alberto ha scritto:
> Ecco il problema: in un moto su una retta orientata la velocità di un
> punto materiale è data dalla legge
> v(t)=te^(-t). Determina l'equazione del moto sapendo
> che all'instante iniziale t0=0s il punto ha ordinata 1.
Intervengo per criticare questa pessima abitudine di alcuni autori, di
voler usare un linguaggio fisico e di scrivere poi formule che secondo
le comuni regole della fisica sono prive di senso, e verrebbero
pesantemente penalizzate da qualunque insegnante.
In fisica spazio e tempo *sono grandezze fisiche*, hanno dimensioni e
si scrivono con le unità di misura.
perciò una formula come
v(t)=te^(-t)
è sbagliata per due ragioni:
1) non si può eguagliare una velocità a un tempo (anche se
moltiplicato per un'esponenziale, che è sempre adimensionale
2) l'argomento del'esponenziale deve essere un numero puro, quindi non
può essere un tempo.
Poi si aggiunge la pignoleria di scrivere invece "t = 0s", cioè di
dotare di unità di misura il tempo...
Se in accordo con l'uso matematico si vogliono trattare variabili e
funzioni come semplici numeri, allora *non si deve* vestire il
problema con uno pseudo-contenuto fisico: lo si deve enunciare così:
"Sia x(t) una funzione reale della var. reale t, v(t) la sua derivata.
Trovare l'integrale particolare dell'eq. differenziale
v(t)=te^(-t)
che soddisfa la condizione iniziale x(0) = 1."
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Elio Fabri