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_[Racconto] Giorgia (Sesta Parte)

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Xlater

unread,
Nov 1, 2009, 6:13:04 PM11/1/09
to
Quella che segue ᅵ la sesta puntata (di sette totali) del mio nuovo
racconto "Giorgia". Chi non trovasse le puntate precedenti qui sul
newsgroup, le puᅵ leggere dal mio sito web, all'indirizzo:
http://www.xlater.net/giorgia

Buona lettura da Xlater! :-)

===========

GIORGIA (Sesta Parte)

"Sono la tua troia. La tua cagna. Farᅵ tutto quello che vuoi, qualunque
cosa. Non devi aver scrupoli con me. Ti voglio spietato e crudele."

Da quel pomeriggio, Luisa aveva preso a tempestarmi di SMS fino
all'ossessione. Avevo evidentemente scatenato qualcosa in lei che aveva
represso a lungo, e ora stava decisamente strabordando. Non che mi
dispiacesse la cosa, ma ᅵ abbastanza difficile concentrarsi sulle altre
incombenze della vita se il cellulare continua a trillare, con
messaggini di quel tenore.

"Dimmi che sarai il mio padrone a lungo, ti prego. Dimmi che ti
toglierai ogni sfizio con me, anche il piᅵ perverso. Io sono pronta a tutto"

Una costante che riaffiorava periodicamente era la sua paura di
perdermi. Quasi temesse che il fato, dopo averle fatto trovare
finalmente quello cercava, le facesse lo scherzo atroce di sottrarglielo
subito.

Non rispondevo quasi mai a questi messaggini. Un po' per mantenere
l'aplomb del padrone duro, che la fila e non la fila. Un po' per non
stimolare ancora di piᅵ quel flusso giᅵ inarginabile di SMS. Un po'
perchᅵ in certi momenti proprio non potevo darle retta. Ma lei non
lasciava passare una ventina di minuti senza tornare a scrivermi di nuovo.

"Non vedo l'ora che sia domani sera. Per strisciare adorante ai tuoi
piedi. Per servirti in tutto. Per subire le tue sevizie. Per sentirmi
tua fino all'ultima cellula"

Giovedᅵ sera infatti ci saremmo rivisti. Mi aveva avvertito il lunedᅵ
precedente, prima che me ne andassi da casa sua, che c'era quella
possibilitᅵ. Michele andava fuori per lavoro, in Veneto, da un
produttore di grappe e acqueviti, e lei sarebbe stata sola-solissima in
casa. Mi voleva per cena, e per il dopo cena. Io avevo subito
acconsentito, con un certo entusiasmo. L'idea di averla al mio servizio
come cuoca e cameriera prima, e come schiava da letto dopo, era
decisamente invitante.

"Ma cosa dirai a Giorgia?" mi aveva chiesto allora, un po' preoccupata.
Mi ero completamente dimenticato che lei mi sapeva felicemente coniugato.

"Giorgia?... ehm... Non ci sono problemi, con Giorgia... Sapevo giᅵ che
sarei stato libero giovedᅵ. Giorgia sarᅵ via tutta la sera perchᅵ...
ehm... ha un torneo di canasta con le amiche, e giᅵ sa che io mi
organizzerᅵ la serata per conto mio... Le dirᅵ che me ne sto in giro con
qualche amico..."

"Canasta??" non sembrava molto convinta. "Ma Giorgia odia i giochi di
carte. Me l'ha detto una sera in chat, quando le avevo proposto di farsi
l'account a un sito di Texas Hold'em..."

"Giᅵ... ma infatti... lei non gioca! Il torneo non conta... E' solo una
scusa per vedersi con le amiche..."

"Ah... Va bene..." rispose, sempre piᅵ perplessa. Ma tu guarda se uno
deve inventarsi le cazzate pure con l'amante. E senza nemmeno essere
sposato!

Il cellulare trillᅵ ancora. Altro messaggino.

