Pezzettino di analisi sullo "sfigato" viceministro Martone

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Bruno Buongiorno Nardelli

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Jan 26, 2012, 8:41:27 AM1/26/12
to precari...@googlegroups.com, preca...@googlegroups.com, Artov (Istituti+Area), artic...@googlegroups.com

Ricevo e inoltro volentieri...

Data: Wed, 25 Jan 2012 14:06:56 +0100
Oggetto: [forum_tov] Fwd: [Discussione_R29A] Pezzettino di analisi
Da: Gianfranco Bocchinfuso<g.bocc...@gmail.com>
A: foru...@googlegroups.com, cru...@googlegroups.com
Dalla lista nazionale uno spassoso quadretto sulla fulminante carriera
del sottosegretario Martone, sicuramente non uno sfigato.

Credo che l'esilarante lettura dei giudizi al concorso da ordinario (a
soli 29 anni) valga un paio di minuti.

Un saluto e (OT) complimenti agli studenti per l'iniziativa di stamane
Gianfranco

Se volete, fatelo pure girare?
P.

Un vecchio adagio veneto consiglia: "prima de parlar, tase". Cio�,
prima di parlare (dire scempiaggini), stai zitto. Una regola che il
sottosegretario Martone non ha osservato quando ha aperto bocca per
dire che se uno non si laurea a 28 anni, � uno sfigato. Invece di
tacere.
Eh, gi�, perch� se si fanno affermazioni di questo tipo si devono
avere le spalle grosse, di quelle che ti permettono, o per et� o per
autorevolezza, di dire tutto quello che ti pare. E Martone non ha n�
l'una n� l'altra.
Diciamo che � un tipico prodotto dell'accademia familistica italiana.
Uno che a 23 anni � dottorando, a 26 ricercatore di ruolo, a 27
professore associato e a 29, nientemeno, professore ordinario. Un
fulmine, una saetta, un baleno incredibile per i tempi dell'universit�
italiana, dove l'et� media per diventare ricercatore, se non hai
missili nel taschino, � di 35 anni. Lui non ha bruciato le tappe, le
ha addirittura polverizzate.
Diciamocelo, qualche dubbio sulle sue capacit� viene. Gi�, perch� se
uno parte in questa maniera e poi non dimostra di poter riscrivere
tutta la dottrina giurisprudenziale da solo, allora significa che � un
bluff. Oppure che ha avuto dalla sua parte delle carte imbattibili.
Una di queste carte � forse il pap�, Antonio Martone, ex presidente
dell'Authority scioperi, che gli ha spianato la strada. Ma di certo �
leggere il giudizio dei commissari al suo concorso da ordinario, a
Siena, che aiuta molto a capire la politica da rampante che ha
adottato il giovane Martone.
In quel concorso, tenutosi da gennaio a luglio 2003, i commissari
erano cinque: Mattia Persiani (Presidente), Roberto Pessi, Francesco
Liso, Marcello Pedrazzoli, Silvana Sciarra. Gi iscritti al concorso
erano otto ma sei, magicamente, si ritirano. Restano solo Franca
Borgogelli e Michel Martone. Dei due, la Borgogelli � la pi�
credibile: diplomata nel 1970, si laurea nel 1975 in Scienze Politiche
e poi nel 1982 prende una seconda laurea in Giurisprudenza.
Tecnicamente, per restare nelle categorie di Martone, "una secchiona",
ma visto che la seconda laurea la prende a trent'anni, anche una
"sfigata".
L'anno dopo, 1983, la Borgogelli diventa ricercatrice di ruolo,
incarico che ricopre fino al 2000 (quindi per 17 anni). Poi viene
nominata professore associato. Una solida preparazione, come si dice
di solito, unita a una costante crescita professionale e a una sicura
padronanza della dottrina. Pi� di quaranta pubblicazioni nell'arco di
un ventennio.
