On Mon, 13 Feb 2012 22:50:17 +0000 (UTC), mac.lc475 wrote:
Ciao e benvenuto, :-)
> a Galloway, c'é la strenua considerazione per "la gara". Il mio intervento
> qui, da novizio, é proprio questo argomento.
>
> E' davvero così necessario, ai fini dell'allenamento?
Anche io avevo questo atteggiamento, poi ho cambiato nettamente idea
e son contento di averlo fatto; ti dico quindi le mie esperienze di
dilettante, mentre sicuramente altri potranno darti informazioni piu'
tecniche: se ti limiti a correre "a sensazione", senza guida, finisce
che arrivato al tuo limite non progredisci piu' e, col tempo, diventa
piu' faticoso che divertente: mancano gli stimoli, fatichi, correre e'
noia. E smetti.
L'affidarsi all'allenatore (uno bravo, che ti segua e non ti dia le
classiche tabelle buone per tutti), le ripetute, la gara, hanno IMHO
un'importantissima funzione: ti spingono oltre le tue possibilita'
col risultato che migliorano i tempi e le distanze, si regolarizza
l'alimentazione (ad un certo punto mi accorsi che i piatti grassi
abbondanti e l'alcol non mi attiravano piu' e io sono un appassionato),
cala il peso corporeo (mai stato grasso ma allora pesavo 69 kg per 175
cm di altezza, ora sono sui 75 abbondanti), migliorano l'umore e le
energie, il cuore rallenta e pompa meglio. Insomma: stai davvero bene e
allenarsi diventa un piacere. :-)
La gara, in un piano di lavoro non agonistico, e' importante piu' per
la testa che per il fisico, serve per "sentirsi atleta": la trasferta,
l'iscrizione, i rituali dell'allacciamento delle scarpe e del pettorale,
il riscaldamento, l'attesa della partenza, lo sparo, la musica, la
gente che ti incita, tutto quanto insomma, se presi per il giusto verso
ti aiutano a esaltarti, a farti sentire "top runner", e in gara a dar
tutto; e' chiaro che e' una finta e lo sai, pero', nella finzione, ti
impegni di corpo E di testa come non faresti nella corsetta da solo.
Alla fine, lo trovi anche divertente e piacevole: passi una mezza
giornata, ti distrai, ti confronti con gli altri e sopratutto con te
stesso, scherzi e ridi, fai amicizia, i colori e la musica ti stimolano,
ti esaltano e ti attivano molto piu' della monotona corsa in pineta. E'
tutto un insieme di fattori, insomma, ognuno dei quali ti porta, subito
sotto il traguardo, a dirti: "quando lo rifacciamo?".
Secondo me, se la prendi in questo modo, finisce che ti ci appassioni.
E troverai ulteriori giovamenti, non solo a livello fisico. Fossi in te
proverei. :-)
Un saluto,
--
Gianfranco Bertozzi