http://daily.wired.it/news/scienza/2012/04/17/triangolo-morte-rifiuti-vita-corta-63214.html
Campania, nel triangolo della morte si invecchia precocemente
Le donne che vivono nella zona tra Acerra, Nola e Marigliano hanno
estremità dei cromosomi più corte rispetto alle residenti in luoghi dove
non ci sono discariche illegali. Un segno di vecchiaia cellulare. Ecco i
risultati di uno studio italiano
17 aprile 2012 di Roberto Inchingolo
Che le discariche abusive nei paesi in provincia di Napoli siano un
problema per l’ambiente non è una novità. Ora, una ricerca di scienziati
italiani rivela che, a parte un maggior rischio di tumori e malattie
respiratorie, i rifiuti illegali nel triangolo della morte, la zona tra
Acerra, Nola e Marigliano, potrebbero anche essere responsabili dell’
invecchiamento precoce.
In un campione di 50 donne che vivevano nei pressi delle discariche dei
tre comuni campani, il ginecologo Carmine Nappi e i suoi colleghi dell’
Università degli Studi di Napoli Federico II hanno rivelato un
accorciamento dei telomeri, quelle sequenze di dna presenti alle
estremità dei cromosomi. Ricerche sui telomeri, che sono valse un Nobel
ai ricercatori che le hanno condotte, rivelano che queste componenti del
dna si accorciano naturalmente con l’avanzare dell’età, ma possono
anche consumarsi quando sono esposti a sostanze dannose. Diversi studi
hanno associato telomeri molto brevi a una serie di disturbi legati
all’età, come malattie cardiache e demenza.
Già nel 1998, un articolo della rivista Lancet aveva lanciato l’allarme:
nella zona soprannonimata Triangolo della Morte, le oltre 1.200
discariche abusive di rifiuti pericolosi erano la causa dell’elevato
numero di decessi per cancro e di difetti congeniti registrati alla
nascita. Allo scopo di capire le cause di questi difetti, Nappi - con la
collaborazione di Bruna De Felice della Seconda Università di Napoli -
hanno valutato numerosi campioni di sangue prelevati da donne sane che
si trovavano in clinica per abortire.
Come riportano i risultati dello studio, consultabili sulla rivista
Gene, gli studiosi hanno scoperto che in queste donne la lunghezza dei
telomeri era significativamente più breve di quella relativa ai campioni
prelevati da 50 donne che vivevano in un’area vicina, ma libera da
discariche. Inoltre, più vicino vivevano alla discarica abusiva, più
gravi erano gli effetti osservati: le donne stavano invecchiando
precocemente. “Le cellule erano state sottoposte a stress ossidativo”,
spiega Nappi. “Le donne – aggiunge - erano sane, ma la ridotta lunghezza
dei telomeri indica che la loro età cellulare era superiore alla loro
età biologica”. E probabilmente è proprio l’ invecchiamento precoce la
causa la causa principale dell’alta incidenza di difetti alla nascita
nella zona.
Sebbene gli scienziati non siano sicuri che le sostanze chimiche nelle
discarica siano responsabili di questo effetto, il principale indiziato
sono le diossine, che come Nappi sottolinea, hanno effetti molto
significativi sullo sviluppo dell’ embrione.
“Questo è uno studio molto importante che conferma lo stretto rapporto
tra ambiente, stress ossidativo e telomeri, già osservato in laboratorio
su diversi modelli animali”, ha commentato Giuseppe Novelli, genetista
del Policlinico dell’ Università degli Studi di Roma Tor Vergata. “
L'invecchiamento è dovuto all’accumularsi, a livello molecolare e
cellulare, di effetti collaterali prodotti dal metabolismo e che il
metabolismo stesso non è in grado di eliminare. L’accumulo di tale
spazzatura – aggiunge il genetista - fa progressivamente diminuire
l’efficienza dell’organismo, finché diventa incapace di difendersi dalle
malattie o di mantenere in funzione gli organi vitali”. La spazzatura
dannosa non è solo ambientale, quindi, ma anche genetica.
(Credit per la foto: LaPresse)
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Oudépote anégnote en taîs grafaîs, líthon hòn apedokímasan hoi
oikodomoûntes hoûtos egenéthe eis kefalèn gonías: parà Kuríou egéneto
haúte, kaì éstin thaumastè en ofthalmoîs hemôn? (Mt 21:42)