Gentile Assessore Pichler Rolle,
sabato pomeriggio, uscendo dalla biblioteca civica, dove ero andato a
prendere dei libri che mi servivano per le lezioni alla scuola di scrittura
creativa che dirigo presso l'UPAD di Bolzano, ho incontrato un'amica che mi
ha proposto di andare in piazza Walther, a curiosare nella manifestazione
degli Schützen. Ci sono andato con lo stesso spirito con cui, in altre città
d'Italia o d'Europa, mi è capitato di assistere a parate storiche o a
manifestazioni folkloristiche. Invece, ascoltando gli oratori e leggendo le
scritte sui cartelli e gli striscioni che venivano esposti, ho scoperto che
si stava mettendo in scena una manifestazione di fanatismo, dunque di
irrealtà, e di palese istigazione all'odio di un gruppo di cittadini di
questa terra contro altri cittadini della stessa. Ma la cosa che
immediatamente mi ha lasciato esterrefatto, e per qualche istante senza
parole, è stato vedere Lei, Obmann della SVP e vicesindaco di Bolzano, in
mezzo a quei cittadini con abiti d'epoca, cantare a pieni polmoni "Dem Land
Tirol die Treue". Ho subito pensato che uno dei due si stava sbagliando: o
io o Lei, perché qualche settimana fa ho ricevuto, come molti altri elettori
italiani, una Sua lettera in perfetto italiano in cui chiedeva di essere
votato in nome di tutto quello che in questi anni ha fatto come
amministratore della città di Bolzano per la crescita culturale, civile ed
economica della città, richiamandosi soprattutto a quanto fatto per la
convivenza tra i diversi gruppi linguistici. Ed io, anche se non l'ho
votata, Le ho creduto. Ma è evidente che uno dei due si sbagliava: o Lei ha
scritto il falso, oppure io mi sono ingannato.
Sono arrivato in questa città nel 1996, provenendo da Padova, nella cui
università ho studiato e mi sono laureato, ma sono nato e cresciuto in
Sicilia, e sono rimasto colpito, da subito, dell'accoglienza che ho ricevuto
dalle persone che via via conoscevo. In questa città mi sono sposato ed è
nata mia figlia. In questa città ho trovato un ottimo lavoro da insegnante,
mi è stata data la possibilità di svolgere un'attività culturale che mi ha
dato e continua a darmi grandi soddisfazioni. In questa città ho incontrato
importanti scrittori, ho scritto i miei romanzi ed ho esordito come
scrittore. Come potrei non amarla? Una città che offre fornitissime librerie
e biblioteche, teatri e auditorium modernissimi, servizi pubblici efficienti
e curati, strutture sportive e parchi. Una città dove vivono italiani
provenienti da tutte le regioni d'Italia e cittadini da diverse nazioni del
mondo senza che vi siano conflitti. E che dire dei paesi e
delle valli dell'Alto Adige? Quando ho incominciato a visitarli non credevo
ai miei occhi, non solo per la bellezza dei paesaggi naturali e la cura del
territorio, ma anche per la ricchezza che vi si respirava: abitazioni
nuovissime (alcune talmente grandi da ricavarci appartamenti che vengono
affittati ai turisti), alberghi confortevoli e lussuosi, case della cultura
e biblioteche, caserme per i vigili del fuoco volontari e scuole
modernissime, impianti sportivi e palazzetti dello sport. Condizioni persino
impossibili da immaginare in altre parti d'Italia (e forse nel resto
d'Europa). E allora, sabato pomeriggio, ascoltando tutte le accuse e le
recriminazioni dei suoi concittadini di lingua tedesca, vedendola cantare
con trasporto in mezzo a quei cartelli che denunciavano torti e soprusi, mi
sono chiesto: ma perché? E allora Le vorrei chiedere: esattamente che cosa
manca ai cittadini di lingua tedesca - uomini e donne, giovani e anziani -
che
vivono in questa terra? E anche: davvero Lei crede che vi sia una continuità
tra il regime fascista del ventennio e la Repubblica italiana nata dalla
lotta antifascista? Davvero Lei crede che tra De Gasperi, Moro, Andreotti,
Craxi, Pertini, Prodi e Mussolini non vi sia stata alcuna differenza nel
governo di questa terra? Davvero Lei crede che il fascismo sia stato un male
soltanto per i tedeschi? È il caso che Le ricordi tutti gli italiani
barbaramente aggrediti e uccisi durante il regime fascista, quelli che sono
stati arrestati e condannati a morte, quelli che sono stati inviati al
confino o costretti all'esilio? Anche Lei crede (come recitava uno
striscione alla manifestazione di sabato) che per i giovani di questa terra
non c'è futuro e che per garantirglielo è sufficiente cambiare il nome a
qualche via? Sono io che ho capito male, in 12 anni che vivo qui, o
l'economia (il turismo, l'agricoltura, il commercio, le imprese) è
sostanzialmente di proprietà tedesca? Legittimamente, intendiamoci! È una
mia errata percezione o tutte le strutture amministrative e le istituzioni
pubbliche di questa provincia sono dirette o presiedute da cittadini di
lingua tedesca? E questo, mi permetta, meno legittimamente, se non dal punto
di vista del diritto, almeno da quello umano, professionale e psicologico.
