CAMPAGNA “NO CPR-TORINO” PER SANITARI DI PIEMONTE, LIGURIA E VALLE D’AOSTA - Dichiariamo la non idoneità delle persone migranti alla vita nei CPR a causa della loro patogenicità
Parte oggi la campagna NO CPR-Torino per sanitari di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per riflettere sui rischi sanitari, etici e giuridici della detenzione amministrativa delle persone migranti e dire no al CPR di Torino.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in documenti pubblicati nel 2022 e nel 2026, ha denunciato i gravi rischi per la salute fisica e mentale derivanti dalla detenzione amministrativa dei migranti. Tali luoghi, pur gestendo illeciti di natura amministrativa, sono organizzati come carceri, ma con standard di tutela dei diritti e della salute inferiori rispetto al sistema penitenziario. In Italia, i CPR sono gestiti da enti privati a scopo di lucro, con personale sanitario spesso privo di formazione specifica in medicina detentiva o delle migrazioni. Numerose inchieste hanno evidenziato condizioni igienico-sanitarie degradanti, l'esacerbazione di patologie pregresse e un accertato abuso di psicofarmaci per la gestione delle tensioni interne.
I CPR, secondo la letteratura scientifica, sono luoghi patogeni e nessuna persona, secondo i principi della Costituzione (Art. 32) e della deontologia professionale, può essere considerata realmente idonea alla vita in tali centri.
Le criticità che solleviamo riguardano:
l Sanità Pubblica: Si impone ai medici di attestare in pochi minuti l'idoneità di persone con percorsi migratori ignoti per l'invio in strutture patogene di cui non si conoscono le reali condizioni.
l Deontologia Medica: La procedura viola il Codice di Deontologia Medica, specialmente l'Articolo 32, che impone la protezione del soggetto vulnerabile quando l’ambiente di vita non ne tutela la dignità e la salute. Mancano, inoltre, tempi congrui, setting adeguati e il consenso informato del paziente.
l Profili Medico-Legali: Il rilascio di certificazioni superficiali espone il medico a possibili contestazioni giudiziarie in caso di successiva insorgenza di gravi problematiche di salute per il detenuto.
L'invito rivolto a medici, psicologi, infermieri e OSS è di:
l Prendere coscienza della patogenicità dei CPR e dei rischi sistemici per la salute delle persone migranti detenute nei CPR.
l Utilizzare criteri clinici rigorosi per attestare l'inidoneità alla vita nel CPR oppure richiedere una rivalutazione del paziente in caso di presenza di patologie fisiche o mentali.
l Chiedere la chiusura definitiva del CPR di Torino e di tutte le strutture analoghe per ragioni di salute pubblica.
Qui potete trovare il DOCUMENTO INTEGRALE che può essere sottoscritto da singoli o associazioni (anche allegato). Vi invitiamo, inoltre, a seguire la nostra campagna sui canali Instagram e Facebook dell'Associazione Fanon.
Associazioni Promotrici
Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM)
Rete Mai più lager NO ai CPR
Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI)
Rete Torinese contro Tutti i CPR
Associazione Frantz Fanon
Microlinica Fatih
Gris Piemonte
Sportello Ti Ascolto
Collettivo studentesco di Medicina "Oltre la Cura"
Psi-Comunet e Comunet
ISDE Italia Valle d’Aosta
Fondazione Mamre ETS