"Massimo Foglio" <
massimo.GaV...@gmail.com> ha scritto nel
messaggio news:4f5b07d1$0$1389$4faf...@reader2.news.tin.it...
La storia era che nessuno nella NFL gioca a perdere perché c'è l'orgoglio, i
giocatori non vogliono essere tagliati, ecc. ecc., e che Indy non faceva
eccezione perchè, piuttosto che giocare per perdere e avere il numero 1 nel
successivo draft, avrebbe smantellato la squadra PRIMA (attenzione a questa
parola) della stagione per ricostruire (DOPO un'annata da ultimo posto nella
NFL e quindi la conquista del pick #1, of course) con i giovani.
A questa "ingenua" (eufemismo) teoria io (e altri) abbiamo obiettato che
Indy ha iniziato la scorsa stagione con la speranza che Manning tornasse
presto e li portasse come al solito ai playoffs (fino all'ultimo si
ipotizzava che sarebbe potuto partire titolare fin dalla prima giornata),
poi, quando si sono accorti che così non sarebbe stato, hanno reclutato in
fretta e furia un qb veterano (Collins) che tenesse la squadra in caldo per
Peto e cercasse di vincere abbastanza partite per tenerli in corsa; quando
però i Colts sono stati asfaltati già alla prima giornata dai Texans, Scary
ha succhiato alla grande (e poi si è anche infortunato) e di Peto non si è
vista più traccia, l'alternativa era tra giocare a perdere (e prendersi il
#1) o cercare di vincere qualche partita, NON giocare i playoffs e NON
prendere Luck nel draft successivo.
Qui le versioni divergono, tra chi ritiene che una squadra che sta per 15
anni ai vertici della Lega sia improvvisamente diventata la peggiore in
assoluto della NFL, perché le manca un solo (per quanto importante)
giocatore (il football come il calcio o il basket, insomma, in cui il
Maradona o LeBron di turno basta a trasformare dei brocchi in campioni del
mondo), e chi invece sa che questo sport è anzitutto un business, e si rende
conto che l'Irsay di turno, con un qb come Manning a fine corsa, ha bisogno
di una new sensation come Luck per riempire lo stadio ERGO non si fa
scrupoli morali per agguantarla (chiedere per informazioni ai Dolphins, che
dopo 15 anni non hanno ancora un franchise qb e non riescono a portare gente
alla stadio, tanto che l'owner pare sia disposto a firmare Manning senza
neppure vederlo lanciare un pallone).
Ah, peraltro chi diceva che una stagione come quella dei Colts avrebbe
penalizzato le carriere di chi l'ha vissuta diceva anche che Caldwell non
avrebbe trovato facilmente impiego ed infatti è stato firmato dai Ravens
(dopo essere stato considerato come possibile nuovo OC degli Steelers) e
proprio come coach dei qb, dopo il "disastro" dell'anno scorso nella
gestione Collins-Painter-Orlovsky: dimostrazione del fatto che nella NFL si
sa dare il giusto peso a una stagione come quella.
Quanto alla attuale ricostruzione della squadra (nella quale è stato
tagliato anche Cesso Painter, quello che veniva fatto giocare "per
vincere"... SBROTFL!), due considerazioni: 1) se i Colts avessero giocato "a
vincere" l'anno scorso, nessuno dei giocatori tagliati (a parte il suddetto
cesso, per lui sarebbe normale) dovrebbe trovare una nuova squadra, giusto?
Aspettiamo e vediamo che succede... 2) hai notato che questi veterani
vengono tagliati solo dopo che Manning ha rifiutato di rinegoziare il suo
contratto? Secondo te, se Peto fosse rimasto altri 2 anni a Indy, i Colts
avrebbe tenuto o no i suoi compagni di squadra per l'ultimo assalto
all'anello? Era su questo, ovvero la permanenza di Manning a Indianapolis,
che si basava la mia teoria sulla permanenza anche degli altri veterani:
venuto meno lui (cosa che non era scontata ed infatti lui e Irsay hanno
discusso per mesi) è caduta quella esigenza.
Spero che il riassunto sia stato abbastanza chiaro :-)
Solid
P.s. che il "giocare a perdere" sia pratica ben nota e dibattuta nella NFL è
dimostrato anche dall'articolo di Andrea Kremer sul primo numero di NFL
Magazine, che parla appunto delle motivazioni che guidano le squadre già
fuori dai playoffs a metà stagione (lei ovviamente nega la pratica, ma
dopotutto è la rivista ufficiale della NFL, che vi aspettate? ^_^)