
Antonio de Ventimiglia (1388)
Antonio de Ventimiglia de Lauria was (seemingly younger) son of Francesco the younger de Ventimiglia, count of Geraci and lord of Gulisanu
http://genealogics.org/getperson.php?personID=I00461607&tree=LEO
Antonio appears to have received Gulisanu as his share,
and appears to have carried the title of count, conte di Culisanu
(I estimate he were born around 1360; mentioned in 1392; died in 1415 in exile in Malta). He was Grand Chamberlain of Sicily.
Antonio participated in revolt, and they lost - he was exiled.
And, count Antonio had married twice. He discarded his son born of the first mariage, in favor of his daughter of the second marriage, whose mother countess Elvira was an ambitius woman. This situation was not easy, leaving the son and firstborn only with some barony. A long family feud ensued.
Meanwhile, Antonio died while in exile.
http://genealogics.org/pedigree.php?personID=I00463329&tree=LEO
Antonio Ventimiglia (n. ??? - m. Malta, 1415), fu conte di Collesano, Barone di Gratteri, Signore della Roccella, delle Petralie, di Isnello, di Bilichi, di Caronia. Nominato Vicario del Regno fu ostile e ribelle ai re Martino il Giovane e Martino il Vecchio. Sconfitto fu costretto esule a Malta. Sposò Margherita Peralta ed Elvira Moncada.
1394 il conte di Collesano chiede di poter concentrare a Roccella i frumenti provenienti dai suoi feudi per esportarli piu agevolmente (con minu impachu). 1398 dopo una confisca, Martino e Maria perdonano Antonio Ventimiglia e gli restituiscono i beni fra cui Roccella. 1408 Antonio Ventimiglia viene arrestato per un presunto progetto di ribellione alla corona e deportato a Malta, ove morirà. 1412 Francesco Ventimiglia (detto Ciccu), nato dal primo matrimonio di Antonio Ventimiglia con Margherita Peralta, gia diseredato dal padre, si ribella ed occupa le terre di Petralia e Collesano. Viene catturato dagli armati di Elvira Moncada, seconda moglie di Antonio Ventimiglia, e gettato nelle prigioni sotterranee del castello di Roccella dove veniva fatto morire della fame. Il giovane Ventimiglia riuscì però, con la complicità di parte della guarnigione, a liberarsi e a imprigionare a sua volta la matrigna Elvira Moncada che venne trattenuta nelle sue camere
assieme alia figlia. 1418 dopo infruttuosi tentativi di ottenere legalmente 1'eredità paterna, Francesco Ventimiglia si ribella nuovamente e si fortifica sulle Madonie; suo fratello Giovanni, anch'egli ribelle, tiene Roccella. II castello verra assediato dalle truppe regie che, dopo avere sparato alcuni colpi con una enorme bombarda, ne ottennero la resa....
