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Juventus, Tar in vista

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JuveFan - Moggi Santo Subito

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Aug 19, 2006, 11:32:46 AM8/19/06
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http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/scandalocalcio/200608articoli/3184girata.asp


SCANDALO CALCIO
NESSUNA INTESA IERI È SALTATO IL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE CON LA
FEDERAZIONE. LUNEDÌ IL CDA BIANCONERO DECIDERÀ LE STRATEGIE DIFENSIVE, A
RISCHIO L’INIZIO DEI CAMPIONATI
Juventus, Tar in vista
Cobolli Gigli: «Andremo avanti sulla nostra strada. Io alla serie A con
una penalizzazione ci credo ancora»
19/8/2006
di Massimiliano Nerozzi


TORINO Restano chiusi per oltre due ore dentro la Camera di conciliazione
del Coni, Juventus e Federcalcio, solo perché c’è molta gente. Ma non ci
può essere nessuna stretta di mano. Il club bianconero voleva la serie A,
anche con una congrua penalizzazione, la Figc non poteva concedere il
salto, ma neppure limature consistenti.

La mancata intesa, come tutti i tavoli di pace che saltano, spalanca la
vista su scenari di altre battaglie. «Avremmo proposto la serie A con
penalizzazione - ha detto all’uscita il presidente bianconero, Giovanni
Cobolli Gigli - ora spetterà al Consiglio di amministrazione della
Juventus di lunedì 21 decidere cosa faremo». Nessun terremo di guerra è
escluso, pure saltando il fossato della giustizia sportiva: «L’arbitrato?
I tempi della giustizia sportiva sono quelli - ha spiegato ancora Cobolli
Gigli - però c’è anche la strada del Tar e della Corte di giustizia
europea. Vogliamo un’adeguata penalizzazione». Tanto per chiarire:
«Andremo avanti sulla nostra strada - ha ribadito Cobolli Gigli - io alla
serie A con penalizzazione ci credo ancora». Il ricorso al tribunale
amministrativo regionale del Lazio, unico eventualmente compentente in
materia, è un’arma non convenzionale nelle guerre del pallone, col rischio
di tremendi effetti collaterali. E se la Juve, andasse male, potrebbe
sprofondare ancora di più, per aver violato la clausola compromissoria (i
club devono restare nella giustizia sportiva), la Federazione rischia di
vedersi spegnere la luce proprio quando lo spettacolo sta per iniziare.
Accogliendo un eventuale ricorso, e qui basterebbe la sospensiva, il Tar
potrebbe infatti bloccare la partenza dei campionati, che Calciopoli ha
già posticipato al 9-10 settembre. La prima udienza utile è il 6
settembre. Giusto in tempo. «Secondo la mia valutazione - si è limitato a
dire il professor Stefano Vinti, amministrativista e docente di diritto
pubblico alla «Sapienza» già contattato dalla Juve - il Tar dovrebbe
dichiararsi competente, vista la vastità di interessi, pure economici,
toccata dalle decisioni della giustizia sportiva». Il consiglio della Juve
parlerà, ascolterà i legali, poi deciderà. Sulla tabella c’è pure il
ricorso all’arbitrato del Coni, ma qui restiamo sul pianeta sportivo e le
opzioni non paiono molto diverse dal campionario offerto dalla
Conciliazione. Ovvio che, andando al Tar, le incognite sono molte, e
pericolose, pure perché la Juve potrebbe imboccare una strada mai
calpestata, almeno a questi livelli. Punti oscuri nei provvedimenti e nei
processi della Figc, paiono però esserci: la compressione dei termini per
le difese e la composizione del collegio della Caf, fatta a presunto
illecito avvenuto. Tanto per dirne due. Per non parlare delle regole sulla
tutela del mercato, a maggior ragione con in bilico una società quotata.
L’impressione, allora, è che pure la Federcalcio eviterebbe la soluzione
finale di un duello davanti al Tar.

Di fatto, però, ieri la Figc, come previsto, è stata di cemento, non
potendo, o non volendo, evitare l’escalation: «C’era la disponibilità a
valutare ipotesi conciliative sulle sanzioni pecuniarie e sulle
squalifiche del campo - ha spiegato la Federazione - in merito invece a
ipotesi di riammissione alla serie A o riduzione dei punti di
penalizzazione, la Figc ritiene di non poterle prendere in considerazione
in assenza di adesione da parte delle società controinteressate». Cioé
Brescia, Messina e Lecce: che non potevano dire di sì.

Senza strette di mano, insomma, ma con fair play: «L’esito dell’incontro
non è stato positivo - ha continuato Cobolli Gigli - ma ci è stato
permesso di dire ampiamente la nostra posizione: la Juventus vuole
sentirsi parte integrante di questo processo di rinnovamento del calcio,
rappresentando il 25% dei tifosi italiani. Abbiamo fatto presente la
sproporzione delle pene sul nostro sistema economico e patrimoniale
qualora fosse confermata la serie B». Un danno economico che potrebbe
portare la sfida giudiziaria fino alla Corte di giustizia europea del
Lussemburgo. Niente saldi di fine stagione, aveva annunciato Guido Rossi:
«Ma il commissario è una persona intelligente - ha sorriso il numero uno
bianconero, che era accompagnato dall’ad Jean Claude Blanc - e io che sono
stato dieci anni nella grande distribuzione so valutare il valore della
battuta». Al conciliatore, l’avvocato Angelo Piazza, ex ministro della
Funzione pubblica e buon amico di Romano Prodi, non è restato che
sottoscrivere il verbale: «Rilevata l’impossibilità di un accordo, prendo
atto che la conciliazione è fallita». Inutile andare avanti: «Finisce qui
- ha ammesso Piazza - un’altra riunione della Camera era inutile». Stretta
di mano. Ma solo per salutarsi.

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gabestorm©

unread,
Aug 19, 2006, 11:50:30 AM8/19/06
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JuveFan - Moggi Santo Subito ha scritto:

> Juventus, Tar in vista

finalmente!
Mi ero stufato di stare in "alto mare"!

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