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Sagnac si gioca la rivincita con Michelson e Morley e sbanca dopo 107 anni

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Giovanni

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Aug 16, 2020, 3:06:32 PM8/16/20
to
Grazie alla invenzione dell'interferometro di Sagnac n.1, inviando a un interferometro due segnali luminosi in verso opposto su una piattaforma in rotazione, l’uno in senso discorde e l’altro in senso concorde al verso di rotazione, i due raggi luminosi ritornano sfasati l’uno rispetto all'altro.

DOMANDA n.1: Cosa bisogna fare perché lo spostamento delle frange di interferenza sia una misura che due segnali luminosi hanno viaggiato rispetto al laboratorio, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi ?

RISPOSTA n.1: Basta tenere ferma la piattaforma di Sagnac n.1 rispetto al laboratorio e misurare lo spostamento delle frange di interferenza, dopodiché basta muoverla, e la differenza ottenuta nello spostamento delle frange di interferenza, sarà una misura che i due segnali luminosi hanno viaggiato, appunto rispetto al laboratorio, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi. ( http://sites.google.com/view/enigma-effetto-sagnac-risolto )

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DOMANDA n.2: Cosa bisogna fare perché lo spostamento delle frange di interferenza sia una misura che due segnali luminosi hanno viaggiato, questa volta rispetto alla Terra in rotazione intorno al proprio asse polare, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi ?

Intanto occorre costruire il corrispondente interferometro di Sagnac n.2, per cui occorre inviare due segnali luminosi in verso opposto intorno al globo terrestre, facendo loro compiere un giro completo lungo un suo parallelo terreste di riferimento, i due raggi luminosi ritornano sfasati l’uno rispetto all'altro.

RISPOSTA n.2: Basterebbe (se si potesse) tenere ferma la piattaforma di Sagnac n.2, e quindi fermare le rotazioni della Terra intorno al proprio asse polare, dopodiché basterebbe che la Terra riprendesse a ruotare su stessa, la differenza ottenuta nello spostamento delle frange di interferenza, sarà una misura che i due segnali luminosi hanno viaggiato, appunto rispetto al Terra in rotazione intorno al proprio asse polare, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi.

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DOMANDA n.3: Cosa bisogna fare perché lo spostamento delle frange di interferenza sia una misura che due segnali luminosi hanno viaggiato, questa volta rispetto alla Terra in rotazione intorno al Sole, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi ?

Intanto occorre costruire il corrispondente interferometro di Sagnac n.3, per cui occorre inviare due segnali luminosi in verso opposto intorno al globo solare, facendo loro compiere un giro completo lungo l'eclittica solare, i due raggi luminosi ritornano sfasati l’uno rispetto all'altro.

RISPOSTA n.3: Basterebbe (se si potesse) tenere fermo la piattaforma di Sagnac n.3, e quindi fermare le rotazioni della Terra intorno al globo solare, dopodiché basterebbe che la Terra riprendesse a ruotare intorno al Sole, la differenza ottenuta nello spostamento delle frange di interferenza, sarà una misura che i due segnali luminosi hanno viaggiato, appunto rispetto al Terra in rotazione intorno al Sole, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi.

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E così via, e quindi ancora con l'interferometro di Sagnac n.4 e poi n.5 e poi ancora e ancora, dato che il Sole si muove intorno al centro della Galassia, che la Galassia a sua volta si muove, e così via.

Tutto ciò fino all'interferometro di Sagnac n.X grazie al quale sarebbe possibile ottenere, non più grazie ad uno spostamento delle frange di interferenza, ma grazie alla semplice presenza delle frange di interferenza, una misura che due segnali luminosi hanno viaggiato, questa volta rispetto all'Universo svuotato di tutta la materia, alla stessa velocità avendo percorso spazi diversi in tempi diversi.

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Avete notato niente ?

Ebbene l'interferometro di Michelson e Morley (di MM) non solo è praticamente una versione incompleta dell'interferometro di Sagnac n.1, ma il medesimo interferometro di MM viene impiegato anche male, e ciò visto che i due scienziati (e tutti quelli che successivamente hanno ripetuto e ripetono il famoso esperimento), si attendevano una spostamento delle frange di interferenze tenendo l'interferometro (appunto di MM) fermo rispetto al laboratorio.

Ovvero l'effetto Sagnac insegna, che se l'interferometro di MM non viene fatto ruotare rispetto al laboratorio (ma secondo me basta semplicemente spostarlo), non sarà mai possibile rilevare uno spostamento delle frange di interferenza.

