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A. Jolivet, Concerto per flauto e orchestra

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rossigi...@gmail.com

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Nov 12, 2015, 1:57:40 PM11/12/15
to
https://www.youtube.com/watch?v=eVxXVO2gFqE

Nello stesso periodo (primi anni cinquanta) Boulez compone questo brano:
https://www.youtube.com/watch?v=MS82nF85_gA

Un brano passato alla storia perché così hanno decretato gli storici mentre i vari concerti di Jolivet sono passati in secondo piano.
Noi oggi a distanza di tanti anni possiamo capire chi era un vero compositore e chi invece veniva pompato ad arte (insieme ad altri) per ragioni politiche.

Erg Frast_lab

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Nov 13, 2015, 4:03:25 AM11/13/15
to

<rossigi...@gmail.com> ha scritto nel messaggio

>https://www.youtube.com/watch?v=eVxXVO2gFqE

> Nello stesso periodo (primi anni cinquanta) Boulez compone questo brano:
https://www.youtube.com/watch?v=MS82nF85_gA

> Un brano passato alla storia perché così hanno decretato gli storici
> mentre i vari concerti di Jolivet sono passati in secondo piano.
Noi oggi a distanza di tanti anni possiamo capire chi era un vero
compositore...

Boulez, appunto.
Jolivet anacronistico (per quanto abbia un suo pezzo per piano suonato dalla
Yudina davvero delizioso)

EF



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rossigi...@gmail.com

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Nov 13, 2015, 9:47:49 AM11/13/15
to
Il giorno venerdì 13 novembre 2015 10:03:25 UTC+1, Erg Frast_lab ha scritto:
>
> Noi oggi a distanza di tanti anni possiamo capire chi era un vero
> compositore...
>
> Boulez, appunto.
> Jolivet anacronistico (per quanto abbia un suo pezzo per piano suonato dalla
> Yudina davvero delizioso)
>
>

Jolivet dopo aver composto musica seriale evolve il suo stile. Quindi passa all'uso dell'armonia modale. Con questo non voglio dire che Jolivet sia un grandissimo compositore del Novecento. Piuttosto voglio far notare che il fatto che Jolivet dopo aver composto musica seriale ecco che decide di EVOLVERE.
Boulez invece non evolve, anzi ad un certo punto SMETTE di fare il compositore e si dedica solo alla direzione dell'orchestra.

Quindi bisogna spiegare PERCHE' Boulez sarebbe stato più bravo di un Jolivet.
Cosa ha fatto in più (e meglio) Boulez rispetto a Jolivet?
Qui a favore di Boulez entra in ballo il serialismo integrale.
Ma il serialismo integrale è musica?
Cioè comporre andando a serializzare tutti i parametri usando quindi un algoritmo, è comporre musica? O piuttosto si tratta di GIOCHI?
Per es. Cage quando compone a caso (alea) compone musica o GIOCA?

Inoltre non si capisce PERCHE' la svolta modale di Jolivet non possa essere vista (quanto meno) ALLA PARI della svolta integralista di Boulez e altri.

Il punto è che Jolivet ( mi limito solo alla musica dei compositori FRANCESI) viene messo addirittura in secondo piano rispetto a Boulez.
Quindi a mio parere c'è qualcosa che non quadra e penso che si tratti di politica.
Hanno pompato il serialismo integrale(Boulez e compagni) e la musica aleatoria(Cage ecc) in un modo esagerato. Un modo che non si giustifica per quello che effettivamente è questo genere di musica.
E allora ci deve essere un motivo politico e cioè osannare Darmstadt.
http://www.dissonance.ch/it/archivio/articoli_principali/356/abstract/it

Uno storico della musica ONESTO intellettualmente dovrebbe dire: signori miei in quel periodo ci fu una tremenda guerra mondiale e questi compositori (Boulez, Cage ecc) sono da ricordare e ONORARE perché si diedero molto da fare per la PACE. Infatti provenivano da diversi paesi che si erano combattuti pochi anni prima ecc ecc.

