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Quella sua maglietta fina (Poco IT, quasi OT)

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uno nero

unread,
Jul 26, 2006, 4:37:35 PM7/26/06
to
Quella sua maglietta fina

Questa che mi è capitata è proprio stramba e ve la voglio raccontare.

Allora, avevo deciso di andare al mare e già questo è strano parecchio
perché io al mare ci vado poco e sempre poco volentieri.

La sabbia che scotta, il sole che scotta, la luce che abbaglia, il
cicaleccio che rintrona. Poi io sono anche miope e quando vado a fare il
bagno, senza occhiali, entro in un mondo dove tutto è sfumato, confuso,
lontano. Incerto ed insicuro.
Il mare non ha una gran attrattiva, non ha neanche un gran senso, per me.

Ma l'altra mattina, chissà perché, mi sono svegliato con la voglia di
rivederlo, il mare, di ritrovare le sensazioni dell'andare al mare. Quel suo
rumore morbido e ritmato che lava i pensieri ruggini. E poi gli altri
rumori, inevitabili in queste spiagge ad alta densità dell'Alto Adriatico,
il brusio costante degli ombrelloni vicini, il grido più forte che
improvviso arriva da qualche parte chissà da chi. Ma anche gli odori di
sabbia, di legni, di salmastro, di doposole e di umanità diverse. O le
ragazze da guardare.

Tutto ciò, improvvisamente, pareva tornato ad essere piacevole, un piacere
lieve, vago, come di nostalgia che, poco alla volta capivo, poteva forse
nascere da un sogno fatto verso mattina. Avevo sognato di quando, ragazzo,
andavo al mare portandomi dietro tutte le attese che, a quell'età, questo
evento comporta. Fondamentalmente la ricerca dell'altro sesso.

L'altro sesso, appunto.

Chiamata con entusiasmo, Nicoletta mi aveva risposto di no.
Doveva andare dall'estetista perché quel week end dovevamo andare via
insieme.
Non ricordavo?
Non ricordavo...
Certo che ricordavo!

Ugualmente no mi avevano detto Sonia, Francesca, Sabrina, Sabina, Marina,
Vanina e Valentina. Problemi loro.

Katia, Marta, Cora, Lola, Nora, Dora ed Eleonora non erano adatte ad essere
portate al mare.

Angela, Luciana, Maria, Agnese e Pamela non avevo gran voglia di vederle.
Angela mi aveva sbagliato gli ultimi due pompini, Luciana si era messa a
ridere mentre io ero tutto preso a carezzarle il peluche e le altre tre, che
stronze, si erano sposate.

Meglio, al mare ci vado da solo.

Tra l'altro, al mare, ho anche una casetta, anzi un appartamentino in un
condominio che si affaccia direttamente sulla spiaggia, come si costruiva,
lì, una volta.
Neanche male, ma non ci vado mai.

Allora, arrivo che non è poi tardi, trovo da parcheggiare perché nessuno,
strano, mi ha occupato il posto macchina, tiro su le quattro persiane
dell'appartamento, respiro a pieni polmoni il buon odore di chiuso e mi
spoglio.
E poi mi guardo allo specchio.

Bello!
Bello nelle mie tonalità di grigio e di bianco.
Grigio in testa e bianco o biancastro in tutto il resto salvo che nella zona
centrale dove torna il grigio appena un po' brunito.
Ma il meglio è fornito dal gioco armonico che le diverse rotondità,
distribuite con rigorosa casualità, formano sul mio corpo.
Avete presente René Thom? La teoria delle catastrofi? I diagrammi che
tentano di esplicitarla? la regola di Maxwell oppure la regola del ritardo?
Ecco, appunto.

Soddisfatto dall'esplorazione mi infilo i comodi pantaloncini blu, una
maglietta azzurra simil Lacoste e gli zoccoli antichi.
Raccolgo il telo da mare arrotolato ed il pacco di giornali comprati
all'edicola della romana interista per la lettura delle cose che contano: Il
Gazzettino, La Nuova, Il Corriere dello Sport, Tuttosport e, sopra tutti, La
Rosea Sportiva e s-ciabattando sabbia col posteriore dello zoccolo entro nel
dedalo di ombrelloni, di sdraio, di asciugamani e di corpi, di corpi, di
corpi. Umani, quasi umani.
Con soddisfazione intravedo nella bolgia qualche corpo, giovani mamme in
particolare, con proporzioni umane di pregio ed attrattiva.

Supero le varie barriere e le tentazioni ancor più perigliose e guadagno il
bagnasciuga esattamente là dove la sabbia da chiara e bollente si fa scura e
più fresca per l'acqua che ancora la imbomba.
Là srotolo il telo sul quale mi sdraio supino, piedi al mare, con, a fianco,
il pacco di roba da leggere.

E il pacco resta lì perché mi metto a guardare la gente che passa.
E' un passatempo che molto rilassa, guardare la gente che passa.
Distende, estranea dalla massa e la tensione, indubbiamente, si abbassa.

Come talvolta succede in cose ben più importanti di questa, nel guardarci
intorno siamo attratti da quelli che, appunto, passano. Li osserviamo perché
sono in movimento, perché appaiono vivi, vivaci, attivi; in quel momento
diversi da noi pigramente sdraiati e fiacchi, indolenti; ma, probabilmente,
ci attirano anche perché sono lontani, difficili da raggiungere e, per
questo, più allettanti. E nel far ciò, nell'essere presi dai molti che se la
filano via lontani, dimentichiamo di notare i pochi, magari buoni, che ci
stanno vicino.

- Posso prrenderre un momanto?

Mi sento dire da una voce morbida, appena un po' profonda, chiaramente
francese, giusto di fianco a me.

L'oggetto della richiesta è il giornale.

Automaticamente getto la necessariamente rapida ma esauriente occhiata
ricognitiva e constato che la voce francese esce da una bocca piacevole che
si apre in un sorriso franco, e che la bocca sta su un volto un po' largo,
forte ma armonioso con zigomi alti posti sotto occhi scuri scuri e acuti,
pungenti a mirarti dentro e a farti capire che la ragazza merita.
Mi rammarico, così, di non avere a disposizione qualche giornale più
qualificante della robaccia che mi sono portato in spiaggia, ma la ragazza,
sui trentacinque, mi chiede proprio La Gazzetta dello Sport.

La invito a prendere il quotidiano con un - Ma prego... - e la osservo
meglio mentre lo legge attenta.

Il corpo è bello, alto, anzi, distesa, è lungo, forse poco meno dell'uno e
ottanta.
E asciutto ma con cenni di muscolatura importanti armonicamente distribuiti
su uno chassis solido e ben proporzionato.
La figura tipica di chi è o è stata un'atleta. Ecco il suo interesse per lo
sport.

Cosa legge la mia atletica vicina?
La prima pagina, intanto, e poi, subito passa alla seconda dove continua, mi
pare, l'articolo che riguarda il caso Materazzi - Zidane, l'indagine della
FIFA e la decisione presa nel comminare le pene ai due reprobi.

Sbircio, curioso, le espressioni su quel volto più attraente che bellissimo,
e la vedo incupirsi, concentrata nella lettura finché, d'improvviso, alza
gli occhi ad incrociare apposta i miei. Sicura, cazzo, di trovarli proprio
lì.

- Cosa legge?

Pronta la reazione intelligente di quello che non si fa mai cogliere di
sorpresa.

E alla pronta reazione seguono con giusto dosaggio acute domande tipo:

- Come mai si interessa di calcio?
- Allora, vista la finale?
- Rimasta male?

