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Finalmente:il cardinale Sepe chiede di adottare un bambino napoletano...

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Reno

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Dec 29, 2009, 11:59:00 AM12/29/09
to
Finalmente anche le gerarchie ecclesiastiche vaticane(in questo caso
il cardinale emerito di Napoli mons.Sepe) si sono accorte che la
poverta' esiste anche in Italia,anzi,tra gli italiani...ed allora il
buon cardinale ha pensato di chiedere agli italiani,in questo periodo
di feste e(piu' che altro...)consumismo,di adottare un bambino
napoletano:cosa c'e' di piu' bello,ed utile?

L'INIZIATIVA DELLA CURIA: CON 30 EURO AL MESE GARANTITI PASTI E
FREQUENZA SCOLASTICA
"Adotta un bimbo napoletano"Il cardinale Sepe lancia la «solidarietà
di vicinanza».per i più poveri.

da un articolo di GIACOMO GALEAZZI su LaStampa del 29/12/2009,a:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200912articoli/50782girata.asp

CITTA’ DEL VATICANO:
La Chiesa si mobilita per i «ninos de rua» della porta accanto. «Con
trenta euro al mese i bambini poveri di Napoli potranno avere cibo e
andare a scuola», afferma il cardinale Crescenzio Sepe, promotore
dell’iniziativa «Aiutami a crescere». Contro la «povertà che si
espande a macchia d’olio» l’arcidiocesi partenopea sperimenta la
solidarietà «glocal», adattando alla realtà locale una formula che da
anni sta dando ottimi risultati nei paesi in via di sviluppo. Grazie a
questo nuovo modello di volontariato la Chiesa napoletana sostituisce
le adozioni a distanza con quelle di vicinanza.

In pratica ai fedeli viene proposto di adottare un bambino della
propria città per non lasciarlo in strada. Attraverso la fondazione
Onlus «In nome della vita», presieduta da Sepe, saranno subito
sostenuti un centinaio di minori disagiati che vivono nei «quartieri a
rischio. Si potrà adottare un baby concittadino con un solo euro al
giorno, garantirgli un regolare percorso scolastico e, se necessario,
un aiuto alimentare. I soldi raccolti serviranno anche ad aprire un
«banco alimentare per l’infanzia» che consentirà alle parrocchie di
distribuire cibo per i neonati.

«La povertà è un fenomeno in crescita anche a causa della crisi
mondiale- spiega Sepe, organizzatore anche dell’asta di beneficenza in
Curia con il cantante Massimo Ranieri. «La Chiesa, da sempre, ha fatto
della lotta alla povertà uno degli impegni principali- evidenzia l’ex
«Papa rosso (cioè ministro vaticano delle Missioni) destinato da
Benedetto XVI a ridare slancio a una delle diocesi più difficili
d’Italia-. Anche qui a Napoli, considerando la situazione
particolarmente complicata, realizziamo progetti chiari e precisi. La
priorità è combattere il disagio». Una battaglia combattuta in prima
linea, in un tradizionale «avamposto» della dottrina sociale.

«Non c’è pace senza giustizia e non c’è giustizia senza lotta alla
povertà», evidenzia Sepe, reclamando «una più equa distribuzione delle
ricchezze che pochi uomini e nazioni pretendono di controllare e
governare in nome di una superiorità e di un diritto che spesso si
traduce in sfruttamento e violenza». La carità, quindi, come risposta
ad una «realtà triste e drammatica, di dimensioni enormi che non si
può affrontare da soli, senza la solidarietà». L’arcidiocesi ha creato
la «banca dei poveri» alla quale Sepe ha donato lo stipendio di un
anno. «Serve ai giovani e ai padri di famiglia senza un lavoro per
darsi un’occupazione e procurarsi un reddito- evidenzia il cardinale-.
Aiutiamo chi ha idee e progetti ma non ha risorse economiche per
realizzarli».

Il fondo «Spes», speranza, eroga in Curia prestiti fino 20mila euro a
tasso zero. E contro «egoismi e posizioni di privilegio», Sepe mette
in guardia da «misure accentuano che le disuguaglianze: guai a
sentirsi un nuovo dio ma senza anima né futuro». A Natale la basilica
dei Santi Severino e Sossio ha accolto 400 poveri per il pranzo e
venerdì la Marcia della pace attraverserà le periferie.

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