Chi ha nozioni anche elementari di antropologia culturale, di
sociologia, di economia, e di storia, dovrebbe comprendere come
l'anomalia in questo contesto non sono affatto gli Ultras, ma la
societa' odierna.
Gli Ultras esistono principalmente perche' la societa' odierna non e'
organizzata e condotta assecondando alcuni tratti fondamentali della
natura umana che ci hanno accompagnato sempre nella storia.
Caratteristiche come il senso d'identita' etnica e culturale, la
fedelta' alla bandiera, la guerra (quella vera dell'uomo contro uomo,
non quella tecnologica moderna), ed una comunita' fondata su principi
morali, che devono venire prima di tutto per essere tali.
Caratteristiche che oggi si vorrebbero utopisticamente eliminare
inseguendo un modello artificiale ed asettico di organizzazione
sociale che ruota unicamente intorno all'economia.
L'unica anomalia degli Ultras puo' essere considerata quella di
essere, almeno nella sua manifestazione piu' evidente, un fenomeno
circoscritto agli stadi e al tifo per le squadre di calcio e non
investire una parte piu' estesa della vita sociale. Ma manifestazioni
come quella di ieri sera a Roma ci fanno capire che questo limite
potrebbe essere stato superato, o forse non e' mai esistito.
Il comportamento di ieri degli Ultras e' stato esemplare e
condivisibile anche da chi generalmente non vede di buon occhio il
fenomeno Ultras. Ieri si e' consumato un crimine (non "una tragedia" o
un "tragico episodio" come hanno ripetuto i media all'unisono). Di
fronte a questo crimine, la risposta delle istituzioni e' stata
gravemente ingiusta: non si e' fermato il poliziotto come indagato di
omicidio, ma semplicemente come persona informata dei fatti; si e'
cercato di caratterizzare l'episodio nella cornice degli ultras
violenti (quindi in primis l'assegnazione di questo episodio
all'ambito della violenza nel calcio e' stato fatto, per motivi
strumentali ai fini di sminuire le responsabilita', dalle istituzioni,
non dagli ultras); non si sono annullate le partite di calcio in segno
di lutto; il questore ha rilasciato dichiarazioni che lasciavano
presagire impunita' ed offuscamento spudorato della verita' riguardo
questo crimine.
Di fronte alla decisione sbagliata di non annullare le partite in
segno di lutto, gli Ultras della Juventus hanno protestato non
entrando nello stadio; gli Ultras di Bergamo hanno invece determinato
la sospensione della partita. Gli Ultras hanno reagito o sopperito,
talvolta con mezzi pacifici, talvolta con mezzi violenti, alla
incapacita' dei vertici del calcio di prendere una decisione giusta e
coerente con i principi precedentemente applicati (ed il maggior
anticipo non e' una giustificazione valida).
L'omicidio di un tifoso in maniera cosi' superficiale, ed il
prospettarsi di una mancanza di giustizia nei confronti
dell'assassino, ha portato poi alla guerriglia urbana di Roma,
condotta contro obiettivi-simbolo ben precisi.
E' evidente come le manifestazioni degli Ultras di ieri nascano da una
totale mancanza di adeguati provvedimenti da parte delle istituzioni
per prevenire e punire crimini come quello di ieri. La cosa clamorosa
non e' certo la guerriglia messa in atto ieri a Roma, ma il
comportamento delle istituzioni che non garantisce adeguata giustizia.
A questo punto non si puo' escludere che l'omicidio di ieri possa
innescare qualcosa di simile, seppur in tono minore e con obiettivi
piu' mirati, a quanto successo nei riots di Los Angeles. La situazione
va osservata giorno dopo giorno, a cominciare da questa sera a Roma,
per vedere se la reazione sara' circoscritta all'ambiente stadio -
partita, e quindi in coincidenza del calendario delle partite di
calcio, o se si estendera' oltre.