"Ho preso un bel po' del nocino di Michele e l'ho messo in un'ampollina
a parte che tengo nascosta. Sarᅵ tutto per te, padrone. Cosᅵ ti gusterai
meglio i miei pompini, anche se non sono cosᅵ brava."

In realtᅵ era bravissima. Ma fa parte del gioco dire alla schiava che
non sei particolarmente soddisfatto di come te lo succhia. E' una
sottile umiliazione che rende tutto piᅵ eccitante.

Perᅵ stavolta le risposi. Avevo qualcosa da chiederle.

"Ma non c'ᅵ pericolo che Michele si accorga del liquore che sparisce?"
le scrissi.

"Ho rabboccato la sua bottiglia col nocino del supermercato. Non se ne
accorgerᅵ. A livello di nozioni ᅵ preparatissimo, ma non ha il palato
sensibile e raffinato che pretende di avere. Avessi usato del Fernet
Branca non se ne sarebbe accorto lo stesso"

E c'ᅵ ancora gente che mi chiede perchᅵ non voglio sposarmi.

"Mi spaccherai di nuovo il culo, padrone? Ancora sento dolore, ma ne ho
una voglia infinita. Non riesco a togliermi dalla mente l'immagine del
tuo cazzo enorme grondante del mio sangue."

Esagerata. C'era stata una piccola escoriazione interna, come ne
capitano a volte in certi frangenti, e durante l'atto mi ero un po'
macchiato sull'asta. Roba di due goccine, non di piᅵ. A leggere quel
messaggio sembrava una scena di Profondo Rosso. "Grondante"
addirittura... ma andiamo!

"Il tuo sperma si ᅵ mescolato al mio sangue, padrone. Credo che questa
cosa ci abbia legato indissolubilmente. Sento dentro di me che ormai ti
appartengo e sarᅵ la tua schiava per tutta la vita. Non sai che emozione
ᅵ stata trovarmi sulla dita quel liquido rosaceo tuo e mio insieme che
fuoriusciva dal mio culetto. Mi ha persino macchiato le mutandine. Non
le laverᅵ. Le ho messe da parte e le conservo come un ricordo del fatto
che sono tua per sempre."

Sᅵ, figuriamoci. "Tua per sempre". Sai quante ce ne erano state di
ragazze che avevano subito un trattamento di quel tipo, con tanto di mix
rosa di liquidi organici, per poi a tempo e luogo sentirsi lo stesso
liberissime di mandarmi affanculo. Altro che legame indissolubile! Perᅵ
a essere sincero non mi dispiaceva che Luisa stesse evocando quelle
immagini suggestive. Era gratificante, eccitante e commovente la
passione che ci stava mettendo. Era giusto farla felice, dandole tutto
ciᅵ che chiedeva e di piᅵ. Tra l'altro non ᅵ che fosse un sacrificio per
me, anzi!

"Padrone, permettimi di masturbarmi. Non ce la faccio piᅵ. Da lunedᅵ
scorso passo tutto il giorno a pensarti e sono sempre eccitatissima.
Concedimi un piccolo sfogo. Una volta sola. Domani sera mi troverai
caldissima e pronta a tutto comunque. Ti prego!"

Fui inflessibile. Probabilmente l'avrei addirittura delusa, in caso
contrario. Le avevo proibito di godere da sola sino al nostro prossimo
incontro, ed ero sicuro che la sua voglia era scatenata e amplificata
proprio dalla proibizione. E' un elementare meccanismo psicologico. Se
quel Vecchio Coglione a suo tempo si fosse fatto i cazzi propri, la
probabilitᅵ che Adamo ed Eva attingessero mele dall'albero sbagliato
sarebbe stata irrisoria. Ma a parte questo, l'idea che Luisa avrebbe
passato ancora 24 ore a contorcersi di libidine non sfogabile, prima di
vedermi, mi sorrideva alquanto.

"Non ti ᅵ permesso" le scrissi. "Resisterai fino a domani sera senza
toccarti. Ma ora basta mandarmi SMS. Sono con Giorgia, e si sta un po'
insospettendo."

