rassegna 12/2/12

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comitato ampugnano

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Feb 12, 2012, 8:58:13 AM2/12/12
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Gamberale riapre il risiko degli aeroporti

C’è un vecchio progetto rimasto nel cassetto. E un esempio recentissimo che potrebbe diventare un paradigma: “ristrutturare” la ridondante rete aeroportuale italiana (il progetto), e utilizzare strumenti come i fondi infrastrutturali in scia a quanto la società F2i di Vito Gamberale ha realizzato con Sea a Milano (il “caso” guida). Che ci sia da mettermano sugli scali regionali dello Stivale l’ha indicato subito il ministro dello Sviluppo, Trasporti e Infrastrutture, Corrado Passera, non appena si è insediato al maxi-ministero: «Nel campo dei trasporti il nostro Paese non può dire di essere ai vertici del mondo da quasi nessun punto di vista». E l’ha ripetuto di recente alla Mobility Conference organizzata a Milano: «A breve il governo si esprimerà sul problema del numero troppo elevato di aeroporti in Italia. Bisogna definire le priorità – ha aggiunto Passera – perché veniamo da anni in cui ognuno ha detto la sua, producendo elenchi ingestibili di molte opere, ci vuole rigore. Entro breve – ha concluso – dovremo dare una risposta alla numerosità non pensata degli aeroporti in tutta Italia». Sul tavolo dell’ex titolare dei Trasporti, Altero Matteoli, era già finito uno studio commissionato dall’Enac a OneWorks, Kpmg e Nomisma sullo “Sviluppo della rete aeroportuale italiana”. La ricerca traccia una netta linea di demarcazione tra gli aeroporti strategici e quelli che, al momento, non hanno grosse chance di crescita. Enac individuava 14 scali nazionali di rango: hub e aeroporti che mostrano tassi di sviluppo dei passeggeri elevatissimi. Nodi come Fiumicino, Malpensa, Venezia, Linate e, al Sud, Bari e Palermo, possono raddoppiare capacità e numero di passeggeri nei prossimi dieci anni. Sulla scorta di queste indicazioni, già nell’allegato sulle Infrastrutture contenuto nella prima (delle ultime) Finanziaria di Tremonti era abbozzato un piano che prevedeva la riorganizzazione degli scali. Con diverse chiusure. Ora quella bozza potrebbe fare nuovamente da linea guida per l’intervento del neo-ministro Passera. Con il possibile accorpamento di 24 aeroporti sul territorio italiano, tra i quali – stando alla ricognizione originaria – ci sarebbero Parma, Siena, Cuneo, Brescia, Pescara e Ciampino. Ed è proprio in questo scenario di ristrutturazione infrastrutturale complessiva che ha già iniziato a “volare” il fondo F2i di Gamberale. Fondo, per altro, partecipato dal meglio della finanza istituzionale italiana, quella “di sistema”, visto che contempla fra gli azionisti Cassa depositi e prestiti e Fondazioni bancarie. Dopo aver iniziato a tessere la sua tela nel gas (Enel Rete Gas, Enel Stoccaggi), nell’acqua (Mediterranea delle acque), nelle tlc (Metroweb) e nelle Autostrade (Infracis e Autostrada Bs-Pd), per Gamberale è dunque l’ora del decollo. F2i ha già messo nel carniere per un centinaio di milioni il 70% di Gesac (Napoli) e ha comprato con 385 milioni dal Comune di Milano il 29,75% di Sea, la società che gestisce gli scali milanesi di Linate e Malpensa. Gamberale si è detto pronto a rilevare altre quote in Sea e a salire anche oltre l’attuale 29,75%. La trattativa con il Comune è stata condotta con perizia e in breve tempo dallo stesso Gamberale, e ha permesso di battere un’offerta indiana arrivata con dieci minuti di ritardo sui termini previsti. F2i ha preferito tra l’altro aggiudicarsi la quota di Sea rispetto alla holding autostradale Serravalle, detenuta per l’80% dalla Provincia di Milano. Il blitz su Sea – Gamberale non lo nasconde – potrebbe essere presto seguito da altre operazioni analoghe nell’imminente risiko degli aeroporti.


AEROPORTO DI SALERNO A CACCIA DI PARTNER

AEROPORTO DI SALERNO A CACCIA DI PARTNER
AEROPORTO DI SALERNO A CACCIA DI PARTNER
 

L’aeroporto di Salerno a caccia di scali partner per invogliare le compagnie aeree ad attivare rotte alternative ed incrementare così il traffico passeggeri. Con la pubblicazione di una sorta di bando sul sito web ufficiale la società di gestione dello scalo picentino chiede agli aeroporti interessati, alle società omologhe, di manifestare il proprio interesse per un accordo commerciale e sinergico. L’intento è quello di creare le condizioni per le compagnie aeree ad attivare rotte da e per Salerno nei prossimi mesi. L’accordo prevede che gli aeroporti si accollino a metà gli oneri per dare il via a nuove tratte, in alternativa all’attuale collegamento con Milano Malpensa di Alitalia. Una maniera d’invogliare le compagnie a scegliere gli scali che favoriscono le condizioni migliori per attivare nuovi voli. L’accordo consente anche di creare una sorta di rete che mette in condizione, soprattutto agli aeroporti medio-piccoli, di fare sinergia non solo in ambito commerciale ma anche di marketing. Una iniziativa importante anche in prospettiva dello sviluppo nel settore dei cargo a cui Salerno ambisce fortemente. Una mano l’ha data anche l’Enac che proprio nelle scorse settimane ha rilasciato al “Salerno Costa d’Amalfi” il codice di aeroporto doganale, aprendo la pista di Pontecagnano ad ospitare anche voli da e per paesi extra Ue. Un tassello in più verso l’integrazione nel sistema regionale del trasporto aereo. L’aeroporto di Salerno è ormai la vera alternativa a Capodichino, soprattutto dopo che Roma e Napoli hanno dichiarato non più prioritaria la realizzazione del nuovo scalo internazionale di Grazzanise. E non fa paura neanche il rapporto Nomisma sulla situazione aeroportuale italiana che parla della necessità di tagliare quasi venti piccoli aeroporti in Italia, ritenuti superflui e costosi. La concentrazione di troppi scali, anche troppo vicini l’uno l’altro, riguarda Lombardia, Veneto ed altre regioni ma non certo la Campania che può vantare invece appena due aeroporti, uno grande come Capodichino ed un piccolo come Salerno che geograficamente è posizionato anche per servire territori come la Basilicata e l’alta Calabria e che quindi non è a rischio. Sarebbe anche una contraddizione se si tiene conto che nei dati in possesso del ministro Passera e dell’Enac si parla di un raddoppio nei prossimi dieci anni del numero di passeggeri che attualmente l’ingolfato Capodichino riesce a malapena a soddisfare. Tutto questo tenendo ben presente l’interesse dell’Enac per lo scalo salernitano e l’allungamento della sua pista entro il 2013. ANTONIO ABATE TVOGGISALERNO

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