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SI MUORE DI CANCRO O... DI CHEMIO ?

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LoStaff .

unread,
Nov 29, 2016, 3:40:39 PM11/29/16
to

Ogni anno in Italia 363.300 persone ricevono una diagnosi di cancro, sono
esclusi i carcinomi della pelle.
Ogni anno in Italia oltre 170.000 persone soccombono alla malattia.
Questi numeri però non devono essere interpretati e tradotti come la percentuale
di mortalità del cancro, perché si verrebbe fuorviati. Se 360.000 persone
scoprono il tumore e 170.000 muoiono non significa che il cancro ha una
mortalità all’incirca del 50% (170.000 su 360.000 = 47%), perché non è così: la
mortalità è molto più alta!

Va infatti precisato che la stragrande maggioranza di quei 360.000 tumori che
ogni anno vengono scoperti non sono cancri fulminanti ma sono sovradiagnosi,
cioè tumori innocui, incistati (in situ) che non creano nessun problema e nessun
rischio per la vita della persona. Ma una volta scoperti - grazie agli screening
- vengono catalogati come tumori e spesso curati come tali, facendo lievitare le
statistiche di incidenza da una parte, i danni e le morti dall’altra.

La statistica è impietosa: nel corso di una vita media, ci dicono, circa 1 uomo
su 2 e 1 donna su 3 sarà toccata dal cancro.
Ovviamente queste sono stime e sappiamo bene che con i numeri l’oncologia può
affermare tutto e il contrario di tutto. Non si sta dicendo che il cancro non
sia un problema serio che interessa sempre più persone, e non servono certo i
matematici e/o gli oncologi a dircelo perché è la Vita stessa che parla da sola,
ma va tenuto in seria considerazione il fatto che la maggior parte dei tumori è
sovradiagnosi.

Si tratta del pericolo più serio della diagnosi precoce, gli screening.
Consiste nel mettere in evidenza lesioni o tumori in situ che non sarebbero MAI
evoluti nel corso della vita, ma sui quali, una volta individuati, ci si sentirà
obbligati ad intervenire, questo soprattutto da parte del medico che vive e
trasuda medicina difensiva.
L’Industria farmaceutica ha gentilmente sviluppato tecnologie - con il plauso
del mondo intero - in grado di identificare le più piccole anomalie, ha poi
modificato le soglie che definiscono la normalità e creato nuove malattie.
La grande maggioranza di queste anomalie scoperte in persone soggettivamente
sanissime risulta inconsistente, cioè non darà MAI sintomi o problemi nel corso
della vita, ma una volta individuate queste difformità? Cosa si fa?
La PAURA in questo frangente è deleteria, perché non lascia il tempo di pensare
e riflettere...

Grazie alle nuove tecnologie diagnostiche (TAC, risonanze, ecc.) e alla
risoluzione sempre più alta si creano molte potenziali sovradiagnosi e quindi
molti interventi inutili, ma assai dannosi.
Fa molto riflettere la dichiarazione di un radiologo americano che dopo aver
analizzato più di 10.000 pazienti arriva a dire che “in realtà, con questo
livello di dettaglio, non ho ancora esaminato un paziente normale”…
Qualsiasi radiologo onesto intellettualmente e moralmente libero può solo
confermare questo dato di fatto.

Qualche esempio concreto di sovradiagnosi?

Il British Medical Journal il 9 luglio 2009 ha pubblicato una ricerca dal
titolo: “Stimare la sovradiagnosi di tumori al seno negli screening”. Lo studio
ha revisionato i dati di paesi come Inghilterra, Canada, Australia, Svezia e
Norvegia e il risultato è un preoccupante 52%.
Questo vuol dire che 1 mammografia su 2 è sovradiagnosi! Un tumore su due NON
andrebbe toccato in quanto innocuo e non pericoloso.

Il New England Journal of Medicine il 18 agosto 2016 pubblica uno studio sulla
tiroide e in questo caso i dati sono ancora più incredibili: dal 50 al 90% dei
tumori alla tiroide sono sovradiagnosi.
La quasi totalità dei tumori alla piccola ghiandola alla base del collo NON
andrebbero curati.

Il tumore alla prostata è senza dubbio il più sovradiagnosticato e il
trattamento ufficiale sta portando all’invalidità (impotenza e incontinenza)
decine di milioni di uomini sanissimi.
La stragrande maggioranza dei tumori alla prostata scoperti con il PSA, il test
più fallimentare che la medicina conosca, infatti, non causerebbe alcun tipo di
problema se non venisse individuata.
La maggior parte degli uomini trattati starebbe benissimo se non sapesse di quel
cancro. Ad affermarlo è nientepopodimenoché il prof. Richard Ablin, il medico
scopritore nel 1970 del PSA stesso. E se lo dice lui qualche pensiero sarebbe
bene farselo…

Ogni anno in America a 240.000 uomini (35.000 in Italia) viene diagnosticato il
cancro alla prostata.
Gli uomini hanno un rischio del 3% nella loro vita di morire di cancro alla
prostata, il che significa che il 97% degli uomini avrà il test del PSA che
probabilmente causerà maggiori danni che benefici, assieme alle immancabili
terapie successive alla diagnosi.
La lettura di questi dati è inquietante: la sovradiagnosi nel cancro alla
prostata mediante PSA è del 97%.

Alcuni uomini muoiono di cancro della prostata,ma quasi tutti muoiono con il
cancro alla prostata!

Dopo quello che è stato appena detto sorgono delle domande: le persone stanno
morendo a causa del cancro o a causa delle cure? Le persone che hanno il cancro
e seguono i protocolli guariscono o no? Cosa accade a tutte le persone
sovradiagnosticate?
Per rispondere a queste delicate domande è importante conoscere l’origine
storica della chemioterapia…

Origine storica della chemioterapia.

Innanzitutto è necessario occuparsi di guerra chimica, la cui paternità va
attribuita al chimico tedesco Fritz Haber.
Allo scoppio della Grande Guerra il dott. Haber dirige il prestigioso Kaiser
Wilhelm Institute a Berlino e il suo laboratorio chimico ha un ruolo centrale
nello sforzo bellico: sviluppa gas irritanti utili per stanare dalle trincee i
soldati nemici.
Tra tutti i gas studiati uno solo emerge per caratteristiche utili allo scopo:
il cloro.
Questo gas dal colore gialloverde è estremamente tossico ed è caratterizzato da
un odore soffocante che penetra violentemente nelle vie respiratorie.

Il 22 aprile 1915 l’esercito tedesco scarica oltre 146 tonnellate di gas di
cloro (detto dicloro o diossido di cloro) a Ypres in Belgio: le truppe francesi,
britanniche e canadesi prese alla sprovvista cadono come mosche cercando di
proteggersi le vie aeree con banali fazzoletti.
Fu una vittoria straordinaria per i tedeschi, ma Fritz Haber pagherà molto caro
questo attacco perché, qualche giorno dopo aver usato il gas, sua moglie Clara
Immerwahr, chimico pure lei, si suicida con un colpo di pistola direttamente al
cuore usando l’arma di servizio del marito che per questi servizi era stato
promosso al grado di capitano…

Gli Alleati nel frattempo si sono dotati di maschere antigas per cui il cloro
non è più un problema. Fatta la legge e trovato l’inganno. Haber per ovviare il
problema maschera mette a punto il fosgene, costituto da una miscela di dicloro
e monossido di carbonio. Meno irritante per naso e gola del cloro stesso ma
rappresenta la più letale arma chimica preparata a Berlino, poiché attacca
violentemente i polmoni riempiendoli di acido cloridrico.
Verso la fine della Guerra quando le vittime dei gas si contano a decine di
migliaia Haber lancia il suo ultimo ritrovato: il gas mostarda, detto anche
iprite. Il nome deriva dalla località in cui è stato sperimentato: le trincee di
Ypres in Belgio.

Gli effetti del gas mostarda sono terribili: provoca vastissime vesciche sulla
pelle, brucia la cornea causando cecità permanente e attacca il midollo osseo
distruggendolo e inducendo la leucemia.
Proprio da questa leucopenia (diminuzione dei linfociti nel sangue) nasce il
concetto medico di chemioterapia.

Ma andiamo per ordine.

La sera del 2 dicembre 1943 il porto di Bari era gremito da quasi una quarantina
di navi cariche di preziosi rifornimenti, tra queste la nave americana John
Harvey partita dal porto di Baltimora. La Harvey, a differenza delle altre navi,
aveva le stive piene di bombe all’iprite. Oltre 100 tonnellate di iprite (gas
tossico e vescicante) sotto forma di bombe lunghe 120 centimetri e del diametro
di 20. La nave sarebbe stata scaricata il giorno seguente.
Alle 19,30 uno stormo di aerei della tedesca Luftwaffe arrivarò nel porto di
Bari bombardando le navi.

