Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Quale correlazione tra immigrazione e criminalità? Analisi sociologica del fenomeno. di Gennaro Ruggiero

25 views
Skip to first unread message

viscardi

unread,
Apr 29, 2010, 11:17:54 AM4/29/10
to

Le opinioni comuni sono attraversate continuamente dalla convinzione che la
criminalit� sia alimentata dall'immigrazione. In modo particolare, si ritiene
che l'immigrazione provochi sempre un aumento dei reati nel Paese di
destinazione; che il forte aumento della criminalit� registrato in Italia
nell'ultimo decennio sia stato causato dagli immigrati; che oggi gli immigrati
nel nostro Paese commettano alcuni reati pi� frequentemente degli italiani.
Cos�, l'evento criminoso che vede protagonista l'immigrato finisce per avere
una risonanza che altre tipologie della vita comunitaria non hanno e
contribuisce a diffondere un generalizzato senso di sfiducia nei confronti
degli stranieri.
In verit�, il rapporto tra immigrazione e criminalit� � una questione
difficile, delicata e, certamente, pi� complessa di quanto le letture
propongono.
Se possiamo considerare naturale che l'immigrazione determini sempre l'aumento
dei reati nel Paese di destinazione, al pari di quanto avviene per il numero
delle nascite, dei decessi, dei matrimoni, non �, invece, cos� pacifico che
l'aumento della criminalit� in Italia nell'ultimo decennio sia stato causato
dall'intensificarsi dell'immigrazione, n� tanto meno che gli immigrati
commettono alcuni reati pi� frequentemente degli italiani. Sul punto occorre
soffermarsi e compiere indagini specifiche, valutando diversi aspetti.
L'eccezionale aumento della criminalit� in Italia in effetti vi � stato, ma
esso ha avuto luogo gi� dalla prima met� degli anni '70, quando, cio�, i
processi migratori erano agli inizi. � anche vero, per�, che in quest'ultimo
decennio la quota degli stranieri implicati in fatti delittuosi �
continuamente cresciuta.
Questo incremento, tuttavia, nonostante si sia verificato per la gran parte
dei reati e le diverse forme in cui sono stati commessi (lievi o gravi,
commessi da singoli o da gruppi, espressivi o strumentali), non si � avuto per
tutte le tipologie n� per tutti i livelli a cui vengono svolte le attivit�
illecite. Si tratta di quei reati per la cui commissione � richiesta una
posizione qualificata all'interno del sistema di stratificazione sociale e
che, pertanto, escludono gli immigrati che si trovano ancora ai gradini pi�
bassi.

Questa situazione, per�, non deve far pensare che nel sistema criminale gli
stranieri occupino solo le posizioni pi� basse, dequalificanti e meno
remunerative. Se � vero che vi sono reati che continuano ad essere appannaggio
della criminalit� italiana, � anche vero che esistono delle zone di
"comunicazione", settori illeciti in cui si assiste ad un progressivo
inserimento degli immigrati anche ai livelli superiori ed addirittura settori
esclusivi della criminalit� straniera.

D'altra parte, anche quando vi � stato un aumento del numero dei reati
commessi dagli immigrati, questo, per�, non hanno seguito un percorso
parallelo all'intensificarsi del fenomeno immigratorio. Infatti, alcuni reati
hanno avuto andamenti ciclici, con fasi di forte espansione nei primi anni di
immigrazione e successive contrazioni e riprese negli anni pi� recenti.
Inoltre, vi sono intere classi di reato che hanno fatto registrare aumenti
notevoli anche tra gli stessi italiani, e che pertanto non si presentano come
un problema specificamente straniero.
Occorre, poi, tener presente che la popolazione immigrata ha una composizione
per sesso ed et� diversa da quella italiana, nel senso che � pi� giovane ed ha
una quota di maschi pi� elevata. Questo elemento strutturale � di fondamentale
importanza nell'analisi dei fenomeni criminali, in quanto il genere e l'et�
assumono un peso determinante nella propensione al crimine. Seguendo questo
metodo si potr� verificare, ad esempio, se a parit� di sesso ed et� gli
immigrati commettono pi� (o meno) spesso alcuni reati rispetto agli italiani.

Il fatto � che, nel complesso rapporto che lega l'immigrazione alla devianza
sono da considerare numerose variabili, che vanno dalla parzialit� dei dati
statistici alle caratteristiche di genere, et� ed etnia di appartenenza delle
persone coinvolte, dalla specificit� delle attivit� criminali alla condizione
giuridica dell'immigrato, dalle motivazioni socio-psicologiche della devianza
alle varie forme di sfruttamento. Pena, il rischio di compiere un'analisi
parziale, alla stregua di chi volesse estendere i tassi di criminalit�
italiana dalle aree dov'� patologicamente pi� diffusa, al resto del Paese.