Antonio Ventimiglia, conte di Collesano
Secondogenito di Francesco, conte di Collesano, ereditava la contea, di nuovo separata da quella di Geraci, aspirando esplicitamente a svolgere nel regno il medesimo ruolo del padre. Quando era ancora minore, aveva stipulato promessa di matrimonio con Elvira, esponente del lignaggio comitale dei Moncada, probabilmente nel quadro della costruzione di alleanze interne all'aristocrazia perseguita dal conte Francesco. Più tardi, sposava invece Margherita Peralta, dalla quale aveva i figli Francesco e Giovanni, e solo in seconde nozze, Elvira, dalla quale aveva Enrico e Costanza. Alla morte del padre, con l'appoggio del fratello Francesco (Cicco), si contrapponeva al fratello Enrico, erede del titolo comitale di Geraci, e assumeva la carica paterna di Vicario del regno. In previsione dell'intervento progettato dalla Corte aragonese in Sicilia, imbastiva una fitta rete di trattative con l'Infante Martino, con l'obiettivo di riceverne promessa della conferma
dei possessi feudali e di molte usurpazioni degli anni precedenti. La politica di ricerca del consenso attuata da Martino prima della spedizione gli fruttava la conferma della terra e castello di Termini e il riconoscimento della giurisdizione criminale nella contea. Poiché i maggiori Vicari - Chiaramonte e Alagona - manifestavano invece assai decise posizioni anticatalane, si profilava per il conte di Collesano, quale unico esponente della grande nobiltà siciliana fedele al nuovo potere regio, una posizione di grande rilievo nel quadro della rinnovata gerarchia feudale del regno. Con il nuovo sovrano, tuttavia, Antonio entrava presto in conflitto, perseguendo una politica di potenza analoga a quella dei predecessori in una situazione in cui, a garantire mantenimento e incremento delle posizioni eminenti, era l'inserimento nel circolo dei fedeli regi piuttosto che la potenza territoriale alternativa al potere pubblico. La forzata rinuncia al controllo
dei centri demaniali tenuti in rettoria e il generale ridimensionamento dell'influenza sulla politica del regno ne determinavano una posizione di incerta fedeltà e poi di aperta ribellione al sovrano. Dopo una momentanea pacificazione, che implicava il riconoscimento regio di molte delle prerogative del conte, Antonio avviava di nuovo una politica di potenza, centrata sulla concentrazione del patrimonio familiare e sul compattamento della signoria madonita attorno alla propria contea, anche a danno del fratello conte di Geraci. Tali tendenze, che ripetevano le strategie dell'aristocrazia trecentesca ne provocavano da un lato un forte indebitamento - non compensato dal flusso delle concessioni di rendite regie ormai indispensabili al mantenimento di un elevato livello di redditi -, dall'altro la rovina politica: già nel 1403 il re d'Aragona ordinava al figlio di non "acostar en sou servey los comte de Ventemilla ni los Moncades", mentre nel 1408
un'inchiesta molto tendenziosa si concludeva per il conte con l'accusa di complottare contro il re insieme ad alcuni esponenti di casa Moncada e con l'incarcerazione prima a Catania, poi a Malta. La prigionia durava fino alla morte del conte, attorno al 1416, nonostante la mobilitazione di gran parte dell'aristocrazia siciliana, che ne chiedeva la liberazione nel Parlamento di Taormina del 1411, l'appoggio della regina vedova Bianca, l'ambiguo adoperarsi della seconda moglie Elvira, il cedimento di Antonio all'insistente richiesta di questa di diseredare il figlio di primo letto Francesco a favore prima del figlio Enrico, e dopo la morte di questi, della figlia Costanza.
However, the daughter,
countess Costanza, heiress of Gulisanu, managed to keep the main inheritance, and carried on the line of counts of Gulisanu.
Costanza de Ventimiglia's mother (= the second wife of count Antonio) was Elvira de Moncada, daughter of count Matteo de Moncada
http://genealogics.org/getperson.php?personID=I00549893&tree=LEO
Apparently, the father's rebelliousness was a reason why his heiress, Costanza, was married to a man who came from Catalonia, and seemingly was more loyal to the new king:
Gilabert/Gilberto 'Centeglia' de Centelles-Riu-sec i de Cabrera, 'jure uxoris' count of Gulisanu (d after 1413);
http://genealogics.org/getperson.php?personID=I00463328&tree=LEO
a younger son of nobleman Gilabert de Centelles i Riu-sec and his wife Elionor de Cabrera i de Foix
http://genealogics.org/pedigree.php?personID=I00461670&tree=LEO&parentset=0&display=standard&generations=5
and thus a kinsman of the new king.
So strong was the tradition of the highly noble Ventimiglia, that seemingly in next, cognatic, generations, the name Ventimiglia was in the use of counts of Gulisanu as sorta byname.
