Grazie alla invenzione dell'interferometro di Sagnac n.1, inviando a un interferometro due segnali luminosi in verso opposto su una piattaforma in rotazione, l’uno in senso discorde e l’altro in senso concorde al verso di rotazione, i due raggi luminosi ritornano sfasati l’uno rispetto all'altro.
DOMANDA n.1: Cosa bisogna fare perché lo spostamento delle frange di interferenza sia una misura che due segnali luminosi hanno viaggiato rispetto al laboratorio, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi ?
RISPOSTA n.1: Basta tenere ferma la piattaforma di Sagnac n.1 rispetto al laboratorio e misurare lo spostamento delle frange di interferenza, dopodiché basta muoverla, e la differenza ottenuta nello spostamento delle frange di interferenza, sarà una misura che i due segnali luminosi hanno viaggiato, appunto rispetto al laboratorio, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi. (
http://sites.google.com/view/enigma-effetto-sagnac-risolto )
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DOMANDA n.2: Cosa bisogna fare perché lo spostamento delle frange di interferenza sia una misura che due segnali luminosi hanno viaggiato, questa volta rispetto alla Terra in rotazione intorno al proprio asse polare, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi ?
Intanto occorre costruire il corrispondente interferometro di Sagnac n.2, per cui occorre inviare due segnali luminosi in verso opposto intorno al globo terrestre, facendo loro compiere un giro completo lungo un suo parallelo terreste di riferimento, i due raggi luminosi ritornano sfasati l’uno rispetto all'altro.
RISPOSTA n.2: Basterebbe (se si potesse) tenere ferma la piattaforma di Sagnac n.2, e quindi fermare le rotazioni della Terra intorno al proprio asse polare, dopodiché basterebbe che la Terra riprendesse a ruotare su stessa, la differenza ottenuta nello spostamento delle frange di interferenza, sarà una misura che i due segnali luminosi hanno viaggiato, appunto rispetto al Terra in rotazione intorno al proprio asse polare, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi.
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DOMANDA n.3: Cosa bisogna fare perché lo spostamento delle frange di interferenza sia una misura che due segnali luminosi hanno viaggiato, questa volta rispetto alla Terra in rotazione intorno al Sole, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi ?
Intanto occorre costruire il corrispondente interferometro di Sagnac n.3, per cui occorre inviare due segnali luminosi in verso opposto intorno al globo solare, facendo loro compiere un giro completo lungo l'eclittica solare, i due raggi luminosi ritornano sfasati l’uno rispetto all'altro.
RISPOSTA n.3: Basterebbe (se si potesse) tenere fermo la piattaforma di Sagnac n.3, e quindi fermare le rotazioni della Terra intorno al globo solare, dopodiché basterebbe che la Terra riprendesse a ruotare intorno al Sole, la differenza ottenuta nello spostamento delle frange di interferenza, sarà una misura che i due segnali luminosi hanno viaggiato, appunto rispetto al Terra in rotazione intorno al Sole, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi.
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E così via, e quindi ancora con l'interferometro di Sagnac n.4 e poi n.5 e poi ancora e ancora, dato che il Sole si muove intorno al centro della Galassia, che la Galassia a sua volta si muove, e così via.
Tutto ciò fino all'interferometro di Sagnac n.X grazie al quale sarebbe possibile ottenere, non più grazie ad uno spostamento delle frange di interferenza, ma grazie alla semplice presenza delle frange di interferenza, una misura che due segnali luminosi hanno viaggiato, questa volta rispetto all'Universo svuotato di tutta la materia, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi.
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Avete notato niente ?
Ebbene l'interferometro di Michelson e Morley (di MM) non solo è praticamente una versione incompleta dell'interferometro di Sagnac n.1, ma il medesimo interferometro di MM viene impiegato anche male, e ciò visto che i due scienziati (e tutti quelli che successivamente hanno ripetuto e ripetono il famoso esperimento), si attendevano una spostamento delle frange di interferenze tenendo l'interferometro (appunto di MM) fermo rispetto al laboratorio.
Ovvero l'effetto Sagnac insegna, che se l'interferometro di MM non viene fatto ruotare rispetto al laboratorio (ma secondo me basta semplicemente spostarlo), non sarà mai possibile rilevare uno spostamento delle frange di interferenza.
Per cui fa sorridere il fatto che Michelson e Morley fecero di tutto per tenere il loro apparato fermo, come del resto fa sorridere il fatto che fecero tutte le misure possibili agendo sulla posizione del loro interferometro e a distanza di 6 mesi fra loro.
Se l'interferometro di MM è fermo, nessun spostamento di frange di interferenze sarà mai possibile rilevare.
Giovanni.