Film girato a taranto nel 2008/09 andra in onda il 13 novembre 2009.
http://cinema.liquida.it/focus/il-tocco-di-di-robilant-in-marpiccolo/
Marpiccolo: i video della conferenza stampa romana.
http://news.cinecitta.com/people/intervista.asp?id=5697
ALESSANDRO DI ROBILANT: UMILIATI E OFFESI ALL'OMBRA DELL'ILVA
Protagonista di "Marpiccolo" � un adolescente che vive senza futuro in un
quartiere di Taranto
[di Stefano Stefanutto Rosa]
Era un eroe solitario quel magistrato protagonista del Il giudice ragazzino
(1994), premiato al Festival di Berlino, che Alessandro di Robilant aveva
tratto dall'omonimo libro di Nando Dalla Chiesa, storia vera del giudice
siciliano Rosario Livatino assassinato nel 1990 per il suo impegno nella
lotta contro la mafia agrigentina.
E un eroe solitario era anche il suo don Luigi Di Liegro, il fondatore
della Caritas, protagonista de L'uomo della carit� (2007), film tv con il
quale di Robilant ripercorreva le tappe fondamentali di una vita dedicata
ai dimenticati della societ�.
E ancora una volta degli eroi silenziosi troviamo in Marpiccolo,
liberamente tratto dal romanzo "Stupido" di Andrea Cotti, in concorso nella
sezione 'Alice nella citt�' al Festival di Roma, il prossimo 20 ottobre.
Cuore del film � Tiziano, un giovane sottoproletario di talento, il cui
futuro sembra gi� deciso in quel quartiere di Taranto sud, dove i bus non
passano mai, le case sono prefabbricate e le strade dissestate. Tiziano
vive alla giornata, tra i veleni della fabbrica Ilva sullo sfondo, lo
strapotere del boss locale e una famiglia con molti problemi, a cominciare
dal padre disoccupato. Per fortuna Tiziano non � solo e forse una
possibilit� c'� ancora, grazie proprio a chi vive al suo fianco.
E proprio a Taranto � previsto un evento insieme cinematografico e musicale
con l'anteprima di Marpiccolo il 3 novembre nel quartiere Paolo VI,
accompagnata dal concerto del gruppo Mokadelic che ha curato colonna sonora.
Marpiccolo � una coproduzione Overlook Production e Rai Cinema, in
collaborazione con l'Apulia Film Commission e con il contributo del MiBAC,
e vede la partecipazione, accanto ad attori non professionisti, di Michele
Riondino, Giorgio Colangeli, Valentina Carnelutti e Anna Ferruzzo.
E' la prima volta che si cimenta con la vicenda di un adolescente?
No, Il nodo alla cravatta, realizzato nel 1991, aveva come personaggio
centrale un 13enne alle prese con una famiglia oppressiva alto borghese.
Era una storia pi� intima, pi� familiare, di un ragazzo complicato e poco
amato, spedito in un collegio di Salesiani. Qui invece lo sguardo � rivolto
pi� sull'ambiente sociale e il ragazzo � pi� grande d'et�.
Come ha scoperto il romanzo "Stupido" di Andrea Cotti?
E' stato il produttore Marco Donati a suggerirmi di leggerlo. Subito mi ha
colpito l'efficacia del protagonista, la sua vitalit� compressa che
andrebbe a buon fine se utilizzata bene, ma anche l'esatto contrario.
Leggendo il romanzo ho subito pensato come i luoghi dove si nasce siano
determinanti nella possibilit� di avere un'esistenza positiva o negativa.
Nel libro di Cotti l'ambientazione non � indicata, mentre lei ha scelto che
la vicenda si svolga a Taranto.
Ho viaggiato molto al Sud e quando mi sono imbattuto in Taranto, l'ho
trovata un luogo perfetto per la vicenda narrata dal romanzo. Un posto
controverso, affascinante dal punto vista visivo perch� convivono e si
confondono la storia della Grecia antica e la mostruosit� industriale,
creando uno scenario intenso ed efficace. E poi Taranto era stata poco
vista al cinema, di recente solo Edoardo Winspeare ha girato nella citt�
vecchia alcune sequenze de Il miracolo. E poi c'� stato il tentativo
abortito di girarvi un film tv da parte di Lina Wertm�ller che ha scelto
poi un'altra location. Forse altri film del passato vi sono stati girati,
ma � un set poco visitato, nonostante questa sua doppia personalit�,
storica e industriale, offra panorami forti.
Il film ha conosciuto una lunga fase di preparazione?