E via così, con la conversazione che diventa sempre più sciolta, lei che
risponde con frasi sempre più lunghe, più articolate, ogni tanto un poco
accese e condite da un filo di polemica dimostrando però, insieme alla
passione, anche una buona competenza sull'argomento calcio.

Dalla finale mondiale.
- Soliti Italiani opporrtunisti...
- Sì ma noi abbiamo anche preso una traversa e fatto un gol annullato...
- Il nostrro joco era migliorre...
- Questo è vero però noi...

Siamo passati all'episodio Materazzi-Zidane.
Lì, credetemi, nonostante il mio cuore juventino mi leghi ancora alle
immagini di Zizou il grande caracollante in bianconero, ho difeso il povero
Matrix, soprannome di Materazzi, e la sua frase, forse due, appena un po'
villana, o villane, poco peggio che innocenti.
Ma lei, qui con calma ma con determinazione, mi ha spiegato a lungo come,
per la cultura di un Francese che comunque rimane fondamentalmente un
Algerino nel sentire, nel pensare e di conseguenza, nel comportarsi,
qualsiasi riferimento anche vagamente offensivo alla famiglia, in
particolare alle donne della famiglia divenga un oltraggio non solo
inaccettabile, ma addirittura insopportabile. Anche se ti sei evoluto, se
razionalmente sai che ti devi reprimere, in certi momenti di minore lucidità
il peso di questa offesa si fa tale da doverla assolutamente rimuovere con
un gesto violento.
E' inutile chiedersi, dice lei, se sia giusto o no, se sia esagerato o
corretto, è così e basta.
Forse, continua, in un mondo come l'attuale dove sempre minore è il rispetto
nei confronti dei più deboli, dove, insieme, sempre meno è sentito dall'uomo
il dovere di difendere le donne in generale e le proprie in particolare da
offese e volgarità, non è poi così male che qualcuno ancora abbia dentro
questo tipo di sensibilità, non è un caso che anche nella Francia evoluta
Zidane sia stato accolto come un giusto.

Non insisto più di tanto, in particolare non insisto sulla differenza tra
una difesa civile, basata sull'equità della reazione rispetto all'offesa, ed
una violenta portata con mezzi e con risultati sproporzionati rispetto
l'offesa ricevuta. Un po' per dovere di ospitalità ed un po' perché nel
fervore del patrocinio dell'illustre connazionale l'atletica ragazza si fa
bellina davvero, attraente e - devo dirlo? - desiderabile.

Abbiamo parlato di altri argomenti più o meno connessi a questi e, tra le
altre cose, ho appreso che il termine "cugini" riferito ai Francesi è
unidirezionale. Nel senso che solo noi Italiani sentiamo questo tipo di
legame nei loro confronti mentre per loro, in generale, noi Italiani siamo
solo bizzarri Europei talvolta piuttosto divertenti.
Ma non per tutti, dice, non per lei, per esempio, che ci conosce bene perché
sta in Italia da molto e adora il nostro stile di vita e adora gli uomini
italiani passionali, divertenti e, dice così, sexy.

Me lo dice guardandomi così, da sotto in su, con quegli occhi acuti,
pungenti, che ti mirano dentro e che, se si fanno un po' dolci, ti fan
venire voglia di qualcosa che non sai bene.

- Fame, mi è venuta fame.
- Anche a me.

La trattoria "Alla Pergola", a duecento metri dal mio appartamento, da
sempre fa una frittura mista che è una frittura mista, con i pescetti, le
schie, e, se si è fortunati, pure con qualche soglioletta lunga un dito. La
fanno in continuazione, anche per esporto, la frittura, così che, con poca
attesa, la si può avere calda e croccante appena tirata via dalla
friggitrice. Naturalmente la si accompagna con molte fette di polenta
tassativamente bianca e di grana media. La polenta va preparata prima,
lasciata raffreddare, tagliata a fette e passata poi sulla graticola per
averla soda e con la pelle lievemente accartocciata, abbrustolita,
insaporita e rigata di bruno.
Mentre attendo la fine della cottura per portare a casa il plateau di
fritto, mi torna in testa il grido sicuro, quasi autoritario, col quale la
bella sportiva mi ha congedato per andare a farsi la doccia:
"Prrosecco".
E Prosecco ho subito procurato dalla cantina specializzata della trattoria.
Due Canevel spumante, per me sempre tra i migliori, e, per non sbagliare, un
ottimo Bortolomiol fermo.

Poggiata al muretto del terrazzino che dà direttamente sulla spiaggia,
aspetta, l'amica francese, in piedi guardando il mare ora quasi vuoto per
l'ora calda. Sui calzoncini blu indossa una maglietta bianca, lucida,
sottile, difficile da non riconoscere. Ha le righe blu, bianche e rossa
della Adidas ed il numero dodici di Henry. Davvero una bella visione. Da
restar lì a guardarla qualche attimo in silenzio finché lei non si gira, mi
sorride senza farmi capire cosa ci sta dietro a quel sorriso e viene,
gentile, a prendere il sacchetto con le bottiglie.

Le apprezza tutte, le bottiglie, la mia nuova amica, tutte e tre, intendo.
Se è sorta tra noi una gara a chi ne ha bevute di più, l'ha certamente vinta
lei.
Metà della prima di Canevel è andata in una caraffa di spritz, in trattoria
mi sono procurato anche una bottiglia di Bitter Campari, toccasana
ghiacciato per sciogliere residui di gelo, così che già al momento di
sederci a tavola parliamo più forte e ridiamo per niente.

Le tette adesso sono dure e ballonzoline per gli spritz, per i movimenti di
prenditi un altro po' di frittura, tò una fetta di polenta, assaggia il
Bortolomiol, quasi mi piace di più del Canevel e, ci spero tanto, per le mie
famose tonalità e per le dosi massicce di feromoni che ho recuperato
raschiandole da tutte le parti del corpo dove si erano imboscate per
diffonderle, con abili movimenti, nel raggio di sua ricezione.

Belle proprio quelle tette ballonzoline che la maglietta bianca, lucida,
fina avvolge e risalta rendendole desiderabili ben più che se fossero nude.
Lì gli occhi miei cadono in continuazione e sostano sempre più a lungo
finché non me ne frega più di toglierli da quel mio incanto e lei, ridendo
con la polenta in bocca, appena un po' sguaiata, mi spara un:

- Così vedi meglio?

E si tira su fino al mento il bordo della maglietta scoprendo di botto le
meraviglie velate.

Se sto fermo a guardare guardo meglio e lei mi lascia guardare più a lungo,
mi dico.
Se mi muovo sono a rischio.
Sto fermo a guardare?
Manco pel cazzo.
Afferro il bordo sollevato e porto quel lembo a coprirle la faccia e,
sentendo che continua a ridere, blocco con presa sicura il ballonzolio della
ballonzolina destra incurante dello scarto indietro, previsto, che
l'atletica francese compie continuando, però, a sganasciare polenta.
Rovescio la sedia e lascio il desco imbandito per seguirla nel suo movimento
all'indietro senza mollare né il lembo che la copre né la ballonzolina che,
morbida, trabocca dalla mano che la tiene. Anzi, poiché i borboglii che
vengono da sotto il lembo continuano a sembrare più ridacchiosi che
minacciosi, decido di dedicarmi con maggiore cura a quella e, già che ci
sono, anche alla sorella fin qui trascurata.

Di mano l'una, di bocca l'altra, di bocca l'una, di mano l'altra, lavoro con
passione e perizia entrambe le ballonzoline attento a non preferire mai
l'una all'altra, finché, sentendo silenzio da sotto il lembo della
maglietta, decido che è venuto il momento di riscoprire quel volto.

