Qualcuno sa wualcosa di 'Storie di Genua', testo e disegni di Enzo Marciante, una storia di genova in quattro volumi, in genovese, veramente comica e divertente?
Ne ho trovato un primo volume frugando fra alcuni vecchi libri, arriva fino al 1331, leggo che dovrebbero esserci altri tre volumi ma non ne trovo traccia in rete, e la sagep non li fa più.
"cè" <c...@finto.net> ha scritto nel messaggio news:62gm17F23p8g3U1@mid.individual.net... Qualcuno sa wualcosa di 'Storie di Genua', testo e disegni di Enzo Marciante, una storia di genova in quattro volumi, in genovese, veramente comica e divertente?
Ne ho trovato un primo volume frugando fra alcuni vecchi libri, arriva fino al 1331, leggo che dovrebbero esserci altri tre volumi ma non ne trovo traccia in rete, e la sagep non li fa più.
Se qualcuno li ha me li vende :-) ?
Ho letto in un forum adesso che si può fare richiesta direttamente all'autore via mail tramite il suo sito ed indirizzo, magari prova... http://www.marciante.it/index.php
> Ho letto in un forum adesso che si può fare richiesta direttamente > all'autore via mail tramite il suo sito ed indirizzo, magari prova... > http://www.marciante.it/index.php
Pubblica attraverso lulu libri più recenti, ma questo degli anni settanta non risulta più disponibile (anche perché vorrei l'edizione originale, sono esosa!). Comunque una mail la mando... Ma in che forum ne hai sentito parlare? Ceci
> Ho letto in un forum adesso che si può fare richiesta direttamente > all'autore via mail tramite il suo sito ed indirizzo, magari prova... > http://www.marciante.it/index.php
Pubblica attraverso lulu libri più recenti, ma questo degli anni settanta non risulta più disponibile (anche perché vorrei l'edizione originale, sono esosa!). Comunque una mail la mando... Ma in che forum ne hai sentito parlare? Ceci
> Qualcuno sa wualcosa di 'Storie di Genua', testo e disegni di Enzo > Marciante, una storia di genova in quattro volumi, in genovese, > veramente comica e divertente?
Uh, amarcord. Lo regalarono per Natale al mio vicino di casa, pensavo fosse addirittura fine anni '60. E' da allora che mi chiedo cosa voglia dire "puscitu ese" o qualcosa di simile, che ricorreva più volte nell'unico volume di cui ho memoria.
> F. Bertolazzi ha scritto: >> mi chiedo cosa voglia dire >> "puscitu ese" o qualcosa di simile, che ricorreva più volte nell'unico >> volume di cui ho memoria.
"cè" <c...@finto.net> ha scritto nel messaggio news:62gm17F23p8g3U1@mid.individual.net... Qualcuno sa wualcosa di 'Storie di Genua', testo e disegni di Enzo Marciante, una storia di genova in quattro volumi, in genovese, veramente comica e divertente?
Ne ho trovato un primo volume frugando fra alcuni vecchi libri, arriva fino al 1331, leggo che dovrebbero esserci altri tre volumi ma non ne trovo traccia in rete, e la sagep non li fa più.
Se qualcuno li ha me li vende :-) ?
Cecilia
Credo che tu sia possessora (!) di " Storie di Genova " dove in un unico volume sono raccolti i 4 episodi . U Cösu - 1° episodio e unico in lingua Genovese 2° - Saraceni in Riviera 3° - Federico e il muro 4°- L'assedio della Lanterna.
> Credo che tu sia possessora (!) di " Storie di Genova " > dove in un unico volume sono raccolti i 4 episodi . > U Cösu - 1° episodio e unico in lingua Genovese > 2° - Saraceni in Riviera > 3° - Federico e il muro > 4°- L'assedio della Lanterna.
Ahhhh... effettivamente è così. Speravo avesse proseguito fino ai giorni nostri, mi comprerò quello sul porto. Grazie Cecilia
> Uh, amarcord. Lo regalarono per Natale al mio vicino di casa, pensavo > fosse > addirittura fine anni '60. E' da allora che mi chiedo cosa voglia dire > "puscitu ese" o qualcosa di simile, che ricorreva più volte nell'unico > volume di cui ho memoria.
Un amarcord anche per me. Mi ricordo quando noi nipotini andavamo a trovare mia nonna ed entravamo in casa sua come una valanga, quasi travolgendola. Allora lei esclamava appunto: "Posci ti ëse!" (Possa tu essere) e poi "Ammiæ in po' se o diao o n'eu in tocco" (Guardate un po' se il diavolo ne vuole un pezzo) che era forse il massimo delle imprecazioni che fosse consentito alle donne di allora. Ad ogni modo, sia sulla grafia che sull'esattezza delle parole sarebbe assai interessante se Angelo e Bibi avessero da aggiungere o da osservare qualcosa. E mi rivolgo anche a Cè che ha il libro: puoi mica vedere la grafia esatta del "Posci ti ëse"? 3G
> E mi rivolgo anche a Cè che ha il libro: puoi mica vedere la grafia esatta > del "Posci ti ëse"? > 3G
Sono BIBI. Mi sono riconosciuto da solo. Sul libro c'è scritto : " Puscitu -êse " ma una nota avverte che la grafia esatta è " Poscitëse " e la sua traduzione è
>> E mi rivolgo anche a Cè che ha il libro: puoi mica vedere la grafia >> esatta >> del "Posci ti ëse"? >> 3G
> Sono BIBI. Mi sono riconosciuto da solo. > Sul libro c'è scritto : " Puscitu -êse " > ma una nota avverte che la grafia esatta > è " Poscitëse " e la sua traduzione è
> " te possino "
Oh infatti e ricordo bene che mia nonna lo diceva tutto attaccato ed esattamente come l'hai scritto tu! 3G
>> Uh, amarcord. Lo regalarono per Natale al mio vicino di casa, pensavo >> fosse >> addirittura fine anni '60. E' da allora che mi chiedo cosa voglia dire >> "puscitu ese" o qualcosa di simile, che ricorreva più volte nell'unico >> volume di cui ho memoria.
