Ultime 2 settimane controverse. Un lavoro di oltre 15 giorni fa - 15x100 in
salita + 1000 massimale - mi lasci� pimpante nel morale ma devastato sul
piano fisico. Almeno 3 giorni con anche i lavori lenti e brevi fatti a
fatica, un corto veloce abortito ai 2000 - 8'41" e poi un 5000 iniziato
bene ma finito in netta difficolt� in 22'11".
Mi ero gi� fatto la convinzione che anni di trail e di lunghi abbiano
convertito le mie fibre muscolari e che adesso, se da una parte non ho
grossi problemi a fare distanze lunghe anche senza allenamento, dall'altra
ho difficolt� ad affrontare ritmi intensi. Lavori simil-HIIT molto
difficili, quindi. Per� credo valga la pena insisterci, credo ci dedicher�
l'estate. Non � la prima volta in questo mese che esco distrutto da
allenamenti a ritmi intensi: qualcosa vorr� dire. Forse, probabilmente ho
precorso le tappe, poca gradualit�
Domenica 5, gara trail non competitiva dietro casa, uno spettacolo. Solo
14Km ma 420m di dislivello. Buon test, 2-3 minuti in meno rispetto a 2 anni
fa quando preparavo il Ventasso.
http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=2136216
Ultima settimana, solo lavori rigeneranti tranne mercoled�. Variazioni di
ritmo, 8x (500 a 4'21 rec 500 a 5'14) per un totale di 8Km in 38'18".
Lavoro a ritmi meno intensi, con una componente di recupero non troppo
lenta: sostenuto con molta maggiore facilit� rispetto a lavori intervallati
molto intensi.
Ora il dubbio �:
prossimamente, sar� meglio fare lavori intervallati su ritmi molto intensi
o su ritmi meno intensi ma con un recupero pi� qualificato?
Credo che andranno dosati col bilancino, facendo un p� di entrambi.
Domenica 12, gara trail spettacolare sul Monte Falterona, durissimissima,
20Km e 1200m di dislivello, 3h5'. Neve in vetta, mai ero sceso da una pista
da sci senza sci bens� sulle scarpe da trail.
http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=2129483
Qui un report scritto velocemente
Ormai ne ho fatte di gare trail in carriera. Da gare corte a gare lunghe
come una maratona, e pure qualche skyrace. Eppure c'� sempre modo di
meravigliarsi, trovando nuove gare in ambienti stupendi. E' il caso del
Trail del Borbotto, che per fortuna si trova anche abbastanza vicino a
casa, sulle pendici del Monte Falterona, dove nasce l'Arno tra Toscana e
Romagna. Monte gi� affrontato pi� volte nel trail di Stia, versante
casentinese, mentre qua siamo in quello mugellano. Partenza da un minuscolo
paesino a 700mt, Castagno d'Andrea noto per aver dato natali a un grande
pittore, Andrea detto ovviamente del Castagno.
Partenza micidiale, 5Km con forti pendenze che infatti ci vuole un'ora a
percorrerli, finisco con una VAM di circa di 740m ma in difficolt� in vetta
alla prima montagna, Monte Acuto. La giornata � parzialmente nuvolosa ma
comunque soleggiata, e ci regala splendidi panorami delle immense foreste
della zona. Colori e profumi durante l'ascesa sono fortissimi, vegetazione
lussureggiante, correre nei boschi di pini � favoloso. Discesa successiva
breve ma molto tecnica fino al laghetto denominato Gorga Nera, alla
sorgente del Borbotto si attacca la seconda salita verso la vetta del
Falterona in mezzo ai faggi, un p� meno ripida ma fatta in condizioni non
ottimali. Qua soffro decisamente (la VAM in questa sar� di circa 680,
decisamente scadente) specie nell'ultima parte dove si fa pi� ripida e
tecnica, con numerosi passaggi su alcuni nevai residui. La vetta si apre
all'improvviso annunciata da caratteristici passaggi tra i cespugli di pini
mughi, questo uno dei pochi luoghi dell'Appennino ove crescono. Discesa
brevissima fino al crinale del Monte Falco, panorami mozzafiato stavolta
sui monti della Romagna. Ed ecco la discesa per le piste da sci di
Campigna: piste da sci ancora perfettamente innevate!!! Per non scivolare
basta appoggiare di tacco ma resta comunque tosto. Al termine inizia una
lunga strada forestale che riporta alla fonte del Borbotto, le gambe di
marmo impediscono di mantenere un buon ritmo. Si va all'arrivo poi per un
bellissimo sentierino single track in discesa ripida e molto tecnica se
affrontata in velocit�, riesco ad essere incredibilmente agile , anche
stranamente perch� quando si torna sull'asfalto ho le gambe di granito.
Finisco, lo confesso, sfinito, come mai mi era capitato in una gara di
20Km. Saranno anche gli oltre 1200 m di dislivello positivo concentrati
quasi tutti nei primi 10Km: per le difficolt� tecniche direi che siamo
quasi al livello di una skyrace. All'arrivo grande festa della mia societ�
podistica, una ventina di stradisti per un giorno convertiti con piacere al
trail pi� duro: e devo dire con grande soddisfazione, dopo vari anni
possiamo dire che il trail ha conquistato il cuore di molti nonostante la
fatica cui obbliga.
Non c'erano molti podisti, anche perch� Castagno d'Andrea � lontano da
Firenze, figuriamoci dal resto d'Italia. Ma spero che questo trail
sopravviva, sia nella versione di 20Km che in quella di 37Km: sono gare
entrambe durissime ma veramente spettacolari in un parco naturale
incontaminato, in una foresta tra le pi� splendide e lussureggianti
d'Italia.