Ci ritrovo il sorriso, placato, addolcito e gli occhi non mirano più,
pungenti, all'interno di quello che pensi, ma guardano attorno ed aspettano.
Aspettano ciò che anche la bocca si attende, il bacio.

E bacio, allora, un occhio prima e poi la bocca che subito mi porge le
labbra per aprirsi ed accogliermi calda, saporosa.

E' un bacio che sa di polenta, che sa di mare ancora un poco fritto, che sa
di donna giovane e forte che vuole baciare per il vino bevuto, per
l'intontimento del sole, per lo sciacquio che ritmato fa da sottofondo
sonoro al nostro bacio. E, forse, un po' anche per me. Per quello che le ho
detto, per come l'ho detto, perché sono lì, con le mie tonalità di grigio e
di bianco e le curve imponderabili della regola di Maxwell.

Malandrina, il bacio non le basta per niente.
Riconoscente, vuole ricambiare le carezze riservate alle sue dolci
ballonzoline dedicandone di uguali al mio prode ballonzolino.

Restando seduta dov'è, continuando il bacio gustoso, fruga esperta nelle
pieghe dei calzoncini blu che ancora indosso da questa mattina. Terrorizzato
da come potrebbe trovarlo il poro ballonzolin sorpreso cerco di sottrarmi a
queste carezze che pure mi fanno morir di languore, ma lei, veloce, infila
la mano nella patta e morbida afferra il morbidone che, con un guizzo di
orgoglio, reagisce come mai avrei sperato giungendo in tempi lodevoli a
dimostrare l'apprezzamento per le attenzioni rivoltegli.

Mi ritrovo in piedi, staccato dal bacio, nella posizione dell'attenti, le
brache calate ma la lancia orgogliosamente in resta.

Se la porta alla guancia, la lancia, e l'appoggia premendo leggera a sentire
qualcosa che proprio non so. L'avvicina alla bocca, la lancia, e la vuole
baciare, la vuole leccare, la estrae dal fodero e la rinfodera per poi
estrarla di nuovo e ogni volta dedicarle così una molle leccata e lasciarla
così, sempre più piena di piacere che dalla punta si irradia per tutto il
percorso dell'asta fino ad entrare nel resto del corpo e giungere, infine,
alla testa.

Non le basta leccarla, quell'asta, la vuole ingoiare, la vuole mangiare, la
vuole avere intera per sé e dentro sé per goderla nella sua pienezza
pulsante di carne vivente.

Io sono sorpreso e turbato ma pure compiaciuto da questo sviluppo che conto
sia solo un momento gustoso di tutto un più ampio percorso che mi porterà a
ciò che più voglio e che mi attira da impazzire.
Ma mentre la testa su questo si fissa, quell'altra di testa, quella
dell'asta, agisce da sola e sola innesta la fase temuta del non più ritorno.

Esplode il piacere, è vero, che il corpo coinvolge e, insieme, quella parte
dell'anima a ciò delegata, ma, nello stesso tempo, esplodono anche quelle
cose ben note che, senza esser corpo, corporali lo sono oltremodo.

Mi tolgo veloce dalla bocca che poc'anzi sapeva di polenta sperando di non
averle guastato il sapore, ma l'azione di spruzzo continua imperlando,
ahimè, la guancia, il collo, quella sua maglietta fina.

- ah, merde!
- Espèce de con!
- Regarde ce que t'as fait de mon shirt, voyons!

- Oddio, scusami, scusami tanto.

Riesco solo a balbettare mentre lei si alza di scatto e si dirige verso il
bagno passandomi di fianco come ormai non esistessi più.

- Su, via, dammi la maglietta.

Le dico con l'intenzione di lavargliela io da quelle esternazioni
appiccicose. Un mio dovere.

Ma come mi termina la frase in bocca la vedo bloccarsi, girarsi felina,
sollevare il capo con la bella zazzera nera che per il sudore le si
appiccica in testa facendola sembrare, per un balenio strambo, calva.
La bocca è tirata, la mascella diviene squadrata, il naso d'improvviso
appare più ampio e massiccio e gli occhi, gli occhi sono carboni furenti, in
un attimo capisco chi è: è lei... è lui... è lei...

Lei vede che l'ho riconosciuta:

- Oui, je suis Lila Zidane

In un balzo quel corpo da atleta mi è addosso, gli occhi di carbone furente
entrano un attimo appena nei miei e subito scompaiono abbassati da un colpo
del collo rapido come una frustata, forte come il battere di un maglio, che
mi fa piombare la fronte appena poco fa leggiadra, dura e dolorosa sulla
bocca dello stomaco, appena sotto lo sterno.

La botta, terribile, mi fa stramazzare a terra dove rimango tramortito senza
riuscire a muovermi. Dalla nebbia dove sono piombato la sento lontana
trafficare in bagno, sparare qualche merde qua e là, raccogliere le sue robe
e andarsene lasciandomi solo un:

- Je ne regrette rien.

Prima di sbattere la porta.

Ora sono qua, che non capisco ancora bene cosa sia successo.
Vorrei fare qualcosa ma non so bene...

Vorrei mettermi in contatto con Materazzi, ma non so come, non lo conosco.

Se qualcuno di voi lo conoscesse o sapesse come mettersi in contatto con
lui, potrebbe, per favore, dirgli che ce l'ho qui, l'ha lasciata qui.
Io l'ho lavata bene e l'ho anche portata al lavasecco per sicurezza.

Penso che, in fondo, gli spetti.
In fondo è la maglietta della sorella di Zidane.


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

kamicina

unread,
Jul 27, 2006, 7:47:35 AM7/27/06
to

uno nero ha scritto:

> Quella sua maglietta fina
>
> Questa che mi è capitata è proprio stramba e ve la voglio raccontare.
>

ahahhahahahah!
ok, per non spoilerare il finale (spoilerare, vah che fatto termine che
ho imparato su questi lidi), ti dirò solo che mai, mai avrei
immaginato che cotanta sorella facesse le vacanze a Lignano Sabbiadoro
(o in uno qualsiasi di quei posti urfidi che avete lì attorno). E mai,
mai avrei immaginato che durante il soggiorno trovasse pure modo di
fare un pompino a uno nero.
Ma allora è vero ciò che si dice sul suo conto. Che culo che hai
avuto, o Sommo.
Devo anche farti i complimenti per la ricchezza espressiva e i
preziosismi linguistici... Sotto quella corazza grey-man tutto business
e appuntamenti importanti, si cela dunque un raffinato poeta? :-)
Complimenti. Mi son parecchio divertita :-)

S

unread,
Jul 27, 2006, 8:14:31 AM7/27/06
to

"uno nero" <uno_...@tele2.it> ha scritto nel messaggio
news:83Z176Z121Z237Y...@usenet.libero.it...

> Quella sua maglietta fina

Ho apprezzato anch'io il racconto, e ho trovato geniale il finale, anche se
proprio non me l'aspettavo.
Ho letto tutto il racconto convinta che si trattasse di un fortunato
incontro in una giornata come tante, anche se mi aveva insospettito il fatto
che hai descritto quasi con poca partecipazione anche le scene che
dovrebbero essere le piů emozionanti. Come se il racconto avesse un altro
fine. Infatte č funzionale al finale. O no?

In ogni caso, che lo sia guaurdi dal dritto o dal rovescio, resta un bran
bel racconto, e ne scrivi sempre troppo pochi.

