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Salari, l'Italia lontana dall'Europa

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Brendon

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Oct 18, 2009, 4:07:19 PM10/18/09
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Salari, l'Italia lontana dall'Europa
Un confronto interessante tra gli stipendi degli europei

by MiaEconomia�
La questione non si � mossa di un millimetro negli ultimi decenni, dove
eravamo siamo rimasti. Anzi, c'� qualche elemento che fa pensare che il
valore dei salari in Italia stia ancora pi� indebolendosi rispetto agli
altri paesi europei. L'ultima conferma � arrivata dal nuovo rapporto Ocse
sulla tassazione dei salari, dove viene anche indicata la capacit� affettiva
di acquisto, dove viene ripetuto in modo drammatico che i lavoratori
italiani percepiscono un reddito tra i pi� bassi tra i Paesi Ocse.
Infatti con uno stipendio netto annuale di 19.861 dollari, l'Italia si
colloca al 23mo posto dietro a paesi come Spagna e Grecia.

Tradotto, in Italia in media bisogna arrivare alla fine del mese con uno
stipendio netto medio che non arriva neanche a 20mila dollari l'anno, che
equivalgono a circa 13.000 euro. L'Italia si colloca cos� ben dietro non
solo a Francia, Germania e Gran Bretagna, ma anche a Paesi come Grecia e
Spagna. In Europa, dalla classifica Ocse emerge che un inglese guadagna
quasi il doppio (l'87,8% in piu') di un italiano, un tedesco il 43,1% e un
francese il 28,6% in pi�. L'Italia � nettamente sotto la media Ocse (24.660
dollari), Ue a 15 (26.434) e Ue a 19 (23.282).

Dall'altra per� abbiamo i nostri piccoli record. Perch� visto che il
rapporto Ocse si dedica alla tassazione, emerge che in Italia la quota
destinata al fisco � quasi pari al 46% e nella classifica del cuneo fiscale,
che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto
effettivamente viene incassato dal lavoratore, siamo al sesto posto.

Considerando il caso di un lavoratore single senza figli che guadagna
esattamente il 100% della media nazionale, il cuneo fiscale si attesta al
45,9% (al sesto posto tra i paesi Ocse), in crescita dello 0,3% rispetto al
2006. La percentuale � pi� bassa invece nel caso del lavoratore con a carico
coniuge e due figli: il cuneo fiscale in questo caso � al 33,8% (ma era al
33,3% nel 2006) per gli stipendi italiani, superiore comunque alla media
Ocse (27,3%), dell'Europa a 15 (31,9%).

Per la precisione, sottolineano all'Ocse, va notato che tra il 2000 e il
2006 il peso della tassazione sui salari in Italia � diminuito (-0,9%) e il
maggiore calo si � registrato nelle fasce di reddito pi� basse, mentre nel
2007 si � registrato un incremento.
Un dato che � stato letto immediatamente anche dal ministero delel Finanze,
secondo cui il carico tributario in Italia sui redditi da lavoro di un
lavoratore tipo � stato nel 2007 pari al 45,9%, con un aumento di 0,3 punti
percentuali rispetto al 2006. Le ragioni dell'aumento - secondo le Finanze -
sono legate a due fattori: la crescita della retribuzione lorda di partenza
stimata dall'Ocse e l'aumento delle addizionali locali e dell'aliquota
contributiva media.

La classifica degli stipendi nell'Ocse nel 2007
1. Corea 37.488
2. Regno Unito 37.299
3. Svizzera 34.136
4. Lussemburgo 33.726
5. Giappone 33.189
6. Norvegia 32.513
7. Usa 31.053
8. Australia 30.775
9. Austria 29.144


Crescita del salario lordo nei principali paesi dal 2000 al 2005 (Fonte:
Elaborazione Eurispes su dati Eurostat e Istat)

1. Gran Bretagna +27,8%
2. Norvegia +25,6%
3. Olanda +21,3%
4. Finlandia +21,1%
5. Francia +17,5%
6. Spagna +17,2%
7. Portogallo +16,6%
8. Danimarca +16,0%
9. Belgio +15,9%
10. Italia +13,7%
11. Germania +11,7%
12. Svezia +7,7%

SALARI E POTERE D'ACQUISTO IN EUROPA
Livello del salario annuo netto del lavoratore dipendente, senza carichi di
famiglia, nel 2006, in euro a parit� di potere d'acquisto (Fonte:
Elaborazione Eurispes su dati Ocse)

1. Gran Bretagna 28.007
2. Olanda 23.289
3. Germania 21.235
4. Irlanda 21.112
5. Finlandia 19.890
6. Danimarca 18.735
7. Francia 19.731
8. Belgio 19.729
9. Spagna 17.412
10. Grecia 16.720
11. Italia 16.242
12. Portogallo 13.136

Una analisi tristemente confermata anche da altre fonti. Ad esempio l'Ires
Cgil, l'ufficio studi sull'economia del pi� importante sindacato italiano,
ha spiegato a sua volta che tra il 2000 e il 2005 i salari "reali" hanno
registrato un calo del potere d'acquisto di circa 1.210 euro. Se a questi
poi si somma la mancata restituzione del fiscal drag, pari a 686 euro, la
perdita dal 2002 al 2005 si attesta a 1.896 euro. La perdita maggiore - si
legge nel rapporto - si � registrata tra il 2002 e il 2003, mentre dal 2005
il potere d'acquisto ha recuperato terreno.
L'Ires fa anche una serie di calcoli circa l'andamento dei salari rispetto
al tipo di occupazione ricoperta.


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