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Curiosità: neuroni e "bravura"

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Gigino Core Pazzo

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Jul 20, 2008, 12:17:38 PM7/20/08
to
Un saluto al NG. Spero di non porre una domanda "stupida".
Vorrei sapere se è corretto affermare che, per esempio, una persona è più
brava nella musica di un'altra perchè in una data zona del cervello possiede
un maggior numero di neuroni, oppure, altro esempio, è più brava in
matematica perchè in un'altra zona del cervello possiede un maggior numero
di neuroni.
E' chiaro che il talento sviluppatosi dipende anche dalla situazione
ambientale (stimolazioni ricevute), ma comunque mi incuriosisce sapere se
esiste anche tale correlazione quantitativa, se non altro dal punto di vista
della predisposizione.
Grazie.

--
Gino, al secolo "Gigino Core Pazzo"
core...@gmail.com


piesse

unread,
Jul 21, 2008, 5:26:39 AM7/21/08
to
Gigino Core Pazzo wrote:
> Un saluto al NG. Spero di non porre una domanda "stupida".

Più che altro domanda difficile...

> Vorrei sapere se è corretto affermare che, per esempio, una persona è più
> brava nella musica di un'altra perchè in una data zona del cervello possiede
> un maggior numero di neuroni, oppure, altro esempio, è più brava in
> matematica perchè in un'altra zona del cervello possiede un maggior numero
> di neuroni.

Più che il numero di neuroni, è il numero e la qualità delle connessioni
(sinapsi) che si formano fra i neuroni delle varie zone in seguito ai
vari stimoli, che determina la capacità di mettere in relazione stimoli
diversi (e quindi la conoscenza).
Se poi l'intelligenza sia solo una questione di quantità di connessioni
o di altro, non credo lo si sappia.


saluti,
piesse

GiorgioM

unread,
Jul 21, 2008, 11:58:43 AM7/21/08
to

> Se poi l'intelligenza sia solo una questione di quantità di connessioni
> o di altro, non credo lo si sappia.
>

L'intelligenza si misura in questo modo: chi crede di misurarla è
sicuramente poco intelligente.


Gigino Core Pazzo

unread,
Jul 24, 2008, 8:44:49 AM7/24/08
to
On 21 Lug, 17:58, GiorgioM wrote:

> L'intelligenza si misura in questo modo: chi crede di misurarla è
> sicuramente poco intelligente.

E' una risposta solo "sul lato umano" o anche sul lato scientifioco?
Sul lato umano, sono d'accordo: spesso ci sono persone che danno del
"poco intelligente" ad altri, senza rendersi conto di come sono loro
stessi.
Invece, sul lato scientifico, che credibilità dai ai test Q.I.?
Ciao.

P. Bianchi

unread,
Jul 25, 2008, 1:44:17 AM7/25/08
to
"Gigino Core Pazzo" <core...@gmail.com> ha scritto nel messaggio

> > L'intelligenza si misura in questo modo: chi crede di misurarla č
> > sicuramente poco intelligente.

> E' una risposta solo "sul lato umano" o anche sul lato scientifioco?

E' una risposta "umana". Se l'uomo consiste nel suo cervello e
l'intelligenza e' l'indicatore generale del suo cervello, allora non si puo'
condensare un uomo in un punteggio.

Ma se riduciamo l'intelligenza ai suoi sottoaspetti operativi e la definiamo
come capacita' di risolvere varie tipologie di problemi, allora
probabilmente questa capacita' diventa una specie di prestazione atletica ed
e' sicuramente misurabile.

Pero' questo tipo di definizione e di misurazione si inserisce in una
visione tayloristica (cioe' parcellizzata e specializzata) del lavoro, per
cui se uno ha un basso punteggio di intelligenza matematica e alto di
intelligenza verbale, lo metti alle vendite e non in ragioneria. Siamo cioe'
dalle parti degli studi pratico-empirici mirati alla selezione attitudinale.
Il QI tecnicamente e' la somma dei punteggi nelle varie prove attitudinali,
e chi eccelle e' un grande eclettico.

Nulla ti dice se sia anche una persona simpatica, empatica, umana,
affidabile, tenace, cattiva, un lavativo o uno sgobbone, uno stronzo di
prima categoria o un amico piacevole. Probabilmente anche questi aspetti
sono definibili operativamente e misurabili, ma sono sempre qualita'
sociali che valgono in un certo contesto sociale e i cui indicatori numerici
cambierebbero cambiando il contesto, quindi si sottraggono alla pretesa
universalistica della scienza.

Al che tutti facciamo un sospiro di sollievo e pensiamo che fino al prossimo
Hari Seldon (quello che matematizzava la sociologia) l'abbiamo scampata.


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