Molto probabilmente almeno per adesso si rimarra' ancora circoscritti
allo stadio, anche se credo che con l'omicidio di ieri, che segue
cronologicamente quello di Raciti, si sia aperta una nuova fase di
conflitti sociali.
> Molti, qui dentro e non solo, dimostrano di non capire, prima ancora
> di non condividere, il fenomeno Ultras.
>
> Chi ha nozioni anche elementari di antropologia culturale,
di culturale ieri non ci ho visto niente, vergogna!!!
Ecco il problema è tutto qui.
> A questo punto non si puo' escludere che l'omicidio di ieri possa
> innescare qualcosa di simile, seppur in tono minore e con obiettivi
> piu' mirati, a quanto successo nei riots di Los Angeles.
Non credo ci siano i numeri perché si verifichi una cosa come quella. Lì si
"vendicava" una lunga storia di soprusi e sopraffazione attuata su un largo
strato di popolazione.
> Il comportamento di ieri degli Ultras e' stato esemplare e
> condivisibile anche da chi generalmente non vede di buon occhio il
> fenomeno Ultras. Ieri si e' consumato un crimine (non "una tragedia" o
> un "tragico episodio" come hanno ripetuto i media all'unisono). Di
> fronte a questo crimine, la risposta delle istituzioni e' stata
> gravemente ingiusta: non si e' fermato il poliziotto come indagato di
> omicidio, ma semplicemente come persona informata dei fatti;
tu sei fuori .
gli ultra non c'entrano in questo caso...e' il pretesto per fare casino.
Hanno rotto il cazzo , la politica non e' il calcio e' viceversa.
> Molti, qui dentro e non solo, dimostrano di non capire, prima ancora
> di non condividere, il fenomeno Ultras.
Ho alle spalle circa 25 anni di curva e gruppi ultras. E ritengo tu abbia
scritto una marea di cazzate.
--
- La mia partita migliore č stata la finale del '58 contro il Brasile
- Ma signor Liedholm, avete perso 5 a 2!
- Sě, ma io sono uscito sull'1 a 0 per noi.
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
esponici le tue.....
con 25 anni di curva ne hai di cose da dire :-P
> esponici le tue.....
> con 25 anni di curva ne hai di cose da dire :-P
Quello che č successo in quell'autogrill, quello che č successo a Bergamo
e quello che č successo a Roma non hanno un cazzo a vedere con l'essere
degli ultras di una squadra di calcio. Sono fenomeni di isteria collettiva.
QUOTO
p.s. scusa se non ti ho scritto piu', ma questa storia aveva preso il
sopravvento
> p.s. scusa se non ti ho scritto piu', ma questa storia aveva preso il
> sopravvento
E di che? Se hai qualcosa da dirmi in privato scrivi pure, altrimenti mica
è un dovere... ;)
--
- La mia partita migliore è stata la finale del '58 contro il Brasile
- Ma signor Liedholm, avete perso 5 a 2!
- Sì, ma io sono uscito sull'1 a 0 per noi.
> Il comportamento di ieri degli Ultras e' stato esemplare e
> condivisibile anche da chi generalmente non vede di buon occhio il
> fenomeno Ultras.
Esemplare: dal latino exemplare = modello,esempio. Condivisibile: che si
può condividere. Forse ignoravi il significato di questi due termini.
Ieri si e' consumato un crimine (non "una tragedia" o
> un "tragico episodio" come hanno ripetuto i media all'unisono).
Hai già le carte processuali in mano?
> Di fronte a questo crimine, la risposta delle istituzioni e' stata
> gravemente ingiusta: non si e' fermato il poliziotto come indagato di
> omicidio, ma semplicemente come persona informata dei fatti;
I fatti di oggi ti smentiscono. L'agente pagherà per ciò che ha fatto se
verrà dimostrata la sua responsabilità in ordine al reato che gli viene
contestato, NE' PIU' NE MENO come avviene per tutti. Intanto però lo
Stato ed i cittadini hanno pagato già il loro prezzo,per colpa di
un'orda di stronzi che hanno deciso di farsi giustizia da soli.