E non era nemmeno una cazzata.

* * * * *

"Ma insomma! Si puᅵ sapere chi ᅵ che continua a mandarti messaggini?"

Giorgia era piᅵ incuriosita che realmente infastidita, anche se stava
cercando di fare un discorso e non era il massimo per lei doversi ogni
volta interrompere mentre io leggevo l'SMS in arrivo. Era venuta a
trovarmi dopo cena, con l'intenzione di fare due chiacchiere. Sembrava
un po' turbata.

"Niente. Scusami. Niente di importante..." risposi, evasivo.

"Ti sei fatto una nuova amichetta, vero?" insinuᅵ con una certa ilaritᅵ.

"Ma no... Cosa dici..."

"Non negare con me, bastardo! Ti conosco bene! La tua faccia quando
leggi i messaggini ᅵ tutta un programma. Sono sicura che ti sta
scrivendo cose sconce..."

"Ma dai, Giorgia..."

"E dimmi, Marco... L'hai giᅵ stregata col tuo
super-ultra-mega-iper-cazzo che ci fa impazzire tutte quante?" chiese,
con un delicato filo di sarcasmo.

"La pianti di prendermi per il culo?"

"Rispondi! Ci sei stato a letto o no?"

"Sᅵ.. Sᅵ... Ci sono stato. Contenta ora?"

"Bingo! Sai che sto cominciando a invidiartelo quel coso che hai nelle
braghe? Per te ᅵ tutto facile, cribbio... Glielo agiti un po' sotto il
naso e le hai tutte ai tuoi piedi. Magari ce l'avessi io un'arma del
genere. Per convincere una stronzetta qualsiasi a farsi spupazzare un
po' devo sempre sudare sette camicie..."

"Ma non ᅵ cosᅵ!" obiettai convinto. "Voglio dire: anche ammesso... Cosa
ti aspetti che io faccia? Che vada in giro con la foto in tasca? Ciao,
piacere, sono Marco, e questo in foto ᅵ il mio cazzo; facciamo amicizia?"

Giorgia rideva. Io continuai.

"Di solito quando arrivi al momento che puoi farglielo vedere, i giochi
sono fatti. Poi magari puᅵ succedere che la cosa venga apprezzata... Ma
non credo proprio che alla fine sia cosᅵ importante. Quando una donna
decide che ne ha avuto abbastanza di te, non sono certo i centimetri a
farle cambiare idea... Guarda, dubito davvero che le dimensioni siano
cosᅵ significative..."

"Contano, contano... Lasciatelo dire..."

"Ma che ne sai tu, scusa? Non puoi mica definirti esperta di queste
cose! Tu nemmeno ti eri accorta di nulla, in due volte che sei stata a
letto con me. Certe volte mi chiedo se ti eri almeno accorta che un
cazzo ce l'avessi del tutto..."

"Ok. Touchᅵ. Ma sono stata in confidenza con moltissime donne che invece
ne capiscono. E ti ribadisco che i centimetri contano. Persino alcune
lesbiche convinte lo pensano..."

"Maddai..."

"Ce n'era una che mi ripeteva che un grosso cazzo sarebbe una cosa
meravigliosa... Se non fosse per il grosso stronzo che tipicamente c'ᅵ
attaccato dietro!"

Ridemmo insieme.

"Insomma, l'unica a cui non frega nulla delle dimensioni l'ho conosciuta
io..." feci, scherzosamente imbronciato.

"Parli di me? Beh, ti dirᅵ... Non ᅵ poi cosᅵ vero... Anche sulla
sottoscritta la cosa esercita un suo perverso fascino... Ti confesso che
ora che me ne sono accorta ti vedo sotto una luce diversa..."

"Ora che me ne sono accorta..." ripetei, scimmiottando la sua voce.
"Cinque mesi dopo che abbiamo scopato ti sei accorta che ho il cazzo
grosso. E mi parli di perverso fascino..."