Credevo, sabato scorso, di vedere sfilare soprattutto anziani, magari
convinti che qui si viveva meglio al tempo della Controriforma, e invece mi
ha stupito e addolorato (da insegnante e genitore) vedere tanti giovani e
tanti ragazzi in mezzo ad uomini con facce e barbe di qualche secolo fa.
Cosa avranno imparato quei giovani e quei ragazzi? Che ancora oggi Bolzano è
una città fascista?
Vede, caro Vicesindaco Pichler Rolle, nello stesso momento in cui gli
Schützen si disponevano (militarmente?) in piazza Walther, mia moglie
accompagnava nostra figlia di 7 anni a palazzo Widmann, dove venivano
presentati i nuovi episodi, in inglese e tedesco, di Hocus & Lotus, i
simpatici cartoni per imparare le lingue giocando. E mentre Le scrivo queste
righe, i miei studenti del Liceo artistico "Pascoli" stanno facendo un tema
sul Barocco, in una classe dove con molto piacere ospitiamo cinque studenti
del liceo artistico in lingua tedesca di Bolzano, che frequentano il quarto
anno nella nostra scuola, una studentessa dominicana, venuta per imparare
l'italiano, nonché due ragazze di lingua albanese, arrivate qualche anno fa
con i loro genitori che hanno trovato lavoro in questa terra. È in questa
direzione che va il mondo, è in questa direzione che assicureremo ai nostri
figli un futuro ricco di possibilità e forse di pace. Non crede? E se lo
crede, non sarebbe il caso di dirlo (anche pubblicamente) a quei cittadini
di lingua tedesca con cui sabato scorso ha cantato?
Con amicizia, Giovanni Accardo (insegnante e scrittore)
Marco, Trento
"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:ggbjdi$orm$1...@nnrp.linuxfan.it...
Mah....mi lascia molto perplesso questa lettera...io sono italiano e
francamente io da non residente a Bolzano ho l'impressione che una certa
mentalità "fascista" permanga ben viva a Bolzano.
Cosa penso su questa manifestazione? Penso che la causa di tutto è stata
l'annessione del Sud Tirolo all'Italia e che se io fossi un sudtirolese di
lingua tedesca non potrei considerare gli italiani come degli autoctoni
anche se vivono qui da due o tre generazioni ma solo discendenti di
immigrati anche perchè tanti di loro non hanno fatto nulla per imparare
nemmeno un po' di tedesco e quindi cercare di comprendere appieno la realtà
locale.
L'errore è aver tenuto il Sud Tirolo in Italia perchè il Sud Tirolo non è
Italia (come dice uno slogan di un partito) ed è la verità: non lo è mai
stato nè storicamente nè tanto meno culturalmente.
Oggi ovvio che si deve prendere atto della storia anche se è stata ingiusta
con questa terra ma personalmente non mi soprende la manifestazione in
piazza....io sarei stato li con loro se fossi nato sudtirolese.
Io spero che in qualche maniera il Sud Tirolo acquisti in futuro una sua
indipendenza o ritorni a far parte dell'Austria sua madrepatria vera.
Coboldo
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> ...
> ...
> ...
Ecco cosa fanno certi "allegri" taliani a Milano:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Boss-alla-milanese/1925487
Le stesse cose le fanno a Torino, a Reggio Emilia, a Lucca, a Roma, in
Canada, in Germania, in America ecc...ecc...ecc... Mi piacerebbe invece che
Bolzano rimanesse immune da questo cancro. Per questo motivo qualunque
manifestazione anti-taliana mi trova d'accordo. Meglio un Alto Adige in mano
a Karola Unterkircher che in mano a Provenzano, Santapaola, Riina, Cutolo
ecc....