La John Harvey colpita prese fuoco e l’iprite mescolata alla nafta delle
petroliere affondate formò un velo mortale su tutta la superficie del porto,
mentre i suoi deleteri vapori si sparsero ovunque intossicando i polmoni dei
sopravvissuti .
Il numero esatto di morti non si saprà mai, ufficialmente si parla di circa 1000
cittadini baresi uccisi.

Nel rapporto che seguì l’incidente vennero evidenziati dei fatti interessanti:
le persone colpite da iprite svilupparono una grave aplasia del tessuto linfoide
e del midollo osseo. Il colonnello statunitense Steward Alexander nella sua
relazione finale notò che dalle autopsie dei morti per iprite si notava una
notevole soppressione dei linfomi e dei mielomi.
Questo rinforzò l’ipotesi che solo un anno prima Goodman e collaboratori avevano
fatto sull’impiego di derivati dell’iprite.

I dottori Goodman, Gilman e Dougherty somministrarono mostarda azotata (derivata
dell’iprite) in sei pazienti affetti da linfoma maligno registrando un
miglioramento iniziale delle condizioni cliniche e una riduzione delle lesioni
neoplastiche. Poco importava se tale terapia era risultata devastante sotto
altri punti di vista: questo era quanto bastava perché venisse pubblicato nel
settembre del 1946 uno studio di portata epocale sull’effetto dell’iprite nei
linfomi. Tale studio venne pubblicato sulla rivista Science con il titolo:

“Azioni biologiche e indicazioni terapeutiche delle beta-cloroetilamine e dei
sulfidi”.

Tutto ciò diede inizio - purtroppo per noi – all’utilizzo della chemioterapia
che giunge fino ai nostri giorni.
Negli attuali bugiardini dei chemioterapici alla voce Categoria terapeutica
viene riportato: “Analoghi della mostarda azotata”.
“Le mostarde azotate - ce lo dice il Ministero della Salute alla voce Emergenze
sanitarie - furono prodotte per la prima volta negli anni Venti come potenziali
armi chimiche. Si tratta di agenti vescicatori simili alle mostarde solforate.
Sono in grado di penetrare le cellule in modo rapido e causare danni al sistema
immunitario e al midollo osseo”.

Quindi la chemioterapia è nata grazie ad un incidente di guerra ed è una vera e
propria arma chimica!
Lo scrivono nei bugiardini le stesse case farmaceutiche che li producono e lo
conferma il Ministero della Salute.
L’utilizzo in guerra di tali armi chimiche è vietato da numerose convenzioni:
Dichiarazione dell’Aja del 1899, Convenzione dell’Aja del 1907, Protocollo di
Ginevra del 1925 e Convenzione di Parigi del 1993, ma nella guerra al cancro non
solo sono legittime ma sono anche le uniche riconosciute.
Oggi ad un qualsiasi malato di cancro viene iniettato un mix di sostanze
chimiche vietate in guerra per la loro pericolosità dalla Convenzione di
Ginevra.

Sopravvivenza al cancro e alla chemio

Una persona col tumore a cui vengono iniettati nel sangue farmaci derivati
dall’iprite e dalle mostarde azotate (vescicanti e distruttori midollari)
guarisce o no?

La risposta è che nonostante questi trattamenti alcune persone sopravvivono (non
tanto al cancro ma alle cure ufficiali) e le testimonianze ovviamente non
mancano. Ma tali persone avevano un cancro fulminante?
Rientravano invece nella diffusissima sovradiagnosi? E tutto questo a che costo?
Come sempre i pro e i contro vanno soppesati e valutati entrambi.
Al Sistema interessa solo screditare mediaticamente tutte le persone che
decidono di non fare i protocolli, ma evitano accuratamente di parlare di tutte
le centinaia di migliaia di persone che muoiono ogni anno facendo le cure
ufficiali. Come mai?
Forse i morti non sono tutti uguali: ci sono quelli di seria A e quelli di serie
B?

Sui pericoli e sull’inutilità della chemioterapia citotossica nella
sopravvivenza vi sono alcuni studi magistrali.
Il 5 agosto del 2012 la rivista Nature ha pubblicato uno studio nel quale si
evidenzia come la chemioterapia usata per il cancro alla prostata in realtà può
stimolare, nelle cellule sane circostanti, la secrezione di una proteina che
sostiene la crescita tumorale stessa rendendo immune il tumore a ulteriori
trattamenti.
I ricercatori dello studio hanno spiegato che i risultati “indicano che il danno
nelle cellule benigne può direttamente contribuire a rafforzare la crescita
cinetica del cancro”, e questo ha trovato conferma, oltre al tumore alla
prostata, anche in quello al seno e alle ovaie.

Del dicembre 2004 è la faraonica ricerca scientifica a firma di Grame Morgan
(professore associato di radiologia al Royal North Shore Hospital di Sidney),
Robyn Ward (professore oncologo all’University of New South Wales), Michael
Barton (radiologo e membro del Collaboration for Cancer Outcome Research and
Evaluation del Liverpool Health Service di Sidney).
Lo studio intitolato: “Il contributo della chemioterapia citotossica alla
sopravvivenza a 5 anni dei tumori in adulti” viene pubblicato su una delle più
prestigiose riviste di oncologia del mondo, Clinical Oncology.
La meticolosa ricerca si è basata sulle analisi di tutti gli studi clinici
randomizzati condotti in Australia e Stati Uniti nel periodo compreso tra
gennaio 1990 e gennaio 2004.

L’analisi ha interessato 225.000 persone malate nei 22 tipi di tumori più
diffusi e curate SOLO con chemioterapia.
Quando i dati erano incerti gli autori hanno deliberatamente stimato in eccesso
i benefici della chemioterapia.

Nonostante queste accortezze la conclusione non lascia spazio a tante
interpretazioni:

Sopravvivenza Australia > 2,3%

Sopravvivenza Stati Uniti > 2,1%

“Molti medici continuano a pensare ottimisticamente che la chemioterapia
citotossica possa aumentare significativamente la sopravvivenza dal cancro”,
scrivono nell’introduzione gli autori.
“In realtà - continua il professor Grame Morgan - malgrado l’uso di nuove e
costosissime combinazioni di cocktails chimici… non c’è stato alcun beneficio
nell’uso di nuovi protocolli”.
Se la chemio citotossica contribuisce alla sopravvivenza a 5 anni per un
miserrimo 2% cosa è accaduto al rimanente 98% dei pazienti? E dopo 10 anni, ci
sono dati?

Domande prive di risposta….

Un’altra ricerca interessante è quella del dottor Ulrich Abel, epidemiologo
tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic. Abel chiese a circa 350 centri
medici sparsi nel mondo l’invio di tutti gli studi ed esperimenti clinici sulla
chemioterapia.
L’analisi durò parecchi anni e alla fine quello che risultò è la non
disponibilità di riscontri scientifici in grado di dimostrare che la pratica
della chemioterapia prolunghi la vita in modo apprezzabile.
Quindi da oltre sessant’anni stiamo usando farmaci citotossici che non solo non
funzionano, ma che inducono più problemi e danni della malattia stessa.

Cancro: il business intoccabile

Non serve andare oltre per comprendere che la chemioterapia da oltre 70 anni sta
facendo molto male alle persone, ma molto bene alle casse delle industrie che li
producono.
Ecco qualche esempio di chemioterapico con tanto di prezzo in euro (Farmadati,
2013):

Ibritumomab (Schering), 1 fiala: 14.894 euro

Sunitinib (Pzifer), 30 compresse: 8.714 euro

Sorafenib (Bayer), 112 compresse: 5.305 euro

Erlotinib (Roche), 30 compresse: 3.239 euro

Pemetrexed (Eli Lilli), 1 fiala ev.: 2.265 euro

Topotecan (Glaxo), 5 fiale: 1.752 euro.

Questi veleni oltre ad essere i farmaci più tossici sono anche quelli più
costosi nella storia della medicina e non si usano quasi mai singolarmente,
perché gli oncologi preferiscono mescolarli e potenziarli nei loro cocktails,
per cui il costo e i danni lievitano esponenzialmente.
Questo è uno dei motivi per il quale i protocolli NON si devono toccare: sono il
business per eccellenza.