Rise. "Vabbᅵ, ma mi sembra che comunque non ti manchi di che
consolarti..." E accennᅵ con lo sguardo al mio cellulare, ora spento e
muto sul tavolino. "Parlami di lei... E' carina?"

"Sᅵ, una gran bella fica."

"Porcona?"

"Da morire."

"E' un tipo di quelli che a me piacerebbero? Credo che un'idea dei miei
gusti ormai tu ce l'abbia..."

"Ne sono praticamente certo."

"Ma lo sai che hai un culo sfacciato?! Guarda, in questo momento ti sto
odiando per l'invidia che mi fai... Io volevo parlarti di quanto sono
disperata per Luisa, per sfogarmi un po' con te... Vengo qui e ti trovo
tutto pimpante per la tua nuova troietta... Figurati quanta voglia hai
di pensare a Luisa..."

In quel momento il crudele paradosso della situazione mi colpᅵ in tutta
la sua intensitᅵ. E' come se il tuo migliore amico venisse a parlarti
delle sue pene d'amore per una donna di cui ᅵ teneramente innamorato, e
tu quella donna te la sei fatta l'altro ieri, te la rifotti l'indomani,
e mentre lui ti parla lei ti manda messaggetti vogliosi al cellulare. Ci
si sente oggettivamente un po' in colpa. Mi chiesi se cambiava qualcosa
col fatto che Giorgia fosse un'amica di sesso femminile, ma non trovai
sostanziali differenze. Per questo cambiai completamente atteggiamento
rispetto allo scambio di battute goliardico che c'era stato fino a quel
momento.

"Ti sbagli, Giorgia. Io sono qui per starti vicino con tutto l'affetto e
l'amicizia che posso. Non avrei nemmeno parlato degli affari miei, se
non fossi stata tu a chidermelo. Per me sei piᅵ importante tu. Dimmi di
Luisa, dai. Cosa sta succedendo? Non era previsto che tu le spiegassi
che io non ero disponibile ad andare avanti con lo scambio, e chiudere
la cosa lᅵ?"

"Sᅵ. Questo ᅵ quello che era previsto. Ed ero rassegnata a perderla per
sempre. Ma non cosᅵ..."

"Cosᅵ come?"

"Lunedᅵ sera l'ho incrociata in chat... Era la prima volta che tornavamo
in contatto dopo sabato sera... Mi aspettavo... non so..."

"Cosa ti aspettavi?"

"Avevamo fatto sesso insieme... Vabbᅵ, forse per lei ᅵ sempre stato solo
un gioco... Perᅵ ha goduto, abbiamo goduto insieme... Mi aspettavo da
lei piᅵ complicitᅵ, piᅵ intimitᅵ... Invece... Mi ᅵ sembrata molto strana
nei miei confronti. Immagina che capiti a te: ti fai una e la volta
appresso questa si comporta con te come se ti conoscesse appena... Come
la prenderesti?"

"Ma perchᅵ? Cosa ti ha detto Luisa? Cosa ha fatto di strano?"

"Non so spiegartelo.... Ma c'era come un senso di imbarazzo tra di noi.
Io ero preparata a dirle che il progetto di scambio era fallito, e
sapevo che questo avrebbe messo un po' in difficoltᅵ il dialogo... Ma
pensavo che fino a quel momento tra di noi ci fosse la vecchia amicizia,
la vecchia complicitᅵ, e possibilmente anche qualcosa in piᅵ, dopo
essere state a letto insieme..."

"Invece?"

"Lei era svagata, sfuggente... Quasi si sentisse a disagio con me... Non
capisco perchᅵ..."

Io invece un'idea ce l'avevo. Luisa si sentiva in colpa nei confronti di
Giorgia. Pensava di averle fatto una gran carognata divertendosi col
sottoscritto e progettando di continuare a farlo a tempo indeterminato,
ed era normale che non le venisse spontaneo essere allegra e ciarliera
come nulla fosse. Ero convinto che due giorni prima Luisa fosse partita
con la sola intenzione di stuzzicare ulteriormente le fantasie del
"santarellino", nel tentativo di convincerlo ad accettare lo scambio, e
non fosse intenzionata ad andare oltre il farsi vedere in tenuta
ultrasexy. Poi la situazione le era sfuggita di mano, ma ciᅵ non toglie
che sicuramente se ne sentiva responsabile di fronte all'amica.

