Chiudo la macchina e mi guardo intorno, non c'e' proprio nessuno, sul
lungomare in inverno.
Le macchine passano veloci e quasi nessuno butta un occhio al mare, in
novembre. Peggio per loro, non sanno cosa si perdono. Io l'ho appena fatto e
quello che ho visto mi ha fatto mettere la freccia e parcheggiare a bordo
strada.
C'e' un cancellino con un bel cartello che dice "Stabilimento naturista".
Qui d'estate e' tutto un cicaleggio di uccelli abbrustoliti e di tette
flosce (ma abbronzatissime). L'atmosfera e' molto libera e rilassata, coppie
gay e altre combinazioni insolite vengono qui dove non rischiano di essere
additate da mamme iperprotettive che tappano gli occhi ai loro figliocci. Se
venissi al mare verrei qui, anche senza denudarmi. Ma il mare d'estate non
mi attira. Di inverno si'.
La passerella di legno passa in mezzo alle dune e mi accorgo del vento solo
quando spunto sulla spiaggia deserta. E' un vento forte che scompiglia i
capelli ma non freddo come si potrebbe pensare. La sabbia grigia e' ancora
dura della pioggia ieri, il cielo e' nuvoloso e sembra indeciso fra lasciar
passare il sole e tirare giu' l'iradiddio. Il mare e' grigio anche lui,
mosso, spumeggiante. Resterei per ore a guardarlo, se non facesse comunque
freschino.
Sono proprio sola. O meglio, no, c'e' un ragazzo seduto su un tronco
spiaggiato un po' piu' in l�. Anche lui sembra in contemplazione del mare.
Tiro fuori il cellulare e faccio un paio di foto. Quando mi volto verso di
lui vedo che ha il cazzo in mano e si sega lentamente. Mi viene da ridere e
mi giro di scatto.
Penso che e' ora di andarmene ma sono curiosa. E' per me o sta seguendo un
suo rito personale? Sega davanti al mare agitato. Potrebbe essere il titolo
di un quadro. Mi giro un po' e sbircio ancora dalla sua parte. Deve avermi
visto per forza, sono comparsa a 10 metri da lui, eppure non fa nulla per
nascondere la mano.
Non so che fare. Se resto significa che mi sta bene, forse pensa anche che
possa volere qualcosa, che stia cercando un'avventura... pero' non mi va
nemmeno di andarmene alla chetichella, di fuggire come una ladra, il mare e'
anche mio, cazzarola.
Sono in una situazione di stallo.
Per un attimo penso di infilare la mano nei jeans e toccarmi anche io: e vai
cosi', la saga della masturbazione all'aria aperta.
Mi viene da ridere e spero che non mi abbia vista, non vorrei si facesse
strane idee.
Alla mia destra, dall'altra parte rispetto al tipo, c'e' un muretto. Forse
potrei andare a sedermi li', sarebbe un allontanarsi ma senza abbandonare il
campo. E ancora abbastanza vicino all'uscita da permettermi di fuggire,
all'occorrenza... gi� mi immagino i giornali di domani: "ragazza strangolata
sul lungomare di Capocotta, la zona e' notoriamente frequentata da nudisti e
pervertiti: si indaga la pista lesbica". Cose cosi'.
Copro platealmente quei pochi metri poi siedo e mi guardo intorno facendo la
vaga. Il ragazzo e' ancora l�: ha aperto le gambe e si e' girato dalla mia
parte ma non mi guarda, fissa un punto dietro di me con un accenno di
sorriso nell'angolo delle labbra. I pantaloni sbottonati lasciano vedere la
peluria chiara. Continua a toccarsi ma non da' segno di volersi muovere, per
fortuna. Forse aspetta che sia io a fare la prima mossa, o forse sta solo
facendosi una sega davanti a una sconosciuta e questo e' gi� abbastanza
perverso per lui.
Anche per me, a dire il vero. Sono eccitata, anche se un po' spaventata, e
soprattutto ho un freddo fottuto. Come cazzo fa a restargli duro, mi
domando.
