Il giorno martedì 15 maggio 2012 12:46:56 UTC+2, Gert dal pozzo ha scritto:
> signori, la ricerca di una qualsiasi università del sarcazzistan non è
> detto sia verità assoluta o anche solo degna di essere oggetto di
> discussione: per fare un esempio, mai sentito parlare dell' IgNobel
> Prize?
D'accordissimo sul fatto che non solo la ricerca in questione(la quale, come tante, potrebbe basarsi su un campione risicato di osservazioni), ma qualsiasi ricerca non dovrebbe mai porsi come la verità assoluta.
E' solo un punto di partenza.
Può essere falsificata.
Può essere anche resa più "solida" da altre ricerche, le quali, comunque, in nessun caso potrebbero mai darle il crisma di "verità assoluta".
Oltretutto il mio è stato solo un relata refero: bisognerebbe leggersi la ricerca originale(e magari si scopre che certe conclusioni sono state equivocate. Tutto è possibile!).
Vero è che molti coach consigliano di aumentare il cosiddetto turnover al fine di limitare gli infortuni; ma è altrettanto vero che essi, in genere, si basano sulle tesi di Daniels(ma perchè l'hai rotflato?), il che rende il discorso un po' circolare...
> molto semplicemente, essendo la velocità = falcata per cadenza, è
> sostanzialmente ovvio che chi è più veloce abbia una cadenza maggiore
> dato che la falcata per ovvi motivi geometrici più di tanto non può
> aumentare senza far decadere poi la velocità
Sì, hai ragione, ma almeno nel mio caso(tapascio senza speranza), se aumentare il turnover contribuisse a diminuire il rischio di infortuni, sacrificherei la velocità molto volentieri.
> già più interessanti le probabilità di infortunio: ma anche qui,
> occorrerebbe vedere come è stata fatta la ricerca e se in sostanza la
> funzione di probabilità di infortunio in relazione alla cadenza è stata
> resa indipendente da altri fattori che predispongono all'infortunio come
> i Km corsi settimanalmente, l'età, il sovrappeso, gli anni di attività
> podistica, i carichi di allenamento, le calzature utilizzate et cetera
> (ho i miei dubbi)
Nulla da ridire: concordo su tutte le osservazioni.
> a naso, potrebbe esserci una correlazione tra cadenza lenta e infortuni:
> ad esempio cadenza lenta = appoggio troppo duraturo del piede a terra e
> conseguente rischi di infortuni ad esempio all'achilleo
Forse questo è il motivo dell'onnipresenza del consiglio di incrementare il turnover.
Principianti e tapasci configurano una categoria popolosa e popolare, pertanto
,probabilmente, la "dritta" e mirata a correggere difetti come la "corsa a balzelloni" e l'overstride, tanto diffusi tra essi.
Grazie, Gert :-))
Un salutone,
Stolcius