Per un attimo ebbi la tentazione di raccontare tutto a Giorgia, ma poi
pensai che non l'avrebbe presa bene. In fondo se dici a un'altra persona
che te la stai spassando alla grande con la persona di cui questa ᅵ
innamorata, non puoi aspettarti che il suo umore migliori.

"Capisci, Marco? Per me era fondamentale avere un segnale... anche
piccolo... anche tra le righe... di esserle piaciuta... almeno un po'...
E' l'ultima cosa che chiedo a questa storia..."

"Ma io sono sicuro che le sei piaciuta."

"Non credo... Che motivo avrebbe avuto allora di fare cosᅵ con me?"

"Non lo so... Magari l'hai beccata un po' distratta... Non puoi dare per
scontato quale sia l'umore di una persona, dialogando in chat."

"Ho paura, sai? Ho paura a incontrarla di nuovo in chat. Se dovesse
confermarsi in quell'atteggiamento per me sarebbe terribile... Mi
sentirei schifata..."

"Non esagerare, Giorgia. Puᅵ anche darsi che le effusioni tra ragazze
non le piacciano particolarmente. In effetti mi sembra donna di gusti
del tutto diversi... Tu non c'entri..."

"Ma questo non gustificherebbe comunque un atteggiamento del genere...
Eravamo amiche, abbiamo passato un sacco di serate a chattare, abbiamo
parlato di tutto... Ci scambiavamo le foto, e lei continuava a dirmi che
mi trovava molto carina..."

"Ma allora ᅵ evidente che le piaci."

"Sᅵ, ma io temo di averla delusa sessualmente... Non c'ᅵ altra
spiegazione... Molto carina, molto carina, ma poi quando sono stata tra
le sue braccia l'ho disgustata..."

"Sono sicuro che non ᅵ cosᅵ."

"Non posso uscire da questa storia con questo gusto amaro in bocca.
Voglio portare con me almeno la sensazione che in un contesto diverso le
cose tra noi due sarebbero potute andare in un altro modo..."

"Non ci pensare, Giorgia. Vedrai che si tratta solo di un equivoco. A
Luisa le piaci, le sei piaciuta sessualmente, e ti trova adorabile sia
come donna che come amica."

"Sono sciocca a farmi questi problemi, vero?"

"Ma no... sono cose che passano nella testa quando si ᅵ in fissa per
un'altra persona..."

"Sono convinta che, andando a scavare, la cosa che mi brucia davvero ᅵ
l'idea di perderla. Non riesco ad accettarlo. Il come, il quando, il
perchᅵ, sono dettagli. Ci sono ancora dentro fino al collo e sono
disperata... Ti prego, Marco, aiutami..." Ci stava soffrendo davvero, e
io soffrivo per lei.

"Mi piacerebbe davvero poter far qualcosa per te, Giorgia... Ti giuro
che se avessi la bacchetta magica ora ti direi di andare nella mia
camera da letto, e te la farei trovare lᅵ, bella pronta a tua
disposizione... Purtroppo non posso fare altro che starti vicino e
cercare in qualche modo di darti conforto da amico.."

"E non ᅵ poco, sai? Sarebbe mille volte peggio se non ci fossi tu.
Apprezzo moltissimo quello che fai per me... Non ho mai avuto prima di
te qualcuno con cui confidarmi sulla mia vita intima... Per una donna
coi miei gusti, puoi capire quanto sia difficile trovare la persona
giusta... Per me sei importantissimo e... ti voglio bene, Marco. Davvero"

Fui colpito e commosso dalle sue parole. Ci abbracciammo per un po', in
silenzio. Sembrᅵ tranquillizzata. "Metti un po' di musica, dai" mi
disse, "ci fumiamo una sigaretta..."

