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RISPOSTA DEL RETTORE LAGALLA AD ANDU-UNIPA:
"Ho ricevuto e letto con attenzione il
documento che l’Esecutivo dell’ANDU
di Palermo ha diffuso in data 5 giugno u.s..
Al riguardo, rispetto le considerazioni
espresse in merito alla situazione
generale del sistema universitario italiano che, come e' noto, e' in attesa
delle annunciate riforme ordinamentali e di governance ma, soprattutto,
vive una condizione di asfissiante sottofinanziamento che rischia di deprimere
ogni concreta azione di rinnovamento e rilancio dell’alta formazione e
della ricerca.
Sul piano interno, vengono svolte alcune riflessioni che, per la loro
portata e per il disorientamento che possono determinare nei lettori,
meritano doverosi chiarimenti e opportuni approfondimenti:
a) il bilancio di Ateneo deve contenere “per legge” - trattandosi di
bilancio consolidato - il rendiconto finanziario dei Dipartimenti ai
quali, come e' di tutta evidenza, non e' stato richiesto alcun
trasferimento delle
proprie disponibilita' nella cassa centrale di Ateneo, in occasione
dell’approvazione del bilancio preventivo 2009 e non del consuntivo 2008
(come erroneamente riferito nella nota ANDU): quest’ultimo e' in fase di
predisposizione e oggetto di due diligence.
Si conferma, pertanto, che si e' fin qui trattato di mera previsione
contabile;
b) i Dipartimenti hanno ricevuto, gia' dal primo trimestre 2009,
l’anticipazione del 30% dei propri trasferimenti (calcolati sull’E.F.
2007, piu' favorevole di quello 2008): mai, nel passato, era stato disposto,
sull’esercizio corrente, un cosi' precoce passaggio di risorse dal centro
alla periferia;
c) solo nello scorso mese di maggio, il Collegio dei Direttori di
Dipartimento, con il quale si e' avviata una costante collaborazione, ha
definito ed aggiornato i criteri di ripartizione e fissato gli importi per
ciascuna struttura; con determinazione del Consiglio di Amministrazione
del 26.05.2009 si e' provveduto a formalizzare la connessa procedura di
definitivo trasferimento che prevede, rispetto all’E.F. 2007, un
decremento di circa il 20% e, rispetto all’E.F. 2008 (penalizzazione del
30%), un
incremento di circa il 10%;
d) del pari, i Centri Servizi Generali di Facolta' hanno ricevuto la
relativa anticipazione nel corso del primo trimestre e, contestualmente ai
Dipartimenti, hanno avuto comunicazione dell’assegnazione definitiva,
anch’essa parzialmente decurtata per effetto del piano di contenimento
della spesa corrente approvato dal C.d.A. in data 16.04.2009 ed annunciato ai
Presidi gia' nella sua fase istruttoria. La predetta ripartizione e' in
corso di revisione da parte degli uffici, a causa di alcuni errori
materiali di
calcolo;
e) il regolamento dei ricercatori a tempo determinato e' stato
approvato dal Senato Accademico in data 14.04.09, dopo lunga e meditata
istruttoria, ponendo il nostro Ateneo in linea con moltissimi altri Atenei
meridionali, che gia' prevedevano questa figura.
Le relative procedure di reclutamento sono attivabili solo su
finanziamenti esterni e responsabilizzano direttamente i Dipartimenti, con
diretta
correlazione delle stesse al livello e alla qualita' della ricerca.
Inoltre, sara' consentito che il valore
economico del secondo biennio di
assegno possa essere utilizzato, su richiesta, come cofinanziamento per
ricercatori a tempo determinato.