> Un amarcord anche per me. Mi ricordo quando noi nipotini andavamo a trovare > mia nonna ed entravamo in casa sua come una valanga, quasi travolgendola. > Allora lei esclamava appunto: "Posci ti ëse!" (Possa tu essere) e poi > "Ammiæ in po' se o diao o n'eu in tocco" (Guardate un po' se il diavolo > ne vuole un pezzo) che era forse il massimo delle imprecazioni che fosse > consentito alle donne di allora. > Ad ogni modo, sia sulla grafia che sull'esattezza delle parole sarebbe > assai interessante se Angelo e Bibi avessero da aggiungere o da osservare > qualcosa. > E mi rivolgo anche a Cè che ha il libro: puoi mica vedere la grafia esatta > del "Posci ti ëse"? > 3G
Dal Nuovo vocabolario genovese - italiano Alfredo Gismondi: Pòscitëse inter. perbacco! si dice anche a l'è un pòscitëse, er dire un furbacchione, biricchino. Nel popolo spesso lo si ascolta corrotto i òscitëse.
Secondo il dizionario Gaetano Frisioni: Pòscitëse, s. m. birichino, furbacchione o mæ - (pop.) il mio damo, innamorato, futuro sposo Pòscit'ëse, int. che ti colga... - ammassou, che ti pigli un accidente
> Dal Nuovo vocabolario genovese - italiano Alfredo Gismondi: > Pòscitëse inter. perbacco!
E a proposito di perbacco e di parole genovesi. Sempre mia nonna per dire perbacco, perdiana, perdinci, soprattutto nel senso di "ci mancherebbe altro", pronunciava questa arcaica parola: poudôma. Faccio un esempio: Ti ghæ l'æ daeto da beje ao barba che o ta daeto recatto ao bronzin? Eh poudôma! Hai dato da bere allo zio che ti ha riparato il rubinetto? Eh perbacco! (Vuoi che non gli abbia dato da bere? E ci mancherebbe altro!). Sempre per Angelo, Bibi e tutti gli altri mi farebbe piacere se avessero da aggiungere o da osservare qualcosa. 3G
> Sono BIBI. Mi sono riconosciuto da solo. > Sul libro c'è scritto : " Puscitu -êse " > ma una nota avverte che la grafia esatta > è " Poscitëse " e la sua traduzione è
oops... avevi già speigato più precisamente! Cecilia
> Sono BIBI. Mi sono riconosciuto da solo. > Sul libro c'è scritto : " Puscitu -êse " > ma una nota avverte che la grafia esatta > è " Poscitëse " e la sua traduzione è
>> Sono BIBI. Mi sono riconosciuto da solo. >> Sul libro c'è scritto : " Puscitu -êse " >> ma una nota avverte che la grafia esatta >> è " Poscitëse " e la sua traduzione è
>> " te possino "
> E' una riedizione, vero?
C'è la stessa nota nel glossario anche nella mia, che è del 1970.
>> E mi rivolgo anche a Cè che ha il libro: puoi mica vedere la grafia esatta >> del "Posci ti ëse"?
> C'è scritto testualmente 'puscitu êse' (spero si legga...)
E' esattamente come ricordavo. Anche nella tua edizione c'è la nota esplicativa? O forse ero io che, ai tempi, non sapevo cosa volesse dire "te possino"?
>E a proposito di perbacco e di parole genovesi. >Sempre mia nonna per dire perbacco, perdiana, perdinci, soprattutto nel >senso di "ci mancherebbe altro", pronunciava questa arcaica parola: poudôma. >Faccio un esempio: >Ti ghæ l'æ daeto da beje ao barba che o ta daeto recatto ao bronzin? >Eh poudôma! >Hai dato da bere allo zio che ti ha riparato il rubinetto? >Eh perbacco! (Vuoi che non gli abbia dato da bere? E ci mancherebbe altro!). >Sempre per Angelo, Bibi e tutti gli altri mi farebbe piacere se avessero da >aggiungere o da osservare qualcosa.
A quanto pare nessuno ha da aggiungere qualcosa... Io non ho mai sentito quella parola... se l'avessi sentita, nel contesto di una frase come quella che hai portato ad esempio, probabilmente le avrei attribuito un significato opposto... "Eh, figuriamoci se l'ha fatto!" pgg