Gmail Calendar Documents Reader Web more »
Recently Visited Groups | Help | Sign in
Google Groups Home
ANDU: "Nobel contro numero chiuso"
There are currently too many topics in this group that display first. To make this topic appear first, remove this option from another topic.
There was an error processing your request. Please try again.
flag
  1 message - Collapse all  -  Translate all to Translated (View all originals)
The group you are posting to is a Usenet group. Messages posted to this group will make your email address visible to anyone on the Internet.
Your reply message has not been sent.
Your post was successful
 
From:
To:
Cc:
Followup To:
Add Cc | Add Followup-to | Edit Subject
Subject:
Validation:
For verification purposes please type the characters you see in the picture below or the numbers you hear by clicking the accessibility icon. Listen and type the numbers you hear
 
Patrick Coppock  
View profile   Translate to Translated (View Original)
 More options Oct 27, 11:36 am
From: Patrick Coppock <patrick.copp...@unimore.it>
Date: Tue, 27 Oct 2009 16:36:02 +0100
Local: Tues, Oct 27 2009 11:36 am
Subject: ANDU: "Nobel contro numero chiuso"

== Segnaliamo l'articolo "I Nobel contro il numero chiuso:
'incostituzionale'", sulla Stampa dl 26 ottobre
2009. Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-10/091026/NSB6S.tif

== Diffondiamo altri nuovi messaggi sui test
d'ingresso inviatici da Giampaolo Cerri di
Campus, Franco Quadrifoglio dell'Universita' di
Udine e Teresa Ciapparoni La Rocca
dell'Universita' "La Sapienza" di Roma.       I
messaggi continuano il confronto gia' avviato.
Cliccare:
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article24238.html

================

da Giampaolo Cerri di Campus:

"Vi giro l'editoriale di Campus settembre sul tema.

Un'idea per il jackpot dei test

        Crescono, gli iscritti ai test dei corsi
a numero chiuso. Ovunque, si segnalano incrementi
dell’ordine del 10-15%. Si e' diffusa l’idea che
un titolo meno infl azionato sia piu' spendibile
sul mercato del lavoro. Ma non è di questo che
vogliamo parlare. Il punto e' che quasi tutti gli
atenei, a eccezione di Ancona, Bolzano, Verona,
Teramo e Trento, chiedono allo studente il
pagamento di un prezzo, che va dai 10 euro di
Catania ai 100 di Luiss e Bocconi e 120 del San
Raffaele.
        Celebrando il boom dei preiscritti, nei
giorni scorsi il Politecnico di Milano aveva
diramato una nota in cui si poteva leggere:
«(...) un Jackpot vincente per l’ateneo, che
sara' però incassato dalle future matricole in
cerca di un posto di lavoro sicuro e
soddisfacente».
        E bingo l’ha fatto davvero il rettore
Ballio, che con i 13 mila e passa iscritti ai
test, per 50 euro di tassa, mette in cassa 682
mila euro.
        Gli atenei, calcolando una media di 42
euro per circa 350 mila «testati» (stimando un +
10% sul 2008), incassano 14,7 milioni a fronte di
costi risibili (spesso i test vengono preparati
internamente).
Perche', con queste risorse, non si organizzano
corsi estivi di preparazione, magari gestiti
dagli studenti senior?

Giampaolo Cerri"

================

da Franco Quadrifoglio dell'Universita' di Udine:

        "Sono d'accordo con Cannarozzo:
affrontare il problema dei test con
superficialita' e' stupido. Io lavoro in Facoltà
di Medicina. Potete
pensare che sia possibile insegnare senza la
selezione all'ingresso? In quali aule? in quali
corsie? con quanti professori? Per fare 40.000
medici
all'anno? Per quale Sanita'? Chi li paga? E se si
eliminano i test (come ha spesso proposto la
Conferenza dei Presidi di Medicina) che, per
quanto criticabili, danno almeno un risultato
oggettivo, chi pensate che farebbe le selezione?
Quanti figli di medici sarebbero iscritti a
scapito di altri?
Non riducete tutto alla spesa (50 euro a Udine)!

Franco Quadrifoglio"

================

da Teresa Ciapparoni La Rocca dell'Universita' "La Sapienza" di Roma:

"Cari colleghi,
     in effetti sono molto contraria al test
d'ingresso perche' non sana la situazione ne'
riesce veramente a stimolare gli studenti medi a
non essere 'mediocri'. L'unica vera possibilita'
di dare un senso ad un ostacolo posto all'accesso
agli stludi universitari dovrebbe essere nel
precedente curriculum.
     Anni addietro un'amica che vive in Irlanda mi
disse che se uno studente non aveva conseguito
una certa media non poteva accedere a certe
facolta'. Quindi si potrebbe stabilire: chi non
consegue almeno  (facciamo il caso delle materie
umanistiche) 7 su 10 (ma esiste ancora questa
valutazione? onestamente non lo so) non puo'
entrare de plano in facolta' umanistiche, se non
passando attraverso un esame di ammissione
(facciamo il caso che la sua commissione sia
stata troppo severa).
Ci eviteremmo i test per stabilire che,
nonostante li abbiano ritenuti maturi, non sanno
l'italiano. In tali condizioni non possono
infatti approfondire quegli studi, fare
traduzioni etc. E le universita' potrebbero
evitare l'enorme spreco di energie per
'recuperarli'. Ma se non hanno potuto/voluto
imparare nei cinque anni di superiori, come
possiamo recuperarli in qualche mese? Li
recuperassero prima, con sane bocciature quando
necessarie, con adeguata didattica come richiesto.

Teresa Ciapparoni La Rocca"


    Reply    Reply to author    Forward  
You must Sign in before you can post messages.
To post a message you must first join this group.
Please update your nickname on the subscription settings page before posting.
You do not have the permission required to post.
End of messages
« Back to Discussions « Newer topic     Older topic »

Create a group - Google Groups - Google Home - Terms of Service - Privacy Policy
©2009 Google