VARESE - 28.01.2008 Violenze sessuali ripetute e aggravate per l'aver agito in danno di persona disabile. Queste la pesante accusa che ha portato in carcere due conviventi. Secondo quanto ricostruito durante le indagini, i due, lui 58enne e lei di tre anni in meno, residenti a Somma Lombardo, avrebbero ripetutamente sottoposto a una vita infernale la figlia di lei per almeno tre anni, dal 2002 al 2005. Una serie di abusi che aveva già portato tempo fa il Tribunale di Busto Arsizio ad una ordinanza di arresti domiciliari per l'uomo e all'obbligo di dimora per la donna. Nelle ultime ore, però, lo stesso Tribunale ha deciso di mandarli entrambi in carcere. Lui in quello di Bustocco, lei a Monza.
(L'Informazione di Reggio Emilia - 07.02.2008)
Avrebbe dovuto insegnarle i principi sani della vita,invece l'ha
sbattuta a suon di minacce e botte sul marciapiede
a vendere il suo giovane corpo. E'la terribile storia che vede come
protagonista una 16enne rumena costretta dalla madre
(una quarantenne) a prostituirsi. A salvarla ci hanno pensato lunedì i
Carabinieri della Compagnia di Rimini dopo la denuncia
formalizzata dalla ragazzina. La madre si prostituiva, invece,su
appuntamento, in trasferta.
L'AQUILA. Ieri ha sottratto i figli di nove e tre anni dalla struttura
alla quale il tribunale dei minori dell'Aquila li aveva affidati poi,
rintracciata dalla Polizia in casa della madre, dove si era nascosta
con i bambini, ha minacciato di darsi fuoco con una tanica piena di
benzina.
Quando ha saputo che il Tribunale dei Minori aveva avviato per i figli
la procedura di adottabilità è uscita di testa.
Così ha rapito i due bambini e solo dopo 3 ore di mediazione si è
arresa. Lei voleva riprenderseli, tenere i figli con sé, nonostante il
Tribunale nei mesi scorsi abbia tolto la custodia sia a lei che al
marito per «la grave inadeguatezza dei genitori».
Ieri pomeriggio, affacciata dal balcone dell'abitazione della madre,
nel quartiere di "Pettino", nella zona Ovest della città, la giovane
donna ha prima lanciato un vaso pieno di terra sul marciapiede
sottostante e poi minacciato di cospargersi di benzina, mostrando una
tanica piena del liquido.
Poi sono riusciti a convincerla che così stava solo peggiorando la
situazione.
Si è arresa e i piccoli sono stati consegnati temporaneamente al padre
mentre madre e nonna sono state portate in ospedale.
Nonna e madre, aquilane, rispettivamente di 52 e 33 anni, sono
indagate per sottrazione di minore, inosservanza del provvedimento del
giudice, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, violenza privata
e detenzione di materiale esplodente.
Il loro precario stato psichico al momento ha reso necessario un
trattamento sanitario obbligatorio. L'allarme era stato dato da
un'educatrice della struttura dove si trovavano i minori, aggredita
dalla madre dei bambini, la nonna ed uno zio.
Ora, su disposizione del Tribunale dei Minori, i due fratellini si
trovano in un'altra struttura.
Una piccola scolara dell'asilo confessa: "Mi ha suggerito tutto mia
madre"
I legali degli indagati: "Lo dicevamo che il processo nasce da
suggestioni"
Rignano, parla una bambina
"Maestre cattive? Lo disse mamma"
Lo scuolabus posteggiato davanti all'asilo di Rignano Flaminio
ROMA - Il disarmante racconto di una bambina di 5 anni rischia di far
traballare il quadro accusatorio dell'inchiesta sull'asilo dei
presunti orrori di Rignano Flaminio: "Le maestre sono cattive perchè
dicevano cose brutte ai bambini...", racconta la piccola. "Me lo ha
detto la mamma... Io non c'ero alle gite con i compagni... Alla mamma
l'ha detto un'altra mamma di un bambino".
Si parlò di "bocciatura dell'impianto accusatorio" già una volta, il
10 maggio dello scorso anno, quando il tribunale del riesame ordinò la
scarcerazione dei sette inquisiti: quattro maestre, il marito di una
di loro, una bidella e un benzinaio cingalese.
Ora ci sono la parole della bambina che pesano come macigni sulla
teoria della procura. Interrogata dal giudice attraverso la mediazione
di una neuropsichiatra infantile, in un'atmosfera di familiarità, tra
giocattoli e libri colorati, la piccola ha parlato di "maestre cattive
che dicevano cose brutte ai bambini", ma ha ammesso che a suggerirle
certe cose è stata sua madre. La bimba, una dei 19 minori ritenuti
sessualmente abusati, ha negato di aver partecipato alle "gite
scolastiche" come gli scolaretti chiamano i trasferimenti dalla scuola
alla casa di una delle maestre dove sarebbero avvenute le violenze:
"Delle gite, ne ho solo sentito parlare dai miei compagni di scuola".
