Pangloss ha scritto:
> Adottando in RG la velocita' della luce c e la costante gravitazionale
> G come unita' di misura, nulla vieta di scegliere inoltre come unita'
> di lunghezza ad esempio il metro m.
> A questo punto pero' l'unita' coerente di massa vale
> _obbligatoriamente_ 1,35.10^27 kg. Ho chiamato scherzosamente tale
> unita' di massa "durellino" e l'ho denotata (seriamente) con il nome
> simbolico m.c^2/G, coerentemente con la relazione dimensionale [M] =
> [L,c^2,G^-1].
>
> L'inghippo sta nel fatto che spesso in fisica teorica la suddetta
> relazione dimensionale viene sincopata in [M] = [L].
> IMO questa concezione del calcolo dimensionale e' legittima ma:
> - inopportuna, perche' viene meno il suo impiego principale
> (determinazione dei fattori di conversione delle unita' di misura);
> - fuorviante, poiche' grandezze equidimensionali non hanno
> necessariamente la stessa unita' di misura: anche chi vuole
> considerare lunghezza e massa equidimensionali, se misura L in metri
> dovra' misurare M in durellini.
Ti faccio l'onore di una replica :-)
Avrai infatti notato che ora scrivo piuttosto poco.
Scelgo di rispondere a te perché (ma questo lo sai) non sono d'accordo
col tuo punto di vista, e al tempo stesso non vorrei essere messo nel
mucchio dei "teorici casinisti" :)
Perciò cerco di ribadire il mio punto di vista, non per convincerti, ma
per rendere chiara ad altri la divergenza.
Parto da un postulato base:
La scelta di un sistema di grandezze fondamentali, e delle rispettive
unità, è *totalmente libera* (fatto salvo l'obbligo della coerenza).
Ossia, non c'è alcuna ragione fisica per ritenere più "giusto" un
sistema con una, due ... n grandezze fondamentali.
Ci sono sicuramente ragioni pratiche di vario tipo:
1) maggiore o minore semplicità delle relazioni che si presentano in un
dato campo
2) maggiore o minore aderenza agli ordini di grandezza che si trovano
in pratica in certi campi
3) maggiore o minore facilità di costruire in modo preciso campioni
delle unità fondamentali.
Purtroppo queste ragioni, tutte valide, sono spesso in contrasto tra
loro, e questo giustifica l'adozione di diversi sistemi e le
preferenze che si possono avere, anche a seconda del prrprio campo di
attività.
Ciò premesso, vediamo come si struttura un sistema in cui esiste solo
(mi limito all'ambito meccanico) la grandezza "lunghezza", quindi
tutte le dimensioni fisiche, per qualsiasi grandezza, sono sempre e
solo potenze di L.
1. La grandezza tempo T è derivata: si definisce come lo spazio che la
luce (nel vuoto) percorre in quel tempo.
L'unità di misura è la stessa delle lunghezze, per es. il metro.
la relazione dimensionale è T = L.
2. La grandezza velocità V è derivata, è definita al solito modo:
spazio diviso tempo, quindi è adimensionale V = L^0.
Non ha unità di misura.
3. La grandezza massa M è derivata: la si può definire ad es. dalla
terza legge di Keplero, scritta in questo modo, per un pianeta di
massa trascurabile in orbita circolare di raggio r, attorno a una
stella di massa m:
m = v^2 r.
Da qui si vede che M ha dimensione L, e perciò la sua unità di misura
è il metro.
Esempio: per la Terra in orbita attorno al Sole si ha
r = 1.5x10^11 metri
v = 10^(-4)
pertanto
m = 1.5x10^3 metri.
Le altre grandezze (accelerazione, forza, energia ...) si ricavano in
modo ovvio.
Per es. l'accelerazione ha dim. L^(-1), la forza L^0.
Quest'ultima si ricava anche direttamente da
F = m1 * m2 / r^2.
Naturalmente tutto quanto precede può anche essere descritto dice3ndo
che si fanno sparire c e G in tutte le leggi della meccanica (nn che
si prendono c e G come unità di misura).
Non c'è niente di scandaloso in ciò: l'antico sistema elettrostatico
faceva sparire la costante dalla legge di Coulomb, e accanto alle
consuete tre unità meccaniche (L, T, M) non aveva perciò un'unità di
carica, se non derivata: la carica che posta a distanza unitaria da
un'altra uguale produce una forza unitaria.
Faccio notare che è errato dire - come sta scritto nelle definizioni
del SI - che questo ha un'unità elettrica indipendente.
Infatti l'unità di corrente è definita come quella corrente che
passando in due fili paralleli, posti a distanza unitaria (1 metro)
produce tra i fili una forza per unità di lunghezza pari a 2x10^(-7)
newton.
Peggio: neppure l'unità di lunghezza è indip. da quella di tempo: Il
metro è *definito* come la lunghezza che la luce percorre in
1/299792458 secondi.
Dunque solo tempo e massa sono grandezze fondamentali (a parte le altre:
temperatura, q. di materia, flusso luminoso, su cui evito di entrare
per brevità).
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Elio Fabri