Tutto il resto è secondario, anche la morte…

Conclusione:

Iniettare una sostanza citotossica, cioè velenosa e mortale per le cellule
malate e sane, per il sistema immunitario, per il sangue, per la linfa, per il
midollo osseo, per il cervello e quindi per la Vita stessa non può essere
considerato un trattamento terapeutico, ma una vera e propria aggressione e
guerra chimica.
Se fosse vivo oggi il chimico Fritz Haber molto probabilmente farebbe la stessa
fine della moglie: si sparerebbe un colpo in testa nel vedere le armi chimiche
mortali, scoperte da lui in periodo di guerra, usate nei protocolli oncologici
nella Grande Guerra al Cancro….


fonte:
Tratto dal nuovo libro di Marcello Pamio: “Cancro SPA”, rEvoluzione edizioni,
2016 www.macrolibrarsi.it/libri/__cancro_spa.php






--
LO Staff - www.curenaturalicancro.com
lostaf...@doctor.com

DrMorbius

unread,
Nov 29, 2016, 3:54:20 PM11/29/16
to
LoStaff . <lostaf...@doctor.com> ha scritto:

>
> Ogni


sinceramente come diavolo è possibile scrivere cazzate cosi gigantesche ?

> fonte:
> Tratto dal nuovo libro di Marcello Pamio

Chi ? questo Marcello Pamio ?

"Diploma di Perito elettronico industriale seguito da un triennio
universitario presso la facoltà di Fisica. Operatore shiatsu e studente
"perenne" di MTC, Medicina Tradizionale Cinese. Da numerosi anni mi occupo
di tutte le cosiddette "medicine non convenzionali" con particolare
attenzione ai sistemi terapeutici "dimenticati", e a quelli boicottati
dall'establisment medico. Dal 1999 gestisco in internet il sito
www.disinformazione.it: una "finestra virtuale" attraverso la quale è
possibile accedere a quelle informazioni che normalmente non trovano
spazio, o vengono filtrate dai media. E' per questo che mai come oggi vale
il detto: "La salute è essenzialmente informazione!"

Ok ora si spiega tutto.

--
DrMorbius

Gyork

unread,
Nov 29, 2016, 4:07:37 PM11/29/16
to
LoStaff . ha detto questo martedì :

> Ogni anno in Italia oltre 170.000 persone soccombono alla malattia.

Sto aspettando il tuo turno.

Mazzabubů

unread,
Nov 29, 2016, 4:16:21 PM11/29/16
to

"LoStaff ." <lostaf...@doctor.com> wrote in message
news:d8pr3c1raefu3bcq5...@4ax.com...
> Conclusione:
>
> Iniettare una sostanza citotossica, cioè velenosa e mortale per le cellule
> malate e sane, per il sistema immunitario, per il sangue, per la linfa,
> per il
> midollo osseo, per il cervello e quindi per la Vita stessa non può essere
> considerato un trattamento terapeutico, ma una vera e propria aggressione
> e
> guerra chimica.
> Se fosse vivo oggi il chimico Fritz Haber molto probabilmente farebbe la
> stessa
> fine della moglie: si sparerebbe un colpo in testa nel vedere le armi
> chimiche
> mortali, scoperte da lui in periodo di guerra, usate nei protocolli
> oncologici
> nella Grande Guerra al Cancro..
>
>
> fonte:
> Tratto dal nuovo libro di Marcello Pamio: "Cancro SPA", rEvoluzione
> edizioni,
> 2016 www.macrolibrarsi.it/libri/__cancro_spa.php

Sono d'accordo. La chemio è peggio della malattia.


Leonardo Serni

unread,
Nov 29, 2016, 4:34:26 PM11/29/16
to
On Tue, 29 Nov 2016 21:40:42 +0100, LoStaff . <lostaf...@doctor.com> wrote:

E' una domanda estremamente interessante.

A puro titolo di esercizio proviamo a immaginarci una chemio così efficace, ma così
efficace, che novecentonovantanovemila e novecentonovantanove persone su un milione
guariscono con facilità dal tumore che, altrimenti, le avrebbe uccise.

Quindi arriviamo a "Morti di cancro: zero".

E quanti sono morti di chemio? Beh! Quell'uno su un milione.

Consideriamo allora i numeri. Da un lato, quant'è, la percentuale di morti che sono
stati provocati dalla nostra ipotetica chemio?

Di morti ce n'è stato uno. Di morti di chemio, uno. Quindi IL CENTO PER CENTO. Come
si dice, la matematica non è un'opinione. Uno su uno è il cento per cento.

E il rapporto di mortalità fra chemio e cancro? Quanto è più mortale, questa chemio
miracolosa che guarisce il 99.9999% dei pazienti, rispetto al cancro?

Di nuovo i numeri parlano chiaro: UN morto, diviso ZERO morti, fa INFINITO.

Proprio così. La chemio perfetta sarebbe responsabile del CENTO PER CENTO dei morti
e sarebbe INFINITAMENTE più mortale del cancro.

Controlla pure i calcoli, eh. Pensaci su con calma.

E poi dimmi: "Si muore molto di più di chemio" secondo te è ancora davvero il segno
orribile, nefasto ed inquietante che credevi prima di farti questi due conti?

(Per altro: no. Si muore ancora molto più di cancro, purtroppo).

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916

Sinuhe

unread,
Nov 30, 2016, 12:17:41 PM11/30/16
to

"LoStaff ." <lostaf...@doctor.com> ha scritto nel messaggio
news:d8pr3c1raefu3bcq5...@4ax.com...
>
> Ogni anno in Italia 363.300 persone ricevono una diagnosi di cancro, sono
> esclusi i carcinomi della pelle.
> Ogni anno in Italia oltre 170.000 persone soccombono alla malattia.
> Questi numeri però non devono essere interpretati e tradotti come la
> percentuale
> di mortalità del cancro, perché si verrebbe fuorviati. Se 360.000 persone
> scoprono il tumore e 170.000 muoiono non significa che il cancro ha una
> mortalità all'incirca del 50% (170.000 su 360.000 = 47%), perché non è
> così: la
> mortalità è molto più alta!

è la storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.
Tu dici che muore il 47 percento, io nella stessa frase leggo che il 53
percento si salvano.
E' il bello della statistica, dove se uno muore di fame e l'altro mangia due
polli, alla fine ne hanno mangiato uno a testa (anche il morto!).

Bowlingbpsl

unread,
Nov 30, 2016, 12:34:35 PM11/30/16
to
LoStaff . wrote:
> Ogni anno in Italia 363.300 persone ricevono una diagnosi di cancro,

Quand'e' che la diagnosticano a te, cosi' rifiuti qualsiasi cura, ti
prendi pilloline di zucchero derivanti alla lontana dallo sputo di un
malato (vero!) e te la smetti?

> 360.000 = 47%), perché non è così: la mortalità è molto più alta!

Solo per antivaccinisti ed alternativi: il bicarbonato ammazza al 100%,
basta iniettarne a sufficienza.


Fabrizio


Claudio_R

unread,
Nov 30, 2016, 4:28:05 PM11/30/16
to
Visti gli effetti della chemio, specie nelle terapie lunghe, il dubbio
su cosa sia peggio viene eccome.

Leonardo Serni

unread,
Nov 30, 2016, 5:48:08 PM11/30/16
to
On Wed, 30 Nov 2016 22:28:03 +0100, Claudio_R <clau...@domain.invalid> wrote:

>Visti gli effetti della chemio, specie nelle terapie lunghe, il dubbio
>su cosa sia peggio viene eccome.

Magari sì, ma secondo te _PERCHE'_ una certa terapia è più lunga?

Perché se lo è in quanto la malattia è peggiore... allora tutto si spiega.

Comunque, non vedo il problema: mica devi fare la chemio per forza. Esiste
una alternativa 100% naturale, usata già al tempo degli antichi Egizi, che
consiste nel non fare nulla se non lunghe sabbiature.

Leonardo (è una rana, quella?)

Yersinia

unread,
Dec 1, 2016, 2:15:05 AM12/1/16
to
LoStaff. wrote on 29/11/2016 21:40:
> LO Staff - www curenaturalicancro com

Doverosa qualche info in più sul delinquente condannato, promotore
di questo sito:
https://medbunker.blogspot.it/p/la-cura-simoncini-non-cura-nessuno.html

Napo

unread,
Dec 1, 2016, 2:26:12 AM12/1/16
to


Il 30/11/16 23:48, Leonardo Serni ha scritto:
Non è tanto quanto è lunga una chemio terapia ma se l'intervento
chirurgico a monte ha avuto successo.
La cura del tumore è ancora ferma all'intervento chirurgico e
soprattutto all'accertamento precoce della malattia.
Se il tumore viene scoperto in una fase iniziale ci sono 90 su 100
possibilità di salvare il paziente, queste possibilità diminuiscono
drasticamente con il tempo che passa dall'insorgenza della malattia e al
momento in cui c'è la diagnosi.
La chemio serve poco o niente se il tumore viene scoperto in fase avanzata.
Purtroppo oggi con i medici servi dei bilanci della ASL spesso, prima di
procedere con esami diagnostici approfonditi, si passa da cure con
medicinali spesso palliativi o sbagliati e solo dopo mesi di tentativi
in questo senso si fanno accertamenti mirati.
Ne ho visti parecchi arrivare ad una situazione ormai irrecuperabile,
solo perché il medico di base continuava a rassicurare il paziente
parlandogli di malattie "benigne" e curandolo in modo sbagliato.
La chemio costa un sacco di soldi, se non erro, 12000 euro a ciclo per
paziente ma se non si è fatto l'intervento chirurgico è perfettamente
inutile.

