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Per Franco che sta in America

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Luciano Buggio

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Jan 3, 2010, 9:16:49 AM1/3/10
to
Per gli altri sar� arabo,ma tu mi capirai.
Ho acquistato poco fa Orione ed ho trovato quella storia di Rita
Bernabei che sotto il Gran Sasso ha misurato le modulazioni annuali
dei neutrini.
Supponiamo che i neutrini altro non siano che una radiazione ancora
pi� dura della gamma (viaggiano a c, non hanno carica e la loro massa
� problematica quanto quella dei fotoni): tra l'altro feci questa
ipotesi gi� nel 1993, ma non importa.
Ad essi allora si applicherebbero le mie demenziali e preoccupanti
implicazioni cefeidee: :quando l'osservatore si muove verso
l'emettitore riceve informazioni da un suo passato pi� lontano, e se
se ne allontana quelle di un passato pi� recente.
Quindi lungo la tangente all'orbita terrestre, in dicembre ed in
giugno , in un cielo non so quanto profondo, c'� un oggetto che nel
corso della sua storia ha iniziato a subire una variazione,e da allora
essa � stata in corso quanto meno per la durata delle osservazioni
della Bernabei.
La coincidenza straordinaria � che abbiamo di nuovo una donna.
Come una vera Rubin rediviva, anche Rita Bernabei osserva fluttuazioni
(Vera delle velocit� radiali delle Galassie Spirali anche lei tira in
ballo la materia oscura (una strisciata che investe
parzialmente'l'orbita terrestre): anche lei un po' invisa
all'Ufficialit� (gli americani vogliono collaborare col suo
esperimento, tra l'altro dicendo che le sue osservazioni sono
sbagliate, e lei ha detto gi� no grazie). Speriamo che almeno sotto il
gran sasso abbiano messo le toilette per le Signore, a spese del
contribuente, toilette che mancavano negli osservatori ai tempi di
vera Rubin, ragione per la quale aveva difficolt� ad esservi ammessa.
A parte i cessi, un'altra differenza �� che la Rubin osservava il
cielo stando all'aperto, e non da caverne sotterranee.
Per� anche la Rita potrebbe uscire da quel girone luciferino a
prendere un po' d'aria, "a veder le stelle" come fece Dante alla fine
del 33� canto dell'Inferno, e guardare, nei prossimi anni, in giugno
ed in dicembre, con l'occhio fuggitivo lungo la tangente all'orbita,
nel caso incui quell'evento celeste abbia avuto come conseguenza anche
l'emissione nel visibile.
Ciao e saluti da Leone (gli ho parlato di te, gli ho detto che sei il
babau di pap�, ma che pu� stare tranquillo perch� sei in America)

Luciano Buggio

Bruno Rizzuti

unread,
Jan 5, 2010, 6:49:56 PM1/5/10
to
On 03/01/2010 15.16, Luciano Buggio wrote:

> "a veder le stelle" come fece Dante alla fine
> del 33� canto dell'Inferno


..."a riveder le stelle", e il canto e' il 34esimo (il proemio
convenzionalmente fa parte dell'Inferno, che quindi ha un canto in piu'
rispetto a Purgatorio e Paradiso).

Scusatemi l'OT, ma sul Sommo Poeta non transigo. :)

Ciao, Bruno.

L.B.

unread,
Jan 7, 2010, 3:38:38 AM1/7/10
to
Bruno Rizzuti ha scritto:

> On 03/01/2010 15.16, Luciano Buggio wrote:

> > "a veder le stelle" come fece Dante alla fine

> > del 33� canto dell'Inferno


> ...."a riveder le stelle", e il canto e' il 34esimo (il proemio

> convenzionalmente fa parte dell'Inferno, che quindi ha un canto in piu'
> rispetto a Purgatorio e Paradiso).

> Scusatemi l'OT, ma sul Sommo Poeta non transigo. :)

Perfettamente d'accordo.
Tanto che la prima correzione (dell'omissione dell'iterativo) l'avevo
fatta quattro giorni fa in i.s., dove ho lanciato questo post (qui �
finito per sbaglio:

http://www.newsland.it/nr/browse/it.scienza/70221.html

Ciao.
Luciano Buggio

> Ciao, Bruno.