>
> Di fronte alla decisione sbagliata di non annullare le partite in
> segno di lutto, gli Ultras della Juventus hanno protestato non
> entrando nello stadio; gli Ultras di Bergamo hanno invece determinato
> la sospensione della partita. Gli Ultras hanno reagito o sopperito,
> talvolta con mezzi pacifici, talvolta con mezzi violenti, alla
> incapacita' dei vertici del calcio di prendere una decisione giusta e
> coerente con i principi precedentemente applicati (ed il maggior
> anticipo non e' una giustificazione valida).
Il campionanto non andava e non va fermato semplicemente perchè
l'episodio è AVULSO dal contesto sportivo. Non si possono trovare
analogie tra la morte di questo giovane e quella dell'ispettore Raciti.
L'evento che si è verificato all'autogrill poteva accadere in qualunque
altro contesto extracalcistico (si sono azzuffati anche a playa del
carmen alcuni turisti che si erano riconosciuti come appartanenti a
diverse tifoserie). Non si doveva nemmeno iniziare con 10 minuti di
ritardo né mettere la fascetta nera al braccio. Bisognava avere il
coraggio di sostenere la tesi che ho appena descritto e giocare
prescindendo dalle pretestuose richieste di una manica di stronzi.
>
> L'omicidio di un tifoso in maniera cosi' superficiale, ed il
> prospettarsi di una mancanza di giustizia nei confronti
> dell'assassino, ha portato poi alla guerriglia urbana di Roma,
> condotta contro obiettivi-simbolo ben precisi.
L'omicidio di una persona e non di un tifoso.Per quanto mi riguarda è
uno scandalo che a seguito della guerriglia di Roma, che a mio avviso
covava da tempo in attesa del casus belli, siano state fermate solo tre
persone. Non si è usata la forza come si doveva.
>
> E' evidente come le manifestazioni degli Ultras di ieri nascano da una
> totale mancanza di adeguati provvedimenti da parte delle istituzioni
> per prevenire e punire crimini come quello di ieri.
Se per crimini ti riferisci alle devastazioni degli Ultras sono
d'accordo con te. L'adozione di adeguati e concreti provvedimenti nei
confronti dei tifosi che già in precedenza si erano resi responsabili di
fatti analoghi a quelli di ieri avrebbe scoraggiato quei deficenti a
ripeterli nuovamente.
>
> A questo punto non si puo' escludere che l'omicidio di ieri possa
> innescare qualcosa di simile, seppur in tono minore e con obiettivi
> piu' mirati, a quanto successo nei riots di Los Angeles. La situazione
> va osservata giorno dopo giorno, a cominciare da questa sera a Roma,
> per vedere se la reazione sara' circoscritta all'ambiente stadio -
> partita, e quindi in coincidenza del calendario delle partite di
> calcio, o se si estendera' oltre.
Le tue amene,nel senso di bizzarre, analisi sociologiche le ritengo
destituite di qualsiasi fondamento. Sarebbe più credibile un discorso
sulla crisi della politica economica dell'Unione Europea intrapreso da
un astemio a cui abbiano fatto tracannare a forza un litro di Brunello
di Montalcino.
> Molto probabilmente almeno per adesso si rimarra' ancora circoscritti
> allo stadio, anche se credo che con l'omicidio di ieri, che segue
> cronologicamente quello di Raciti, si sia aperta una nuova fase di
> conflitti sociali.