Da un metodo di analisi di questo genere, � emerso una triplice fisionomia
della devianza straniera, una a carattere, per cos� dire, "simbolico o
motivazionale", in sintonia con le "esigenze espressive e i bisogni
comunicativi dell'immigrato"; l'altra, riferita soprattutto alla precariet�
delle condizioni di vita; ed, infine, una legata allo sfruttamento cui gli
immigrati sono sottoposti.

Il problema � che questi tre livelli di devianza non sono pi� cos� facilmente
distinguibili tra essi, a causa della crescente "influenza" che le
organizzazioni criminali esercitano sui comportamenti devianti degli
immigrati. Influenza tanto pi� forte quanto maggiore � il loro coinvolgimento,
diretto o indiretto, nelle operazioni di traffico e di sfruttamento dei
migranti. Segnali inequivocabili di quest'influenza sono l'entit� dei flussi
migratori clandestini, il coinvolgimento della componente irregolare nella
quasi totalit� dei reati commessi da stranieri, l'aumento dello sfruttamento
della prostituzione, i numerosi casi di sfruttamento minorile, l'incremento
dei reati associativi.

Ma anche gli aumenti di una serie di reati che finiscono per essere attratti
nell'area della criminalit� organizzata: cos�, il furto, la rapina,
l'estorsione, lo spaccio di droghe, ed alcuni reati connotati dal ricorso alla
violenza, sembrano essere espressione di una "devianza indotta". Insomma,
quanto maggiore � l'organizzazione dei gruppi che si dedicano all'immigrazione
illegale, tanto maggiore sar� la probabilit� dei migranti di essere introdotti
in circuiti criminali paralleli. Il tutto reso possibile da un diversificato
sistema di violenze ed abusi.

Allora, dunque, bisogna prendere coscienza che l'immigrazione � un prodotto
del nostro tempo, e che la criminalit� non va vinta con l'improbabile ed
inaccettabile pretesa della chiusura delle frontiere o dell'espulsione di
massa, ma attraverso adeguate politiche d'accoglienza e d'integrazione. Ma
occorre, soprattutto, un'evoluzione culturale tesa a correggere l'errore di
ritenere l'immigrato estraneo alla "collettivit� da difendere", finendo in tal
modo per escludere proprio "ci�" che va "incorporato". Non si deve
dimenticare, insomma, che l'obiettivo supremo di tutela dell'integrit� della
persona non pu� cedere alle faziose ideologie di esigue minoranze.
� su questo terreno che si gioca la carta della prevenzione del disagio e
della devianza.

Dati disponibili, dimostrano che la criminalit� � appannaggio principalmente
di chi si trova nel nostro Paese in una situazione di irregolarit�: ad
esempio, sul totale dei cittadini extracomunitari denunciati per vari delitti,
quelli senza permesso di soggiorno sono oltre il 70% per le lesioni
volontarie, il 75% per gli omicidi, l'85% per i furti e le rapine.

Inoltre, se si considera che una parte degli irregolari � composta dai
clandestini, sar� facile immaginare che l'immigrato irregolare, gi�
all'ingresso, o al momento dello scadere del permesso di soggiorno o del
visto, entra in contatto con realt� criminali che gli forniscono servizi di
vario genere. Questo aspetto � particolarmente importante perch� spiega i
rapporti di soggezione che legano gli immigrati ai gruppi malavitosi
organizzati che si occupano del traffico di migranti, della successiva
gestione degli stessi e, soprattutto, del loro conseguente inserimento nei
circuiti della devianza a tutti i livelli.

Non v'� dubbio, dunque, che la condizione di irregolarit� crei le condizioni
favorevoli al verificarsi di eventi criminosi; in primo luogo, perch�
costituisce un limite all'inserimento nel circuito socio-economico legale; in
secondo luogo, perch� l'irregolarit� porta con s� la produzione di alcuni
reati quali la falsit�, la resistenza all'arresto, le false generalit� etc.

In relazione alla violazione degli obblighi e delle formalit� previste per
l'ingresso ed il soggiorno, il T.U. (Testo Unico sull'immigrazione) disciplina
specifici mezzi di contrasto alle situazioni di illegalit�. Nella parte
relativa alla disciplina dei respingimenti e delle espulsioni si rileva in
modo chiaro l'obiettivo dell'attuale legislazione di contrastare
definitivamente l'immigrazione clandestina e lo sfruttamento criminale dei
flussi di immigrazione.


Gennaro Ruggiero www.gennaroruggiero.com
pubblicato su www.ilpensiero.eu

--
Questo articolo e` stato inviato dal sito web http://www.nonsolonews.it
--
Newsgroup robomoderato - gli articoli vengono approvati automaticamente

0 new messages