--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it

Franco

unread,
Jan 8, 2010, 8:42:22 PM1/8/10
to
Luciano Buggio wrote:

> Ho acquistato poco fa Orione ed ho trovato quella storia di Rita
> Bernabei che sotto il Gran Sasso ha misurato le modulazioni annuali
> dei neutrini.

Questa volta e` facile. Quello di cui parla Orione e` quanto presentato
dall'autrice qui: http://people.roma2.infn.it/dama/ppt/bernabei_NOVE2008.ppt

E sei anche fortunato: la prof. Bernabei parla italiano, contattala (
http://people.roma2.infn.it/~bernabei/cont.html ) e proponile la tua idea.

> Supponiamo che i neutrini altro non siano

Ex falso quodlibet

Non basta cercare una verifica (che non c'e`) per provare una teoria.
Basta un controesempio per falsificarla.

--

Franco

Wovon man nicht sprechen kann, dar�ber mu� man schweigen.
(L. Wittgenstein)

Luciano Buggio

unread,
Jan 9, 2010, 3:52:52 AM1/9/10
to
On 9 Gen, 02:42, Franco <in...@hotmail.com> wrote:
(cut)
>
> E sei anche fortunato: la prof. Bernabei parla italiano, contattala (http://people.roma2.infn.it/~bernabei/cont.html) e proponile la tua idea.

Fatto.


>
> > Supponiamo che i neutrini altro non siano
>
> Ex falso quodlibet

Aggiungo, per quanto riguarda l'ipotesi dei neutrini come fotoni molto
duri, che la sperimentazione della loro lunghezza d'onda,
richiederebbe un apparato che credo impossibile da mettere a punto.
Gli x (diffrazione alla bragg) hanno bisogno di una "fessura"
dell'ordine di grandeza dell'atomo.
I gamma, credo, del nucleone.
E fin qui apparatiper rilevare interferenza e diffraizoni sono
possobili.
Ma poi?
E se i neutrini fossero radiazioni che hanno bisogno, per creare
diffrazione osservabile,diciamo, di un costituente ancora pi�
elementare?

Ne sai qualcosa?
O devo chiedere sempre a Rita?
Tu non hai nulla da dire?

Luciano Buggio
http://www.lucianobuggio.altervista.org

Mezzomatto

unread,
Jan 9, 2010, 8:13:36 AM1/9/10
to

"Franco" <in...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:hi8mu1$58c$1...@nnrp-beta.newsland.it...

> Non basta cercare una verifica (che non c'e`) per provare una teoria.
> Basta un controesempio per falsificarla.

Gi�, e allora come la mettiamo?
Su cosa si basa la solidit� di una teoria?
Solo sul fatto che non si trova un controesempio per falsificarla?
Siamo sempre al paradosso del corvo nero? Che basta una mucca gialla per
confermare la teoria che 'tutti i corvi sono neri'?

No! Non � una domanda retorica: Su cosa si basa la solidit� di una teoria?

G. De M.

Enrico SMARGIASSI

unread,
Jan 15, 2010, 10:12:31 AM1/15/10
to
Mezzomatto ha scritto:

> Su cosa si basa la soliditᅵ di una teoria?


> Solo sul fatto che non si trova un controesempio per falsificarla?

Non esattamente: sul fatto che i falsificatori potenziali sono stati
cercati e che i risultati sperimentali sono risultati coerenti con la
teoria. Maggiore il numero di falsificazioni fallite, maggiore la
solidita' della teoria.

Questo secondo Popper; il dibattito successivo, negli anni '60 e '70, ha
sottolineato come questa sia una visione un po' troppo semplice. Ma
l'ossatura rimane quella.

> Siamo sempre al paradosso del corvo nero?

No, quello e' un paradosso della conferma, qui si parla di
falsificazione. Non e' la stessa cosa.

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