dal sito del C.N.R.,a:
http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=1758
Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio 'indifferenziato'
Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo
dimostra la "tragedia" della Campania alla quale media e istituzioni
stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i
rifiuti solidi urbani, com'è noto, possono rappresentare anche una
risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal
Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di
Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e
trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile
dall'elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati
della raccolta differenziata.
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento,
con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo
decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house
waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una
tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca
congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di
raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto,
i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili
dalle sostanze dannose o inservibili.
Come un 'mulino' di nuova generazione, l'impianto Thor riduce i
rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di
millimetro. Il risultato dell'intero processo è una materia omogenea,
purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico,
utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona
qualità.
"Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico",
aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell'Ismn-Cnr e inventore di Thor,
"compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i
sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di
termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche
chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica
dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti
inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma
rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi
policiclici". E' possibile utilizzare il prodotto sia come
combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per
motori diesel attraverso la 'pirolisi'. L'impianto è completamente
autonomo: consuma infatti parte dell'energia che produce e il resto lo
cede all'esterno.
Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a
trattare fino a otto tonnellate l'ora e non ha bisogno di un'area di
stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non
termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può
essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo
stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato
progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le
emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i
rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi
dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora
occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2
milioni di euro.
L'impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest'ultimo
caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le
dieci tonnellate l'ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento,
reso liquido da un 'pirolizzatore', può essere utilizzato direttamente
dal natante o rivenduto all'esterno.
"Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20
mila tonnellate di rifiuti l'anno presenta costi di circa 40 euro per
tonnellata di materiale", spiega Paolo Plescia. "Per una identica
quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore
250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in
particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per
gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle
discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti
che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per
chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300
chilocalorie".
Un esempio concreto delle sue possibilità? "Un'area urbana di 5000
abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi",
informa il ricercatore. "Con queste Thor permette di ricavare una
media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di
vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata
di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei
rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile". Il
resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore
durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è
sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle
8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle
flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione:
resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile".
Un'altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le
comunità dove scarseggia l'acqua potabile, consiste nell'utilizzazione
dell'energia termica prodotta per alimentare un dissalatore,
producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti
soldi urbani.
La scheda
Che cosa: Thor (Total house waste recycling) sistema per il recupero e
la raffinazione dei rifiuti solidi urbani
Chi: Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr
Tecnologia molto interessante sulla carta.
Avrei una domanda: come risolve il problema
della produzione di diossina ?
Ho letto che separano preventivamente i materiali
contenenti cloro, ma come avviene questo ?
Ad esempio, inserendo una busta della spazzatura
che contiene plastiche, carte e materiali organici,
il sistema � in grado di trattarla oppure no ?
Pegasus ha scritto:
guarda,io ho ripostato l'articolo,perche' lo ritengo molto
interessante...ma per i dati tecnici,non e' che se ne trovi molto,su
internet!c'e' anche questo articolo,che dice qualcosa d'interessante:
http://www.galileonet.it/primo-piano/9338/via-al-riciclaggio-indifferenziato
ma il problema principale e' questo:anche per questa invenzione,ne
parlano un attimo sui media,poi non se ne sa piu' niente!E se
opportunamente finanziato,magari risolve i nostri problemi dei
rifiuti...e vendiamo il bevetto all'estero! Ma,come ti dicevo,nessun
politico s'interessa alle cose che risolvono...meglio che i problemi
rimangano,c'e' da guadagnare di piu'!
Ciao.