Leonardo Serni

unread,
Dec 1, 2016, 2:51:38 AM12/1/16
to
On Thu, 1 Dec 2016 08:26:10 +0100, Napo <na...@tin.it> wrote:

>Ne ho visti parecchi arrivare ad una situazione ormai irrecuperabile,
>solo perché il medico di base continuava a rassicurare il paziente
>parlandogli di malattie "benigne" e curandolo in modo sbagliato.

Che tutto il sistema possa (e debba) essere continuamente migliorato non
lo metto in dubbio: come ripeto sempre a LoStaff, quello che abbiamo per
le mani è il meglio *di adesso*. Fra cent'anni ci chiameranno barbari né
più né meno di quelli che curavano con cataplasmi e sanguisughe.

Anzi io ce l'ho con LoStaff proprio perché, a dar retta a lui, saremmo a
rassicurare il paziente parlandogli di malattie "benigne" (quando non di
malattie "amiche") e curandolo in modo sbagliato, o per nulla. E in più,
fra cent'anni saremmo press'a poco sempre allo stesso punto.

Leonardo

Napo

unread,
Dec 1, 2016, 9:43:36 AM12/1/16
to


Il 01/12/16 08:51, Leonardo Serni ha scritto:
> On Thu, 1 Dec 2016 08:26:10 +0100, Napo <na...@tin.it> wrote:
>
>> Ne ho visti parecchi arrivare ad una situazione ormai irrecuperabile,
>> solo perché il medico di base continuava a rassicurare il paziente
>> parlandogli di malattie "benigne" e curandolo in modo sbagliato.
>
> Che tutto il sistema possa (e debba) essere continuamente migliorato non
> lo metto in dubbio: come ripeto sempre a LoStaff, quello che abbiamo per
> le mani è il meglio *di adesso*. Fra cent'anni ci chiameranno barbari né
> più né meno di quelli che curavano con cataplasmi e sanguisughe.

In una sanità dove è più importante il bilancio economiche rispetto alla
salute dei pazienti siamo peggio di che curavano con i cataplasmi,
almeno ci provavano senza scopo di lucro.
Vorrei farti notare che la medicina è ferma ancora 50 anni fa e per
medicina intendo proprio la farmacologia.
Il tumore si cura bene se si interviene presto e chirurgicamente.
Il diabete si cura ancora con l'insulina a vita come 100 anni fa.
I vaccini per le più pericolose malattie sono stati scoperti più di 50
anni fa.
Negli ultimi anni di cure non ce ne sono state, si continua a sfruttare
quello che i nostri nonni, senza scopo di lucro ma solo con la grande
vocazione, scoprivano.


> Anzi io ce l'ho con LoStaff proprio perché, a dar retta a lui, saremmo a
> rassicurare il paziente parlandogli di malattie "benigne" (quando non di
> malattie "amiche") e curandolo in modo sbagliato, o per nulla. E in più,
> fra cent'anni saremmo press'a poco sempre allo stesso punto.
>
> Leonardo
>

Di santoni ne escono sempre fuori e la gente spesso abbocca proprio per
il sistema sanitario al quale ci stanno abituando.
Paghi una sanità pubblica che è allo sbando e quindi la gente si rivolge
al sistema privato che spesso non si fa scrupoli pur di far soldi.

Aymar

unread,
Dec 1, 2016, 11:11:19 AM12/1/16
to
Il giorno giovedì 1 dicembre 2016 15:43:36 UTC+1, Napo ha scritto:
> Il 01/12/16 08:51, Leonardo Serni ha scritto:
> > On Thu, 1 Dec 2016 08:26:10 +0100, Napo <na...@tin.it> wrote:
> >
> >> Ne ho visti parecchi arrivare ad una situazione ormai irrecuperabile,
> >> solo perché il medico di base continuava a rassicurare il paziente
> >> parlandogli di malattie "benigne" e curandolo in modo sbagliato.
> >
> > Che tutto il sistema possa (e debba) essere continuamente migliorato non
> > lo metto in dubbio: come ripeto sempre a LoStaff, quello che abbiamo per
> > le mani è il meglio *di adesso*. Fra cent'anni ci chiameranno barbari né
> > più né meno di quelli che curavano con cataplasmi e sanguisughe.
>
> In una sanità dove è più importante il bilancio economiche rispetto alla
> salute dei pazienti siamo peggio di che curavano con i cataplasmi,
> almeno ci provavano senza scopo di lucro.

Smesso di leggere qui.
Qualunquismo del cazzo un tanto al chilo, puttanate senza capo né coda.
"Scopo di lucro" il sistema sanitario italiano, ROTFL.
Vatti a curare in Albania dal Simoncini col bicarbonato endovena pagato cash in tascoccia e levati dal cazzo, ROTFLMAO.

Gatsu

unread,
Dec 1, 2016, 11:17:49 AM12/1/16
to
Aymar <panurg...@gmail.com> ha scritto:

> CUT
> > In una sanità dove è più importante il bilancio economiche rispetto alla
> > salute dei pazienti siamo peggio di che curavano con i cataplasmi,
> > almeno ci provavano senza scopo di lucro.
>
> Smesso di leggere qui.
> Qualunquismo del cazzo un tanto al chilo, puttanate senza capo né coda..
> "Scopo di lucro" il sistema sanitario italiano, ROTFL.
> Vatti a curare in Albania dal Simoncini col bicarbonato endovena pagato cash
in tascoccia e levati dal cazzo, ROTFLMAO.

In confronto il classico "discorso da bar" sembra perfino colto

--
Federico

https://www.facebook.com/fedegatsu
https://www.facebook.com/SBItalysrl?ref=hl
http://www.sbitaly.it/it/

Aymar

unread,
Dec 1, 2016, 11:28:20 AM12/1/16
to
Il giorno giovedì 1 dicembre 2016 17:17:49 UTC+1, Gatsu ha scritto:
> Aymar <panurg...@gmail.com> ha scritto:
>
> > CUT
> > > In una sanità dove è più importante il bilancio economiche rispetto alla
> > > salute dei pazienti siamo peggio di che curavano con i cataplasmi,
> > > almeno ci provavano senza scopo di lucro.
> >
> > Smesso di leggere qui.
> > Qualunquismo del cazzo un tanto al chilo, puttanate senza capo né coda..
> > "Scopo di lucro" il sistema sanitario italiano, ROTFL.
> > Vatti a curare in Albania dal Simoncini col bicarbonato endovena pagato cash
> in tascoccia e levati dal cazzo, ROTFLMAO.
>
> In confronto il classico "discorso da bar" sembra perfino colto

E' solo perché non è orale ma scritto, e c'è il tempo di riaggiustare la forma e mettere qualche parolina più incalzante qua e là. Ma la sostanza rimane, desolatamente, la stessa dei discorsi da bar dei semianalfabeti al terzo bicchierino di bianco.

Aymar

unread,
Dec 1, 2016, 11:30:52 AM12/1/16
to
Ah no, scusa, mi sono accorto solo ora che avevo letto male, cioè "rispetto Al solito discorso da bar..."
Come non detto: condivido in pieno.

Leonardo Serni

unread,
Dec 1, 2016, 11:43:43 AM12/1/16
to
On Thu, 1 Dec 2016 15:43:35 +0100, Napo <na...@tin.it> wrote:

>>> Ne ho visti parecchi arrivare ad una situazione ormai irrecuperabile,
>>> solo perché il medico di base continuava a rassicurare il paziente
>>> parlandogli di malattie "benigne" e curandolo in modo sbagliato.

>> Che tutto il sistema possa (e debba) essere continuamente migliorato non
>> lo metto in dubbio: come ripeto sempre a LoStaff, quello che abbiamo per
>> le mani è il meglio *di adesso*. Fra cent'anni ci chiameranno barbari né
>> più né meno di quelli che curavano con cataplasmi e sanguisughe.

>In una sanità dove è più importante il bilancio economiche rispetto alla
>salute dei pazienti siamo peggio di che curavano con i cataplasmi,
>almeno ci provavano senza scopo di lucro.

Guarda, io preferisco uno che mi guarisce per avidità ad uno che prega per
me gratis e mi lascia morire. Quel che conta è il risultato.

M'aspetto senz'altro che Big Pharma mi curi per i miei soldi, e non per la
mia bella faccia.

Quindi sì, è possibile che mi propongano la medicina A che gli dà guadagni
cospicui, e la medicina B che magari è migliore (ma gli rende meno) non la
sviluppino neanche.