Un bacio
Susy

Warpp

unread,
Jul 27, 2006, 6:39:27 PM7/27/06
to
uno nero ha scritto:

> Quella sua maglietta fina

>

LOL.....molto divertente e piacevole da leggere ^____^

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it

uno nero

unread,
Jul 27, 2006, 1:50:53 PM7/27/06
to
Il 27 Lug 2006, 14:14, "S" <susa...@hotmail.com> ha scritto:
>
> "uno nero" <uno_...@tele2.it> ha scritto nel messaggio
> news:83Z176Z121Z237Y...@usenet.libero.it...
>
> > Quella sua maglietta fina
>
> Ho apprezzato anch'io il racconto, e ho trovato geniale il finale, anche
se
> proprio non me l'aspettavo.

Grazie molte per il gentile apprezzamento.
Geniale mi pare un tanticchia esagerato, ma un finale brillante deve
risultare un po' sorprendente, non trovi?

> Ho letto tutto il racconto convinta che si trattasse di un fortunato
> incontro in una giornata come tante, anche se mi aveva insospettito il
fatto
> che hai descritto quasi con poca partecipazione anche le scene che
> dovrebbero essere le piů emozionanti. Come se il racconto avesse un altro
> fine. Infatte č funzionale al finale. O no?

Intendi le scene relative alla frittura mista?

Scherzi a parte, la funzionalitŕ al finale č data dall'impostazione ironica
e lievemente grottesca data al racconto, mi pare, fin dall'inizio.
Se ti riferisci alla parte IT, nel finale, francamente non mi pare di essere
stato distaccato, poco partecipe.
Anzi, mi pare che, pur mantenedo un modo di scrivere, un tono ironico, ho
dato sapore e, insieme, calore a quelle righe.
Almeno ho cercato di darli.
Se non ci sono riuscito č stato un limite e mi farebbe piacere che tu mi
segnalassi meglio i passi dove ti sono parso poco partecipe.

>
> In ogni caso, che lo sia guaurdi dal dritto o dal rovescio, resta un bran
> bel racconto, e ne scrivi sempre troppo pochi.
>

Non mi č proprio possibile fare piů di cosě.

Ma grazie ancora.
uno

Lupin

unread,
Jul 27, 2006, 10:58:06 AM7/27/06
to
"uno nero" <uno_...@tele2.it> wrote in message
news:83Z176Z121Z237Y...@usenet.libero.it

> Quella sua maglietta fina

Non posso che unirmi ai complimenti, fino a prima dei miei solo
femminei,
per questo bel raccontino, a mio avviso per nulla OT e con un finale
davvero divertente.

Bravissimo uno, speriamo solo che qualcuno non lo venga a sapere e ti
venga ad inseguire, naturalmente a testa bassa! :D

Tornando ad altro thread, ormai dovresti sapere che sono anche un ladro
di informazioni, sempre gentiluomo chiaramente, ma comunque ladro!

Ciao
Lupin


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

uno nero

unread,
Jul 27, 2006, 1:39:11 PM7/27/06
to
Il 27 Lug 2006, 13:47, "kamicina" <kami...@yahoo.it> ha scritto:
>
> uno nero ha scritto:
>
> > Quella sua maglietta fina
> >
> > Questa che mi è capitata è proprio stramba e ve la voglio raccontare.
> >
>
> ahahhahahahah!
> ok, per non spoilerare il finale (spoilerare, vah che fatto termine che
> ho imparato su questi lidi), ti dirò solo che mai, mai avrei
> immaginato che cotanta sorella facesse le vacanze a Lignano Sabbiadoro

Era solo di passaggio.

> (o in uno qualsiasi di quei posti urfidi che avete lì attorno). E mai,

Urfidi?

> mai avrei immaginato che durante il soggiorno trovasse pure modo di
> fare un pompino a uno nero.

Anche razzista sei... [:o))

> Ma allora è vero ciò che si dice sul suo conto.

Sul conto di chi, tesoro?

Che culo che hai
> avuto, o Sommo.

Grazie per il Sommo maiuscolato, mi fa da ridere ma per un po' me lo tengo.
Però devi anche mettere in conto come è andata a finire...

> Devo anche farti i complimenti per la ricchezza espressiva e i
> preziosismi linguistici...

Troppo buona.

Sotto quella corazza grey-man tutto business
> e appuntamenti importanti, si cela dunque un raffinato poeta? :-)

Ritroppo buona.
Altri sono i veri valori qui dentro.
Il mio, è vero, è un valore in grigio.
Oppure, se preferisci, a gray value.

> Complimenti. Mi son parecchio divertita :-)
>

E per cos'altro credi mi sia arrabattato per due giorni e qualcosa?
Per sentirti dire questo.

Sgaruffata
uno

liese

unread,
Jul 27, 2006, 10:37:09 AM7/27/06
to

uno nero ha scritto:

> Quella sua maglietta fina
>

> Ma l'altra mattina, chissà perché, mi sono svegliato con la voglia di


> rivederlo, il mare, di ritrovare le sensazioni dell'andare al mare. Quel suo
> rumore morbido e ritmato che lava i pensieri ruggini. E poi gli altri
> rumori, inevitabili in queste spiagge ad alta densità dell'Alto Adriatico,
> il brusio costante degli ombrelloni vicini, il grido più forte che
> improvviso arriva da qualche parte chissà da chi.

Verissimo.. l'intreccio di toni veneti, e friulani, e tedeschi, che
sento da quand'ero piccola. Cosa vuoi, ci si affeziona un po' anche a
questo. :-)

Molto divertente tutto il racconto, spassose le trovate in rima sparse
qua e là, spassosissime le mille altre cose che avrei voluto quotare.
E, ovviamente, il finale inaspettato.

una lettura davvero piacevole... soprattutto in un pomeriggio così
caldo e pigro!

liese

S

unread,
Jul 28, 2006, 4:03:02 AM7/28/06
to

"uno nero" <uno_...@tele2.it> ha scritto nel messaggio
news:81Z211Z230Z2Y1...@usenet.libero.it...

> Il 27 Lug 2006, 14:14, "S" <susa...@hotmail.com> ha scritto:

> Grazie molte per il gentile apprezzamento.

prego. Lo sai che ti odio, ma un racconto è un racconto e merita la sua
attenzione! :)

> Geniale mi pare un tanticchia esagerato, ma un finale brillante deve
> risultare un po' sorprendente, non trovi?

Brillante. Ecco tu hai usato il termine giusto.
Comunque del geniale c'è. Non ti sei limitato a citare il caso, ma hai
voluto metterci tutti gli elementi: testata, sorella, maglietta... dì la
verità: quanto ci hai pensato?

> Intendi le scene relative alla frittura mista?

ovvio.
le "sogliolette lunghe un dito". Non è roba da tutti i giorni.
"la si può avere calda e croccante" è sesso puro.
mi sto bagnando. Stasera mi aspettano scampi e mazzancolle. Quasi crudi. una
libidine...

> Scherzi a parte, la funzionalità al finale è data dall'impostazione

> ironica
> e lievemente grottesca data al racconto, mi pare, fin dall'inizio.
> Se ti riferisci alla parte IT, nel finale, francamente non mi pare di
> essere
> stato distaccato, poco partecipe.

no, ho esagerato io. è effettivamente quel grottesco, quell'ironia che mi
hanno tratto in inganno.

Qui è perfetto:


"Se la porta alla guancia, la lancia, e l'appoggia premendo leggera a
sentire
qualcosa che proprio non so. L'avvicina alla bocca, la lancia, e la vuole
baciare, la vuole leccare, la estrae dal fodero e la rinfodera per poi
estrarla di nuovo e ogni volta dedicarle così una molle leccata e lasciarla
così, sempre più piena di piacere che dalla punta si irradia per tutto il
percorso dell'asta fino ad entrare nel resto del corpo e giungere, infine,
alla testa.
Non le basta leccarla, quell'asta, la vuole ingoiare, la vuole mangiare, la
vuole avere intera per sé e dentro sé per goderla nella sua pienezza
pulsante di carne vivente."