> AMEN
Quello che e' successo a Bergamo e' analogo a quanto successo nel
derby di Roma anni fa: alla notizia di un giovane tifoso ucciso dalla
polizia prima della partita, gli Ultras hanno deciso e determinato,
innanzitutto per rispetto della gravita' dell'accaduto, che non si
disputasse la partita di calcio. La notizia in quella circostanza
risulto' essere falsa, frutto di un malinteso, e a nulla servirono le
smentite degli altoparlanti, dato che la credibilita' delle
istituzioni in italia e' giustamente pari allo zero. Ieri a Bergamo e'
successa esattamente la stessa cosa e per lo stesso motivo. Non credo
quindi si possa inquadrare come un episodio di isteria collettiva, ma
invece un comportamento ben preciso basato su un principio morale
condiviso da un gruppo.
A Roma invece non ha SOLO avuto a che fare con l'essere ultras di una
squadra di calcio. Nel senso che verosimilmente c'e' stata
partecipazione di una componente piu' vasta di persone comuni, che ha
voluto da una parte di esprimere una forte e violenta indignazione per
quanto accaduto e la gestione dell'accaduto da parte delle
istituzioni, e dall'altra rendere giustizia da sola (vista l'impunita'
diffusa) per il crimine commesso.
Anche a seguito di questa reazione della folla e per scongiurarne
altre ancor piu' gravi, il governo ha saggiamente fatto si che la
questione fosse gestita in maniera diversa: e allora il questore di
arezzo ci informa che adesso il poliziotto e' iscritto al registro
degli indagati per omicidio colposo e probabilmente la sua posizione
si aggravera' in breve tempo e passera' ad essere di omicidio
volontario.
I "punti fermi" da cui parte il tuo ragionamento (e senza cui,
miseramente, cadrebbe) sono quanto piu' lontano dalla parola
"condivisibile" si possa trovare.
> Quello che e' successo a Bergamo e' analogo a quanto successo nel
> derby di Roma anni fa: alla notizia di un giovane tifoso ucciso dalla
> polizia prima della partita, gli Ultras hanno deciso e determinato,
No. In quel Derby TUTTI gli spettatori hanno contribuito a far fermare la
partita, gli ultras che sono entrati in campo sono stati fatti entrare dal
servizio stesso e non hanno sfasciato nessuna vetrata.
> innanzitutto per rispetto della gravita' dell'accaduto,
Ma che dici? sono pretesti per scagliarsi contro le forze dell'ordine.
> Non credo quindi si possa inquadrare come un episodio di isteria
> collettiva,
Ma come no? Non c'entrava nulla il calcio. E' una cosa accaduta in un
autogrill... cazzo c'entra il calcio?
> ma invece un comportamento ben preciso basato su un principio
> morale condiviso da un gruppo.
Principio "morale"?!?!?!? Ma quando mai??? La tragica morte di quel
ragazzo è stata strumentalizzata dalle varie tifoserie per ribadire ed
alimentare un odio che serve ad autodeterminarsi.
> A Roma invece non ha SOLO avuto a che fare con l'essere ultras di una
> squadra di calcio.
Non ha PER NIENTE avuto a che fare con l'essere ultras di una squadra di
calcio. Qui si è trattato di gruppi politici organizzati che hanno preso
la palla al balzo per aggredire le istituzioni.
La cosa veramente grave è che ci sono ancora dei babbei che se la bevono
come un movimento di libertà...
--
- La mia partita migliore è stata la finale del '58 contro il Brasile
- Ma signor Liedholm, avete perso 5 a 2!
- Sì, ma io sono uscito sull'1 a 0 per noi.
On Nov 12, 11:17 am, lozion...@lapostadigoogle.com (Zio Nico) wrote:
> Di Matteo ha scritto:
>
> > Quello che e' successo a Bergamo e' analogo a quanto successo nel
> > derby di Roma anni fa: alla notizia di un giovane tifoso ucciso dalla
> > polizia prima della partita, gli Ultras hanno deciso e determinato,
>
> No. In quel Derby TUTTI gli spettatori hanno contribuito a far fermare la
> partita, gli ultras che sono entrati in campo sono stati fatti entrare dal
> servizio stesso e non hanno sfasciato nessuna vetrata.