La dichiarazione della bambina, ritenuta da in un precedente esame, un
teste valido, alimenta i sospetti nutriti fin da subito dai legali
degli indagati: "Si conferma quello che andiamo dicendo da un anno e
mezzo", ha osservato l'avvocato Giosuè Naso, difensore della maestra
Silvana Magalotti. "Questo processo è basato sulla suggestione evocata
da uno o due genitori. Genitori - ha aggiunto - che non hanno saputo
elaborare con equilibrio e maturità alcuni segnali di disagio
manifestati dai loro piccoli". Dello stesso tenore anche le parole
dell'avvocato Domenico Naccari, difensore di un altro indagato, il
cingalese Khelum Weramuni Da Silva: "La testimonianza della bambina,
conferma l'inconsistenza del quadro accusatorio".
Una donna di 42 anni, Esterina Cioccia, di Morcone, nel Beneventano,
ha ucciso con una coltellata al petto la propria figlia, Daniela
Piccirillo di 25 anni. L'omicidio è accaduto al culmine di un'accesa
discussione tra le due donne. Sembra che la genitrice non sopportasse
le frequentazioni della figlia. Sul posto sono intervenuti i
carabinieri. Al loro arrivo la madre era in evidente stato di shock.
Tra le prime ipotesi si fa largo un raptus in seguito all'ennesimo
litigio tra le due donne. La vittima è Daniela Piccirillo,
disoccupata, di 25 anni. Il colpo mortale sarebbe stato inferto con un
coltello da cucina. La ragazza, colpita all'emitorace, è morta sul
colpo.
Esterina Cioccia, trovata in uno stato confusionale, ha tentato di
aggredire anche i soccorritori. La donna è stata sottoposta al fermo
dai carabinieri.
La donna, separata da qualche anno dal marito, lavora per conto di una
cooperativa locale specializzata nelle pulizie. Per il suo lavoro,
Cioccia si era trasferita da qualche tempo nel capoluogo sannita, dove
pare convivesse con un uomo. Di frequente - secondo quanto si è
appreso - Esterina Cioccia tornava nella casa di Morcone, dove abitava
sua figlia Daniela, mentre un'altra sorella vive e lavora a Roma.
GIOIATAURO - Sei persone sono state arrestate stamattina per la
vendita di una neonata. Tra questi anche la madre della
bambina,Barbara Sgambeterra, di 27 anni, di Cittanova.
La coppia di Cittanova a cui e' stata "venduta" la bambina avrebbe
fatto risultare che la neonata era frutto di una relazione
extraconiugale tra l'uomo e la madre della bambina.
Determinante nella vicenda sarebbe stato il ruolo svolto da un'amica
della madre della neonata. E' stata a lei, infatti, che Barbara
Sgambeterra ha confidato che la bambina era frutto di una gravidanza
indesiderata. L'amica della ragazza avrebbe poi proposto alla coppia
di Cittanova, che non aveva figli, la vendita della bambina.
Il medico arrestato e' un parente dell'intermediaria della vendita. La
madre della bambina, secondo l'accusa, e' stata portata a Messina e
fatta partorire nel Policlinico universitario, dove lavora il
professionista coinvolto nella vicenda.
Polizia e carabinieri hanno scoperto la vicenda raccogliendo le
dichiarazioni di alcune persone di Cittanova che erano venute a
conoscenza della vendita della bambina. La Procura di Palmi ha poi
disposto alcune intercettazioni telefoniche che hanno portato alla
conferma delle ipotesi investigative.
Due anziani di Belmonte del Sannio, piccolo centro della provincia di
Isernia, sono stati arrestati dalla Squadra mobile per presunti abusi
sessuali.
Cinquanta euro. Tanto i due zii davano alla madre dei tre ragazzi per
abusare in particolare di uno di loro, un 11enne, orfano da alcuni
mesi del padre, fratello dei due 'orchi'.
I due pedofili pare non risparmiassero neanche la sorella, di tre anni
piu' grande. Al momento sono in corso ulteriori accertamenti per
appurare se anche il terzo fratellino sia stato molestato dagli zii
arrestati a Belmonte del Sannio. Alla madre delle sventurate creature
è stata sospesa la potestà genitoriale.
Gli squallidi episodi di pedofilia si sarebbero consumati all'interno
di in un ambiente familiare molto degradato. I ragazzini vittime delle
violenze pare siano stati allontanati dalla casa e sarebbero ora
ospiti di alcuni centri di accoglienza dell'Abruzzo.
Le indagini sono durate circa 15 mesi e hanno preso il via dalla
segnalazione della Asl di Campobasso, in particolare dai servizi
sociali che fornivano assistenza domiciliare al nucleo familiare. Per
chiarire i contorni della torbida vicenda, la polizia si è avvalsa di
personale specializzato grazie al quale è stato possibile ricostruire
lo scenario di degrado e di abusi sui ragazzi, poco più che bambini,
praticamente privi di un nucleo familiare vero e proprio.
