Buongiorno Domenico, grazie del riscontro, molto gentile.
In effetti quanto suggerito è il metodo che seguo solitamente per "tagliare" la curva HRR in presenza di impianti di controllo automatico dell'incendio. Pensavo ci fosse un altro metodo, un po' più veloce, senza dover ricorrere ad una doppia simulazione, in modo tale da conciliare il tempo della scadenza imposta dai committenti con il tempo computazionale. L'impianto come hai detto sarà a disponibilità superiore, migliorerò la cadenza con cui verranno eseguite le manutenzione e avrò una ridondanza nelle pompe. Starò attento anche al rateo di guasto dei componenti scelti per la realizzazione dell'impianto.
Vista la tua disponibilità ne approfitto per chiederti un'altra informazione, su di un caso che non mi è mai capitato di trattare prima e sui cui ho un dubbio.
Dovrei valutare la curva naturale di incendio all'interno di un'attività, per poi, tramite uno strutturista specializzato in analisi termo-strutturali, certificare la struttura e garantire il non collasso della stessa. Per fare ciò pensavo di monitorare la temperatura dei gas di combustione in corrispondenza ad esempio di un pilastro tramite dei gas phase device di temperatura.
Per portare a termine correttamente tali analisi e verificare le temperature raggiunte, nella definizione della reazione chimica dovrei far riferimento al parametro HEAT_OF_COMBUSTION (che è la quantità di calore che si sprigiona a seguito della combustione) e non all'energia rilasciata per massa di ossigeno pari a circa 13MJ/kg concordi? Il materiale che dovrei far bruciare è plastica con un PCI di 42MJ/kg, una bella differenza rispetto a 13 MJ/kg... Cosa ne pensi?