Mi recai allo stereo. Giorgia non aveva espresso preferenze e mi sentii
libero di scegliere. Optai per una compilation nu-jazz del 2005, "Saint
Germain Des Prᅵs Cafᅵ - Vol.6". Inserii il tasto "random" lasciando al
caso la scelta dell'ordine delle canzoni. Spazzole impazzite si
accanirono su charleston e rullante. Un pianoforte scivolᅵ appoggiandosi
su accordi in settima diminuita, discretamente accompagnato da un
contrabbasso. Una voce femminile cominciᅵ a disegnare atmosfere
notturne. Giorgia annuᅵ. Non era esattamente il suo genere, ma non le
dispiaceva.

"Hai ancora un po' di quel cognac, Marco?" mi chiese, dopo un po' che
ascoltavamo in silenzio, assorti nei pensieri.

"Purtroppo no" sospirai. "Ce lo siamo scolato tutto l'altra volta, ricordi?"

"Mmmm..." piagnucolᅵ a labbra strette.

"Ho della birra scura in frigo..."

"Chiara non ne hai? Mmmmm... Quella scura non mi piace..."

Allargai le braccia, dispiaciuto. "Cosa altro posso offrirti da bere?"

"Potresti offrirmi il tuo cazzo da succhiare..." mormorᅵ languida.

Restai di stucco. "Cosa hai detto?"

Fece un sorrisino da monella. "Beh? Perchᅵ no?"

"Ma stai parlando sul serio?"

"Sei stato carino con me, stasera. Mi sei stato a sopportare, con le mie
lagne e le mie malinconie. Hai avuto tanta pazienza. Mi sembra giusto
ricambiare in qualche modo..."

"Giorgia, io... Apprezzo moltissimo, ma non c'ᅵ bisogno di
ringraziamenti..."

"E poi te l'avevo detto l'altra sera, no? Che ogni tanto poteva capitare
questa cosa..."

"Sei davvero sicura di volerlo fare, Giorgia? Non devi sentirti in
debito..."

"Certo che sono sicura... Tu piuttosto? Come mai queste titubanze? Il
Marco che conosco sarebbe stato giᅵ con la zip aperta e col coso di
fuori... Ehi! Non dipenderᅵ dalla tua nuova troietta, spero! Hai forse
deciso di tenerlo in esclusiva tutto per lei?"

"Ma figuriamoci..." mormorai. Intanto Giorgia si era accovacciata tra le
mie gambe sul tappeto, davanti al divano dove ero seduto, e aveva
cominciato a slacciarmi la cintura, continuando a parlare.

"Cosa vuole questa stronza? Mai vista nᅵ conosciuta, si presenta, e lo
vorrebbe subito tutto per lei? Cosa si ᅵ messa in testa? Si metta da
brava in fila come tutte le altre e senza pretese..." affermᅵ ironica.

Sorrisi. Luisa due giorni prima aveva contestato il diritto
all'esclusiva di Giorgia (credendo fosse mia moglie). Ora Giorgia
contestava il diritto all'esclusiva della mia presunta nuova fidanzata
(non sapendo che si trattasse di Luisa). Intanto l'oggetto del
condendere era venuto finalmente alla luce, e Giorgia lo guardava con un
certo interesse.

"Stasera non ci guarda nessuno e voglio fare le cose come dico io" mi
disse. "Non voglio sentire commenti. Rilassati e lascia fare a me".

Acconsentii. In fondo, come recita il vecchio adagio, a bocchin donato
non si guarda in bocca. Mi appoggiai comodamente allo schienale del
divano e mi lasciai andare alle note della compilation e ai ricami di
Giorgia. Jazz innovativo e pompino sperimentale. Bella accoppiata.