Qui invece l'ironia sovrasta l'erotismo:


"Malandrina, il bacio non le basta per niente.
Riconoscente, vuole ricambiare le carezze riservate alle sue dolci
ballonzoline dedicandone di uguali al mio prode ballonzolino.
Restando seduta dov'è, continuando il bacio gustoso, fruga esperta nelle
pieghe dei calzoncini blu che ancora indosso da questa mattina. Terrorizzato
da come potrebbe trovarlo il poro ballonzolin sorpreso cerco di sottrarmi a
queste carezze che pure mi fanno morir di languore, ma lei, veloce, infila
la mano nella patta e morbida afferra il morbidone che, con un guizzo di
orgoglio, reagisce come mai avrei sperato giungendo in tempi lodevoli a
dimostrare l'apprezzamento per le attenzioni rivoltegli."


Chiuso questo argomento, ti ringrazio anche per il Bortolomiol. Non ci
crederai, ma è stato il mio primo Prosecco di Valdobbiadene, avevo 17 anni,
era caldo, e il momento in cui l'ho bevuto è stato uno dei più belli della
mia vita. E così il Bortolomiol è finito tra i miei miti. Magari invece è un
vino da supermercato Auchan 10 euro 6 bottiglie. Ma tu non dirmelo. ti prego
non dirmelo.

Un bacione
Susy

haimle

unread,
Jul 28, 2006, 4:33:51 AM7/28/06
to

> Quella sua maglietta fina


>
> Questa che mi è capitata è proprio stramba e ve la voglio raccontare.

CUT

Già in privato ti ho detto che il racconto mi è piaciuto ma non ti
ho snocciolato le ragioni, già elencate qui dalle altre/altri amici
pornazzari.
Ci aggiungo:

> Ugualmente no mi avevano detto Sonia, Francesca, Sabrina, Sabina, Marina,
> Vanina e Valentina. Problemi loro.
>
> Katia, Marta, Cora, Lola, Nora, Dora ed Eleonora non erano adatte ad essere
> portate al mare.
>
> Angela, Luciana, Maria, Agnese e Pamela non avevo gran voglia di vederle.
> Angela mi aveva sbagliato gli ultimi due pompini, Luciana si era messa a
> ridere mentre io ero tutto preso a carezzarle il peluche e le altre tre, che
> stronze, si erano sposate.

LOL. LOL vecchio marpionazzo!

CUT

E poi...

> La trattoria "Alla Pergola", a duecento metri dal mio appartamento, da
> sempre fa una frittura mista che è una frittura mista, con i pescetti, le
> schie, e, se si è fortunati, pure con qualche soglioletta lunga un dito.

Io, fortunato, stasera dente o non dente, ho un fritto di sogliolette,
lunghe un dito, che mi aspetta. Perché, dopo il mercato di Rialto, il
pesce
migliore lo trovi a MIlano, come ben sai!


lehaim da haimle

kamicina

unread,
Jul 28, 2006, 8:53:45 AM7/28/06
to

uno nero ha scritto:


>
> Urfidi?

Urfido [s. m.]
Dicasi di cosa o persona abietta, laida, viscida, grigia et similia.
Ambito d'uso: popolare

(moooolto popolare. Io e mio fratello lo usiamo per definire una cosa
ripugnante)

>
> > mai avrei immaginato che durante il soggiorno trovasse pure modo di
> > fare un pompino a uno nero.
>
> Anche razzista sei... [:o))

ommerda. Questa dev'esser l'influenza di quella zoccola di mia sorella
maggiore.
>
> > Ma allora č vero ciň che si dice sul suo conto.


>
> Sul conto di chi, tesoro?

sul conto della sorella. Anche la mia. Tutto vero. Le sorelle son
sempre delle grandi troie.

>
> Troppo buona.
>
assolutamente no. Complimenti meritatissimi :-)
Baci

uno nero

unread,
Jul 28, 2006, 9:46:16 AM7/28/06
to
Il 27 Lug 2006, 16:37, "liese" <liese...@virgilio.it> ha scritto:
>
> uno nero ha scritto:
>
> > Quella sua maglietta fina
> >
>
> > Ma l'altra mattina, chissà perché, mi sono svegliato con la voglia di
> > rivederlo, il mare, di ritrovare le sensazioni dell'andare al mare. Quel
suo
> > rumore morbido e ritmato che lava i pensieri ruggini. E poi gli altri
> > rumori, inevitabili in queste spiagge ad alta densità dell'Alto
Adriatico,
> > il brusio costante degli ombrelloni vicini, il grido più forte che
> > improvviso arriva da qualche parte chissà da chi.
>
> Verissimo.. l'intreccio di toni veneti, e friulani, e tedeschi, che
> sento da quand'ero piccola. Cosa vuoi, ci si affeziona un po' anche a
> questo. :-)

Sicuro, e se stai un po' attento distingui anche i diversi accenti
dialettali.
Il padovano dal trevigiano o dal mestrino, oppure il friulano dell'Alto
Friuli da quello della Bassa, simile al veneto, oppure al giuliano.
Il tedesco no, non lo so distinguere, francamente.
E poi è bello, anche, facendo finta di dormire, stare ad ascoltare i
discorsi che vengono da un ombrellone per poi, stufi di questi,
sintonizzarsi su quelli di un altro. E via così.


>
> Molto divertente tutto il racconto, spassose le trovate in rima sparse
> qua e là, spassosissime le mille altre cose che avrei voluto quotare.
> E, ovviamente, il finale inaspettato.

Molto gentile, grazie.


>
> una lettura davvero piacevole... soprattutto in un pomeriggio così
> caldo e pigro!

Mi fa piacere, davvero, di averti sollevato un po' dai fastidi di questa
calura insopportabile.

Sani
uno

uno nero

unread,
Jul 28, 2006, 9:56:43 AM7/28/06
to
Il 27 Lug 2006, 16:58, "Lupin" <xyl...@yahoo.it> ha scritto:
> "uno nero" <uno_...@tele2.it> wrote in message
> news:83Z176Z121Z237Y...@usenet.libero.it
>
> > Quella sua maglietta fina
>
> Non posso che unirmi ai complimenti, fino a prima dei miei solo
> femminei,

Femminei o femminili?
Se ti sente la kamicina che le dai della femminea, sono cavoli tuoi.

> per questo bel raccontino, a mio avviso per nulla OT e con un finale
> davvero divertente.

Grazie davvero.
Soprattutto per il "per nulla OT". In realtà l'avviso l'ho messo perché la
parte OT, iniziale, è piuttosto lunga e chi ha voglia di materiale IT può
evitare di perdere tempo.
Non ero sicuro che la sola parte un po' erotica fosse sufficiente a fornire
un mix valutabile come IT. Le tue parole mi hanno tranqullizzato.

>
> Bravissimo uno, speriamo solo che qualcuno non lo venga a sapere e ti
> venga ad inseguire, naturalmente a testa bassa! :D

Dipende anche da quelli che, per professione, sono così bravi a rubar
informazioni e, conseguentemente, a redistribuirle.

Cosa dici?

Sani e grazie ancora.
uno

uno nero

unread,
Jul 28, 2006, 9:58:00 AM7/28/06
to
Il 28 Lug 2006, 00:39, uorp...@yahoo.it (Warpp) ha scritto:
> uno nero ha scritto:
>
> > Quella sua maglietta fina
>
> >
>
> LOL.....molto divertente e piacevole da leggere ^____^
>
Grazie davvero Warpp.