Ma guardiamo la Big Picture e non Big Pharma :-)... se Big Pharma sviluppa
la medicina B, ci rimette un sacco di soldi. Questo vuol dire che mi trovo
la medicina B, sicuro. Ma non vedrò mai C, D, E... perché, nel frattempo i
furbi executive di Big Pharma si sono buttati sul mercato del turismo o di
consulenza all'agroalimentare.

Sostanzialmente, mi servirebbe un'eccezione al modello capitalista. Non mi
pare che le alternative se la siano cavata troppo bene, dal punto di vista
della performance.

>Vorrei farti notare che la medicina è ferma ancora 50 anni fa e per
>medicina intendo proprio la farmacologia.

...ma di': ma scherzi? Forse se ti curi nel Terzo Mondo, anzi, secondo me,
neanche in quel caso.

>Il diabete si cura ancora con l'insulina a vita come 100 anni fa.

Concedimi un "grazie al cazzo". L'insulina *E'* la cura, e il motivo è che
il corpo umano usa l'insulina, non qualcos'altro. Se è per quello ho forti
motivi per sospettare che si trombi ancora come diecimila anni fa: in quel
campo non ci sono stati progressi :-).

Ma il diabete è dovuto al fatto che un organo (il pancreas) è FOTTUTO, non
è che una cosa così la puoi "rimediare" con un FARMACO. O supplisci a quel
che l'organo non può più fare (con l'insulina appunto), o ciccia.

Il prossimo progresso potrebbe essere autoclonare le isole di Langerhans o
produrre sistemi impiantabili di analisi/dispensing di insulina. So che si
sta lavorando su entrambi i fronti.

>I vaccini per le più pericolose malattie sono stati scoperti più di 50
>anni fa.

Beh, e quindi che cosa vorresti? Qualche nuova malattia pericolosa? :-)

>Negli ultimi anni di cure non ce ne sono state, si continua a sfruttare
>quello che i nostri nonni, senza scopo di lucro

LOL, innanzitutto non è vero: di nuove cure ce ne sono state eccome. Posso
essere d'accordo che non siano state trovate nuove _CLASSI_ di antibiotici
o antivirali e che si sia andato avanti ampliando classi esistenti.

Tenendo conto che in realtà ci sono ottime speranze di aver trovato giusto
di recente non una nuova CLASSE, ma addirittura una *SUPER*classe di nuovi
antibiotici, le cosiddette bactine.

Poi di scopi di lucro ce n'era anche ai tempi. Meno d'oggi per la semplice
ragione che quando si era agli albori, la roba da trovare era semplice e -
quindi - relativamente poco costosa. Le scoperte si facevano "per caso", e
col solo aiuto della "mente preparata" di cui non a caso parlava Pasteur.

Oggi, appunto, per mettere le mani (forse) sulle bactine ci si sono dovuti
dedicare quattro istituti di ricerca, due società farmaceutiche e un botto
di ricercatori; a leggere la sezione 'Affiliations' su Nature, ti viene da
ridere:

http://www.nature.com/nature/journal/v517/n7535/full/nature14098.html#affil-auth

...e, per varie considerazioni di prudenza e sicurezza, che portano a dire
che questo sarebbe un investimento colossale e non così remunerativo, ecco
che Big Pharma si sta tirando indietro. Scommetto che agli stigmatizzatori
professionisti questo non andrà bene... però i dindi non ce li vorranno lo
stesso mettere loro ;-D

DrMorbius

unread,
Dec 1, 2016, 12:51:33 PM12/1/16
to
Napo <na...@tin.it> ha scritto:


> Vorrei farti notare che la medicina è ferma ancora 50 anni fa e per
> medicina intendo proprio la farmacologia.

ma anche no , certo ci sono ancora principi attivi che son buoni ora come lo
erano 50 anni fà ,esattamente come un bistecca di 50 anni fà differisce poco da
un bistecca odierno.
Però magari la bistecca moderna la prepari usando una piastra ad induzione o
com metodi di slow cocking con un circolatore ad esempio ecc ecc.

Lo stesso si può dire per la medicina ,se hai l'appnedice da togliere è ovvio
che te la togleranno esattamente come come te l'avrebbero tolta 50 anni fà.
Ma i metodi e le tecniche si son oaffinate a bestia, quando non sono
completamente diverse .

Tu parli di diabete come se ci si curasse come ci si curava 50 anni fà ma per
l' insulina sintetica devi aspettare gli anni 80 ( prima si usava quella animale
) e ora si usano gli analoghi ( dal 2000 circa ) piu efficaci e mirati senza
contare dicome i microinfusiri moderni hanno migliorato la gestione
dell'insulina stessa ( riducendo di un terzo i decessi a quanto pare )

Del resto se negli ultimi 50 anni l'aspetativa di vita è aumentata assai i
motivi ci sono e non sono certo da ricercare nelle cure alternative.



--
DrMorbius

Aymar

unread,
Dec 1, 2016, 1:09:38 PM12/1/16
to
Il giorno giovedì 1 dicembre 2016 18:51:33 UTC+1, DrMorbius ha scritto:

> metodi di slow cocking

Quelli magari lasciali a cremino :-D

Aymar

unread,
Dec 1, 2016, 1:27:26 PM12/1/16
to
Il giorno giovedì 1 dicembre 2016 18:51:33 UTC+1, DrMorbius ha scritto:

> Ma i metodi e le tecniche si son oaffinate a bestia, quando non sono
> completamente diverse .

NEgli anni 90 l'intervento di cataratta era ancora lungo e necessitava un lungo riposo, bendati.
Dai primi anni '00 te lo fanno in 20 minuti e ti rimandano a casa dopo mezzìora con una conchiglia di plastica trasparente sull'occhio, forata, che puoi buttare via in giornata.
Stesso discorso (mi pare che ne parlai, è il poco che so per esperienza personale, ma l'avanzamento delle tecnologie che ho sperimentato di persona è davvero incredibile); un peeling (esfoliazione) retinico per "foro maculare di terzo stadio" eseguito in venti minuti, con anestesia locale.
Roba di routine, da nulla. Rimani in osservazione fino alla mattina dopo, giusto per scrupolo.
Venti anni fa ci sarebbero voluti giorni e giorni di ospedalizzazione.

DrMorbius

unread,
Dec 1, 2016, 1:51:49 PM12/1/16
to
Aymar <panurg...@gmail.com> ha scritto:


> > metodi di slow cocking
>
> Quelli magari lasciali a cremino :-D

lol "o" galeotta


--
DrMorbius

VITRIOL

unread,
Dec 1, 2016, 2:37:03 PM12/1/16
to
Il 01/12/2016 17:43, Leonardo Serni ha scritto:

> LOL, innanzitutto non è vero: di nuove cure ce ne sono state eccome.

Da profano la più spettacolare mi sembra quella per l'epatite C ed è
recentissima. Una malattia da incurabile e mortale, da rallentare con
trattamenti dai forti effetti collaterali, si è trasformata quasi di
colpo in una malattia guaribile completamente nella quasi totalità dei
casi. E con qualche pasticca con effetti collaterali minimi.

--
Saluti
VITRIOL

Paperino

unread,
Dec 1, 2016, 3:29:26 PM12/1/16
to
Aymar ha scritto:
Rimanendo nell'ambito, a mio suocero hanno rimosso una cataratta
secondaria nel tempo che ci ho messo ad andare a parcheggiare meglio
l'auto. Sono rientrato e avevano già finito.

Bye, G.

Aymar

unread,
Dec 1, 2016, 3:45:21 PM12/1/16
to
Ah beh...
Per quanto io non sappia se e quali/quanti valori possa avere la definizione di "cataratta secondaria", so che almeno nel mio caso si trattava di una semplice "ripulitura" laser del cristallino (artificiale).
Un laser YAG. Meccanico, non termico (qualsiasi cosa voglia dire), che te lo fanno in 3 minuti seduto sulla sedia, con la mentoniera all'apparecchio ottico, e poi arrivederci.
Devi solo mettere delle gocce di collirio antinfiammatorio il giorno dopo.
Fatto a gennaio 2012.
Ormai sono cose meno complesse e più rapide d'una ripulitura dei denti.

Sinuhe

unread,
Dec 1, 2016, 5:35:46 PM12/1/16
to

Paperino

unread,
Dec 2, 2016, 2:53:58 AM12/2/16
to
"Sinuhe" ha scritto:
> "Yersinia" ha scritto:
>> LoStaff. wrote
>> curena
>> Doverosa qualche info in più sul delinquente condannato, promotore
>> di questo sito:
>> https://medbunker.blogspot.it/p/la-cura-simoncini-non-cura-nessuno.html
> a proposito di cure alternative...
> http://www.ilgiornale.it/news/cronache/frullati-e-clisteri-caff-posto-chemio-muore-maestra-49enne-1305314.html

Se avete il fegato in buone condizioni provate a leggere i commenti.
I danni dell'ignoranza...