Presto mi trovai ad apprezzare lo stile di Giorgia. Particolare. Molto
lento, soffice, contemplativo, quasi sognante. Poco o nulla
coreografico, tutto l'opposto di un pompino da film. Ma le sensazioni
erano intense, seppur sottili. Piacevolissime. Non affaticava il collo
in ampie pompate. Se lo faceva scivolare dentro lentissimamente,
succhiandolo, e continuando a stimolarlo voluttuosamente con la lingua.
Mi ci volle qualche minuto per sintonizzarmi con quei ritmi e quella
delicatezza di impatto, ma da quel momento in poi fu una delizia sublime.

Con un colpo su un piatto, un brano finᅵ e subito ne cominciᅵ un altro.
Batteria, contrabbasso, un delicato arpeggio di piano elettrico su un
accordo in sesta, e poi una voce maschile, bassa e profonda.

Giorgia si interruppe.

"Ma questo ᅵ..."

"Traccia 10. Was-a-bee..." feci io.

Lei mi guardᅵ perplessa. Si allungᅵ verso il tavolinetto dove c'era la
copertina del CD e verificᅵ.

"Sᅵ, il titolo corrisponde. Ma non ᅵ Was-a-bee!... Voglio dire, lui ᅵ
coso, come si chiama..." schioccᅵ le dita.

"Non lo nominare. Va bene Was-a-bee..."

Fece uno sguardo interrogativo e mi sentii in dovere di spiegare meglio.

"Quando comprai questa compilation, un insieme di pezzi di artisti di
varia nazionalitᅵ di un genere di nicchia, questa canzone per me era...
come una specie di diamante grezzo trovato per caso in mezzo alla
strada. Non si sapeva chi fosse il cantante, chi ci suonasse, cosa
significasse questo strano 'era un'ape' o 'era una B'. Questo dava alla
canzone un fascino irresistibile. Aveva il sapore di angoli lontani e
sconosciuti del mondo, di universi senza tempo. Locali fumosi dove tra
una birra e un cuba libre pochi privilegiati, che nemmeno sanno di
esserlo, ascoltano canzoni come questa, con un gruppetto jazz e un
negrone (dimmi se a primo ascolto non sembra il cugino di Barry White)
che canta rapito il suo amore per chissᅵ quale misteriosa maliarda.

Poi, piᅵ o meno un anno dopo, il pezzo ha avuto successo. E' uscito
dagli scantinati per venire alla luce del sole. Allora si ᅵ saputo vita
morte e miracoli, si ᅵ cominciato a sentirlo dappertutto. L'hanno
presentato a Domenica In da Pippo Baudo come fosse una canzone di una
Laura Pausini qualsiasi. Poco ci manca e ci facevano pure lo spot della
candeggina. Resta un pezzo stupendo, ma ha perso moltissimo del suo
fascino per me. Posso pure essere contento per il successo, chᅵ lo
merita. Ma non ᅵ piᅵ la stessa cosa, non so se capisci cosa voglio dire."

Non disse nulla. Mi guardava in modo particolare, con una specie di
affascinato interesse, continuando ad accarezzarmelo lentamente con la mano.

"Allora" continuai, "quando mi capita di riascoltarlo, preferisco
pensare ancora che sia un pezzo di questo enigmatico Was-a-bee. Un brano
sconosciuto e sfigato, finito non si sa come in una compilation sfigata,
di artisti sfigati, di un genere musicale per pochi sfigati, e di cui
non si sa il chi, il come, il quando. Niente. Solo note. Note e magia..."

Mi guardᅵ seria e intenta per qualche secondo. Poi sorrise.

"Marco, sei davvero un tipo strano, certe volte. Perᅵ mi piaci. Mi piaci
moltissimo."

"Grazie, Giorgia..."

"E non mi dispiace spompinarti, sai? Anche se sono lesbica" chiosᅵ,
subito prima di rimettersi all'opera.

"Anche se sei lesbica..." ripetei, languido, e tornai ad abbandonarmi.
Alla sua bocca e alla musica. E al vocione di quel tizio che cantava.

"Take me up and let me down
Hold me when I'm sad
Take my eyes to look around
Take my ears to listen to the stars
This is what u are..."

[Continua nella settima e ultima puntata, che sarᅵ pubblicata domenica 8
novembre]

Xlater

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