Sani
uno

uno nero

unread,
Jul 28, 2006, 10:01:48 AM7/28/06
to
Il 28 Lug 2006, 10:33, "haimle" <hai...@libero.it> ha scritto:
> "uno nero" <uno_...@tele2.it> wrote in message
> news:83Z176Z121Z237Y...@usenet.libero.it
>
> > Quella sua maglietta fina
> >
> > Questa che mi è capitata è proprio stramba e ve la voglio raccontare.
>
> CUT
>
> Già in privato ti ho detto che il racconto mi è piaciuto ma non ti
> ho snocciolato le ragioni, già elencate qui dalle altre/altri amici
> pornazzari.
> Ci aggiungo:
>
> > Ugualmente no mi avevano detto Sonia, Francesca, Sabrina, Sabina,
Marina,
> > Vanina e Valentina. Problemi loro.
> >
> > Katia, Marta, Cora, Lola, Nora, Dora ed Eleonora non erano adatte ad
essere
> > portate al mare.
> >
> > Angela, Luciana, Maria, Agnese e Pamela non avevo gran voglia di
vederle.
> > Angela mi aveva sbagliato gli ultimi due pompini, Luciana si era messa a
> > ridere mentre io ero tutto preso a carezzarle il peluche e le altre tre,
che
> > stronze, si erano sposate.
>
> LOL. LOL vecchio marpionazzo!

In realtà, haimle, qualcuna l'ho aggiunta, inventata.
Ma tu non dirlo a nessuno, specie alle ragazze!

>
> CUT
>
> E poi...
>
> > La trattoria "Alla Pergola", a duecento metri dal mio appartamento, da
> > sempre fa una frittura mista che è una frittura mista, con i pescetti,
le
> > schie, e, se si è fortunati, pure con qualche soglioletta lunga un dito.
>
> Io, fortunato, stasera dente o non dente, ho un fritto di sogliolette,
> lunghe un dito, che mi aspetta. Perché, dopo il mercato di Rialto, il
> pesce
> migliore lo trovi a MIlano, come ben sai!

Forse anche prima!

Grazie ancora e sani.
uno

Lupin

unread,
Jul 28, 2006, 10:39:41 AM7/28/06
to
"uno nero" <uno_...@tele2.it> wrote in message
news:81Z211Z232Z201Y...@usenet.libero.it

> Non ero sicuro che la sola parte un po' erotica fosse sufficiente a fornire
> un mix valutabile come IT. Le tue parole mi hanno tranqullizzato.

Per me era IT, tutto sommato dall'inizio fin quasi alla fine!

> Dipende anche da quelli che, per professione, sono cosě bravi a rubar


> informazioni e, conseguentemente, a redistribuirle.
>
> Cosa dici?

Ehmmmm... ho gia' avvisato chi di dovere, in effetti...

> Sani e grazie ancora.
> uno

Prego, prego, non c'e' di che! :D

uno nero

unread,
Jul 28, 2006, 10:40:03 AM7/28/06
to
Il 28 Lug 2006, 10:03, "S" <susa...@hotmail.com> ha scritto:
>
taglia

>
>
> Chiuso questo argomento, ti ringrazio anche per il Bortolomiol. Non ci
> crederai, ma č stato il mio primo Prosecco di Valdobbiadene, avevo 17
anni,
> era caldo, e il momento in cui l'ho bevuto č stato uno dei piů belli della
> mia vita. E cosě il Bortolomiol č finito tra i miei miti. Magari invece č

un
> vino da supermercato Auchan 10 euro 6 bottiglie. Ma tu non dirmelo. ti
prego
> non dirmelo.
>
Non ho capito bene se era caldo nel senso che faceva caldo e, cosě, ti sei
gustata ancora di piů il Prosecco freddo e frizzante oppure se era caldo il
povero Bortolomiol che ti hanno portato e che, in questo modo, non hai
potuto apprezzare al meglio.

Quanto a Bortolomiol , secondo me č uno dei migliori produttori di Prosecco
nei suoi vari modi.
Tra l'altro, come avrai letto, lo vinifica anche fermo, non frizzante,
senza, cioč, bollicine.
E questo me lo fa apprezzare di piů.

E poi, non vorrai mica che in un'occasione del genere mi pres..., pardon,
faccia presentare il protagonista del racconto con una bottiglia da
battaglia? Con una Francese spocchiosa?

Eddai!!

S

unread,
Jul 28, 2006, 10:53:23 AM7/28/06
to

"uno nero" <uno_...@tele2.it> ha scritto nel messaggio
news:81Z211Z232Z201Y...@usenet.libero.it...

> Non ho capito bene se era caldo nel senso che faceva caldo e, cosě, ti sei
> gustata ancora di piů il Prosecco freddo e frizzante oppure se era caldo
> il
> povero Bortolomiol che ti hanno portato e che, in questo modo, non hai
> potuto apprezzare al meglio.

era caldo nell'aria. Il vino era fresco. Aveva le bollicine, ma non una cosa
esagerata. Ma guarda che io sono una ignorante completa in materia.

> Quanto a Bortolomiol , secondo me č uno dei migliori produttori di
> Prosecco
> nei suoi vari modi.

Allora il mio ricordo ha solide basi!

> E poi, non vorrai mica che in un'occasione del genere mi pres..., pardon,
> faccia presentare il protagonista del racconto con una bottiglia da
> battaglia? Con una Francese spocchiosa?

Cazzarola! una francese! non avevo collegato! offrire un vino frizzante a un
francese č masochismo puro... sempre pronti a vantarsi del loro champagne...
che a me fa venire mal di testa solo a guardarlo nel bicchiere.
Preferisco un prosecco, un cartizze, un lugana... anche se io sarei una da
rosso!

syd bartleby

unread,
Jul 31, 2006, 4:10:13 AM7/31/06
to
On Wed, 26 Jul 2006 20:37:35 GMT, uno_...@tele2.it (uno nero) wrote:

>Allora, avevo deciso di andare al mare e già questo è strano parecchio
>perché io al mare ci vado poco e sempre poco volentieri.

Che bel racconto, Uno. Complimentoni sinceri. Leggero, scritto senza calcare
troppo la penna sul foglio, lascia in bocca il gusto della frittura, del
Canevel e Bortolomiol e una leggera euforia da principio sbronza. E un
sorriso largo così. Altro che i commenti di candido cannavò: questo è il
vero articolo di fondo che avrebbe dovuto pubblicare la Gazza. :-)

Grazie per la bella lettura.

Ti abbraccio,
syd

uno nero

unread,
Jul 31, 2006, 9:51:27 AM7/31/06
to
Il 28 Lug 2006, 14:53, "kamicina" <kami...@yahoo.it> ha scritto:
>
> >
> > Urfidi?
>
> Urfido [s. m.]
> Dicasi di cosa o persona abietta, laida, viscida, grigia et similia.
> Ambito d'uso: popolare

Oddio, anche grigia?

taglia

> >
> > > Ma allora è vero ciò che si dice sul suo conto.


> >
> > Sul conto di chi, tesoro?
>
> sul conto della sorella. Anche la mia. Tutto vero. Le sorelle son
> sempre delle grandi troie.

E perché, poi, quella sarebbe dovuta essere troia?
Solo perché ha fatto un bocchino a uno?
Va ben che era nero...

uno nero

uno nero

unread,
Jul 31, 2006, 10:01:46 AM7/31/06
to
Il 31 Lug 2006, 10:10, bart...@yaspammatuaziahoo.it (syd bartleby) ha
scritto:

> ... Altro che i commenti di candido cannavò: questo è il


> vero articolo di fondo che avrebbe dovuto pubblicare la Gazza. :-)

Beh, questa è proprio bella!
In verità la voglia di scrivere questa barzelletta mi è venuta proprio
perché ero indignato per come era stato trattato il povero Matrix e per
come, secondo me, non è stato sufficientemente sostenuto dal mondo sportivo,
federazione e stampa per primi.
Pensa che l'ho sempre detestato e ho cominciato ad apprezzarlo solo ai
Mondiali.

