Russia degli anni Venti

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Enrico Galavotti

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Mar 26, 2006, 1:01:47 AM3/26/06
to Storia contemporanea
Il primo argomento che propongo di trattare è la situazione della
Russia negli anni Venti, subito dopo l'uscita di scena di Lenin.
Quindi la lotta per la successione tra Stalin, Trotski e altri
dirigenti del partito.
La domanda cui rispondere è: lo stalinismo è stato una conseguenza o
una deformazione del leninismo? Il leninismo aveva sufficienti
anticorpi per impedire la nascita dello stalinismo? Il superamento
dello stalinismo implica anche la fine del leninismo? Esiste ancora la
possibilità di riproporre un socialismo che sia al tempo stesso
democratico e anticapitalistico?

Sulla situazione della Russia degli anni Venti sto preparando una
relazione.
Se volete intanto offrire vostre riflessioni sull'argomento,
rispondendo alle domande suddette, è possibile ch'esse vengano
aggiunte direttamente nella relazione.

cordiali saluti
eg.

svl...@gmail.com

unread,
Mar 27, 2006, 11:34:31 AM3/27/06
to Storia contemporanea
suggerirei una rapida lettura di "Bolscevismo e stalinismo" di Trotsky
per un punto di vista antistalinista dall'interno del leninismo.
In breve, le sue risposta sono:
a.- lo stalinismo è stato una conseguenza o una deformazione del
leninismo?
LA SECONDA
b.- Il leninismo aveva sufficienti anticorpi per impedire la nascita
dello stalinismo?
SI, ma sono stati sconfitti
c.- Il superamento dello stalinismo implica anche la fine del
leninismo?
NO
d.- Esiste ancora la possibilità di riproporre un socialismo che sia

al tempo stesso
democratico e anticapitalistico?
SI (ma questo lo ha scritto fino al 1940, ovviamente).

A parer mio, la posizione di Trotsky in termini astratti è valida.
Ovviamente il punto (b) non ha riprova. E volendo, si può anche dire
che la fine dell'URSS confermi l'assenza degli anticorpi...

Tuttavia, c'è una domanda non fatta, ma estremamente pertinente: Quale
validità ha Marx?
Mi sembra un logico corollario quando ci si pongono le domande (c) e
(d).

cordiali saluti,
Luciano Dondero

galarico

unread,
Mar 29, 2006, 9:51:42 AM3/29/06
to Storia contemporanea
Scrivi:

si può anche dire che la fine dell'URSS confermi l'assenza degli
anticorpi...

Eppure la perestrojka fu voluta come un processo all'interno del
comunismo sovietico, in cui si portavano a maturazione processi
iniziati sin durante la destalinizzazione...
La svolta di Eltsin fu una reazione di destra al fallito tentativo dei
comunisti di ripristinare lo status quo manu militari.
Fu una reazione dentro la perestrojka che portò questa ad abbracciare
il capitalismo, rinunciando a realizzare il socialismo democratico.
Quindi gli anticorpi (seppure esigui) la Russia in realtà li ha sempre
avuti, solo che nel momento in cui essi hanno cercato di realizzare un
socialismo democratico, hanno fallito la loro missione.
Questi continui fallimenti democratici in un paese che per primo ha
sperimentato il socialismo da che cosa sono dipesi?
Se sono dipesi dalle teorie di Marx e Lenin, allora bisogna dire che il
socialismo scientifico è mancante di qualcosa di fondamentale.
Se sono dipesi dalla pratica del popolo russo, allora quelle teorie non
vanno sostanzialmente modificate ma solo applicate diversamente.

s.marco...@gmail.com

unread,
Apr 3, 2006, 1:55:23 PM4/3/06
to Storia contemporanea
Vedi, Galarico, com'è facile essere fraintesi quando si offrono spunti
di rieflssione degni di un corso di laurea ma con poche coordinate?
Condivido gli interrogativi del compagno Dondero e sono (quasi...) gli
stessi che tra il 1969 e il 1972 cominciai - cominciammo - a
formular-mi-ci. In particolare un classico, Questioni del Leninismo,
Stalin, ed. Rinascita, Roma, 1952, AA. VV. (Togliatti, Cantimori,
Donini, Luporini, Manacorda, e altri) offriva spunti formidabili di
riflessione tra le "assenze di prospettive di Trotski" e le sue
perplessità sulla degenerazione del partito contro o a fronte delle
certezze di Stalin.
Ci dividemmo e prendemmo strade diverse, ma nella comune convinzione
che il capitalismo non ci avrebbe mai "perdonato" o concesso una scelta
autonoma verso un comunismo non rivoluzionario tout court. Avvertivamo
il capitalismo come una informe, lenta e smisurata ameba che prima o
poi ci avrebbe inGLOBati...
Oggi sono in crisi profonda per le scelte di allora e per quelle che
non intravedo ora e per i risultati non raggiunti o al limite sfiorati.
Marx, per chiudere, credo sia lo spunto per riconsiderare una diversa
strategia avverso questo capitalismo proteiforme e tentacolare, senza
voler evocare immagini d'altri tempi, ma certamente globale.
Silvio Marcozzi

galarico

unread,
Apr 4, 2006, 10:59:08 AM4/4/06
to Storia contemporanea
Trotski non me lo sono letto tutto, ovviamente, perché delle scelte
bisogna farle, ma quel che ho letto non m'è piaciuto granché. Non
l'ho trovato più significativo rispetto ai testi di Lenin, anche se mi
rendo conto che la sua posizione poteva apparire come un'alternativa
allo stalinismo. Quello che penso del trotskismo l'ho scritto qui
www.homolaicus.com/teorici/trotski/trotski_trotskismo.htm
Ho comunque permesso a un trotskista di pubblicare questo da me:
www.homolaicus.com/teorici/trotski/trotskismo.htm a testimonianza che
comunque un discorso anticapitalistico può a giusto titolo coinvolgere
anche questa corrente politica.
Il problema però resta quello di sapere se il leninismo può essere
ripreso così com'è stato, o se ha bisogno di una rettifica su qualche
punto.
E secondo me le rettifiche vanno fatte in almeno cinque direzioni:
1- il politico deve trovare conferma nell'umano
2- l'ambientalismo è prioritario su qualunque forma di
industrializzazione
3- il sociale deve sostituire progressivamente lo statale
4- l'autoconsumo deve sostituire progressivamente il primato del
mercato
5- la questione femminile è prioritaria su quella maschile
Vogliamo discutere di queste cose?
ciaoooo
eg.

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