Bye, G.

Napo

unread,
Dec 2, 2016, 5:04:09 AM12/2/16
to


Il 01/12/16 20:37, VITRIOL ha scritto:
I farmaci che curano l’epatite C, sul mercato italiano dal novembre del
2014, costano moltissimo e sono distribuiti in forma gratuita dal nostro
sistema sanitario nazionale soltanto a pazienti molto gravi, secondo i
criteri di prioritizzazione stabiliti dall’Aifa, l’agenzia italiana del
farmaco. Per tutti gli altri pazienti, due strade: aspettare di
“aggravarsi” a tal punto da riuscire a rientrare nei parametri oppure
comprarli. Ma i costi sono esorbitanti: vanno dai 13 mila euro, prezzo
nelle farmacie vaticane, ai 26 mila euro circa delle farmacie italiane
per 4 settimane di trattamento (la cura base è di almeno 12 settimane,
ma può arrivare anche a 24). Per questo molti rinunciano. O viaggiano
fino in India, paese a cui la Gilead, casa farmaceutica americana in
possesso del brevetto di Sovaldi e Harvoni, i due farmaci innovativi, ha
concesso in licenza la possibilità di produrre generici del tutto
equivalenti all’originale a costi decisamente più bassi: 400 euro circa
per 4 settimane di trattamento, tanto costano nelle farmacie indiane. (A
maggio 2016 anche le autorità indiane hanno riconosciuto il brevetto
della Gilead. Questo, tuttavia, come ha assicurato l'azienda
farmaceutica statunitense, “non ostacolerà la fabbricazione e la
distribuzione di versioni generiche di alta qualità”).


Paperino

unread,
Dec 2, 2016, 5:32:55 AM12/2/16
to
Napo wrote:
> VITRIOL ha scritto:
>> Leonardo Serni ha scritto:
>>> LOL, innanzitutto non è vero: di nuove cure ce ne sono state eccome.
>> Da profano la più spettacolare mi sembra quella per l'epatite C ed è
>> recentissima. Una malattia da incurabile e mortale, da rallentare con
>> trattamenti dai forti effetti collaterali, si è trasformata quasi di
>> colpo in una malattia guaribile completamente nella quasi totalità
>> dei casi. E con qualche pasticca con effetti collaterali minimi.
> I farmaci che curano l'epatite C, sul mercato italiano dal novembre
> del 2014, costano moltissimo e sono distribuiti in forma gratuita dal
> nostro sistema sanitario nazionale soltanto a pazienti molto gravi,
> secondo i criteri di prioritizzazione stabiliti dall'Aifa, l'agenzia
> italiana del farmaco. Per tutti gli altri pazienti, due strade:
> aspettare di "aggravarsi" a tal punto da riuscire a rientrare nei
> parametri oppure comprarli. Ma i costi sono esorbitanti: vanno dai 13
> mila euro, prezzo nelle farmacie vaticane, ai 26 mila euro circa
> delle farmacie italiane per 4 settimane di trattamento (la cura base
> è di almeno 12 settimane, ma può arrivare anche a 24).

Balle.
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=43805&fr=n

Ma prima di sparare cazzate, una minchia di ricerca
non varrebbe la pena di farla?

Bye, G.


Paperino

unread,
Dec 2, 2016, 5:38:54 AM12/2/16
to
Napo wrote:
> Negli ultimi anni di cure non ce ne sono state, si continua a
> sfruttare quello che i nostri nonni, senza scopo di lucro ma solo con
> la grande vocazione, scoprivano.

Stai parlando di cure per la stupidità, immagino... no, per
quella c'è abbastanza poco :-(.

Perché, tanto per continuare esempio dell'epatite C, *qualche*
novità c'è:
http://www.nuovifarmaciepatite.it/default.asp?id=2586

E stiamo parlando solo di quella. Per le altre malattie
ce ne sono letteralmente migliaia.

Bye, G.


Arne Saknussemm

unread,
Dec 2, 2016, 6:10:34 AM12/2/16
to
:: On Fri, 2 Dec 2016 11:38:53 +0100
:: (it.discussioni.misteri,it.discussioni.consumatori.tutela,it.salute)
:: <o1ritf$gc2$1...@dont-email.me>
:: "Paperino" <non...@lo.dico.invalid> wrote:

> Napo wrote:
> > Negli ultimi anni di cure non ce ne sono state, si continua a
> > sfruttare quello che i nostri nonni, senza scopo di lucro ma solo
> > con la grande vocazione, scoprivano.

> Stai parlando di cure per la stupidità, immagino... no, per
> quella c'è abbastanza poco :-(.

come no, una bella lobotomia frontale e via andare <eg>


ilChierico

unread,
Dec 2, 2016, 9:48:02 AM12/2/16
to
On 01/12/2016 20:37, VITRIOL wrote:

> Da profano la più spettacolare mi sembra quella per l'epatite C ed è
> recentissima. Una malattia da incurabile e mortale, da rallentare con

Invece l'epatite B l'hanno dimenticata e non capisco perche'.

ilChierico

unread,
Dec 2, 2016, 9:48:02 AM12/2/16
to
On 01/12/2016 17:43, Leonardo Serni wrote:

> Guarda, io preferisco uno che mi guarisce per avidità ad uno che prega per
> me gratis e mi lascia morire. Quel che conta è il risultato.

Terro' presente. Scrib, scrib...

> M'aspetto senz'altro che Big Pharma mi curi per i miei soldi, e non per la
> mia bella faccia.

Terro' presente. Pero' ricordati che la ricerca o meglio la rivendita
dei farmaci in Europa si e' fermata a "quelli di cinquanta anni fa"
grazie alla cosiddetta austerity e alla spending review. Non puoi
neanche comprare i farmaci negli USA, pagandoli di tuo. Non te li fanno
proprio importare in Europa.

Pensa tu che euroburocrati che abbiamo :-(

>> Vorrei farti notare che la medicina è ferma ancora 50 anni fa e per
>> medicina intendo proprio la farmacologia.
>
> ....ma di': ma scherzi? Forse se ti curi nel Terzo Mondo, anzi, secondo me,
> neanche in quel caso.

No, non scherzo.

Sei tu che sei male informato.

La sanita' europea e' allo sbando, dopo tutto dobbiamo rimetter presto
in piedi un esercito decente, senno' ci spazzano via come mosche, altro
che lotta ai batteri o al sudiciume.

ilChierico

unread,
Dec 2, 2016, 9:48:02 AM12/2/16
to
On 01/12/2016 15:43, Napo wrote:

> In una sanit� dove � pi� importante il bilancio economiche rispetto alla
> salute dei pazienti siamo peggio di che curavano con i cataplasmi,
> almeno ci provavano senza scopo di lucro.

Ehm, no.

Mi dispiace di disilluderti O:-)

"Nessuno fa niente per niente" non e' il mio motto, ma la sua origine
risale nei secoli dei secoli.

> Vorrei farti notare che la medicina � ferma ancora 50 anni fa e per
> medicina intendo proprio la farmacologia.

Vorrei farti notare che senza i soldi di tutti gli stati europei la
ricerca si e' fermata, anzi no, in America vendono tutto quello di cui
hai bisogno, ma non puoi semplicemente ordinare un farmaco per posta
aerea, devi soggiornare oltre Atlantico fino a fine cura, se proprio ti
serve quel determinato farmaco.

> Il tumore si cura bene se si interviene presto e chirurgicamente.

Il tumore mica si cura con la chirurgia.

> Il diabete si cura ancora con l'insulina a vita come 100 anni fa.

Idem, l'insulina non e' una cura, ma un ormone naturale prodotto dal
nostro stesso organismo.

Napo

unread,
Dec 2, 2016, 11:40:01 AM12/2/16
to


Il 02/12/16 11:32, Paperino ha scritto:
Se ti fermavi a leggere un po' capivi che il calcolo che è stato fatto è
di previsione non il costo della cura, infatti 750 milioni di
investimento per curare 50000 pazienti fa 15000 euro a testa.

Ma qui già la cifra si eleva e non poco:
http://www.cirrosi.com/default.asp?id=841&id_n=14264
45 milioni per curare 1200 pazienti = 37500 a testa.


Qui costa 44 mila euro.
http://www.corriere.it/salute/16_settembre_21/epatite-c-giudice-dice-si-super-farmaco-acquistato-all-estero-1e89afae-7fc9-11e6-ac5a-22bb122bde3b.shtml

Qui costa 31000 a trattamento
http://www.cirrosi.com/default.asp?id=841&id_n=18494

Le cifre sono molto ballerine ma di sicuro non sono 15000, informarsi
prima è meglio.

