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Medicina a Tor Vergata, un affare di famiglia

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Apr 11, 2008, 5:43:58 AM4/11/08
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In uno degli atenei più importanti di Roma tutto si riduce alla vita
domestica: le stesse facce, stranamente imparentate, nel più classico dei
film all'italiana dove tutto resta inter nos.

«Qui tutti vorrebbero essere come me: belli, biondi e sardi», ripete in
continuazione ai suoi studenti il potentissimo Giovanni Simonetti,
professore di radiologia al policlinico di Tor Vergata, strusciandosi la
folta chioma bianca. Sul bello, biondo e sardo c'è poco da sapere, ma di
certo in molti vorrebbero poter vantare la sua stessa parentela: la moglie,
Anna Micaela Ciarrapico (lei professoressa di economia sanitaria presso la
stessa facoltà di medicina) è la figlia del più celebre Giuseppe, candidato
Pdl con il pallino per il Buce, come lo soprannominava affettuosamente
Gadda. E non è certo per il fascino esercitato ancora dalle camicie nere che
si vorrebbe possedere la stessa parentela. È che a Tor Vergata se hai un
nome importante o sei "figlio d'arte" un posto per te si trova sempre. I
professori fanno a gara per piazzare i propri parenti e nessuno, nessuno, si
scandalizza. Inutile poi rivolgersi al rettore dell'Università, Alessandro
Finazzi Agrò, o tantomeno al preside della facoltà di medicina, Renato
Lauro: la famiglia, si sa, è cosa seria e ai figli loro c'hanno pensato per
primi. Enrico Finazzi Agrò è professore associato di uorologia, mentre a
Davide Lauro è andata meglio ed è ordinario di endrocrinologia. Ma un punto
a suo favore Finazzi Agrò lo segna lo stesso visto che a Tor Vergata ci sono
due suoi nipoti: Calogero Foti, professore straordinario di medicina fisica
e riabilitazione, e Gaetano Gigante, ordinario della stessa materia del
primo.

STRANE RIPETIZIONI - Chiaro è che sui meriti non si discute. Indubbiamente
avranno sudato tutti sette camice per arrivare dove sono, ma è comunque
singolare che sfogliando l'Annuario della facoltà sia un susseguirsi di nomi
e cognomi uguali. E basta andare a vedere le scuole di specializzazione,
disseminate di figli dei professori, per capire che qualcosa di poco chiaro
c'è. Basta pensare che all'ultimo concorso per la scuola di specializzazione
in immunologia e allergologia clinica che si è tenuto a febbraio c'è stato
un solo partecipante. A che pro concorrere, infatti, quando anche i muri
sapevano che avrebbe vinto Carlo Perricone, figlio di Roberto, professore
associato di medicina interna e che per di più insegna proprio nella stessa
scuola? Meglio, se si è bravi e tenaci, puntare su altri concorsi dove i
posti a concorso sono maggiori. Tanto, quanti figli di professori di
medicina decideranno di seguire le orme del padre? Be', a quanto sembra, un
numero non indifferente.

GUARDA CHI SI VEDE - C'è ad esempio Davide Mineo che è ricercatore di
medicina interna, mentre il padre Tommaso Claudio è ordinario di chirurgia.
Come c'è Alberta Barlattani, che oltre ad aver ereditato dal padre Alberto
il nome e il cognome, ha ereditato anche la stessa passione per la medicina
e in particolare per i denti: lei è ricercatrice nel dipartimento di scienze
odontostomatologiche, lo stesso in cui il padre è ordinario di protesi
dentarie. Passione che i geni hanno trasmesso anche nel caso dei Federici:
il padre, Giorgio, è ordinario di biochimica chimica, mentre il figlio è
professore straordinario di metodi e didattiche delle attività motorie. Ci
sono anche i Garaci comunque: Francesco Giuseppe è ricercatore di
biopatologia, mentre il padre Enrico è ordinario di microbiologia e
presidente dell'Istituto superiore di sanità. I Pistolese Giuseppe Raimondo
e Chiara Adriana, lui professore ordinario di chirurgia vascolare e la
figlia ricercatrice di biopatologia. Per non dimenticare i Di Girolamo che
hanno letteralmente invaso la facoltà di medicina: Alberto è professore
ordinario di otorinolaringoiatria, Stefano ha seguito le orme del padre ed è
associato sempre a otorinolaringoiatria, mentre l'altro figlio Michele è
ricercatore ad odontoiatria. E se vogliamo parlare di invasione allora non
possiamo non nominare i due fratelli Cervelli, Valerio e Giulio, il primo
associato di chirurgia generale e il secondo ricercatore di neuroscienze:
entrambi nipoti di Carlo Alberto Casciani, professore ordinario di
chirurgia.

DULCIS IN FUNDO - Entrati nel tema dei fratelli vanno menzionati anche i due
Pallatella, Alessandra e Alberto: lei ricercatrice di chirurgia e lui di
scienze odontostomatologiche. E se loro sono stati separati e sono costretti
a lavorare in dipartimenti differenti, più fortuna l'hanno avuta Carlo e
Francesca Leonardis , entrambi ricercatori di chirurgia specializzati in
anestesia. Che ovviamente non stanno lì per caso visto che il padre è l'ex
ordinario proprio di anestesiologia Giovanni Leonardis. Sempre per il tema
dei fratelli fanno la loro comparsa Alessandro Mauriello, professore
associato di anatomia patologica, e Silvestro Mauriello, ricercatore del
dipartimento di scienze odontostomatologiche. Dulcis in fundo, è proprio il
caso di dire, ci sono i Dolci: Alessandro, professore associato di
odontoiatria che è il figlio del più famoso Giovanni, direttore dell'Istituto
di clinica odontoiatrica della "Sapienza" di Roma. E in chiusura, per la
serie "non è giusto che le cattedre vadano solo figli dei professori", si
piazza Enrico Bollero, potentissimo direttore generale del policlinico, il
cui figlio Patrizio è professore associato di scienze tecniche mediche
applicate. Per cui tutti sono avvertiti: in Italia le università saranno
anche pubbliche ma a Tor Vergata è meglio lasciar stare: lì la medicina è un
affare di famiglia.

da: http://www.giornalettismo.com/archives/202


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