Personalmente non considero lo sfondamento o meno della vetrata o la
presunta maggiore partecipazione dello stadio una discrimante per
distinguere la natura dei due eventi. Mi sembra che sia a Roma sia a
Bergamo si sia cominciato con il lancio di fumogeni in campo come
mezzo per fermare il gioco, e concluso con una comunicazione tra
esponenti ultras e giocatori in cui gli esponenti ultras hanno
minacciato conseguenze gravi se non si fosse interrotta la gara.
>
> > innanzitutto per rispetto della gravita' dell'accaduto,
>
> Ma che dici? sono pretesti per scagliarsi contro le forze dell'ordine.
abbiamo opinioni diverse
>
> > Non credo quindi si possa inquadrare come un episodio di isteria
> > collettiva,
>
> Ma come no? Non c'entrava nulla il calcio. E' una cosa accaduta in un
> autogrill... cazzo c'entra il calcio?
>
C'entra perche', stando alla ricostruzione fatta dalle autorita', il
poliziotto ha sparato in seguito ad una rissa scaturita
presumibilmente per motivi di contrapposta fede calcistica.
C'entra perche' lo scorso anno e' stato ucciso un poliziotto
nell'ambito di una guerriglia tra tifosi di calcio e poliziotti fuori
da uno stadio di calcio in occasione di una partita di calcio. Non e'
del tutto impensabile quindi ipotizzare che ieri il poliziotto avrebbe
osservato maggiori precauzioni nel caso di una rissa tra ubriachi che
non tra tifosi di calcio. E non entriamo nemmeno nell'ipotesi, che sta
emergendo con sempre piu' forza, di omicidio volontario invece che
colposo.
C'entra perche', anche se questa ricostruzione della rissa fosse del
tutto falsa (sinceramente non credo), resta il fatto che le autorita'
lo hanno da subito inquadrato e diffuso, per i motivi che ho esposto
nel mio post originale, come episodio scaturito nella cornice
dell'annoso problema della violenza tra tifosi di calcio. Quindi anche
se impropriamente, avrebbe a che fare con il calcio per il fatto che
la violenza negli stadi di calcio sarebbe stata utilizzato dalle
autorita' come elemento per sminuire o coprire le responsabilita' di
un delitto.
> > ma invece un comportamento ben preciso basato su un principio
> > morale condiviso da un gruppo.
>
> Principio "morale"?!?!?!? Ma quando mai??? La tragica morte di quel
> ragazzo è stata strumentalizzata dalle varie tifoserie per ribadire ed
> alimentare un odio che serve ad autodeterminarsi.
anche qui abbiamo un'interpretazione diversa. Lo scopo era
l'annullamento della partita, e si poneva in quanto le autorita'
preposte non avevano fatto il proprio dovere e non avevano preso
questa decisione. Questo era lo scopo e non altri, tanto che sia a
Roma che a Bergamo il deflusso dallo stadio mi sembra che sia avvenuto
ordinatamente e senza particolari disordini. Lo scopo infatti al
momento del deflusso era stato gia' raggiunto.
>
> > A Roma invece non ha SOLO avuto a che fare con l'essere ultras di una
> > squadra di calcio.
>
> Non ha PER NIENTE avuto a che fare con l'essere ultras di una squadra di
> calcio. Qui si è trattato di gruppi politici organizzati che hanno preso
> la palla al balzo per aggredire le istituzioni.
>
questione di definizioni e di interpretazioni.
> Personalmente non considero lo sfondamento o meno della vetrata o la
> presunta maggiore partecipazione dello stadio una discrimante per
> distinguere la natura dei due eventi.
La differenza è che in un caso sono coinvolti solo i gruppi ultras,
nell'altro tutto lo stadio, quindi anche chi con gli ultras non ha nulla a
che vedere. In un caso le conseguenze gravi sono state al massimo
minacciate, nell'altro sono state messe in pratica.