Grazie, molte, per tutto il resto.

Ricambio l'abbraccio
uno

Beckett

unread,
Aug 1, 2006, 1:45:24 AM8/1/06
to

"uno nero" <uno_...@tele2.it> a écrit dans le message de news:
83Z176Z121Z237Y...@usenet.libero.it...

> Quella sua maglietta fina
>
> Questa che mi è capitata è proprio stramba e ve la voglio raccontare.


.... mazza, torno da qualche giorno in campagna anti-caldo e chi ti trovo?
uno nero scrittore redivivo, proprio quello dei lupi mannari
all'incontrario!
e con un racconto così, come dire, IT qui dove vivo... diable!


> Allora, avevo deciso di andare al mare e già questo è strano parecchio
> perché io al mare ci vado poco e sempre poco volentieri.
>
> La sabbia che scotta, il sole che scotta, la luce che abbaglia, il
> cicaleccio che rintrona. Poi io sono anche miope e quando vado a fare il
> bagno, senza occhiali, entro in un mondo dove tutto è sfumato, confuso,
> lontano. Incerto ed insicuro.

quoto!


> Il mare non ha una gran attrattiva, non ha neanche un gran senso, per me.

...no, questo no: dico, ma la conosci la Liguria d'inverno??? i limoni, la
mimosa, il gennaio ligure?

a parte ciò, il racconto è proprio divertente e bello: mamma mia, la
frittura! non so gli altri, non ho ancora letto i commenti, ma l'erotismo
del mangiare per me che son golosa... e una frittura con la polenta, da
mangiare con le dita, per riempirsele di grasso e succhiarle dopo, alla
ricerca delle ultime briciole.
e poi il finale, beh, che dire? bellissima la scena della mutante lei-lui,
lui in trasparenza come una specie di ologramma allucinante!
e anche l'ultimo appello alla "vittima" della vicenda reale, che ridere, che
leggerezza, da cartone animato.
(per i commenti acidi sulla realtà della vicenda, se vuoi sentire la mia
bile, in privato!)

bravo
beckett


uno nero

unread,
Aug 1, 2006, 6:23:25 AM8/1/06
to
Il 01 Ago 2006, 07:45, Beckett <beck...@free.fr> ha scritto:
>
> "uno nero" <uno_...@tele2.it> a écrit dans le message de news:
> 83Z176Z121Z237Y...@usenet.libero.it...
> > Quella sua maglietta fina
> >
> > Questa che mi è capitata è proprio stramba e ve la voglio raccontare.
>
>
>
>
> .... mazza, torno da qualche giorno in campagna anti-caldo e chi ti trovo?
> uno nero scrittore redivivo, proprio quello dei lupi mannari
> all'incontrario!
> e con un racconto così, come dire, IT qui dove vivo... diable!

Pensa cos'hai rischiato! ;o))
Tutto per qualche giorno di campagna anticaldo, poi.
Che magari non c'era neanche una chiesetta con affreschi medioevali e
madonne poppute che spargevano dolorose il loro latte. :o))

taglia


>
> > Il mare non ha una gran attrattiva, non ha neanche un gran senso, per
me.
>
> ...no, questo no: dico, ma la conosci la Liguria d'inverno??? i limoni, la
> mimosa, il gennaio ligure?

No, dai, cazzo beckett.
Anche tu, 'sta confusione tra autore e protagonista.
Ho rappresentato un tipo così, che conosce un tipo di mare così, e non ne
conosce tanti altri, e se anche li conosce in quel momento tiene in
considerazione quel tipo di mare. Non altri.
So anch'io che la Riviera è un'altra cosa. E l'inverno al mare è un'altra
cosa.
Ma mica ci vanno tutti in Riviera a gennaio eh!

taglia

> (per i commenti acidi sulla realtà della vicenda, se vuoi sentire la mia
> bile, in privato!)

Grazie per tutto il resto.
Quanto ai tuoi commenti acidi, caspita se mi interessano.
Sai bene come farmeli avere.

>
> bravo
> beckett
>

Grazie
uno

Beckett

unread,
Aug 2, 2006, 2:01:18 AM8/2/06
to

"uno nero" <uno_...@tele2.it> a écrit dans le message de news:
>>
>> > Il mare non ha una gran attrattiva, non ha neanche un gran senso, per
> me.
>>
>> ...no, questo no: dico, ma la conosci la Liguria d'inverno??? i limoni,
>> la
>> mimosa, il gennaio ligure?
>
> No, dai, cazzo beckett.
> Anche tu, 'sta confusione tra autore e protagonista.


no, dai, cazzo, uno, hai ragione: e io che mi infuoco per farla capire 'sta
cosa ai miei studenti, che non isogna confondere autore e protagonista...
beh, guarda, il fatto è che a me la Liguria d'inverno mi è entrata dentro e
non mi uscirà più (anche se ciò detto su ISR può dar adito alle più bizzarre
elucubrazioni: "della quintupla penetrazione delle cinqueterre (una davanti,
una dietro, una in bocca, le ultime in ogni mano)"; "bocchino a portofino";
"la mia scopata con quel porcello non più giovane di molo vecchio"...)

Ma il problema è un altro, e la delusione cocente: se tanto mi dà tanto,
cioè, se non bisogna confondere il personaggio e l'autore, allora il pompino
della donnaccia di cui sopra non te lo sei beccato tu???? e io che
credevo...

désolée... du diable, désolée
beckett

S

unread,
Aug 2, 2006, 2:28:59 AM8/2/06
to

"Beckett" <beck...@free.fr> ha scritto nel messaggio
news:44d03fb2$0$1331$626a...@news.free.fr...

> a me la Liguria d'inverno mi è entrata dentro e non mi uscirà più (anche
> se ciò detto su ISR può dar adito alle più bizzarre elucubrazioni: "della
> quintupla penetrazione delle cinqueterre (una davanti, una dietro, una in
> bocca, le ultime in ogni mano)"; "bocchino a portofino"; "la mia scopata
> con quel porcello non più giovane di molo vecchio"...)

Professoressa, tu mi stupisci! Complimenti per la fantasia!

... comunque passi per il "vecchio", ma "molo" è troppo...

Un bacio
Susy

Beckett

unread,
Aug 2, 2006, 4:54:26 AM8/2/06
to

"S" <susa...@hotmail.com> a écrit dans le message de news:
44d0462b$1...@x-privat.org...

> Professoressa, tu mi stupisci! Complimenti per la fantasia!

Me lo dicono anche i miei studenti...


> ... comunque passi per il "vecchio", ma "molo" è troppo...
>

... ho detto "molo", eh, non "mollo": cioè, è duro!

> Un bacio
> Susy

un bacio a te
beckett

uno nero

unread,
Aug 2, 2006, 5:13:40 AM8/2/06
to
Il 02 Ago 2006, 08:01, Beckett <beck...@free.fr> ha scritto:
>

taglia

> beh, guarda, il fatto è che a me la Liguria d'inverno mi è entrata dentro
e

Beh, francamente, anche a me Cortina a metà autunno, la Provenza a
primavera, e, che so, l'estate sul lago Myvatn, non mi dispiacciono mica. Ma
non mi sento particolarmente originale. [;o))

> non mi uscirà più (anche se ciò detto su ISR può dar adito alle più
bizzarre
> elucubrazioni: "della quintupla penetrazione delle cinqueterre (una
davanti,
> una dietro, una in bocca, le ultime in ogni mano)"; "bocchino a
portofino";
> "la mia scopata con quel porcello non più giovane di molo vecchio"...)