Se invece lo storico inizia a osannare la MUSICA che si faceva a Darmstadt per poi poter mettere in primo piano questi grandi uomini, allora sbaglia.
Così lo storico non onora i vari Ernst Krenek, René Leibowitz, , Rudolf Kolisch, Eduard Steuermann, Milton Babbitt, Luciano Berio, Pierre Boulez, John Cage, Hans Werner Henze, Bruno Maderna, Luigi Nono, Vittorio Fellegara, Karlheinz Stockhausen e Iannis Xenakis.

Così facendo lo storico li SMINUISCE perché MENTE.
Tuttavia posso comprendere i commentatori (e in parte storici) che dal 1946 in poi iniziarono a lodare e ingigantire questi compositori.
Mi rendo conto che all'epoca bisognava pompare cose del genere perché si aveva bisogno di pacificare e ricostruire.

Ora però noi siamo nel 2015!!
Possiamo noi oggi continuare a tramandare queste bugie?
Possiamo cioè dire che i vari Boulez, Nono, Cage ecc hanno composto la migliore musica del Novecento?
A mio parere allora bisogna revisionare la storia della musica del Novecento. E la revisione è piuttosto facile.
Bisogna valutare OGGETTIVAMENTE LA MUSICA di quei compositori che divennero famosi (e furono pompati) solo perché si recavano ai corsi di Darmstadt:

https://it.wikipedia.org/wiki/Corsi_estivi_di_Darmstadt

Inoltre bisogna mettere al centro dello sviluppo musicale di quel periodo non la seconda scuola di Vienna seguita poi da Darmstadt (solito etnocentrismo) ma gli USA e i nord europei, in particolare gli scandinavi.
Cioè la seconda scuola di Vienna e Darmstadt vanno messi in secondo piano. Mentre in primo piano bisogna mettere gli americani (Ives, Cowell ecc) e gli scandinavi.
Bisogna rendersi conto che Austria e Germania (e Italia, Francia ecc) a iniziare dagli anni Trenta PERDONO la centralità che avevano da secoli.
All'epoca non si resero conto di aver perso questa centralità per ovvi motivi. Ma noi oggi a distanza di quasi un secolo ci rendiamo conto che la musica evolve negli USA e in nord Europa mentre in Germania, Austria, Francia, Italia ecc va in decadenza, ci si blocca sul serialismo fino a quello integrale.
Continuare a dire che sono le persone ad essere incapaci di capire la musica seriale di questi autori non funziona più. Non funziona più perché ormai si è potuto ascoltare la musica che nello stesso periodo componevano altrove e compositori ben più capaci e con la vocazione al rinnovamento.

La favola secondo la quale Schoenberg, Webern, Berg, Nono, Boulez, Cage ecc SONO la musica contemporanea importante è ormai stata smascherata.
Ives ha fatto molto di più e meglio di Schoenberg. Ma i vari Cowell, Ruggles,Antheil, Gershwin, Copland ecc hanno davvero innovato e nella giusta direzione:

http://ettoregarzia.blogspot.it/2010/11/la-cultura-musicale-classica-americana.html

E nello stesso periodo nel nord Europa si continuava questa evoluzione:

http://ettoregarzia.blogspot.it/2012/05/gli-idiomi-della-sinfonia-nordica-e.html

Negli anni Settanta addirittura la tecnica del minimalismo (creata negli USA) viene poi usata anche dagli europei.
Questa perdita di centralità del centro e sud Europa non fu solo a livello musicale come sappiamo. Infatti il vero centro scientifico e culturale all'epoca lo troviamo negli USA e in Gran Bretagna.
La guerra accentuò qualcosa che era già avvenuto a livello economico e sociale. Non fu certo la guerra a condurre alla decadenza. Fu invece questa decadenza culturale a condurre al nazismo, fascismo e comunismo e questo poi condusse alla guerra.
Per motivi di potere, i nobili, i banchieri e i grandi imprenditori si allearono per non permettere che l'industrializzazione desse la possibilità di emancipazione ad ampi strati della popolazione.
Inoltre una parte degli oppositori volevano rovesciare completamente il potere costituito andando a realizzare il comunismo reale come avvenne pochi anni prima in Russia.
Questo portò allora all'estremizzazione della contrapposizione culturale. Una contrapposizione inevitabile perché i comunisti non volevano solo ridimensionare il potere della nobilità, del clero e dei grandi imprenditori ma volevano portare al potere con una RIVOLUZIONE VIOLENTA esponenti del mondo operaio e contadino.