> C'entra perche', stando alla ricostruzione fatta dalle autorita', il
> poliziotto ha sparato in seguito ad una rissa scaturita
> presumibilmente per motivi di contrapposta fede calcistica.
A Bergamo ancora non ne sapevano nulla, se pensi che anche oggi diciamo
"presumibilmente" per motivi di fede calcistica contrapposta...
> C'entra perche' lo scorso anno e' stato ucciso un poliziotto
> nell'ambito di una guerriglia tra tifosi di calcio e poliziotti fuori
> da uno stadio di calcio in occasione di una partita di calcio. Non e'
> del tutto impensabile quindi ipotizzare che ieri il poliziotto avrebbe
> osservato maggiori precauzioni nel caso di una rissa tra ubriachi che
> non tra tifosi di calcio.
Queste sono supposizioni. Giustificare determinati episodi di violenza
gratuita sulla base di supposizioni è assurdo. E' come se avessero detto
che il poliziotto ha sparato perchè trattandosi di tifosi
"presumibilmente" erano dei potenziali assassini...
> E non entriamo nemmeno nell'ipotesi, che sta
> emergendo con sempre piu' forza, di omicidio volontario invece che
> colposo.
Ecco, non entriamoci. Stai a vedere che per giustificare determinate
reazioni arriviamo a dire che quel poliziotto è uscito di casa la mattina
dicendo "vediamo, oggi a chi sparo?".
> C'entra perche', anche se questa ricostruzione della rissa fosse del
> tutto falsa (sinceramente non credo), resta il fatto che le autorita'
> lo hanno da subito inquadrato e diffuso, per i motivi che ho esposto
> nel mio post originale, come episodio scaturito nella cornice
> dell'annoso problema della violenza tra tifosi di calcio. Quindi anche
> se impropriamente, avrebbe a che fare con il calcio per il fatto che
> la violenza negli stadi di calcio sarebbe stata utilizzato dalle
> autorita' come elemento per sminuire o coprire le responsabilita' di
> un delitto.
Quindi se la vicenda viene strumentalizzata dalle autorità è una cosa
grave, se lo fanno i tifosi è giustificabile. Io la chiamo ipocrisia.
> anche qui abbiamo un'interpretazione diversa.
No. Aspetta. Non si tratta di opinioni. Si tratta di vivere o meno dentro
una società.
> Lo scopo era l'annullamento della partita, e si poneva in quanto le
> autorita' preposte non avevano fatto il proprio dovere e non avevano preso
> questa decisione.
Questa è una cazzata. Non passarla per un punto di vista. Quello che è
successo a Roma è avvenuto DOPO che la partita era già stata annullata, e
poi, chi ha stabilito che la cosa più giusta da fare sia fermare la
partita? Io avrei fatto giocare tutti. Sempre.
> questione di definizioni e di interpretazioni.
E no. E' questione di vivere civile.
grazie ZioNi'
sei un grande!
In quella situazione il segnale e' stato chiaro e grave allo stesso tempo:
mancanza di credibilita' delle istituzioni. Nonostante non fosse successo
niente e il prefetto lo disse (mica il pizzicarolo), nessuno credette alla
versione dei fatti. Cio' e' grave perche' i rumors, le false verita' che
volano di bocca in bocca creano instabilita'. E' la colpa e' di istituzioni
non credibili, non autorevoli. Perche', forse, troppe volte sono stati
smascherati.
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
La sfiducia non era nelle istituzioni in quanto tali, c'erano dei
precedenti: Paparelli, De Falchi, Spagnolo... ogni volta i megafoni dello
stadio hanno smentito la morte della persona...
> Nonostante non fosse successo niente e il prefetto lo disse (mica il
> pizzicarolo),
E invece no. Non fu il prefetto a parlare ma un impiegato qualsiasi... la
differenza č grandissima.