Si tratta, a mio parere, di elementi
innovativi che vanno nella direzione
della graduale riduzione del precariato e che, in un momento di sostanziale
stallo del reclutamento a livello nazionale, concorrono ad ingenerare
speranza e motivazione nei giovani impegnati nei progetti di ricerca;
f) concordo pienamente sul “diritto di conoscere come stiano
effettivamente le cose” in Ateneo e, al riguardo, sono chiari e
conseguenti gli atti fin qui prodotti dagli organi di Governo
(riqualificazione
dell’offerta formativa, contenimento della spesa, anticipazione del
turn-over del personale docente e tecnico-amministrativo). Non sono,
altresi' mancate comunicazioni dirette del Rettore attraverso note
indirizzate a
tutti gli attori del sistema e plurime riunioni svoltesi in seno alle
Facolta', al Collegio dei Direttori di Dipartimento, con i coordinatori dei
dottorati di ricerca, con i responsabili dei corsi di studio, con le
organizzazioni sindacali, ecc..
Ho fatto e faccio della comunicazione e
dell’informazione punti strategici
dell’attuale gestione e credo cio' sia ampiamente riscontrabile, smentendo
che “il tutto (avvenga) nel silenzio più assoluto, in un clima da non
disturbare il
manovratore”;
g) la riduzione del numero dei Dipartimenti, per quanto non capace di
determinare economie nel breve periodo, e' comunque un’azione politica
necessaria ed indifferibile per la reale modernizzazione dell’Ateneo e, al
riguardo, e' in fase avanzata un proficuo dibattito nella sede propria del
Collegio dei Direttori di Dipartimento: gia' dal 1° gennaio 2010 potranno
essere amministrativamente disabilitate le strutture dipartimentali piu'
piccole e, al 31 dicembre dello stesso anno, si prevede di concludere il
piu' ampio ed articolato processo di accorpamento strutturale secondo
prevalenti criteri di affinita' culturale e scientifica. Il Senato
Accademico sara' chiamato a deliberare nel merito entro il prossimo mese di
settembre;
h) infine, e' assolutamente condivisibile che il riequilibrio
finanziario non sia l’unico problema dell’Ateneo ma, al momento, esso e'
purtroppo il piu' rilevante e critico e da esso non si puo' prescindere per
accompagnare le
politiche di rilancio e sviluppo relative alla didattica, alla ricerca, ai
servizi agli studenti, agli investimenti e alla complessiva competitivita'
dell’Ateneo. Non e' un particolare di poco conto o marginale se e' vero,
come e' vero, quanto affermato nello stesso documento ANDU e cioe' che “la
crisi
finanziaria dell’Universita', che ha la prima radice nella gestione
dissennata delle risorse disponibili, e' aggravata dalla crisi economica
mondiale”.
Confidando di avere contribuito a
dirimere almeno alcune delle questioni
legittimamente ed opportunamente sollevate dall’Esecutivo ANDU di Palermo,
ringrazio per l’attenzione posta all’analisi della presente politica di
governo accademico ed auspico prossime occasioni di incontro e di diretto
confronto, nell’interesse primario della comune istituzione.
IL RETTORE
Roberto Lagalla"
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DOCUMENTO DELL'ANDU-UNIPA AL QUALE SI RIFERISCE IL RETTORE:
"L'Esecutivo dell'ANDU dell'Universita' di Palermo sulla
SITUAZIONE GENERALE DELL'UNIVERSITA' E SU QUELLA DELL'ATENEO
E' previsto che subito dopo le elezioni per il rinnovo del Parlamento
europeo, il Governo presentera' un Disegno di Legge sulla 'governance'
degli Atenei e sui concorsi universitari. La 'governance' per portare
"efficienza nel sistema", i concorsi per portarvi "trasparenza". E' ben
evidente come si tratti in entrambi i casi, di diversivi.
Il provvedimento sulla 'governance', sollecitato in special modo dai
rettori, dovrebbe servire a riconfigurare la struttura di governo degli
atenei secondo linee che gli atenei stessi potrebbero gia' oggi
determinare autonomamente, come accaduto all'Universita' di Camerino. E
allora perche' una legge se gia' l'autonomia statutaria consente di
ridefinire i poteri
degli organi accademici, inserirvi soggetti esterni, ampliare (ma non si
capisce in cosa lo si dovrebbe) i poteri del rettore? Il fallimento della
gestione degli atenei ha altre motivazioni che i rettori conoscono bene e
che nessuna legge sulla 'governance' che dovesse attribuire loro maggiori
poteri, sara' in grado di ovviare.