La reazione allora furono i vari fascismi, fino ad arrivare al nazismo di Hitler.
In pratica la reazione al comunismo violento furono questi fascismi. Il fascismo pure era qualcosa che andava verso il popolo, verso i disagiati. Ma questi però venivano inquadrati all'interno dello Stato con la propaganda nazionalista. In pratica il contadino, l'operaio e il borghese venivano uniti sotto la bandiera nazionale. Questo avvenne proprio per contrapporsi alla bandiera rossa che pure univa contadini, operai e borghesi.

In questo modo si creò una spaccatura nella società a tutti i livelli perché sia i comunisti che i fascisti tendevano ad unire la stessa parte di società e cioè contadini, operai, borghesi.
Quindi si creò una spaccatura tra i contadini, gli operai, i borghesi.
La decadenza a mio parere fu proprio questa. Cioè una profonda spaccatura all'interno di queste classi sociali.
Una spaccatura voluta ovviamente da chi era al potere e cioè nobili, clero, imprenditori. Una spaccatura che serviva, appunto, per ROMPERE quello che era divenuto un fronte unito e apparentemente omogeneo. Cioè il fascismo fu la reazione a quel comunismo rivoluzionario che voleva portare in altri paesi europei quello che avvenne in Russia.

La decadenza quindi non è qualcosa di astratto, qualcosa che è tale perché noi oggi magari abbiamo gusti diversi da loro, da quelli dell'epoca.
La decadenza affonda le radici in questa spaccatura della società, in questa contrapposizione continua che va avanti per anni e che verso la fine degli anni Venti inizia ad esplodere per la crisi economica del 1929.
Il detonatore fu proprio questa crisi economica che fece aumentare la disoccupazione.
Lo scontro sociale allora venne a radicalizzarsi e soprattutto si istituzionalizzò.
La seconda guerra mondiale sicuramente porto alle estreme conseguenze lo scontro. Ma paradossalmente fu anche un momento durante il quale lo scontro iniziò a calare. Per es i tedeschi erano tutti uniti contro i sovietici e lo scontro interno veniva messo da parte. In Italia i comunisti e i cattolici si allearono per combattere i fascisti e i tedeschi ecc ecc.

Quindi la seconda guerra mondiale evolve in modo tale da portare poi via via ad una ridotta spaccatura. Ovviamente la spaccatura si ridusse ma esisteva. Come una ferita che finalmente non si allarga ma anzi inizia a rimarginarsi in alcune sue parti.
E così si va avanti per gli anni Cinquanta e Sessanta fino poi agli anni Settanta che diventano una transizione. Gli anni Ottanta con la crisi del comunismo sovietico portano a un generale ripensamento di questa dottrina rivoluzionaria e così si andrà finalmente ad eliminare la spaccatura.

Ma ormai sono passati decenni, decenni durante i quali nei paesi del nord Europa avevano coesione sociale e quindi questi vanno avanti, migliorano ad un ritmo maggiore rispetto ai paesi che si spaccarono internamente.
La Germania solo nel 1989 ritrova la coesione.
Quella Germania che tanto aveva dato (insieme all'Austria) alla musica fu un paese DIVISO in due per mezzo secolo.

Questa ovviamente è una analisi sociologica molto sommaria. Tuttavia, e concludo, ho voluto far notare che la decadenza che troviamo nella musica dell'epoca ha radici ben precise e non è qualcosa di astratto.







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