> Metodo Di Bella, il giudice del Tribunale dell’Aquila condanna l’ASL
> al pagamento delle spese sostenute per la terapia Di Bella: "la
> Costituzione assicura a ogni individuo la possibilità di intraprendere
> cure e terapie che possano, anche temporaneamente, assicurare
> un’esistenza decorosa e libera".
>
> Ancora un passo in avanti per giungere alla libertà di cura: nelle
> scorse settimane, il giudice del lavoro dell’Aquila, Anna Maria
> Tracanna, ha emesso una sentenza oggi 24/05/2013 in cui riconosce a
> una malata di cancro il diritto a potersi curare con il metodo Di
> Bella.
>
> Ed ancora una volta un’Asl, quella di Avezzano Sulmona, dovrà
> rimborsare le spese per la terapia, poiché la paziente già operata nel
> 2008 e con problemi cardiopatici, non tollera sia la chemioterapia sia
> la radioterapia.
>
> Leggendo la sentenza, si evidenzia la scelta fatta dal giudice del
> lavoro:
>
> A ben vedere infatti, l’art. 32 della Costituzione non può essere
> considerato come una monade ma va riletto e interpretato anche
> alla luce degli altri diritti e doveri scolpiti nella carta
> costituzionale quali l’obbligo di adempiere ai doveri di solidarietà
> ,l’obbligo di rispettare la dignità della persona, l’obbligo di
> assicurare il pari trattamento a tutti gli individui e, soprattutto,
> il fondamentale obbligo di rispettare la libertà individuale e che si
> esplica anche nell’inviolabile diritto di scelta della cura da
> intraprendere…” “In particolare, quando la medicina ufficiale non
> proponga delle valide soluzioni o quando le stesse non sono
> ulteriormente percorribili, la Costituzione, cristallizzando la tutela
> del diritto alla salute in senso lato, assicura a ogni individuo la
> possibilità di intraprendere cure e terapie che, pur nell’incertezza
> del risultato, possano, anche temporaneamente, assicurare un’esistenza
> decorosa e libera – per quanto possibile – dalle sofferenze. A tutela
> del preminente bene della salute, dunque, anche il medico, nella sua
> scienza e coscienza, dovrà sentirsi libero di prescrivere al paziente
> quelle cure che egli ritenga maggiormente idonee a raggiungere un
> beneficio, sia esso la guarigione, sia esso la stabilizzazione della
> malattia intesa come non peggioramento…
>
> Con questa sentenza, si fa chiarezza anche sulla questione riguardante
> la rimborsabilità dei farmaci, poiché l’elenco di medicine pagate dal
> sistema sanitario è governato da regole rigide che si scontrano con il
> naturale diritto alla salute.
>
> In poche parole, i farmaci testati e in commercio, non sono rimborsati
> se si usano secondo altra indicazione rispetto a quelle indicate.
> Tipico l’esempio della somatostatina che è rimborsata se si è affetti
> da un tumore neuroendocrino e non un altro tipo di cancro. Ma i
> tecnici del Ministero dimenticano che una molecola può svolgere più
> funzioni. Ed anche in questo caso, la sentenza del giudice dell’Aquila
> conferma la rimborsabilità dei farmaci, anche se non previsto dagli
> elenchi ministeriali:
>
> A tal riguardo la giurisprudenza di legittimità è intervenuta e ha
> ammesso la possibilità di disapplicare l’atto amministrativo
> contenente gli elenchi dei medicinali ammessi a carico del sistema
> sanitario poiché in contrasto con la legge. La Corte di Cassazione
> negli anni ha affermato che il criterio dell’economicità non può
> spingersi fino al punto di escludere l’esenzione della spesa di un
> farmaco che risulti indispensabile e insostituibile per il trattamento
> di gravi condizioni o sindromi che esigono terapie di lunga durata.
>
> Ci troviamo di fronte ad un precedente molto importante per quanto
> riguarda la libertà di cura, il malato, ha diritto di scegliere come
> curarsi. E proprio per questo motivo che ognuno può usufruire delle
> cure che ritiene opportune per curare la propria patologia, e il
> medico deve essere libero di prescriverle. Libertà di cura significa
> che il sistema sanitario deve rimborsare i costi di queste cure,
> esattamente come rimborsa a chi le sceglie la prima chemioterapia, la
> seconda chemioterapia e così di seguito.
>
> Il giudice con la sua sentenza ha deciso che il diritto alla scelta
> della cura è inviolabile.
e la paziente in che condizioni è ora ?
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Adesso ci stanno riempiendo di elogi. A me vengono i brividi alti
così... Perché? Perché ho timore che ci sia un rilassamento da parte di
qualcuno. C’è l’applauso, c’è la firma, c’è il consenso... Va tutto
bene. Ma la realtà qual è? La realtà è il campo, la realtà è il sudore,
la realtà è il sacrificio. Quello che ci ha portato a fare questo
campionato... E ancora non abbiamo fatto niente. Andiamo a guardare chi
sta avanti... Perché adesso abbiamo raggiunto una maturità tale, che
noi adesso ce la possiamo giocare fino alla fine. Come vi ho detto
prima... Devono vincere lo scudetto? Devono sputare sangue fino
all’ultima partita. Però per fare questo non voglio atteggiamenti
superficiali.