Su di lei, la commissione avr� pochi dubbi, votando 5 su 5 per la sua
promozione a professore ordinario.
Su Martone invece i dubbi ci sono. Il suo curriculum elenca una
girandola di attivit� di docenza a master e a corsi di
perfezionamento, ma purtroppo le sue credenziali come pubblicazioni
sono scarse. Due monografie appena, delle quali una presentata in
edizione provvisoria (quindi, secondo le regole normalmente seguite,
non ammissibile; ma le regole, in questo caso, sono un optional).
I giudizi sulla sua attivit� di ricerca, anche da parte dei commissari
pi� benevoli, sono sferzanti: Silvana Sciarra scrive, riguardo al
contenuto della sua monografia principale, che "I numerosi riferimenti
a fatti ed a metodologie di analisi sono caratterizzati talvolta da
passaggi argomentativi non del tutto esaustivi" e che "permane la
difficolt� di individuare una chiara ipotesi di lavoro". Chiudendo con
un giudizio che appare una bocciatura: "M. Martone dimostra di
trattare con spigliatezza gli argomenti prescelti e di adoperare
correttamente il linguaggio giuridico, ma di dovere ulteriormente
affinare il ricorso al metodo storico ed interdisciplinare. E?
auspicabile che la gi� acquisita maturit� scientifica si consolidi
ulteriormente in futuro in una produzione pi� diversificata".
Tuttavia, a sorpresa - e chiss� perch�, "Il candidato, nel complesso,
risulta idoneo ai fini della valutazione comparativa".
Il Prof. Pedrazzoli si arrampica sugli specchi, letteralmente. Dopo
aver argomentato, come la Sciarra, afferma che "Nonostante questi
elementi di discutibilit�, da ascrivere per cos� dire alla sua
giovinezza scientifica, il candidato, che si raccomanda anche per una
scrittura fluida e chiara, appare visibilmente dotato di forte
propensione alla riflessione giuridica. Le notevoli qualit� su cui pu�
contare avranno occasione di manifestarsi appieno, quando sar�
trascorso il tempo occorrente per la loro sedimentazione. Confidando
nella sicura riuscita di tale auspicio, autorizzato da quanto fin ora
il candidato ha mostrato, viene quindi per lo stesso formulato un
positivo giudizio, anche prognostico, che lo rende meritevole di
essere preso in considerazione ai fini della valutazione comparativa".
Confidando? Sedimentazione? Prognostico? Ma scusi professore, qui non
si parla di un concorso da ricercatore, per cui si pu� scusare la
"giovinezza scientifica" (anche se sarebbe pi� italiano "giovent�").
Qui si parla di un concorso da ordinario per il quale la giovent�
scientifica non � una scusante, ma un'aggravante. E la sedimentazione
deve essere gi� avvenuta al di l� di ogni prognosi.
Ma andiamo avanti. I proff. Persiani e Pessi sono pi� entusiasti,
mentre critico, vox clamans in deserto, il professor Liso. E' l'unico
a chiudere il suo giudizio con un lapidario: "Il candidato, che nei
suoi lavori fornisce sicura prova di possedere ottime capacit� al
lavoro scientifico e potenzialit� che gli consentiranno di arrecare
importanti contributi alla nostra materia, merita di vedere
riconosciute le sue indubbie qualit� in un?occasione in cui la
dichiarazione della sua piena maturit� costituisca frutto pi� di una
certificazione che di una aspettativa, per quanto seriamente fondata".
Come dire, al di l� del giuridichese arzigogolato: si ripresenti
quando un po' pi� di acqua � passato sotto i ponti.
Ma il non-sfigato diventa ordinario...
Avvenne in Italia.

