La
sera di venerdì 11 novembre, presso i locali della Pro-Loco di Pray, si
è svolto l’incontro "REFERENDUM DIGA: OPPORTUNITA' o TRAPPOLA?”
promosso dall'Associazione "Custodiamo la Valsessera". Erano presenti
alcuni sindaci della Valsessera e decine di cittadini attivi
nell’opporsi a questa opera pubblica inutile, dannosa e estremamente
costosa.
Dagli interventi degli oratori e dalla discussione è emerso un quadro sfocato e ambiguo per quanto riguarda l’ipotetica celebrazione di un referendum sulla nuova diga in Valsessera. Di seguito gli argomenti che consigliano estrema prudenza nel prendere iniziative a favore del referendum:
- I criteri di scelta dei Comuni in cui i cittadini dovrebbero partecipare al referendum non sono ancora chiari, al contrario sembrano piuttosto allineati con la vergognosa composizione della commissione provinciale in cui siedono con diritto di voto Comuni piccolissimi e/o poco o per niente interessati dall’opera, a scapito di Comuni importanti come Trivero che hanno già manifestato la propria contrarietà e i cui cittadini sono già informati e attivi sulla questione. In questo senso appare anche che la delibera 165/2011, con cui la Giunta Provinciale indica le opere di compensazione, sia stata redatta per mescolare le carte e rendere appetibile l’operazione agli amministratori politicamente “amici” dei Comuni piccoli o di quelli solo marginalmente (o per nulla) coinvolti dai lavori per la diga, così che svolgano azione di lobbying pro diga.
- Non si capisce d’altra parte (o meglio, si capisce benissimo..!) l’esclusione di importanti Comuni interessati dall’opera ma fuori dalla provincia di Biella come Serravalle o Borgosesia, i cui cittadini e amministrazioni hanno già manifestato la loro contrarietà alla realizzazione della diga.
- Si rileva la disparita’ di mezzi per sostenere una campagna referendaria tra il Consorzio della Baraggia e chi si oppone al progetto. Il Consorzio, pur indebitato fino al collo, dispone di cifre consistenti – DENARO PUBBLICO - con cui puo’ acquistare pagine di giornali locali (gia’ fatto...) e organizzare altre forme di propaganda.
- La formulazione del quesito referendario sara’ anche molto importante nel determinare l’orientamento del voto. Un quesito formulato in modo ambiguo o di parte potrebbe certamente influire sul voto delle persone meno informate. Inoltre mancano oggettivamente dati chiari (dovuti alla poca o nulla trasparenza del Consorzio) per poter formulare il quesito su aspetti tecnici.
- Anche le modalita’ di voto si presentano come un possibile elemento di inquinamento del risultato referendario. Un solo seggio per comune, aperto poche ore al giorno in un arco di tempo limitato, potrebbe certamente scoraggiare una parte della popolazione anziana e dei residenti nelle frazioni, rendendo molto difficile il raggiungimento del quorum. Il quorum è infatti un altro aspetto delicato della questione. Nel caso fosse stabilito un quorum elevato (50%) i favorevoli alla diga avrebbero probabilmente vita facile nel sommare l’astensionismo fisiologico (che nei referendum consultivi e’ normalmente elevatissimo) a quello da loro promosso, per evitare un confronto alla pari tra favorevoli e contrari, e cercare di annullare o screditare il referendum stesso.
Per le ragioni sopra elencate (in estrema sintesi) sembra che il referendum potrebbe essere piu’ che uno strumento democratico un modo subdolo per tarpare le ali, una volta per tutte, ai cittadini che vogliono esprimere il loro dissenso sulla realizzazione della diga.
Alla serata era presente anche il presidente di Valle Elvo Viva,
associazione che conduce analoga resistenza contro il progetto che
intende realizzare una massiccia captazione idrica sul torrente Elvo al
fine di convogliare, tramite la realizzazione di una canale in galleria,
le portate in altro bacino imbrifero, a favore dell’invaso sul torrente
Ingagna (gia’ largamente sovradimensionato e utilizzato nei momenti di
picco per meno del 30% della sua capacita’), con gravissime e
irreversibili conseguenze ambientali e sociali per l’intera Valle Elvo a
fronte di una scarsissima (e quantomeno dubbia) utilita’ e di costi
elevatissimi.
Dopo aver esposto l’attivita’ recente dell’associazione, il presidente
ha lamentato lo scarso coinvolgimento degli amministratori locali sul
tema della variante idrica, e l’ancora piu’ scarso coraggio grazie a
cui, quando sono stati invitati a esprimersi in tavoli di confronto con
la provincia, hanno abbozzato senza far valere i diritti dei cittadini
da loro amministrati. Il progetto di variante idrica e’ condotto (guarda
caso) anche in questo caso dal Consorzio di Bonifica della Baraggia.
Sarebbe veramente opportuno che a livello regionale fosse discussa l’ipotesi di abolizione di questi consorzi,
creati molto tempo fa con tutt’altri scopi, che ora appaiono solo
gestire interessi economici di lobby imprenditoriali e di cordate
politiche a scapito delle popolazioni e dei territori che
originariamente dovevano tutelare.
AGGIORNAMENTO: qualche giorno fa l'assessore all'agricoltura della Provincia di Biella Guido Dellarovere rilasciava un'intervista alla Stampa che confermava in pieno l'atteggiamento poco disponibile (anzi "astioso") dell'amministrazione provinciale nei confronti dei cittadini che democraticamente fanno notare (con tanto di osservazioni tecniche dettagliate e documentate) quanto il progetto della nuova diga sul Sessera sia inutile, inadeguato, dannoso e costoso (322 milioni di euro sulla carta, che in Italia vuol dire fattivamente almeno 1 miliardo...).
Ecco qui una selezione delle "perle" di saggezza che l'assessore ci regala:
- "Basta coi pretesti da bar per convincere la gente che la diga sia un danno"
- "Un argomento tanto importante per il nostro territorio viene trattato come continui chiacchiericci tra amici"
- "Quanto deliberato dalla Provincia è stato fatto secondo una volontà
politica. Pertanto, il fatto che una quarantina di associati durante
l'assemblea annuale non sia d'accordo, non ci fa cambiare certo idea"
- "Discutiamo sui contenuti veri. E predisponiamo il referendum, che da
mesi è volontà dell'amministrazione provinciale. - "Il presidente
Roberto Simonetti vuole da tempo la consultazione e la faremo senza
farci tirare la giacchetta dal Consorzio Bonifica della Baraggia, che
peraltro non ha mai dato consigli in merito. E allo stesso modo non
accettiamo consigli da quella che ci risulta un'associazione di amici"
(n.d.r. si riferisce all'associazione Custodiamo la Valsessera)"
- "Gli 'autonominati', solo perchè siedono sotto l'ombrello di
un'associazione, non hanno alcun diritto di discutere di questi
argomenti, anche perchè domani potrebbe nascere un'associazione a favore
della diga e, oggettivamente, esistono le sedi istituzionali e gli
interlocutori istituzionali per affrontare certi temi".
Un video-racconto (grazie Marco!) di una nostra visita in Valsessera:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=u3_DbNvoXZw
Per approfondimenti:
- Comunicato di Custodiamo la Valsessera: https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=true&srcid=0BwOox...
- Eco di Biella del 21 novembre 2011:
http://www.biella5stelle.it/forum/download/file.php?id=132
- Intervento di DellaRovere:
http://www.biella5stelle.it/forum/download/file.php?id=126