WASHINGTON - A pochi giorni dalle elezioni di midterm, l'offensiva
elettorale americana si è spostata sul web dove ricarica il suo
arsenale a suon di algoritmi. L'hanno battezzata Googlebombing e
sfrutta lo stesso sistema che ha permesso al motore di ricerca più
famoso del mondo di sbaragliare la concorrenza. Invece di classificare
i risultati delle ricerche a seconda del numero di volte in cui il
termine digitato appariva all'interno di una pagina, venne scelta la
frequenza con cui il sito relativo veniva linkato dagli altri. Che ne
determinava così il valore: più link ha, più ottiene importanza.
Chris Bowers, sostenitore dei Democratici, ha lanciato l'idea di
sommergere il web con decine di pagine web in cui far comparire il nome
di una cinquantina di candidati repubblicani. Passo successivo,
imbavagliare le pagine con una serie di link che rimandano ad articoli
sugli stessi personaggi ma di matrice politica opposta. Accade così
che digitando il nome di Jon Kyl, ex senatore repubblicano dell'Arizona
in cerca di un secondo mandato, salti fuori come primo risultato un
pezzo del Phoenix New Times in cui si legge che Kyl ha trascorso il suo
precedente incarico politico "inchinandosi ossequiosamente
all'amministrazione di Bush e alla destra radicale". Il tutto, secondo
il commento del giornale, a totale detrimento dei cittadini
dell'Arizona.
"Non siamo disonesti, abbiamo semplicemente trovato un modo per
combattere la battaglia politica apertamente, firmando con i nostri
nomi il progetto che usa uno strumento legale" ha spiegato Chris
Bowers. "Gli articoli a cui linkiamo i nomi appartengono tutti a
testate con sede nei distretti in cui si presentano i candidati, e
godono di grande popolarità e soprattutto fiducia da parte dei
lettori". Da parte sua Google dichiara di non aver intenzione di
lanciare "alcuna condanna" nei confronti dei googlebombers, "questo
genere di azioni non intacca minimamente l'integrità del motore di
ricerca - ha detto Ricardo Reyes, portavoce dell'azienda, "qualità e
obiettività sono le stesse".
Ma non è la prima volta che Google viene "manipolato" a scopi politici
da blogger o burloni. Digitando le parole "miserable failure" il primo
link che appare è quello della pagina personale del presidente Bush
sul sito ufficiale della Casa Bianca. Affondi informatici del genere al
momento sono per lo più di matrice se non Democratica, sicuramente
liberal, e subiscono la condanna dei blog conservatori che li hanno
definiti "fascinazioni del diavolo" o, più pacatamente, "poco
scrupolosi". Ma del resto, replicano gli interessati, se anche l'ala
conservatrice adottasse la stessa tattica, il gioco sarebbe pari.
(26 ottobre 2006 - dal sito Repubblica.it)
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a-betaSys
dove starebbe la stranezza?
Avremmo perso una delle voci potenzialmente più libere ed importanti.
Anche se questo "riciccio" della Community in questi termini, non so
ancora bene perché, ma NON MI PIACE TANTO...
[b]Avremmo perso una delle voci potenzialmente più libere ed
importanti.
Anche se questo "riciccio" della Community in questi termini, non so
ancora bene perché, ma NON MI PIACE TANTO...[/b]
[/quote]
Mi spiace ma in questo Forum politica non si puo' fare.[list]
[*]Se il dissenso e' censurato sistematicamente[list]
[*] e lo e' al di là di ogni ragionevole dubbio
[/list]
[*]Se la prepotenza e la forza sono la norma[list]
[*] e TC la pratica in ogni occasione lo ritiene opportuno
[/list]
[*]Se i moderatori prendono posizione su temi politici[list]
[*] e questo 3D ne e' la palese dimostrazione
[/list]
[/list]Che resta del dibattito e del confronto?
L'isola dei famosi?