S�, una volta scelto il luogo delle riprese, ho capito che dovevamo essere
accettati. Il quartiere 'Paolo VI' � una zona della citt� ad alto rischio,
con tutti i problemi sociali immaginabili. L'approccio � stato graduale,
sei mesi di viaggi tra visite e incontri con gli abitanti per farsi
conoscere, tutto grazie alla preziosa collaborazione di Mary, una signora
che ha fatto da tramite, senza il cui aiuto non avremmo potuto lavorare in
questo quartiere presidiato. Chiunque entra viene subito mandato via se non
ha una buona ragione per esserci. Importante � stato il contributo di
Giovanni, un operatore sociale che vive nella Taranto vecchia, che ci ha
messo in contatto con questa donna. Cos� come sono state indispensabili
alcune presidi delle scuole medie del quartiere. Questa presa di contatto
ha fatto capire agli abitanti che venivamo in punta di piedi, con rispetto
e con il desiderio di raccontare in modo veritiero la loro realt�. Non a
caso ho trovato gente di grande cuore e vitalit� e spero che la stessa
impressione restituisca il mio film.
La difficolt� pi� grossa?
La preparazione per avere tutto disponibile e soprattutto la ricerca del
giovane protagonista, Tiziano, che � stata molto lunga. Abbiamo battuto a
tappeto tutte le scuole, associazioni e palestre di Taranto, Bari e Lecce,
vedendo 4mila ragazzi. Poi, come accade spesso, l'interprete � stato
trovato in modo casuale. Giulio Beranek non pensava proprio di venire ai
provini. Ad un certo punto della nostra ricerca abbiamo detto alle presidi:
non mandateci tutti i bravi ragazzi, fateci incontrare quelli tosti. E una
preside ci ha risposto: ho chi fa per voi e ci ha indicato Giulio, un
ragazzo speciale, il quale appena entra in classe apre la finestra, si
lancia fuori e va a giocare a calcio. Questo � il suo modo di stare a
scuola, ma con risultati scolastici buoni perch� � un ragazzo molto
intelligente. Infatti dopo due giorni di preparazione al set Giulio aveva
capito tutto, eravamo sorpresi per la sua capacit� di recitare con
naturalezza e credibilit�.
Giulio � un giostraio e proviene da una famiglia di circensi.
Porta dentro di s� questo ambiente assolutamente unico, fatto di un'umanit�
varia e itinerante, gente abituata a vedere di tutto e a stare con
qualsiasi razza e colore. Giulio � met� ceco e met� italiano ed � cresciuto
in Serbia, insomma un papocchio culturale interessante. Questo retroterra
l'ha conservato nel film ed � la ricchezza del suo personaggio.
Altri attori non professionisti?
Selenia Orzella che � Stella, la ragazza di Tiziano. Nella vita fa la
ballerina in tv con la passione per la recitazione, l'ho scoperta durante
un casting a Roma. E nel ruolo di un amico di Giulio c'� anche un ragazzo
africano, del Madagascar, che parla tarantino.
Il nucleo del film ruota intorno a queste umiliati e offesi che provano a
vivere un'esistenza dignitosa, nonostante il contesto degradato e difficile.
S�, e malgrado tutto vivono con tanta vitalit� e allegria. Non � gente
abbacchiata e chiusa nelle proprie stanze, ma combattiva. Ride, scherza, si
d� da fare come se la vita offrisse loro molto di pi�. La forza del film
sta proprio in queste donne reattive e capaci di non mollare, anche perch�
la struttura sociale di quel microcosmo s'appoggia sulle spalle di queste
donne.
Di fronte all'assenza di un progetto politico, restano dunque solo queste
persone che resistono, e non si danno per vinte?
Esatto. Non ci sono progetti, e loro sono abbandonati a se stessi, relegati
in quel quartiere che � una sorta di recinto. Ci sono l'impegno e la
solidariet� dei singoli, di coloro che ogni giorno lavorano nelle scuole,
nella parrocchia: la professoressa, il giovane prete, la suora. I soliti
eroi silenziosi di cui non si parla mai, sono loro gli unici punti
riferimento. Come lo sportivo che dirige una palestra di pugilato, dove
porta e allena i ragazzi. Sono persone che lavorano con passione, e da soli
tengono in piedi delle istituzioni sociali che impegnano i ragazzi del
quartiere, tenendoli lontani dai guai.
Il film lancia allora un messaggio di speranza?
S�, quello di non abbattersi, di combattere, perch� qualcosa si riesce a
fare comunque.
Che commento musicale ha voluto?
La scelta � frutto di una lunga ricerca. Mi sono allontanato da una strada
tradizionale legata alla musica popolare pugliese, ho cercato sonorit� pi�
moderne, vicine all'et� del protagonista e che ricordano il ferro,
l'acciaio dell'Ilva, la fabbrica metallurgica che fa da sfondo alla storia.
Ho contattato cos� i Mokadelic che ho ascoltato per la prima volta in Come
Dio comanda di Gabriele Salvatores. La loro musica ha conservato anche una
luminosit� che restituisce i colori e il caldo di questa terra del sud.
--
Saluti
Taranto Rossoblu
taranto...@gmail.com
http://tarantorossoblu.altervista.org/
http://tarantorossoblu.iobloggo.com/
è pazzesco
hanno ridotto il mio mare tanto amato così
invoco il dio Nettuno perchè punisca i colpevoli come meritano