Gatsu

unread,
Dec 2, 2016, 11:52:41 AM12/2/16
to
Napo <na...@tin.it> ha scritto:

>
>
> cut
>
> Le cifre sono molto ballerine ma di sicuro non sono 15000, informarsi
> prima è meglio.

Si stava meglio quando si stava peggio e quando c'erano le mezze stagioni.

Leonardo Serni

unread,
Dec 2, 2016, 12:51:37 PM12/2/16
to
On Fri, 2 Dec 2016 11:04:04 +0100, Napo <na...@tin.it> wrote:

>I farmaci che curano l’epatite C, sul mercato italiano dal novembre del
>2014, costano moltissimo e sono distribuiti in forma gratuita dal nostro
>sistema sanitario nazionale soltanto a pazienti molto gravi, secondo i
>criteri di prioritizzazione stabiliti dall’Aifa, l’agenzia italiana del
>farmaco.

Esatto. Ci sono cento pazienti di varie cose, tutte magari mortali. Curare
uno dei primi 98 costa 100 EUR. Curare uno degli altri due ne costa 5000.

E poi ci sono altri dieci pazienti che non possiamo curare, perché non c'è
proprio la medicina.

E abbiamo a disposizione 10000 EUR.

Le opzioni che abbiamo a disposizione sono:

- allochiamo 100 EUR a ciascuno dei 98 pazienti. Non rimangono soldi
per curare i rimanenti due, che se pagano di tasca loro bene: e se
no, muoiono.

- allochiamo 5000 EUR su ciascuno dei 2 pazienti rari. Non rimangono
soldi per curare i rimanenti 98, che se pagano di tasca loro bene,
e se no, muoiono.
A questi gli diciamo "Scusate, eh, ma quegli altri due malati sono
più importanti di voi 98. 100 EUR ce li avrete senz'altro. Vorrete
mica che facciamo morire due persone per salvare voi?"

- chiediamo ai contribuenti (a quelli che ancora contribuiscono!) di
pagare una ulteriore tassa per rimpolpare la Sanità. Buona fortuna
co' tutto, eh.

- andiamo a risparmiare ovunque possibile sperando che dopo la spesa
non esploda da altre fessure.

- andiamo dalla Casa farmaceutica e diciamo... siccome ci sono stati
casi in cui vojaltri avete rubato, ciò dimostra che anche *questo*
prezzo è illecitamente indebito, sicché il farmaco da 5000 EUR ora
ce lo prezzate a 100.

Ammesso che ci si riesca, domani quando andremo da quella Casa per
chiedere "A che punto siamo, con lo studio dei farmaci per i dieci
pazienti malati?", ci sentiremo rispondere "FARMACI? Guardi che la
Pipartis dal 2017 costruisce solo siti Web! Preferite ASP o PHP?".

Non vedo altre opzioni. Grillismi come aggiungere uno zero al nostro peculio
per trovarsi con 100.000 EUR, la cosiddetta "Soluzione Weimar", funziona per
un pé (ma poi però si piglia nel culio). Altre soluzioni sono equivalenti ad
una delle soluzioni sopra, espresse con altre parole.

Una soluzione un po' drastica, ma efficace - anche se puzza di eugenetica di
stampo nazista - è quella di mettere in giro voci su cure efficacissime poco
costose e 100% naturali; così, i malati più stupidi ci credono e muoiono più
in fretta, risanando i conti e allo stesso tempo migliorando la razza.

Ma una soluzione del genere sarebbe poco etica.

> O viaggiano fino in India, paese a cui la Gilead, casa farmaceutica americana
> in possesso del brevetto di Sovaldi e Harvoni, i due farmaci innovativi, ha
> concesso in licenza la possibilità di produrre generici del tutto
> equivalenti all’originale a costi decisamente più bassi: 400 euro circa
> per 4 settimane di trattamento, tanto costano nelle farmacie indiane.

>(A
>maggio 2016 anche le autorità indiane hanno riconosciuto il brevetto
>della Gilead. Questo, tuttavia, come ha assicurato l'azienda
>farmaceutica statunitense, “non ostacolerà la fabbricazione e la
>distribuzione di versioni generiche di alta qualità”)

Però quando uno propone di sperimentare i generici non approvati dall'FDA su
poveri e negri, per studiarne gli effetti, gli dànno del razzista :-D

E' proprio vero: tutto dipende da come uno presenta le cose...

Paperino

unread,
Dec 2, 2016, 4:52:11 PM12/2/16
to
Napo ha scritto:
> Paperino ha scritto:
>> Napo wrote:
>>> VITRIOL ha scritto:
>>>> Leonardo Serni ha scritto:
>>>>> LOL, innanzitutto non è vero: di nuove cure ce ne sono state eccome.
>>>> Da profano la più spettacolare mi sembra quella per l'epatite C ed è
>>>> recentissima. Una malattia da incurabile e mortale, da rallentare con
>>>> trattamenti dai forti effetti collaterali, si è trasformata quasi di
>>>> colpo in una malattia guaribile completamente nella quasi totalità
>>>> dei casi. E con qualche pasticca con effetti collaterali minimi.
>>> I farmaci che curano l'epatite C, sul mercato italiano dal novembre
>>> del 2014, costano moltissimo e sono distribuiti in forma gratuita dal
>>> nostro sistema sanitario nazionale soltanto a pazienti molto gravi,
>>> secondo i criteri di prioritizzazione stabiliti dall'Aifa, l'agenzia
>>> italiana del farmaco. Per tutti gli altri pazienti, due strade:
>>> aspettare di "aggravarsi" a tal punto da riuscire a rientrare nei
>>> parametri oppure comprarli. Ma i costi sono esorbitanti: vanno dai 13
>>> mila euro, prezzo nelle farmacie vaticane, ai 26 mila euro circa
>>> delle farmacie italiane per 4 settimane di trattamento (la cura base
>>> è di almeno 12 settimane, ma può arrivare anche a 24).
>> Balle.
>> http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=43805&fr=n
>> Ma prima di sparare cazzate, una minchia di ricerca
>> non varrebbe la pena di farla?
> Se ti fermavi a leggere un po' capivi che il calcolo che è stato fatto è
> di previsione non il costo della cura, infatti 750 milioni di
> investimento per curare 50000 pazienti fa 15000 euro a testa.

E *leggere un po'* è esattamente quello che *non hai fatto tu*.

> Ma qui già la cifra si eleva e non poco:
> http://www.cirrosi.com/default.asp?id=841&id_n=14264
> 45 milioni per curare 1200 pazienti = 37500 a testa.

Stai invertendo le cose: quello che citi *tu* è una previsione,
tant'è che l'articolo è del 2014:
"18/12/2014
Un nuovo farmaco rivoluziona le cure della malattia[...]"

E se prosegui:
"Il prezzo di partenza di una terapia completa è di 45
mila euro ma Aifa, l'agenzia del farmaco, ha trattato
una serie di sconti che non sono stati resi pubblici."

Invece, l'articolo che ho citato prima (10 ottobre 2016)
parla esattamente di quegli sconti:

"Trattandosi di farmaci innovativi, i farmaci per HCV
hanno sicuramente prezzi di listino elevatissimi.
Tuttavia è ben noto che - ai prezzi di listino - sono
applicati degli sconti che non sono di dominio pubblico
(questo succede in tutti i paesi industrializzati).

Costi per il SSN, al netto degli sconti
Però alcune cose le sappiamo. Ad esempio, più volte il
DG protempore AIFA, Prof. Pani, ha dichiarato che con
la ditta Gilead è stato siglato un contratto (ora scaduto)
di 750 milioni di euro per curare 50.000 pazienti.

La mia calcolatrice fa 15.000 euro a trattamento, poco
più di quanto costava un trattamento con interferone
pegilato e ribavirina solo 3-4 anni fa. Con differenze
abissali: con Interferone si riusciva a curare a malapena
circa il 50% dei pazienti, (quindi uno spreco di denaro
enorme), con i nuovi farmaci ne curiamo quasi il 100%.
Con interferone si faceva un anno di terapia e quindi
numerosi e costosi controlli in ospedale, mentre con
i nuovi farmaci (3 mesi di trattamento) diminuiscono
sensibilmente i costi diretti per in SSN e indiretti
sostenuti dal paziente. Con Interferone non riuscivamo
a curare pazienti con malattia avanzata, con i nuovi
farmaci invece si, e assistiamo a miglioramenti miracolosi.
[...]
Passiamo ai farmaci della ditta Abbvie: in una recente
nota di Luglio 2016 agli operatori del settore, la ditta
comunicava che il prezzo di cessione alle strutture
sanitarie del SSN per un ciclo completo di terapia per
la cura dell’epatite C di genotipo 1 era di 11.666,70
(Iva esclusa) e di 10.733,36 (iva esclusa) per il
genotipo 4.

