Nel bilancio dei Mondiali appena conclusi, la Rai esce sconfitta due volte.
La
prima, per aver notevolmente limitato il numero di partite trasmesse,
facendolo
scendere a meno della metà del totale: i tempi di Corea-Giappone 2002, l'ultimo
campionato del mondo interamente (64 partite su 64) visibile a tutti,
sembrano
già lontanissimi e irripetibili. L'altra sconfitta è sul piano della
qualità.
Dalle cronache in diretta ai programmi di approfondimento, è stata una
partita a
senso unico: tanto retorici, approssimativi e insopportabili quelli
propinati da
mamma Rai quanto precisi, asciutti e davvero "giornalistici" quelli offerti
dalla concorrenza.
Quest'ultima - emittenti locali a parte - è stata rappresentata da Sky e
dalla
7. Il "dream team" messo in campo dalla pay-tv si è dimostrato una volta di
più
campione nel raccontare le partite in presa diretta, prima, e nell'analizzarle
dopo il fischio finale. L'ideale capitano di questa squadra da sogno è
Ilaria
D'Amico, mentre instancabile portatore d'acqua a centrocampo si è confermata
la
Gialappa's Band, i cui lazzi - uniti agli ospiti improbabili e alla
pluralità di
riprese messe a disposizione dallo sviluppo delle tecnologie - hanno il
potere
di rendere piacevoli anche le partite più noiose e scontate.
Ma quello che più di ogni altra cosa ha fatto la differenza è stato lo stile
di... gioco: un racconto del fatto sportivo secco e adeguato, laddove una
Rai
perennemente affetta da sindrome del varietà si affidava a nani e ballerine,
vedi i vari Zingaretti e Barbarossa affiancati ai cronisti. Senza contare
che
Sky ha surclassato la Tv di Stato sul piano delle riprese, potendo contare
su un
numero enorme di telecamere (le proprie più quelle della Fifa) piazzate
ovunque
e in modo tale da rivelare ogni dettaglio, non necessariamente superfluo: si
pensi alla testata di Zidane a Materazzi, sfuggita all'arbitro e alle
riprese Rai.
La7 dal canto suo può vantare di aver proposto il migliore post partita con
"Il
gol sopra Berlino". L'era nuova seguita all'epurazione di Aldo Biscardi è
cominciata nel migliore dei modi, battendo su tutti i fronti "Notti
mondiali":
da una parte contenuti seri, tecnici, esposti con toni pacati da ospiti,
quasi
tutti giornalisti, di provata competenza e conditi da alleggerimenti
garbati;
dall'altra, il solito caravanserraglio nazional-popolare, dove Mazzocchi,
Galeazzi e Varriale, sbracati al solito, hanno trattato i Mondiali alla
stregua
del Festival di Sanremo.
> dopo il fischio finale. L'ideale capitano di questa squadra da sogno è Ilaria
> D'Amico,
ditemi quello che volete, ma io una spazzolata gliela darei con grande
gusto.
Che donna...
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Pega (23, 90, MI)
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SAVED
(al prossimo meeting la stampa di questo post, potrebbe valere un bonus
arrosticini)
io ci ho avuto a che fare e ti posso assicurare che scopa da dio!
> >> dopo il fischio finale. L'ideale capitano di questa squadra da sogno è
> >> Ilaria
> >> D'Amico,
> > ditemi quello che volete, ma io una spazzolata gliela darei con grande
> > gusto.
> io ci ho avuto a che fare e ti posso assicurare che scopa da dio!
AHAHAHAHAHAHAH, e io che stavo per assegnare il premio "cazzaro
dell'anno" a JFSebastian!
> ditemi quello che volete, ma io una spazzolata gliela darei con grande
> gusto.
sei un gay
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L'Esattore