La riforma dei concorsi, che produrra' comunque un ulteriore rinvio del
turn-over, dovrebbe portare "trasparenza" nel sistema del reclutamento. La
questione sarebbe molto meno rilevante se non fossero emersi negli ultimi
tempi troppi casi di parentopoli, segno anche di un degrado etico che
nessuno dei progetti di legge elaborati dal Ministero o presentati in
Parlamento si e' posto il problema da affrontare seriamente.
Questo avviene mentre l'Universita' italiana appare in uno stato
catatonico come mai era avvenuto nella sua storia. Si percepisce una
dimensione di
impotenza e di rassegnazione che attraversa tutte le componenti, studenti
inclusi.
La crisi finanziaria dell'Universita', che ha la prima radice nella
gestione dissennata delle risorse disponibili, e' aggravata dalla crisi
economica mondiale. Il governo attuale - come quelli che l'hanno preceduto
- piuttosto che pretendere produttivita' dal sistema formativo
riformandolo alla radice, lo lascia formalmente in vita, ma lo priva delle
risorse
minime necessarie ad una sopravvivenza appena dignitosa.
Sul fronte dell'Ateneo di Palermo, ad oltre sette mesi dall'insediamento
del nuovo Rettore, si hanno segnali difficili da interpretare.
In occasione dell'approvazione del bilancio consuntivo 2008 fu spiegato
che la riassunzione dei bilanci dei dipartimenti nel bilancio unico di
ateneo era niente piu' che una prescrizione contabile. Si e' visto che
cosi' non era se ancora oggi i dipartimenti hanno avuto assegnato soltanto
una esigua parte dei fondi di competenza e che altre strutture,
sembrerebbe le presidenze di Facolta', non hanno ancora avuto accreditato
assolutamente nulla. La riduzione del numero di dipartimenti annunciata nel
programma elettorale e che potrebbe, questa si, assicurare consistenti
economie,
rimane ancora al palo. Il tutto nel silenzio piu' assoluto, in un clima da
"non disturbare il manovratore".
Ascriviamo a questo contesto anche i
"boatos" sulla prossima istituzione
del cosiddetto "ricercatore a tempo determinato", tema che discutemmo con
l'attuale Rettore in un incontro da lui richiestoci prima della sua
elezione. In quella occasione obiettammo che una tale previsione si
sarebbe tradotta in un ulteriore allungamento del periodo di precariato e
quindi in instabilita' dell'intero sistema. Alla fine della discussione ci era
sembrato che egli avesse accolto le nostre osservazioni tanto e' vero che
nel programma elettorale, successivamente diffuso, si leggeva: "…
incentivare i dottorati di ricerca e l'assegnazione delle relative borse e
pervenire gradualmente alla sostituzione degli assegni di ricerca con
posti di ricercatore a tempo determinato, stimolando al riguardo i
finanziamenti
esterni; …". Oggi registriamo, avendolo appreso dalla stampa, che e' in
via di approvazione una normativa per regolare l'assunzione di ricercatori a
tempo determinato con contratto triennale rinnovabile una sola volta:
quindi ben sei anni di precariato e nessuna chiarezza sul fatto se questa
figura si aggiungerebbe a quelle attuali o se sarebbe sostitutiva
dell'assegno di ricerca.
Un Ateneo che, come il nostro, e' chiamato a grandi sacrifici ha il
diritto di conoscere come stiano effettivamente le cose. Quali siano i
progetti per uscire dalla crisi che viene dichiarata ed in quali tempi.
Non vorremmo che si pensi di aggiustare
in un solo anno i guasti prodotti
nei precedenti decenni. Ma cosa si vuole aggiustare e come? Sembrerebbe che
l'unico problema sia il riequilibrio finanziario. Esso e' certamente uno
dei problemi, non va sottovalutato e va perseguito; ma dubitiamo che sia
esso oggi il problema principale dell'Universita' di Palermo. Ritenendolo
invece tale e assumendolo come stella polare di ogni azione di governo si
imbocca fatalmente la strada di immolarvi l'esistenza stessa dell'Ateneo.
5 giugno 2009"