[ OrmaGandalf] GNews: A cosa serve il Data Mining e il Datawarehouse?

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Orleo Marinaro

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Mar 15, 2013, 4:09:55 AM3/15/13
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[ OrmaGandalf] GNews: A cosa serve il Data Mining e il Datawarehouse?
Ecco come possono venire applicate le tecniche di Data Mining, ovvero le tecniche statistiche potenziate da reti neurali e algoritmi genetici capaci di sviluppare automaticamente analisi fattoriali, analisi alle componenti principali  per classificare e clusterizzare relazioni e appartenenze e individuare nuove relazioni o relazioni implicite, cioè nuova conoscenza.
Quello che ho riassunto nelle tre righe sopra è contenuto nell'articolo nella frase "sfruttando una strategia inferenziale"
Come al solito anche in articoli che provengono dall'area scientifica si evita di approfondire o fornire link verso approfondimento, per non appesantire.
Salta agli occhi che la gente comune nulla sa e nulla possa immaginare del fatto che un semplice click fatto per divertimento o persino non fatto possa servire, tramite una segmentazione statistica, a rivelare la propria personalità, i propri gusti, il proprio sentire. Se poi si aggiunge che il social mobile si può correlare persino i percorsi si capisce quanto aumentata sia la realtà virtuale rappresentata in queste statistiche.
Dixi et salvavi animam meam

Orleo


12 marzo 2013

"Mi piace", l'opzione di Facebook che svela i dati sensibili

"Mi piace", l'opzione di Facebook che svela i dati sensibili© Simon Chavez/dpa/Corbis

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La rete sociale

L'analisi automatizzata delle preferenze segnalate con l'opzione “Mi piace” di Facebook permette di tracciare un identikit delle singole persone anche quando le preferenze non vanno a contenuti direttamente legati a sessualità, politica, religione o stato civile. Sfruttando una strategia inferenziale, l'algoritmo usato nella ricerca è riuscito a individuare con buona accuratezza persino tratti della personalità come l'estroversione, la disponibilità ai cambiamenti e il quoziente intellettivo. Il risultato, sottolineano i ricercatori, pone seri problemi di tutela della privacy (red)

Un'ampia serie di caratteristiche sensibili – dalla religione all'etnia, dalle opinioni politiche all'orientamento sessuale, e molto altro ancora - può essere ricavata semplicemente analizzando l'uso dell'applicazione “Mi piace” di Facebook. Il che può sembrare scontato, se non fosse che questi dati sono ricavabili anche quando l'utente non clicca quell'opzione per contenuti che diano indicazioni esplicite in quel senso.  

A dimostrarlo è stata una ricerca condotta da due psicologi dell'Università di Cambridge, in Gran Bretagna, in collaborazione con un informatico del Centro di ricerca della Microsoft della stessa città, che firmano un articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”

"Mi piace", l'opzione di Facebook che svela i dati sensibili© S. Steinach/dpa/CorbisTestato su oltre 58.000 volontari, tutti utenti statunitensi di Facebook, il programma utilizzato dai ricercatori per eseguire un'analisi automatizzata dei “Mi piace” è stato in grado di distinguere con una precisione del 95 per cento l'origine europea o afroamericana dei soggetti, dell'88 e del 75 per cento l'orientamento sessuale rispettivamente di maschi e femmine, dell'85 per cento la preferenza per democratici o repubblicani, dell'82 per cento la religione cristiana e musulmana. Di poco inferiore - fra il 65 e il 73 per cento - è risultata l'accuratezza con cui l'algoritmo riesce a scoprire se si ha una relazione oppure si è single e se si fuma, si beve alcool o si fa uso di sostanze. La prestazione peggiore ha riguardato la capacità di capire se i genitori di un utente si erano separati prima che questi compisse i 21 anni: il programma ha dato la risposta corretta “solo” il 60 per cento delle volte.

Nel valutare questi dati va considerato – sottolineano Michal Kosinski e collaboratori– che solamente pochi utenti cliccano dei “Mi piace” in grado di rivelare esplicitamente queste caratteristiche; per esempio, meno del 5 per cento degli utenti gay aveva indicato come gradito il matrimonio gay. Le previsioni sfruttano piuttosto “inferenze” fatte sulla base dell'aggregazione di enormi quantità di dati di per sé meno informativi, come i brani musicali o gli spettacoli preferiti.

Questa strategia inferenziale permette all'algoritmo di tracciare un profilo psicologico abbastanza accurato della persona, identificandone alcuni tratti – come l'apertura (ossia l'atteggiamento positivo o negativo verso i cambiamenti) o l'estroversione – con la stessa accuratezza dei test psicologici standard, ma dando buoni risultati anche per tratti come la coscienziosità e l'intelligenza. Particolarmente difficile da capire è invece stato il livello di soddisfazione della propria vita, un fatto che i ricercatori attribuiscono alla difficoltà di isolare le fluttuazioni dell'umore a breve e brevissimo termine da quelle a più lunga scadenza. 

"Mi piace", l'opzione di Facebook che svela i dati sensibili© Simon Chavez/dpa/CorbisI ricercatori sottolineano che l'uso di questo sistema ha grosse potenzialità di applicazione nel campo della personalizzazione del marketing, ma pone anche un problema di rispetto della privacy sia da parte di società private sia di istituzioni governative. Dato che la metodologia presa in esame può essere applicata a tutti i tipi di dati digitali, e non solo a quelli di Facebook, concludono gli autori, “la possibilità di prevedere caratteristiche individuali dalle registrazioni digitali di comportamenti può avere rilevanti implicazioni negative, perché può essere facilmente applicata a un gran numero di persone senza aver ottenuto il loro specifico consenso e senza che se ne accorgano. [...] Si possono immaginare situazioni in cui tali previsioni, anche se non corrette, potrebbero costituire una minaccia per il benessere, la libertà, o addirittura la vita di un individuo. È importante sottolineare che, data la sempre maggiore quantità di tracce digitali che le persone lasciano dietro di sé, diventa difficile per gli individui controllare quali dei loro attributi siano stati rivelati. Per esempio, evitare semplicemente contenuti esplicitamente omosessuali potrebbe essere insufficiente per impedire ad altri di scoprire il proprio orientamento sessuale”.



























































































































































2013/3/1 Orleo Marinaro <orleo.m...@gmail.com>
Ciclo di tre conferenze alla Biblioteca Crescenzago, via don Orione, 19, Milano
Sul Sistema Solare
1. venerdì 22 marzo 2013, ore 18
2. venerdì 29 marzo 2013, ore 18
3. venerdì  5 aprile  2013, ore 18

tratte dal precedente ciclo su "Le Dimensioni dell'Universo"

“Le Dimensioni dell'Universo” è un ciclo
di conferenze sui vari oggetti astronomici
che si trovano a varie distanze dalla Terra. Si inizia
con tre incontri basati su alcune delle migliaia
di foto del Telescopio Spaziale Hubble, presenti
sul suo sito internet. In ogni sessione il relatore
mostrerà e commenterà le foto, e risponderà
a tutte le domande e le curiosità del pubblico.

Aggiornate alle ultime scoperte.
:-)
Orleo



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