Piero Graglia

History of European Integration
Facolt� di Scienze Politiche
Universit� degli Studi di Milano
Via Livorno 1
I-20122 Milano


claudio....@iss.it

unread,
Jan 26, 2012, 8:58:40 AM1/26/12
to precari...@googlegroups.com
Ma forse giova dire che ha partecipato ad n concorsi, come brunetta, poi quando ne ha vinto uno e' diventato convinto assertore della precarizzazione del mondo del lavoro. Senza mai dimenticare che e' stato cococo con lo stesso ministro.
Un fulgido esempio del fatto che i concorsi sono la foglia di figo per far entrare i figli di papa'....
E' un governo che deve cadere subito perche' impresentabile.....
TIM: la tua mail in mobilità con il BlackBerry®

-----Original Message-----
From: Bruno Buongiorno Nardelli <bbu...@gmail.com>
Sender: <precari...@googlegroups.com>
Date: Thu, 26 Jan 2012 14:41:27
To: <precari...@googlegroups.com>; <preca...@googlegroups.com>; Artov (Istituti+Area)<Ar...@artov.rm.cnr.it>; <artic...@googlegroups.com>
Reply-To: <precari...@googlegroups.com>
Subject: [precari_ricerca] Pezzettino di analisi sullo "sfigato" viceministro Martone


Ricevo e inoltro volentieri...


Data: Wed, 25 Jan 2012 14:06:56 +0100
Oggetto: [forum_tov] Fwd: [Discussione_R29A] Pezzettino di analisi
Da: Gianfranco Bocchinfuso<g.bocc...@gmail.com>
A: foru...@googlegroups.com, cru...@googlegroups.com
Dalla lista nazionale uno spassoso quadretto sulla fulminante carriera
del sottosegretario Martone, sicuramente non uno sfigato.

Credo che l'esilarante lettura dei giudizi al concorso da ordinario (a
soli 29 anni) valga un paio di minuti.

Un saluto e (OT) complimenti agli studenti per l'iniziativa di stamane
Gianfranco

Se volete, fatelo pure girare?
P.