Meno taliani, meno mafia.
GF
Anche a me, la cosa che mi ha più colpito e rattristato è stato vedere i
giovani sfilare.
I politici, dal basso della loro posizione di venduti, (qualsiasi sia il
loro colore) ci potevano stare, ma per il resto ritengo che sia stata una
pagliacciata per persone ignoranti.
Io sono nato a Vipiteno 39 anni fa da genitori veronesi, ho vissuto a
Brunico, Gais, San Giorgio ed ho sposato una ragazza della Valle Aurina
(dunque, più tedesca di così!?).
Ora da anni vivo a Bressanone, insomma ho sicuramente il termometro della
situazione.
Non ho quasi mai avuto problemi dovuti alla lingua ho imparato quella
tedesca, ma parlo più spesso in Italiano.
Ho sempre trattato tutti bene e tutti mi hanno sempre fatto sentire a casa.
Certo però, che più una persona è ignorante e frustata e più ha antipatia
verso l'altro gruppo.
Bene, mi sono dilungato anche troppo, visto che non vi era nulla da
aggiungere alla tuo GIUSTO pensiero.
Ciao.
Max Von Brixen
"may" <mayb...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:ggbjdi$orm$1...@nnrp.linuxfan.it...
> Una lettera bella intelligente e ben scritta.
> Difficile fare meglio.
>
> Anche a me, la cosa che mi ha più colpito e rattristato è stato vedere i
> giovani sfilare.
> I politici, dal basso della loro posizione di venduti, (qualsiasi sia il
> loro colore) ci potevano stare, ma per il resto ritengo che sia stata una
> pagliacciata per persone ignoranti.
> Io sono nato a Vipiteno 39 anni fa da genitori veronesi, ho vissuto a
> Brunico, Gais, San Giorgio ed ho sposato una ragazza della Valle Aurina
> (dunque, più tedesca di così!?).
io ho la tua stessa età, sono nata a Bolzano e pure i miei genitori sono
nati a Bolzano (o provincia)
> Ora da anni vivo a Bressanone, insomma ho sicuramente il termometro della
> situazione.
> Non ho quasi mai avuto problemi dovuti alla lingua ho imparato quella
> tedesca, ma parlo più spesso in Italiano.
> Ho sempre trattato tutti bene e tutti mi hanno sempre fatto sentire a casa.
> Certo però, che più una persona è ignorante e frustata e più ha antipatia
> verso l'altro gruppo.
confermo
> Bene, mi sono dilungato anche troppo, visto che non vi era nulla da
> aggiungere alla tuo GIUSTO pensiero.
>
> Ciao.
>
> Max Von Brixen
è un sollievo leggerti :-)
siamo più o meno nella stessa situazione, anche io sono ormai
"collegata" in vari sensi a questa terra!
ah, purtroppo non è mia la lettera anche se la condivido pienamente!
Lasciamo che a farsi condizionare dai politici (di bassissimo livello) siano
solo i poveri d'intelletto.
Ciao May, grazie della risposta.
Max Von Brixen
"may" <m...@libero.it> ha scritto nel messaggio news:ghavu5$nf6$1...@aioe.org...
>... è un sollievo leggerti :-)
EHHH?
Tedeschi = Italiani ??????
MA quale falsita'...
Se vuoi dire che TUTTI siamo uguali nel senso che abbiqamo pari
dignita' e' vero ma dire che chi parla la linguia tedesca e vive una
cultura tedesca e' UGUALE agli italiani e' FALSO.
il SUD TIROLO NON E' ITALIA.... e' stato fatto diventare FORZATAMENTE
territorio Italiano, solo per questo e' italia e IL FRUTTO DI UNA
FORZATURA NON E' MAI UNA BUONA COSA.
>Tutti gli altri RAUS!
OHHHH!
IO credo veramente in quello che dico, NON SONO UN TROLL
OK l' ho detto forse un po' provocatoriamente ma il concetto e':
IL SUD TIROLO NON E' ITALIA, poi se debba essere Österreich,
Deutschland o rimanere indipendente e' un altra questione e
francamente non mi interessa.
esequie