Resto a guardarlo per un po', immobile. Ha infilato una mano dentro i
pantaloni e immagino si stia toccando le palle. Si tende un po' indietro e
mi sembra di sentirlo ansimare. Mi giro di scatto verso il mare, l'imbarazzo
ha il sopravvento. Lo sento godere e mi maledico per non avere avuto il
coraggio di guardarlo mentre veniva.
Stupida, hai fatto 30 potevi fare 31.
Ora non voglio piu' vederlo, la sua presenza mi disturba; spero che se ne
vada silenziosamente, ho paura che venga a dirmi qualcosa, qualcosa di
volgare.
Mi giro ostentatamente dall'altra parte ed e' allora che lo vedo.
In mezzo alle dune, leggermente dietro di me c'e' un tizio in piedi con le
mutande abbassate e il cazzo in mano. L'evidente destinatario di quel
leggero sorriso, il quale salta come una cavalletta quando realizza che l'ho
visto e si rifugia dietro la vegetazione come un coniglio spaventato.
Ora sto fissando il mare di nuovo e mi sento scema. Ma tanto eh? Mi viene da
ridere e mi vergogno anche. Megalomane. Sempre a pensare che tutti mi cadano
ai piedi come pere cotte. Ecco quello che mi merito. Ridacchio fra me e me
dandomi della cretina.
Poi mi alzo, spazzolo via la sabbia dai pantaloni e dopo un ultimo sguardo
alle onde torno alla macchina stringendomi nel pile, che mi si e' gelato il
culo su quel muretto.
giulia
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Ad una ad una le notti, tra le nostre citt� separate,
s'aggiungono alla notte che ci unisce. (Neruda)
> Chiudo la macchina e mi guardo intorno, non c'e' proprio nessuno, sul
> lungomare in inverno.
ma delizioso!!! Specie le emozioni del mare d'inverno, e le incertezze, le
esitazioni....un quadretto veramente notevole! E poi con quel culo
ghiaccio!
la chiusa mi � proprio piaciuta.
brava, cara Giulia
Ipotesi
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CHE BELLO....
grazie :)
>ma delizioso!!! Specie le emozioni del mare d'inverno, e le incertezze, le
>esitazioni....un quadretto veramente notevole! E poi con quel culo
>ghiaccio!
>la chiusa mi � proprio piaciuta.
>
son contenta che ti sia piaciuto. : )
baci
Gioca
Sbarazzino, irridente e irriverente. Da vera monella.
Ciao Giancarlo
>
>Molto bello, complimenti!
>Bella l'atmosfera ed il final� � spassoso
e grazie : ))
� bello prendere per il culo i propri personaggi, ogni tanto :)
ciao
>Sbarazzino, irridente e irriverente. Da vera monella.
ehehe... si' stranamente, per l'umore generale, e' venuta fuori una cosa
leggera.
fa piacere che ti sia piaciuto :)
....un racconto non banale......spero ne scriverai un altro con più lieto
fine
Immagino avessi voglia di un racconto un po' diverso dai tuoi
"soliti", peraltro sempre molto belli, intensi e giustamente
morbosi e porchi.
MI sembra che l'esercizio, o l'ispirazione, ti sia riuscita molto
bene e, dunque, cappello in alto per questo racconto,
fresco nelle temperature, nello stile e nella sostanza ma...
Ma sono inguaribilmente legato ai tuoi climi pi� morbosi
e torridi, peraltro cos� apparentemente lontani dalla
tua personcina reale. Che bel contrasto!
lehaim da haimle
>Ma sono inguaribilmente legato ai tuoi climi pi� morbosi
>e torridi, peraltro cos� apparentemente lontani dalla
>tua personcina reale. Che bel contrasto!
ehehe... vero, anche io ci sono piu' legata. questo pero' e' venuto da
solo, stimolato da una richiesta, in un momento di totale blocco, quindi ben
venga. :)
ciao