Un vecchio adagio veneto consiglia: "prima de parlar, tase". Cioè,
prima di parlare (dire scempiaggini), stai zitto. Una regola che il
sottosegretario Martone non ha osservato quando ha aperto bocca per
dire che se uno non si laurea a 28 anni, è uno sfigato. Invece di
tacere.
Eh, già, perché se si fanno affermazioni di questo tipo si devono
avere le spalle grosse, di quelle che ti permettono, o per età o per
autorevolezza, di dire tutto quello che ti pare. E Martone non ha né
l'una né l'altra.
Diciamo che è un tipico prodotto dell'accademia familistica italiana.
Uno che a 23 anni è dottorando, a 26 ricercatore di ruolo, a 27
professore associato e a 29, nientemeno, professore ordinario. Un
fulmine, una saetta, un baleno incredibile per i tempi dell'università
italiana, dove l'età media per diventare ricercatore, se non hai
missili nel taschino, è di 35 anni. Lui non ha bruciato le tappe, le
ha addirittura polverizzate.
Diciamocelo, qualche dubbio sulle sue capacità viene. Già, perché se
uno parte in questa maniera e poi non dimostra di poter riscrivere
tutta la dottrina giurisprudenziale da solo, allora significa che è un
bluff. Oppure che ha avuto dalla sua parte delle carte imbattibili.
Una di queste carte è forse il papà, Antonio Martone, ex presidente
dell'Authority scioperi, che gli ha spianato la strada. Ma di certo è
leggere il giudizio dei commissari al suo concorso da ordinario, a
Siena, che aiuta molto a capire la politica da rampante che ha
adottato il giovane Martone.
In quel concorso, tenutosi da gennaio a luglio 2003, i commissari
erano cinque: Mattia Persiani (Presidente), Roberto Pessi, Francesco
Liso, Marcello Pedrazzoli, Silvana Sciarra. Gi iscritti al concorso
erano otto ma sei, magicamente, si ritirano. Restano solo Franca
Borgogelli e Michel Martone. Dei due, la Borgogelli è la più
credibile: diplomata nel 1970, si laurea nel 1975 in Scienze Politiche
e poi nel 1982 prende una seconda laurea in Giurisprudenza.
Tecnicamente, per restare nelle categorie di Martone, "una secchiona",
ma visto che la seconda laurea la prende a trent'anni, anche una
"sfigata".
L'anno dopo, 1983, la Borgogelli diventa ricercatrice di ruolo,
incarico che ricopre fino al 2000 (quindi per 17 anni). Poi viene
nominata professore associato. Una solida preparazione, come si dice
di solito, unita a una costante crescita professionale e a una sicura
padronanza della dottrina. Più di quaranta pubblicazioni nell'arco di
un ventennio.
Su di lei, la commissione avrà pochi dubbi, votando 5 su 5 per la sua
promozione a professore ordinario.
Su Martone invece i dubbi ci sono. Il suo curriculum elenca una
girandola di attività di docenza a master e a corsi di
perfezionamento, ma purtroppo le sue credenziali come pubblicazioni
sono scarse. Due monografie appena, delle quali una presentata in
edizione provvisoria (quindi, secondo le regole normalmente seguite,
non ammissibile; ma le regole, in questo caso, sono un optional).
I giudizi sulla sua attività di ricerca, anche da parte dei commissari
più benevoli, sono sferzanti: Silvana Sciarra scrive, riguardo al
contenuto della sua monografia principale, che "I numerosi riferimenti
a fatti ed a metodologie di analisi sono caratterizzati talvolta da
passaggi argomentativi non del tutto esaustivi" e che "permane la
difficoltà di individuare una chiara ipotesi di lavoro". Chiudendo con
un giudizio che appare una bocciatura: "M. Martone dimostra di
trattare con spigliatezza gli argomenti prescelti e di adoperare
correttamente il linguaggio giuridico, ma di dovere ulteriormente
affinare il ricorso al metodo storico ed interdisciplinare. E?
auspicabile che la già acquisita maturità scientifica si consolidi
ulteriormente in futuro in una produzione più diversificata".
Tuttavia, a sorpresa - e chissà perché, "Il candidato, nel complesso,
risulta idoneo ai fini della valutazione comparativa".
Il Prof. Pedrazzoli si arrampica sugli specchi, letteralmente. Dopo
aver argomentato, come la Sciarra, afferma che "Nonostante questi
elementi di discutibilità, da ascrivere per così dire alla sua
giovinezza scientifica, il candidato, che si raccomanda anche per una
scrittura fluida e chiara, appare visibilmente dotato di forte
propensione alla riflessione giuridica. Le notevoli qualità su cui può
contare avranno occasione di manifestarsi appieno, quando sarà
trascorso il tempo occorrente per la loro sedimentazione. Confidando
nella sicura riuscita di tale auspicio, autorizzato da quanto fin ora
il candidato ha mostrato, viene quindi per lo stesso formulato un
positivo giudizio, anche prognostico, che lo rende meritevole di
essere preso in considerazione ai fini della valutazione comparativa".
Confidando? Sedimentazione? Prognostico? Ma scusi professore, qui non
si parla di un concorso da ricercatore, per cui si può scusare la
"giovinezza scientifica" (anche se sarebbe più italiano "gioventù").
Qui si parla di un concorso da ordinario per il quale la gioventù
scientifica non è una scusante, ma un'aggravante. E la sedimentazione
deve essere già avvenuta al di là di ogni prognosi.
Ma andiamo avanti. I proff. Persiani e Pessi sono più entusiasti,
mentre critico, vox clamans in deserto, il professor Liso. E' l'unico
a chiudere il suo giudizio con un lapidario: "Il candidato, che nei
suoi lavori fornisce sicura prova di possedere ottime capacità al
lavoro scientifico e potenzialità che gli consentiranno di arrecare
importanti contributi alla nostra materia, merita di vedere
riconosciute le sue indubbie qualità in un?occasione in cui la
dichiarazione della sua piena maturità costituisca frutto più di una
certificazione che di una aspettativa, per quanto seriamente fondata".
Come dire, al di là del giuridichese arzigogolato: si ripresenti
quando un po' più di acqua è passato sotto i ponti.
Ma il non-sfigato diventa ordinario...
Avvenne in Italia.

Piero Graglia

History of European Integration
Facoltà di Scienze Politiche
Università degli Studi di Milano
Via Livorno 1
I-20122 Milano






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