--
- La mia partita migliore č stata la finale del '58 contro il Brasile
- Ma signor Liedholm, avete perso 5 a 2!
- Sě, ma io sono uscito sull'1 a 0 per noi.
Appunto....
Lo scopo a Roma l'altro sera era fare giustizia.
Lo scopo nel derby di qualche anno fa era non disputare la partita in
segno di lutto.
Per quanto riguarda la risposta alla domanda "chi ha stabilito che
questa sia la cosa piu' giusta?" la risposta e' gli ultras, in base a
dei principi morali.
>
> > questione di definizioni e di interpretazioni.
>
> E no. E' questione di vivere civile.
>
innanzitutto mi riferivo ad interpretazioni sulle motivazioni degli
ultras: ovvero se utilizzano gli eventi come pretesti o se gli eventi
sono onestamente scatenanti. Io credo nella seconda ipotesi, tu
evidentemente nella prima.
e poi sul vivere civile, dico che:
non e' vivere civile che un poliziotto uccida senza motivo un ragazzo
in un autogrill. E non ci si puo' rifugiare dietro l'"incidente"
perche' non e' un incidente un poliziotto che tira fuori la pistola
per una rissa dall'altra parte della carreggiata, ne' il fatto che non
ci sia adeguata preparazione e professionalita'.
non e' vivere civile che le istituzioni parlino per un giorno intero
di rissa tra tifosi, spari in aria, e nessuno venga indagato per
omicidio
non e' vivere civile che i crimini in una societa' restino sempre
impuniti
in questo contesto "incivile", succede che l'unica maniera di ottenere
le cose e farsi giustizia diventi l'uso delle minaccie e della
violenza. Non e' forse una coincidenza che solamente la mattina dopo
la guerriglia di Roma il poliziotto sia finalmente finito nel registro
degli indagati per omicidio colposo e non come semplice persona
informata dei fatti e che si siano improvvisamente avvallate con
convinzione le testimonianze di spari a braccia tese e le ipotesi di
omicidio volontario.
E domenica sera saggiamente la polizia non ha reagito agli assalti
della guerriglia, altrimenti si rischiava veramente di estendere il
conflitto in atto ogni domenica negli stadi ad un ben piu' vasto
ambito sociale quotidiano.
> Lo scopo a Roma l'altro sera era fare giustizia.
Roma, Italia, anno 2007. Non stiamo nel far west...
> Per quanto riguarda la risposta alla domanda "chi ha stabilito che
> questa sia la cosa piu' giusta?" la risposta e' gli ultras,
Viviamo in una società, con delle regole. Non è possibile ignorarle.
> in base a dei principi morali.
Fammi capire, quale principio morale prevede la distruzione di macchine e
motorini a gente che del calcio se ne fotte altamente?
> innanzitutto mi riferivo ad interpretazioni sulle motivazioni degli
> ultras: ovvero se utilizzano gli eventi come pretesti o se gli eventi
> sono onestamente scatenanti.
In entrambi i casi le motivazioni sono sbagliate, fuori dal vivere civile.
> non e' vivere civile [CUT]
Certo, chi dice di no? Ma è allo stesso livello del farsi giustizia da
soli.
> in questo contesto "incivile", succede che l'unica maniera di ottenere
> le cose e farsi giustizia diventi l'uso delle minaccie e della
> violenza.
Storicamente, in Italia, quella maniera si è sempre rivelata sbagliata.
> Chi ha nozioni anche elementari di antropologia culturale, di
> sociologia, di economia, e di storia, dovrebbe comprendere come
> l'anomalia in questo contesto non sono affatto gli Ultras, ma la
> societa' odierna.
Da stampare e farci un quadretto.
ROTFL.
Qualsiasi antropologo culturale, sociologo, storico e economo converrà con
me che sei un imbecille. E lo saresti stato in tutte le epoche, non solo
nella "società odierna".
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