The couple's eldest son and heir became namesake of the exiled grandfather:
Antonio di Centeglia di Ventimiglia, count of Gulisanu, 'jure uxoris' marquess of Crotone/Cotrone
(born in 1415 in Sicily; died in 1470 in Calabria)
http://genealogics.org/getperson.php?personID=I00335103&tree=LEO
However, this Antonio apparently inherited the rebelliousness of earlier magnates of Culisanu - he revolted, and was deprived of Gulisanu. Instead, he had married a calabrian heiress, the countess of Catanzaro, and they became marquesses of Cotrone (as the name of the ancient Kroton appears to been spelled in middle ages). This family branch accorduingly settled rather to the Neapolitan lands, losing properties in Sicily.
http://www.enciclopedia.cat/fitxa_v2.jsp?NDCHEC=0016885
After Naples was captured, Antonio Ventimiglia Centelles was accused of rebellion and his county of Golisano was confiscated. For his services, Pedro de Cardona was made count of Golisano in 1444.
Il più noto dei personaggi è don Antonio Centelles figlio di Gilberto di Collesano che sposò Enrichetta Ruffo ultima discendente dei conti di Catanzaro e marchesi di Crotone. Il Centelles partecipò alla rivoltà dei baroni e fu più volte esiliato e privato dei suoi beni per le rivolte organizzate contro il Sovrano d'Aragona, arrivando infine ad essere imprigionato a Castel dell'Ovo e ucciso.
Under Antonio Centelles, viceroy of Calabria's dukedom, after his marriage with Enrichetta Ruffo, in the Baron's revolt background, ...fortress of Cotrone... was besieged and occupied by king Alfonso d'Aragona in 1444 and became a royal town again. Crotone kept its autonomy ....
Nel 1437 Alfonso d'Aragona, che era padrone di quasi tutto il Regno di Napoli, inviò come Viceré in Calabria, per mettere "ordine", Antonio Centelles il quale si sposava con Enrichetta Ruffo, figlia di Nicolò,ereditiera degli stati dei Ruffo di Crotone, Catanzaro, Belcastro
Il marchesato di Crotone e le contee di Catanzaro e Belcastro comprendevano oltre queste città Santa Severina, Cirò, Melissa, Le Castella, Rocca Bernarda, Isola Capo Rizzuto, Policastro, Cutro, Gimigliano, Tiriolo, la baronia di Taverna, Zangarise, Castelminardo con le Motte di Montesoro, Polia, Monterosso, la signoria di Tropea.
Antonio Centelles nomina come barone del feudo di Castelminardo Antonio delle Trezze.
Nel periodo aragonese la Calabria viene divisa in Ultra ( dall'asse S.Eufemia-Squillace in giù ) e Citra.
Ben presto al Centelles , perdendo la stima del Re, gli vengono sottratti tutti i feudi diventando demaniali.
Nel 1444 la baronia di Castelminardo fu turbata dalla rivolta di Antonio Centelles che non voleva essere privato del potere.
Nel 1445 il Centelles viene sconfitto dagli uomini del Re sceso personalmente in Calabria.
Morto Re Alfonso, il 27 Giugno 1458, Antonio Centelles scende in Calabria e dirige la " congiura dei Baroni " contro il nuovo Re Ferrante I; a loro si unisce successivamente Antonio delle Trezze; la battaglia decisiva avvenne sulle colline di Maida il 2/6/1459.
Anche se molti ribelli furono massacrati ed i feudi di Castelmonardo, Maida, Rocca Angitola insieme ai casali di Polia, Monterosso e Montesoro furono concessi a Ferrando Bisbal, la rivolta non ebbe subito termine; il Re decide di scendere personalmente in Calabria recandosi pure in visita a Castelmonardo e agli annessi casali.
Antonio Centelles si arrende e viene rinchiuso nelle carceri di Castel Nuovo in Napoli.
Il 23 Aprile 1460 il Centelles evade dalle carceri e si allea con Giovanni d'Angiò, rivale del Re.
Il 24 Giugno 1462, il Centelles, dopo aver chiesto perdono al Re viene reintegrato con apposita ordinanza.