Per cui fa sorridere il fatto che Michelson e Morley fecero di tutto per tenere il loro apparato fermo, come del resto fa sorridere il fatto che fecero tutte le misure possibili agendo sulla posizione del loro interferometro e a distanza di 6 mesi fra loro.

Se l'interferometro di MM è fermo, nessun spostamento di frange di interferenze sarà mai possibile rilevare.

Giovanni.

Giovanni

unread,
Aug 17, 2020, 4:00:22 AM8/17/20
to
> io stesso Giovanni ho scritto:
> ................
> Se l'interferometro di MM è fermo,
> nessun spostamento di frange di interferenze
> sarà mai possibile rilevare.

Con altre parole:

- se si tiene fermo l'interferometro di MM rispetto al laboratorio, le frange di interferenza ALFA che si misurano danno conto, INCLUDENDOLI, di tutti i movimenti relativi a partire da quello rotatorio della Terra intorno al proprio asse polare, e continuando includendovi via via quello di rivoluzione della Terra intorno al Sole, e fino ad arrivare all'universo svuotato di tutta la materia

- se viceversa metto in rotazione l'interferometro di MM, posso utilizzare le suddette frange di interferenza ALFA come base riferimento per verificare il movimento relativo (quello rispetto al laboratorio) dell'interferometro di MM, e ciò dato che si assiste ad uno spostamento delle frange perché si rendono visibili nuove frange di interferenza appunto spostate rispetto alle suddette frange di interferenza ALFA

- per cui dunque, a prescindere dall'esistenza dell'etere, comunque smentito da altro, siccome lo scopo di Michelson e Morley (MM) fu praticamente quello di individuare il movimento relativo della Terra, ebbene: lo cercarono in modo sbagliato, perché era incluso (assieme a tutti gli altri) nel loro interferometro fermo, e se proprio volevano isolare il movimento relativo della Terra, occorreva che ne costruissero o che si costruisse (se si potesse) un interferometro di MM n.2 o un interferometro di MM n.3 entrambi simili, ma sarebbe meglio se fossero identici, al su esposto interferometro di Sagnac n.2 o al su esposto interferometro di Sagnac n.3

Giovanni.


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Giovanni

unread,
Aug 17, 2020, 4:35:37 AM8/17/20
to
> io stesso Giovanni ha scritto:
> - per cui dunque, a prescindere dall'esistenza
> dell'etere, comunque smentito da altro, siccome
> lo scopo di Michelson e Morley (MM) fu praticamente
> quello di individuare il movimento relativo della
> Terra, ebbene: lo cercarono in modo sbagliato,
> perché era incluso (assieme a tutti gli altri)
> nel loro interferometro fermo, e se proprio
> volevano isolare il movimento relativo della Terra,
> occorreva che ne costruissero o che si costruisse
> (se si potesse) un interferometro di MM n.2 o un
> interferometro di MM n.3 entrambi simili, ma
> sarebbe meglio se fossero identici, al su esposto
> interferometro di Sagnac n.2 o al su esposto
> interferometro di Sagnac n.3

Si potrebbe replicare nel modo:
https://youtu.be/eTrsZ8Oh58g
ovvero dicendo che i conti di meccanica classica, ovvero quelli Galileani, ci dicono della giustezza dell'esperimento di Michelson e Morley.

Nient'affatto per il semplice motivo che Galileo, ma anche Einstein, hanno solo dato corpo ad un modello matematico empirico del moto relativo ( https://sites.google.com/view/enigma-effetto-sagnac-risolto ), con quello fisicamente vero che ci è precluso e proprio a causa dell'indipendenza di c dal moto della sorgente e dal moto del ricevitore.

Giovanni.

Giovanni

unread,
Aug 19, 2020, 2:52:48 AM8/19/20
to
Oppure c'è solo un'altra possibilità, e cioè che Michelson, Morley e Sagnac con i loro interferometri da una parte, e dall'altra i suddetti conti matematici di meccanica classica riportati nel video di cui al precedente link, dimostrano:

- che il moto relativo fisicamente non esiste, ovvero che tutto si muove di moto assoluto rispetto all'universo svuotato di tutto.

E sapete dove fisicamente le particelle elementari che compongono tutti gli oggetti e lo stesso spazio che le contiene, si muovono di moto assoluto perché il movimento relativo non esiste ?

Ebbene è il DISCRETO, e dove infatti tutti i movimenti presenti avvengono appunto a scatti, e a turni sfruttando le pause fra gli scatti di movimento.

Giovanni.





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