Infine il farmaco di Bristol Myers Squibb da abbinare
al sofosbuvir Gilead, ovvero la combinazione più costosa:
da poco tempo un ciclo completo viene pagato dal
SSN 9.000 Euro. In alcune regioni che hanno già raggiunto
l’ultimo scaglione di sconto sul contratto Gilead, il
sofosbuvir si paga qualche migliaio di euro.
In sostanza, anche questa combinazione si attesta
su una media di circa 15.000 Euro."

Infine, aggiungo le considerazioni sugli effetti economici
delle cure:

"Ma non è finita qui.

I risparmi ottenuti curando tutti i pazienti
A differenza di altre patologie croniche, sulle quali ogni
anno bisogna stanziare cifre uguali se non superiori all’anno
precedente per mantenere in buona salute i cittadini malati
(es. HIV, Diabete, Asma, Mal. Reumatiche, ecc.) sull’epatite
C si è trovata una cura definitiva. Questo significa enormi
risparmi di costi diretti e indiretti che resteranno in
pancia alle Regioni.

Questo però non lo dice mai nessuno. E sono tanti soldi.
Un noto farmacoeconomista, Francesco Saverio Mennini,
Professore di Economia Sanitaria Facoltà di Economia,
Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha stimato
che a partire dal 2018 ci sarà un risparmio di circa
12.000 Euro di costi diretti per ogni paziente curato con
epatite C1 ed altri 4.000 euro di costi indiretti.

In pratica, una gran parte dei farmaci, li pagheremo con
i risparmi prodotti curando tutti i pazienti con epatite
C, soprattutto curando i pazienti ad oggi esclusi."
Al netto degli sconti. Poi leggi il seguito e scopri
che invece, e cito dal *tuo* link:
"per acquistarlo sono stati destinati circa 750 milioni
di euro del fondo sanitario nazionale). Fino ad oggi
però solo 45 mila pazienti sono riusciti ad ottenere
la terapia"

Te lo fai tu il calcolo? :-D

Il terzo articolo, ancora una volta, si riferisce all'anno
scorso.

> Le cifre sono molto ballerine ma di sicuro non sono
> 15000,

Infatti. Facendo i conti seriamente probabilmente
sono anche di meno, se conti il risparmio sulle cure
seguenti che non devi più fare. Sommaci il fatto che
*non* spendi le stesse cifre che spendevi prima per
altri medicinali altrettanto costosi. E infine sommaci
il fatto che le spese di prima curavano solo il 50%
dei malati.

> informarsi prima è meglio.

Ecco, informati prima. Ti ho fornito il link all'articolo
completo, avresti potuto leggerlo, invece di ripartire
con altri link ad cazzum, di articoli che comunque non
hai neanche letto (spero... altrimenti la tua sarebbe
malafede).

Bye, G.

Paperino

unread,
Dec 2, 2016, 5:19:43 PM12/2/16
to
Leonardo Serni ha scritto:
> Napo wrote:
[CUT]
>> Il diabete si cura ancora con l'insulina a vita come 100 anni fa.
>
> Concedimi un "grazie al cazzo". L'insulina *E'* la cura, e il motivo è che
> il corpo umano usa l'insulina, non qualcos'altro. Se è per quello ho forti
> motivi per sospettare che si trombi ancora come diecimila anni fa: in quel
> campo non ci sono stati progressi :-).
>
> Ma il diabete è dovuto al fatto che un organo (il pancreas) è FOTTUTO, non
> è che una cosa così la puoi "rimediare" con un FARMACO. O supplisci a quel
> che l'organo non può più fare (con l'insulina appunto), o ciccia.
>
> Il prossimo progresso potrebbe essere autoclonare le isole di Langerhans o
> produrre sistemi impiantabili di analisi/dispensing di insulina. So che si
> sta lavorando su entrambi i fronti.

Per non dire che si stanno studiando anche "strade laterali":
<http://www.sciencealert.com/platypus-venom-could-be-the-future-of-diabetes-treatments>

<http://www.nature.com/articles/srep37744>

Bye, G.

Renaissance

unread,
Dec 7, 2016, 7:15:07 AM12/7/16
to
Il 02/12/2016 15.32, ilChierico ha scritto:

>> Da profano la più spettacolare mi sembra quella per l'epatite C ed è
>> recentissima. Una malattia da incurabile e mortale, da rallentare con

> Invece l'epatite B l'hanno dimenticata e non capisco perche'.

Perlomeno, da quella ci si può vaccinare con una riuscita dell'85%,
ed è assai meno grave della C...

bye G.L.
--
Da i.d.c.tutela:
P.S. Quando ci sarà lo switch-off, avrò problemi anche col
monitor del PC? Ho visto che è collegato in modalità analogica.

Renaissance

unread,
Dec 7, 2016, 7:19:56 AM12/7/16
to
Il 30/11/2016 14.54, Bowlingbpsl ha scritto:

> LoStaff . wrote:
>> Ogni anno in Italia 363.300 persone ricevono una diagnosi di cancro,

> Quand'e' che la diagnosticano a te, cosi' rifiuti qualsiasi cura, ti
> prendi pilloline di zucchero derivanti alla lontana dallo sputo di un
> malato (vero!) e te la smetti?

Perchè, davvero credi che non vada *di corsa* dall'oncologo?
Piglinculo sì, ma stupido fino a quel punto no, diobono... :-D

Bowlingbpsl

unread,
Dec 9, 2016, 6:18:19 AM12/9/16
to
Renaissance wrote:
> Il 30/11/2016 14.54, Bowlingbpsl ha scritto:
>
>> LoStaff . wrote:
>>> Ogni anno in Italia 363.300 persone ricevono una diagnosi di cancro,
>
>> Quand'e' che la diagnosticano a te, cosi' rifiuti qualsiasi cura, ti
>> prendi pilloline di zucchero derivanti alla lontana dallo sputo di un
>> malato (vero!) e te la smetti?
>
> Perchč, davvero credi che non vada *di corsa* dall'oncologo?

Ricordo la foto di un antivaccinista che, dovendo andare in Asia, era li'
a vaccinarsi per febbre gialla et altre malattie. Si, adesso che mi ci fai
pensare, e' molto probabile faccia il culattone col culo degli altri.

> Piglinculo sě, ma stupido fino a quel punto no, diobono... :-D

Pero', una piccola speranza, resta: la modella che si faceva clisteri di
caffe', e' MORTA, nei tempi ahime' prevedibili dalla sua patologia
(curabile).
Qualcuno, purtroppo, muore sul serio. Non abbastanza per convincere il
"parco buoi" mentre, probabilmente, questi SCIAMANI che agitano il
totem... sono tutti in mala fede.

Ma sperare e' gratis. 3:-)

Fabrizio


ilChierico

unread,
Dec 14, 2016, 10:48:02 AM12/14/16
to
On 07/12/2016 13:15, Renaissance wrote:

> Perlomeno, da quella ci si pu� vaccinare con una riuscita dell'85%,
> ed � assai meno grave della C...

Io non ne sarei cosi' certo...

Renaissance

unread,
Dec 15, 2016, 5:41:17 AM12/15/16
to
Tranquillo. Una buona fetta della popolazione se la becca, spesso
senza neanche accorgersene (qualche mese di spossatezza), e la
maggior parte non sviluppa problemi nel futuro (anche se, se la becchi
da adolescente o peggio da bimbo si intensificano notevolmente le
probabilità di strascichi futuri, anche seri).
Chi si becca la C, ha quasi sempre prima o poi problemi, anche seri.
La "C" è *notoriamente* una brutta bestia...

ilChierico

unread,
Dec 15, 2016, 1:48:02 PM12/15/16
to
On 15/12/2016 11:41, Renaissance wrote:

> Chi si becca la C, ha quasi sempre prima o poi problemi, anche seri.
> La "C" è *notoriamente* una brutta bestia...

E' stata montata la psicosi ad arte, lo capisco pure io. L'epatite non
e' una passeggiata, neanche la B, sai.

Gia' avremmo dei seri problemi con la B, e invece? Toh, che strano!
Salta fuori un vaccino miracoloso appena brevettato che costa un capitale...

Poi esiste per tutte il rischio di sovrainfezione, ma che te lo dico a
fare? E comunque io sapevo che per l'Italia circolavano due milioni di
portatori sani del virus B, adesso si sono miracolosamente trasformati
in portatori sani del virus C... ma iniziare dal basso no? Cioe' dalla
piu' diffusa? Sai quanti si sono beccati l'epatite B negli anni andando
a donare il sangue nelle strutture pubbliche? Io ne ho conosciuto uno,
alla fine e' morto senza ringraziamenti e senza risarcimenti, una prece
per la famiglia :-(

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