I terremoti si possono prevedere...

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Orleo Marinaro

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Nov 4, 2012, 1:25:26 PM11/4/12
to OrmaGandalf
I terremoti si possono prevedere... altro che no!

Vi trascrivo un piccolo paragrafo tratto dal libro di Richard Fortey
"TERRA Una storia intima "
Fortey è tra l'altro un paleontologo, ma che si intende abbastanza di geologia e di geofisica. Abbastanza per far tacere tanti cialtroni nostrani che hanno posti di potere nella burocrazia brontosaurica italiana e pochi meriti scientifici, almeno non attuali.
Ecco il paragrafo, tratto dal capitolo in cui Fortey descrive le Linee di Faglia tra le placche tettoniche, in particolare gli studi sulla Faglia di Sant'Andrea, in California:
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Tutti questi avanzamenti tecnologici aiutano ad andare verso un miglioramento nella previsione dei terremoti, cosa che un tempo era considerata di una difficoltà straordinaria, quasi un'arte, oltre che una scienza. Abbassamenti improvvisi nel livello dell'acqua nei pozzi potevano indicare movimenti in profondità lungo le faglie e, secondo quanto prevede il grado II della scala Mercalli, alcuni animali potevano mostrarsi sensibili a certi preavvisi iniziali che gli esseri umani non avvertono. Oggi, i primi segnali sismici che indicano quando in una determinata faglia la tensione sta raggiungendo un livello critico possono essere recepiti in modo distinto rispetto a tutti gli altri 'rumori' prodotti dal nostro vecchio pianeta. Le previsioni sono migliorate in modo notevole, tanto che il terremoto di Gilroy
del maggio 2002, che abbiamo ricordato prima, è stato reso noto in anticipo in un articolo pubblicato sul 'Proceedings of the National Academy of Sciences' a firma di John Rundle e Kristy Tiampo del Cooperative Institute for Research in Environmental Sciences (CIRES) della University of Colorado. La data di pubblicazione era il 19 febbraio - un chiaro esempio di informazione prima dell'evento.
"
Non ci sarebbe bisogno di commento, ma visto la canea sollevata da Berlusconi e Bertolaso nei mesi prima del terremoto del 2009 a L'Aquila, in cui appariva nei giornali e in televisione il mantra criminale "I terremoti non si possono prevedere" qualche parola bisogna spenderla. Qualunque scienziato che affermi che i terrremoti non si possono prevedere è un ciarlatano, in quanto contraddice lo scopo della sua attività. Tutti gli scienziati si sono rivolti alla Scienza proprio per cercare di prevedere gli eventi. Allora quale è l'affermazione corretta? Che i terremoti si possono prevedere, ma è difficile. Il che non è la stessa cosa. Difficile vuol dire che bisogna fare grandi sforzi per raggiungere la prevedibilità. Grandi sforzi e grandi investimenti, di capitali, cioè moneta sonante, di scuole e  università, cioè uomini e donne che si dedichino ad uno studio e ad una disciplina, le due parole in Latino sono sinonimi, per affinare e impadronirsi delle capacità previsionali. Inoltre chiariamo cosa vuol dire prevedere: provate a prendere, come si fa in Scienza dei Materiali, un pilastro di cemento armato e a premerlo verticalmente, se la macchina che preme possiede un motore abbastanza potente è chiaro a tutti che prima o poi il pilastro si spezzerà, quindi sappiamo con certezza che si spezzerà. Ma cosa vuo dire spezzarsi? vuol dire che l'azione delle forze di pressione agiscono a livello microscopico sulla composizione del materiale e rompono i legami chimici, quindi elettrici, tra i vari composti, silicati, acciaio, ecc. Allora il processo di spezzamento del pilastro si propaga microscopicamente dentro il reticolo cristallino del materiale e volendo lo si può osservare con strumenti di vario tipo, raggi x, raggi infrarossi, ecc. Questa osservazione permette di capire che la rottura sta per  sopravvenire, ma essa stessa è un fatto microscopico imprevedibile da un punto di vista deterministico, statisticamente invece prevedibilissimo da un punto di vista probabilistico. Ecco una scienza male appresa farebbe dire che quindi i terremoti non sono prevedibili, perché a livello microscopico il momento di rottura, la percolazione delle tensioni di taglio e di slittamento è intrinsecamente imprevedibile. Ma a noi interssa l'aspetto macroscopico del processo, cioè quando la grande quantità, i grandi numeri dei legami chimici ci fornisce momenti che la Fisica Statistica sa calcolare e prevedere. Certo ci vuole una sacco di soldi: se si sottraggono 8 miliardi di euro alla scuola pubblica come ha fatto Berlusconi, Tremonti e la Gelmini ovvio che non nasceranno mai scienzati competenti capaci di fare i calcoli necessari alla previsione.
Quindi la verità è che, almeno in Italia, i terremoti non sono prevedibili perché non c'è nessun interesse economico a prevederli.
Scomoda verità, ma eloquente!

:-)
Orleo

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