Una delle più interessanti osservazioni di Einstein sulla visione
scientifica moderna del mondo è la seguente:
http://www.science.unitn.it/~traini/didattica/articles/divulgare-insegnare.doc
(--) E veniamo al punto interessante. Lei trova strano che io consideri
la comprensibilità della natura (per quanto siamo autorizzati a
parlare di comprensibilità), come un miracolo (Wunder) o un eterno
mistero (ewiges Geheimnis). Ebbene, ciò che ci dovremmo aspettare, a
priori, è proprio un mondo caotico del tutto inaccessibile al
pensiero. Ci si potrebbe (di più, ci si dovrebbe) aspettare che il
mondo sia governato da leggi soltanto nella misura in cui interveniamo
con la nostra intelligenza ordinatrice: sarebbe un ordine simile a
quello alfabetico, del dizionario, laddove il tipo d'ordine creato ad
esempio dalla teoria della gravitazione di Newton ha tutt'altro
carattere. Anche se gli assiomi della teoria sono imposti dall'uomo,
il successo di una tale costruzione presuppone un alto grado d'ordine
del mondo oggettivo, e cioè un qualcosa che, a priori, non si è per
nulla autorizzati ad attendersi. È questo il "miracolo" che vieppiù
si rafforza con lo sviluppo delle nostre conoscenze.
È qui che si trova il punto debole dei positivisti e degli atei di
professione, felici solo perché hanno la coscienza di avere, con pieno
successo, spogliato il mondo non solo degli dèi (entgöttert), ma anche
dei miracoli (entwundert). Il fatto curioso è che noi dobbiamo
accontentarci di riconoscere "il miracolo" senza che ci sia una via
legittima per andare oltre. Dico questo perché Lei non creda (--)che io
– fiaccato dall'età – sia ormai facile preda dei preti.
Cari saluti a tutti voi,
Suo
A. Einstein
In effetti ciò che più stupisce del mondo descritto dalla scienza è il
fatto che a pensarci all'inizio sembra qualcosa di bizzarro, di
qualcosa del tutto imporobabile che alcuni semplici esseri viventi
bipedi alti poco meno di due metri e comparsi da un un periodo di
tempo infinitesimale rispetto all'età dell'universo, mediante la
matematica, un semplice insieme di simboli e convenzioni inventato
dalle menti di tali esseri viventi e mediante un'osservazione limitata
a organi di senso sviluppati unicamente alla propria sopravvivenza sia
in grado di accedere a leggi universali in grado di prevedere con
incredibile precisione un così grande numero di fenomeni che accadono
anche a un numero enorme di anni luce di distanza da noi. E' questo
che stupisce, il fatto che esseri così limitati comprendano almeno
parte dell'ordine della totalità del cosmo. Cosa ha la mente umana
così di particolare che ha questo privilegio di conoscere tali così
complesse caratteristiche relative non a piccoli aspetti della realtà
come cacciare animali o a come ripararsi dal freddo ma relative
all'intero cosmo?
Ancora più stupore inaspettato porta inoltre la constatazione che tali
leggi, tale ordine, come nota Einstein, non sono affatto paragonabili
a quelle di una descrizione di alcune regolarità che però sono sparse
in modo casuale nell'universo in tempo e spazio. Si potrebbe
tranquillamente immaginare ad esempio un cosmo come un edificio con un
insieme di stanze dove nelle stanze 1, 5, ed 8 è presente una certa
legge di gravitazione dei corpi A, nelle stanze 2 e 4 però ne è
presente un'altra B del tutto diversa, nella 6 un'altra C diversa
ancora e così via (e come mai appunto in tali stanze ci sia una certa
legge e in altre no è un caso, non riducibile a leggi ancora più
generali) e magari pensare che ci sono stanze in cui le leggi a
partire da un certo momento nel tempo sono cambiate (ad esempio si
potrebbe registrare che fino a due anni fa nella stanza 2 c'era non la
legge B ma la legge C... Invece nel nostro mondo in cui vivamo
qualcosa del genere clamorosamente non avviene! Non esistono diverse
leggi di gravitazione, una relativa ai pianeti più interni del sistema
solare, altre relative ai pianeti più esterni ed altre ancora relative
ad altri sistemi solari (e magari variabili magari negli anni o nei
secoli...) Esiste una sola legge di gravitazione, uguale in ogni tempo
e luogo!
Si potrebbe quindi dire che il cosmo ha una unica forma di ordine
razionale e che si possa dire (anche se sembrano affermazioni
antropomorfismo, ma potremo più che altro parlare non di
antropomorfismo ma di analogie) che il cosmo abbia caratteristiche che
potremmo definire "mentali" (e che di conseguenza la mente umana abbia
caratteristiche che si possano definire "cosmiche") in modo che si
possa affermare che tali caratteristiche sono condivise? Naturalmente
tutto ciò presupponendo che si sostengano le tesi della visione della
scienza affermate da Einstein nello scritto citato prima, certo, come
è noto molte affermazioni di Einstein sono state criticate da i suoi
colleghi, sarei interessato a sapere perciò se qualcuno conosce studi
su questo dibattito epistemologico dell'intelleggibilità dell'universo
e del legame che hanno le caratteristiche della struttura del cosmo
con quelle della mente che lo comprende.
Ciao.