Il 09/05/2013 09:34, Grisou87 ha scritto:
> n@po <
23015i...@mynewsgate.net> wrote:
>
>> Effettivamente il caso pav�-strade bianche parrebbe un eccezione. In realt�
>> ci� che succede in quelle corse � che comunque le auto non possono fare
>> molto dato che i corridori son sparpagliati e dunque non possono infilarsi
>> tra i gruppetti.
>> Diciamo, comunque, che in tali corse, la foratura, non essendo un eccezione,
>> viene considerata parte integrante delle difficolt� del percorso. In corse
>> normali non lo �, e comunque, ripeto, non � che dietro ad una macchina si
>> facia meno fatica che a ruota dei propri compagni (considerando che si
>> rientra a maggior velocit�).
>
> strade bianche e pav� sono come la salita. Non sarebbe giusto aiutare
> uno in salita, nemmeno se ha forato. Ma per il resto, ci sta chiudere un
> occhio.
> Poi ti ci voglio a fare dietro motore sul pav�, gi� spacchi tutto quando
> la strada la vedi... All'arrivo della Roubaix il furgoncino scopa della
> Mavic era un cimitero di belle ruote.
>
Ma quante stronzate....
Innanzitutto stare dietro ai compagni non e' come stare in scia, perche'
stare dietro ai compagni significa fermare la squadra, tritare i gregari
per farti rientrare, e magari non averli a disposizione quando poi servono.
Ma la cosa davvero singolare e' l'accettazione di una delle condizioni
tipo piu' scandalose del ciclismo da corsa, e cioe' lo stare in scia
alle auto appunto.
Questa dovrebbe essere una condizione sempre sanzionata, e di brutto.
Sono molto piu' d'accordo, a quel punto, che in base a come gli girano i
coglioni a quelli davanti, magari in base ad accordi presi in corsa
"realtime", si attenda il rientro del malcapitato o piuttosto si
approfitti della situazione fortunata (o sfigata per chi ha forato) per
attaccare e avvantaggiarsi. Lasciando tutto al caso o all'umore dei
corridori.