....conte di Belcastro don Antonio Centelles, che in seguito alla sua prima rivolta (1444) fu costretto a soggiornare presso Marigliano, vicino Napoli, sotto la discreta sorveglianza delle guardie regie, avvertì subito il disagio del domicilio coatto e, appena se ne presentò l’occasione, fuggì furtivamente a Venezia dove si arruolò nella compagnia di ventura di Micheletto Attendolo, comandante in capo delle truppe della Serenissima Repubblica di Venezia, in lotta contro la repubblica Ambrosiana di Milano.
Ma il vero motivo per cui il Centelles era andato nella città lagunare fu per rendersi conto del mancato aiuto veneziano e soprattutto per convincere il senato veneto ad intervenire in Calabria in maniera impegnativa. Per il tentennare della repubblica veneta, impegnata soprattutto nella guerra contro Milano, don Antonio rimase sotto il comando di Micheletto per dieci mesi, dopo i quali il governo veneziano sia per il rango del Centelles sia per il valore dimostrato, nel 1446, gli affidò il comando di 400 “lance” contro le truppe milanesi comandate da Francesco Sforza. Nelle vesti di condottiero, pur rimanendo sotto il comando dell’Attendolo, l’ex conte di Belcastro dimostrò subito le sue doti di comandante.
Contemporaneamente, però, non trascurava mai di sollecitare il governo di Venezia per uno sbarco a sorpresa sulle coste del Marchesato, anche perché Alfonso d’Aragona si trovava acquartierato con il suo esercito a Tivoli, dove vi rimase parecchi mesi e, quindi, secondo il marchese, il re non avrebbe sospettato uno sbarco in Calabria.
Don Antonio, però, non immaginò che la vicinanza a Roma di Alfonso gli permetteva di essere messo al corrente su molti avvenimenti che accadevano in quel periodo.....
Frattanto, la moglie Enrichetta Ruffo, era riuscita ad ottenere dal re il perdono per don Antonio che poté, così, poté rientrare a Napoli e riammesso a corte con la carica di siniscalco - che manterrà fino alla morte del Magnanimo - senza riavere però il suo agognato stato feudale....
The confiscated county of Gulisanu was returned/given to Elvira de Ventimiglia [Elvira de Centeglia Ventimiglia] (the deposed's sister, obviously) and her husband,
knight Perro de Cardona, high justiciar of Sicily (dc 1451), 'jure uxoris' count of Gulisanu, who became also marquess of Padula
http://genealogics.org/getperson.php?personID=I00460487&tree=LEO
Elvira's son and heir, Artaldo de Cardona, succeeded as count of Gulisanu and marquess of Padula:
http://genealogics.org/descend.php?personID=I00460481&tree=LEO
Artale's son Pedro de Cardona, count of Gulisanu, married Suzanne de Gonzague, of the Sabbioneta.
His son did not have issue and predeceased father, whereafter his sisters were heirs. Both sisters, Antonia and Diana, married and had children.
Diana's issue:
http://genealogics.org/descend.php?personID=I00460472&tree=LEO
Giuliana Antonia's issue:
http://genealogics.org/getperson.php?personID=I00314730&tree=LEO
http://genealogics.org/descend.php?personID=I00372601&tree=LEO
Antonio di Aragona, Antonia's son, became count of Gulisanu seemingy already before he succeeded his elder brother as duke of Montalto.
Afterwards, the Gulisanu heritage passed, basically, along the line of dukes of Bivona and Montalto, to dukes of Ferrandina and Medina Sidonia.
In the early stages, there had been those three occasions (explaimed above) where the succession was diverted, and the castle passed on to non-primogeniture:
* count Antonio's son of first marriage was deprived of succession
* count Antinio's grandson, Antonio, marquess of Cotrone, lost his
* whether Giulia Antonia or Diana was the rightful heiress.
This fief had a sustaining history of raising rebellious lords.