Scriviamo in un tempo in cui l’orizzonte globale è oscurato da una violenza che credevamo appartenere al passato, ma che oggi si fa quotidiana. Viviamo in uno stato di guerra permanente che non si consuma solo sui fronti bellici, ma che attraversa i confini, si insinua nelle leggi e ferisce i corpi e le menti di chi giunge nelle nostre città.
In questo contesto patogeno, non può esserci salute mentale senza una critica feroce alle politiche imperialiste, ai processi di violenza, alienazione coloniale e alle politiche di esclusione che trasformano il diritto alla vita in una concessione precaria.
L’Associazione Frantz Fanon, da quasi 30 anni, continua a portare avanti gratuitamente attività di counselling, psicoterapia e supporto psicosociale per persone immigrate, rifugiate e vittime di tortura.
Il nostro gruppo di lavoro prende il nome dallo psichiatra martinicano che, nelle sue opere e nella sua pratica clinica, ha interrogato la sofferenza psichica e la sua cura in relazione ai processi di alienazione razziale e coloniale. Frantz Fanon incontrò nell’Ospedale psichiatrico di Blida-Joinville (Algeria) sintomi prodotti dall’atmosfera di morte e di oppressione caratteristiche della situazione coloniale. Si possono così facilmente comprendere la sua clinica e la sua militanza, e dell’adesione alla guerra di liberazione nazionale. Lottare contro la violenza delle istituzioni e contro il razzismo, contro le cause politiche e i dispositivi giuridici che perpetuano incertezza, esclusione e sofferenza, contro la soffocante minaccia di uno stato di guerra permanente qual è quella che oscura il nostro presente, è la premessa perché possa generarsi una cura autentica.
Questo significa per noi prenderci cura delle persone e non rinunciare a “curare” al contempo una società sempre più malata. Per fare alcuni esempi, abbiamo denunciato con forza il genocidio a Gaza e siamo scesi in piazza a protestare, ci siamo costituiti parte civile nel processo relativo al suicidio di Moussa Balde nel CPR di Torino e siamo parte della nascente Rete Torinese Contro Tutti i CPR. Abbiamo, inoltre, catalizzato la formazione della Rete Antirazzista e Militante per l’Abitare di Torino, cercando di lottare contro il vergognoso fenomeno del razzismo abitativo. Allo stesso tempo, prosegue l’impegno clinico nella sede del Centro Fanon di Napoli, per ampliare l’impatto del nostro modello etnopsichiatrico, ed è partito da poco il progetto formativo Transizioni 2025-2026.
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Associazione Frantz Fanon