Atto primo: Telecom Italia patteggia per le intercettazioni eseguite su
migliaia di italiani sotto la gestione Tronchetti. Un obolo, solo 7 milioni.
Negli Stati Uniti Telecom avrebbe fatto causa a Tronchetti e a Buora che
sarebbero in galera con Tavaroli e Cipriani.
Atto secondo: il tronchetto diventa presidente di Mediobanca, la pi�
importante banca d'affari del Paese. Per uno che ha ridotto la Telecom in
cenere � il posto giusto per finire il lavoro. Consigliere di
amministrazione di Mediobanca rimane sempre Marina Berlusconi, presidente di
Mondadori, ottenuta dal padre grazie alla corruzione dei giudici.
Atto terzo: il plurimputato Cesare Geronzi diventa presidente delle
Assicurazioni Generali con il supporto di Berlusconi. Le Assicurazioni
Generali sono una potenza economica, la prima assicurazione italiana con
partecipazioni nazionali e internazionali ovunque.
Atto quarto: Telecom viene venduta a Telefonica, la societ� di
telecomunicazioni spagnola. Tecnicamente � una fusione, in pratica � una
cessione. Prima della svendita del merchant banker D'Alema ai capitani
coraggiosi Colaninno e Gnutti, che acquistarono l'azienda a debito, era
Telecom che poteva comprare Telefonica. 10 anni dopo il Paese � andato a
******* e il rapporto Telecom/Telefonica si � invertito anche grazie al
tronchetto che vendette parti strategiche e assett di Telecom uno dopo
l'altro, persino a s� stesso come avvenne con gli immobili ceduti a Pirelli
Re Estate e invece di usare i dividendi per ridurre il debito e fare
investimenti, li incass� insieme ai soci uniti a favolose stock options.
Telecom ha oggi una capitalizzazione di 14,5 miliardi contro gli 83 di
Telefonica. Il suo titolo � precipitato negli ultimi 8 anni e ha debiti per
35 miliardi di euro, quasi pari al fatturato. Insomma deve vendere per non
fallire.
Atto quinto: Telefonica non potr� disconoscere il patteggiamento di Telecom
per le intercettazioni (arrivato un istante prima dell'annuncio della
fusione...) e il tronchetto non avr� pi� nulla da temere.
Tutto previsto, i cialtroni hanno questo di bello: sono prevedibili.
Anticipai la vendita a Telefonica il 4 agosto 2008. Era l'unico possibile
salvagente per non mettere in liquidazione l'azienda e sulla strada 70.000
persone.
Lo scrissi anche a Franco Bernab� il 16 dicembre 2008 : "Lei sa bene chi ha
distrutto il valore della Telecom. Conosce i nomi dei responsabili, dei
politici e degli imprenditori con le pezze al ****. Non completi la loro
opera. Li denunci, chieda loro un cospicuo risarcimento in qualit� di
amministratore (le carte le ha), venda a Telefonica (tanto prima o poi
succeder�) e si ritiri nella sua Vipiteno."
Bernab� rispose il 23 dicembre 2008 in una lettera in cui diceva: "Il mio
obiettivo � di fare di Telecom Italia quello che avrebbe gi� dovuto essere
dopo 10 anni di liberalizzazione: l'asse portante della modernizzazione di
questo Paese. Il resto lo lascio alla Magistratura, per ci� di cui �
competente, e agli Azionisti, che stanno supportando questo sforzo anche
loro non senza sacrifici. Quindi mi spiace deluderla, non vender� a nessuno,
e soprattutto voglio ritirarmi a Vipiteno, o magari altrove se lei me lo
consente, solo quando avr� finito il mio lavoro."
Ecco, ora che ha finito il suo lavoro (quale?), che i precedenti
amministratori sono liberi, ricchi, impuniti e promossi e che Telecom sar�
venduta (guarda caso) a Telefonica, � veramente giunto il momento di
ritirarsi a Vipiteno
Beppegrillo.it
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I� teorema (mio:)
"se tutti dicessero *solo* le cose che sanno per certo, il mondo sarebbe
avanti di 100.000 anni..."
Se ho ben capito, la Telecom, erede di quella che fu la Sip, la
compagnia telefonica nazionale, quella che ᅵ proprietaria dei cavi e del
*hardware* (per cosᅵ dire) della telefonia italana nazionale, nochᅵ
delle strutture civili (edifici, centrali etc.) ᅵ passata di prorpietᅵ
ad una ditta straniera ??
MA SIAMO MATTI ???
Il manager che ha fatto questo IN GALERA dovrebbe andare, alro che in
pensione a Vipiteno.
Ma forse non pupo' andare in galera, perchᅵ essendo una ditta privata,
uno puo' affondare la propria ditta come pare e piace.
Ma IMHO certe cose vitali, come le strutture di comunicazione nazionale,
non dovrebbero essere in mano privata.