I due presunti pedofili, persone ultrasessantenni, dopo gli
interrogatori avvenuti in serata nella questura di Isernia, sono stati
riaccompagnati a casa posti agli arresti domiciliari a causa dell'età,
con l'obbligo di non parlare né telefonare a nessuno al di fuori del
ristretto nucleo familiare.
Le indagini sono state coordinate dal Gip Luigi Cuomo e dal Pm Alfredo
Mattei.
LIPARI (MESSINA) (ITALPRESS) - I carabinieri hanno notificato un
ordine di carcerazione ad una donna di 47 anni, accusata di violenza
sessuale nei confronti di quattro minorenni. Due di loro erano figli
dell'arrestata, gli altri del suo compagno. La donna dovra' scontare
una condanna di 7 anni e 11 mesi di reclusione. I reati di cui e'
accusata si sarebbero verificati tra il '96 e il 2001. In quel periodo
la donna, convivente con un portuale, avrebbe abusato, insieme al
compagno, dei quattro bambini di 9, 10, 11 e 12 anni. Le violenze
sarebbero avvenute in due abitazioni in uso alla coppia, una Lipari e
l'altra Milazzo. Furono gli assistenti sociali ad accorgersi di quanto
avveniva tra le mura domestiche. La denuncia fece scattare l'arresto
nei confronti della coppia nel 2003. Il portuale fu condannato a 4
anni e mezzo di carcere. (ITALPRESS). 14-Apr-08 15:58
(corriere.it) Cedeva i 3 figli per festini pedofili
Mamma in manette a Palermo
La donna, 30enne, arrestata con altre tre persone. Le vittime tre
minori tutti di età inferiore a 10 anni
PALERMO - Una vicenda consumatasi in un contesto di estremo degrado a
Ballarò, uno dei quartieri storici di Palermo: tre fratellini, tutti
di età inferiore a 10 anni, subivano abusi sessuali durante festini
pedofili realizzati con la partecipazione della loro madre a Palermo.
È quanto emerge da indagini della polizia, che hanno portato
all'arresto di 4 persone, tra le quali la donna, che ha 30 anni, un
17enne e due uomini adulti.
DROGA E GIOCHI EROTICI - L'attività investigativa è stata avviata dopo
una segnalazione degli assistenti di una casa famiglia dove era ospite
una delle bambine vittime degli abusi, che aveva raccontato il suo
dramma agli operatori e ai responsabili del Servizio di
Neuropsichiatria Infantile. Secondo quanto ricostruito, la madre
avrebbe condotto i tre figli in casa di una coppia di coniugi di 24 e
25 anni, che sono tra gli arrestati. Lì si sarebbero svolti giochi
erotici. I piccoli venivano sottoposti agli abusi con una sorta di
«gioco della verita» condotto dagli adulti con l'uso di una bottiglia.
La principale vittima era la bambina, mentre i suoi fratellini nella
maggioranza dei casi sarebbero stati solo testimoni obbligati. Gli
adulti, inoltre, avrebbero consumato hashish davanti ai tre bambini.
LE INDAGINI - Agli indagati la polizia ha notificato provvedimenti
restrittivi emessi dai Gip del Tribunale per i Minorenni di Palermo,
Valeria Spatafora e del Tribunale ordinario Maria Pino. Le indagini
della sezione "Reati sessuali in danno dei Minori" della Squadra
mobile di Palermo sono state coordinate dai sostituti procuratori
Francesca Lo Verso per i Minori e Alessia Sinatra.
30 aprile 2008
Milano, 15 maggio 2008 - (Adnkronos Salute/Ign) - Mamme assassine in
aumento in Italia. Dal 2000 al 2007 i casi di madri killer nel nostro
Paese sono stati 145: in media 20,7 all'anno. Un trend di nuovo in
crescita, che dopo la riduzione registrata negli anni '80 e '90 è
tornato ai livelli degli anni '70 (20,5 casi ogni anno, 205 in tutto).
Il triste primato dei figlicidi spetta al Nord Italia, che conta quasi
la metà degli episodi segnalati in tutta la Penisola. E, in
particolare, il record negativo va alla Lombardia e soprattutto a
Milano.
Nel dettaglio, degli 814 episodi 211 sono neonaticidi (bebè ucciso
entro il primo giorno di vita) e 603 i figlicidi (dal primo giorno di
vita in poi). La madre che si scaglia sul figlio appena nato lo fa
soprattutto soffocandolo, mentre per il figlicidio prevale la modalità
'precipitazione-defenestramento'. Il 48% dei figlicidi e il 18% dei
neonaticidi (quasi uno su 5) avvengono nel Settentrione, e i più
colpiti sono i bimbi da zero a 6 anni.