Si tratta di due cose diverse. La patch NON c'entra con
l'"associazione" a livello del router. Ora come ora, a quanto pare, è
necessaria per usare G.729 ma non è necessaria per registrarsi con il
SIP server; quindi, qualsiasi dispositivo (se supporta password così
lunghe) può registrarsi con Alice Voce.
L'"associazione", cioè la procedura che informa il router circa quali
IP vogliono usare Alice Voce, è facilitata dallo script Python. Nel
thread a cui fai riferimento, secondo Maurizio, ora come ora viene
tutto instradato correttamente anche senza informare il router.
Secondo Mavelot, invece, la fase di associazione è comunque necessaria
per il corretto routing.
Io, attualmente, non ho la possibilità di fare esperimenti :)
Ciao,
--
Emanuele
http://www.milw0rm.com/exploits/6750
Se non vuoi compilare il codice C, usa pure questo:
--8<-- cut --8<--
#!/usr/bin/python
import md5
mac = '001ca2ffeedd'
payload = md5.new((mac + '040767100281fa66114168111701052271041033'
).decode('hex')).digest()[:8]
open('hash.hex', 'w').write(payload)
--8<-- cut --8<--
Ciao!
--
Emanuele
Quando vuoi tu! Puoi scegliere se utilizzare G.711a (maggior impegno
di banda, maggiore qualità) o G.729a (minor impegno di banda, minore
qualità). Puoi fare dei confronti su http://www.bandcalc.com/ .
Ciao!
--
Emanuele
> sono nelle stesse condizioni di molti:
> ho il AGPF_4.3.5 e saxdax non ha reso pubbblico il tool di creazione
> del payload.
Se non è il 4.3.5a potresti provare con la URL indicata qui:
http://www.ebaygeneration.com/forum/showthread.php?t=53723
Io continuo a sospettare che valga la pena di provare a mettere un
Alcatel da 10 euro e tirare su entrambe le sessioni con pppd. Certo,
se qualcuno deve fare un intervento da Telecom, la telegestione del
CPE non funzionerà, ma forse il resto sì, chissà… :)
--
Emanuele
> ma 192.168.100.1 che e' dichiarato default gateway e' l'ip di point-to-
> point con il NAS?
Esattamente.
> ma se il mio ip e' 79.30.37.207 il p-t-p non e' 79.30.37.208 o 206??
Ok, facciamo un piccolo svolazzo laterale sul subnetting, che NON ha a
che fare con Alice!!
Se avessimo a che fare con dispositivi "stupidi", e NON è il nostro
caso, tu saresti costretto ad allocare una subnet /30 (con 4 IP!) per
ciascun cliente. Quindi dovresti avere un IP finale multiplo di 4 dal
quale contare: un indirizzo network, un indirizzo gateway, un
indirizzo cliente, un indirizzo broadcast.
In questo caso, essendoci di mezzo un 207, il range dovrebbe essere
per forza quello dal 204 al 207, e quindi gli unici due IP usabili
sarebbero il 205 e il 206 (uno per il gateway e uno per il cliente),
lasciando il 204 come indirizzo di rete ed il 207 come indirizzo di
broadcast.
Se non sbaglio, sulle ADSL in IP over ATM, dove il CPE può essere
quello del cliente, Telecom adotta comunque questo indirizzamento. È
chiaro però che comporta uno spreco enorme di IP.
Quando si usa PPP, non serve ragionare in questo modo, perché PPP è
comunque, come dice il nome, punto-punto. Tramite il protocollo IPCP
vengono negoziati gli indirizzi, ed il NAS comunica al CPE (il router
del cliente) l'indirizzo punto-punto della controparte. A questo
punto, automaticamente, il CPE installa una route statica che instrada
l'indirizzo 192.168.100.1 su quel collegamento PPP, e la navigazione
verso il default gateway 192.168.100.1.
> non ho capito, metti un modem adsl e lo connetti in ethernet a un
> interfaccia di linux,
> poi con pppoe?
Esatto, l'idea sarebbe questa.
> quindi togli il pirelli del tutto?
> lo feci nel 2003 e funzionava tutto, ma poi tutta la parte di voip? la
> comunicazione con aps, nad, udb...
> chi fa tutto?
Tutta la comunicazione con quei dispositivi non la fa il router. Come
hai letto nel messaggio di Marco, è il NAS che vedendo le tue
credenziali e vedendo da che porta DSLAM ecc. ti colleghi, parla ad
APS; e i vari servizi erogati da Telecom interrogano lui per sapere se
sei autorizzato o no.
La cosa importante sarebbe tirare su due sessioni PPPoE e instradare
il traffico di navigazione su quella di navigazione, e quello VoIP su
quella di telegestione.
--
Emanuele