Caspita, Beckett, allora non sei solo tette e tesserino, dentro quel petto
(qual petto!) batte un cuore da poeta (cit.).
Bisognerà, certo, che tu ci dia presto soddisfazione e testimonianza di ciò.

>
> Ma il problema è un altro, e la delusione cocente: se tanto mi dà tanto,
> cioè, se non bisogna confondere il personaggio e l'autore, allora il
pompino
> della donnaccia di cui sopra non te lo sei beccato tu???? e io che
> credevo...

E qui, mi spiace, ma non posso non riprenderti severamente:

1. Come ti esprimi male!!
1.1 Perchè donnaccia? Ti riferisci al gesto erotico o a quello violento?
Perchè per il secondo non si è soliti usare questo termine e, con
riferimento al primo, perché darle della "donnaccia"?
1.2 Anche il termine "beccato" mi pare piuttosto inappropriato attribuito ad
un "pompino". Che può essere gustato, goduto, ricevuto in dono. In taluni
casi, non questo, subito. Mai "beccato". Mai.

2. Cosa c'è nei racconti.
Il primo assioma della narrativa cita così:
"Tutto ciò che viene raccontato, accade".
Come accade? Dove accade?
Non lo so.
E non ha importanza.
Ma accade.

Vuoi vedere l'ematoma violaceo sulla bocca dello stomaco?

Desolè de ta desolation

un noire

Beckett

unread,
Aug 2, 2006, 5:55:55 AM8/2/06
to

"uno nero" <uno_...@tele2.it> a écrit dans le message de news:

> Caspita, Beckett, allora non sei solo tette e tesserino, dentro quel petto


> (qual petto!) batte un cuore da poeta (cit.).
> Bisognerà, certo, che tu ci dia presto soddisfazione e testimonianza di
> ciò.
>

di ciò: del petto o del cuor poetico?


> E qui, mi spiace, ma non posso non riprenderti severamente:

prego, prof, vadi pure con severità

>
> 1. Come ti esprimi male!!

uh, scusa, cazz... minch... orco... anzi, come dice Carlo Emilio Gadda:
"occaaònna occoìo" (racconto: "Cinema")

> 1.1 Perchè donnaccia? Ti riferisci al gesto erotico o a quello violento?

a quello violento, ovviamente, che diàmine!

> Perchè per il secondo non si è soliti usare questo termine

embè? io lo uso, tiè!

e, con
> riferimento al primo, perché darle della "donnaccia"?

a, no, in quel caso no!

> 1.2 Anche il termine "beccato" mi pare piuttosto inappropriato attribuito
> ad
> un "pompino". Che può essere gustato, goduto, ricevuto in dono. In taluni
> casi, non questo, subito. Mai "beccato". Mai.

Mai dire mai, uno: metti che il prossimo pompino te lo fa un galletto
vallespluga...


> 2. Cosa c'è nei racconti.
> Il primo assioma della narrativa cita così:
> "Tutto ciò che viene raccontato, accade".
> Come accade? Dove accade?
> Non lo so.
> E non ha importanza.
> Ma accade.

Amen! (ma è vero!)


>
> Vuoi vedere l'ematoma violaceo sulla bocca dello stomaco?

ok, ma più giù no, neh? che son ragazza seriosetta...

ciau!
beckett


> Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

uno nero

unread,
Aug 2, 2006, 6:48:29 AM8/2/06
to
Il 02 Ago 2006, 11:55, Beckett <beck...@free.fr> ha scritto:
>
>> >
>
> di ciň: del petto o del cuor poetico?

Del cuor poetico, che diamine.
Come ti permetti, maliziosa, anche solo di averli, simili pensieri?
>
>
taglia
>
> > Perchč per il secondo non si č soliti usare questo termine
>
> embč? io lo uso, tič!
>
Affari tuoi.
Ma, se permetti, č un atteggiamento leggermente infantile. [:o))

taglia

> > un "pompino". Che puň essere gustato, goduto, ricevuto in dono. In


taluni
> > casi, non questo, subito. Mai "beccato". Mai.
>
> Mai dire mai, uno: metti che il prossimo pompino te lo fa un galletto
> vallespluga...

Hahahahahaha.
Grande battuta, mi hai fatto proprio sganasciare!!!
Come si dice? ROTFL?
>
taglia

> >
> > Vuoi vedere l'ematoma violaceo sulla bocca dello stomaco?
>

> ok, ma piů giů no, neh? che son ragazza seriosetta...

Sarai anche seriosetta, Becky, ma anche maliziosetta...
Perché?
Prova a dirmelo.

Eh sě.
Proprio maliziosetta.

Sani
uno

S

unread,
Aug 2, 2006, 6:55:27 AM8/2/06
to

"Beckett" <beck...@free.fr> ha scritto nel messaggio
news:44d076ac$0$1312$626a...@news.free.fr...

> Mai dire mai, uno: metti che il prossimo pompino te lo fa un galletto
> vallespluga...

Uno, mi sa che ce l'hai piccolo veramente!

:)

Susy

uno nero

unread,
Aug 2, 2006, 8:59:39 AM8/2/06
to

Mai stato un problema.

Per te sě?

> :)

[:o)
>
> Susy
>
uny

haimle

unread,
Aug 2, 2006, 12:32:18 PM8/2/06
to
"S" <susa...@hotmail.com> wrote in message
news:44d0462b$1...@x-privat.org

>
> "Beckett" <beck...@free.fr> ha scritto nel messaggio
> news:44d03fb2$0$1331$626a...@news.free.fr...
>

> Professoressa, tu mi stupisci! Complimenti per la fantasia!

oddio, una prof. che si chiama beckett, oltre a confondermi,
(basta molto meno) sul piano del genere (sir thomas a...)
m'intriga assai , specie se , come in codesto caso, vedo che ci sono
alcuni post che non sono leggibili (message not available)
e l'ultimo, di uno, prevede un pompino
da parte di un galletto amburghese..

Chi ne è responsaìbile la susina o l'austero britannico?

Allora ditelo che volete mandarmi in vacanza ancora più stranito
del solito, porca la vacca svizzera.

lehaim da haimle


>
> ... comunque passi per il "vecchio", ma "molo" è troppo...
>
> Un bacio
> Susy

Beckett

unread,
Aug 3, 2006, 6:07:42 AM8/3/06
to

"haimle" <hai...@libero.it> a écrit dans le message de news:

>> Professoressa, tu mi stupisci! Complimenti per la fantasia!
>
> oddio, una prof. che si chiama beckett, oltre a confondermi,
> (basta molto meno) sul piano del genere (sir thomas a...)
> m'intriga assai , specie se , come in codesto caso, vedo che ci sono
> alcuni post che non sono leggibili (message not available)

... eccomemaiiii??? ehhhhhhhhhh??? bohhhhhhhhh????????


> e l'ultimo, di uno, prevede un pompino
> da parte di un galletto amburghese..
>

> Chi ne č responsaěbile la susina o l'austero britannico?

l'austero britannico chi sarebbe? che io son beckett italiana in francia,
tanto per mandarti in vacanza ancora piů stranito... (vedi sotto)


> Allora ditelo che volete mandarmi in vacanza ancora piů stranito


> del solito, porca la vacca svizzera.
>
> lehaim da haimle
>

ciao a te!
beckett

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