Eddyburg.it - Il nuovo capitale sociale del sud No ponte

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notavfirenze

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Dec 20, 2009, 12:29:09 PM12/20/09
to no tav
Ricordo il link alla trasmissione di ieri a controradio che Marco Farra aveva giustamente inviato: http://www.controradio.it/popx.php?elemento=37816
Chi non avesse seguito la trasmissione puᅵ riascoltarla o scaricare il file mp3

Sabato c'ᅵ stata una importante manifestazione sullo stretto di Messina per dire NO al ponte.
A Firenze alcuni hanno sfidato il freddo e fatto un presidio al ponte a Santa Trinita in solidarietᅵ.
La lotta alle "grandi opere" ᅵ tema importante e non possiamo solo guardare al nostro pessimo tunnel fiorentino: tante inutili e costose infrastrutture, dannose per l'ambiente, utili solo per i pochi che avranno gli appalti, sono un problema nazionale.
Incolliamo sotto un articolo anche del "nostro" Alberto Ziparo. Evidenziamo alcuni passi che ci paiono importanti.

http://eddyburg.it/article/articleview/14393/0/34/

Il nuovo capitale sociale del sud No ponte
Data di pubblicazione: 20.12.2009

Autore: Pieroni, Osvaldo; Ziparo, Alberto

Dopo la manifestazione del 19: “No Ponte! significa buttare definitivamente a mare il vecchio modello di sviluppo meridionale”. Il manifesto, 20 dicembre 2009

ᅵ un no con molti sᅵ, quello contro il Ponte sullo Stretto che ha manifestato a Villa S.Giovanni.

Se la parola capitale non configgesse con il termine sociale, potremmo dire che il ᅵcapitale socialeᅵ scende in piazza per rivendicare autonomia e salvaguardia del territorio meridionale e per un altro modello di ᅵsviluppoᅵ. Piᅵ di 150 associazioni, dai centri sociali alla Cgil, dalle associazioni culturali, ai comitati locali alle grandi associazioni ambientaliste, hanno aderito alla manifestazione contro l'insostenibile ponte sullo Stretto di Messina e sostenuto una articolata piattaforma programmatica. Messa in sicurezza delle abitazioni e delle scuole nelle aree sismiche e idrogeologicamente instabili; bonifica dei territori inquinati e del mare; un sistema di trasporti leggero, articolato, multimodale e sostenibile (anche in attraversamento dello Stretto); infrastrutture utili e necessarie, beni comuni (ad esempio e in primo luogo l'acqua); difesa e riqualificazione dei patrimoni ambientali e culturali: questi sono alcuni dei punti che qualificano lo slogan ᅵtanti sᅵ, un solo no - fermiamo i cantieri del ponte, lottiamo per le vere prioritᅵ.

A questo movimento, che risponde all'iniziativa della ᅵRete No Ponteᅵ, si sono affiancati partiti della sinistra ed istituzioni (regione, provincia e comuni). La Giunta Regionale della Calabria ha aderito alla manifestazione e, finalmente, con coerenza esce dal consiglio di amministrazione della Societᅵ Stretto di Messina.

ᅵCapitale socialeᅵ, ovvero intelligenza collettiva che crea coesione e network sociale, a onta di chi sostiene che il Sud ᅵ solo familismo, clientela e mafia, si schiera contro il capitale finanziario e la dispossession (sfruttamento a fini di accumulazione privata) dei territori. Il no al progetto del ponte non si basa quindi soltanto sulle critiche alla inutilitᅵ trasportistica di questa assurda infrastruttura, al devastante impatto ambientale in un'area - quella tra Scilla e Cariddi - rivendicata come patrimonio dell'umanitᅵ, allo sperpero di danaro pubblico che, secondo una logica di ᅵkeynesismo all'incontrarioᅵ, passerebbe dalle mani degli abitanti e dei contribuenti a quelle di poche corporation private. Il no al ponte - che peraltro ancora non dispone di progetti definitivi e esecutivi e presenta inoltre gravi carenza tecnico-strutturali e enormi rischi dal punto di vista geologico e sismico - ᅵ un no a un obsoleto concetto di modernizzazione, che si vorrebbe imporre come modello all'intero paese. Il movimento e la rete sociale e istituzionale che sono scesi in piazza affermano la prioritᅵ dei sistemi locali sostenibili e la loro autonomia a fronte dei devastanti processi di globalizzazione, la prioritᅵ della partecipazione diretta e della iniziativa dal basso a fronte della pericolosa crisi della democrazia, l'importanza della cura dei luoghi e dei patrimoni ambientali e culturali, una appartenenza riflessiva, aperta e solidaristica, strettamente connessa alla ricchezza dei milieux meridionali.

Nel denunciare l'imbroglio del presunto avvio delle opere connesse al Ponte i manifestanti di Villa si oppongono non solo e non tanto a cantieri che probabilmente non si vedranno mai, ma alla colossale truffa che si sta perpetrando ai danni dei cittadini italiani, non solo siciliani e calabresi: si accelera la procedura di riaffido del progetto ad Impregilo proprio perchᅵ in mancanza di progetto esecutivo - come spiegano diversi amministrativisti in queste ore- cosᅵ verranno pagate operazioni che l'impresa potrᅵ non eseguire e tra l'altro si riattiveranno le penali a carico dello stato, e quindi di tutta la comunitᅵ nazionale, a suo tempo congelate dal governo Prodi.

Nemmeno il finto avvio dei lavori del ᅵbinario morto di Cannitelloᅵ puᅵ essere effettuato, almeno con procedura regolare: il progetto cui esso appartiene (che non ᅵ quello del ponte) ᅵ tuttora sotto verifica di ᅵottemperanza delle prescrizioni ambientaliᅵ che non si potrᅵ concludere prima del febbraio 2010 e che blocca l'avvio, anche solo formale, dell'iter. Siamo all'imbroglio nell'imbroglio.

E allora “No Ponte! significa buttare definitivamente a mare il vecchio modello di sviluppo meridionale” - tra l'altro rivelatosi fallimentare -che ha prodotto i disastri economici e ambientali di cui sono marcati i contesti siciliani e calabresi.
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